Favole per bambini: 10 favole da raccontare

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  • castello delle favole

Mamma mi racconti una favola?

Alzi la mano chi da bambino non ha mai pronunciato queste parole. Per dare una risposta a domande come questa che nel corso dei secoli celebri autori si sono misurati con la scrittura di Fiabe per bambini, Racconti e storie divertenti magari da leggere a Natale sotto l’albero. Sono tante le Storie per bambini, fiabe da leggere prima della nanna, o storie brevi da raccontare appena svegli, e se proprio non sapete da dove iniziare, quelle sotto elencate sono secondo noi le dieci favole per bambini che assolutamente dovete raccontare.

Il brutto anatroccolo

Un piccolo anatroccolo grigio e goffo, tanto sgraziato quanto sensibile, non riesce a sopportare il peso della derisione da parte dei suoi simili e fugge via. Lo scherno degli altri anatroccoli pesa su di lui come un macigno  ma proprio quando è al culmine della sofferenza, per puro caso, vede riflessa la sua immagine in uno specchio d’acqua e scopre di essere un bellissimo cigno. Questa favola di Andersen ci insegna che accettare se stessi è il primo passo per non soffrire più di fronte alla propria diversità che spesso è fonte di sofferenza se non è accettata anche dagli altri.

La volpe e il leone

Un vecchio leone, fingendosi malato, faceva sì che ogni animale che lo andava a trovare nella grotta nella quale si era rintanato, venisse da lui sbranato senza il minimo sforzo per cacciare. La volpe, notando astutamente che non c’erano impronte che segnalassero l’uscita dalla grotta degli animali, si rese conto subito del tranello. Fuori avvisò tutti gli animali: nessuno più cadde nell’inganno e il leone morì di fame. Cosa vuole insegnarci Esopo con questa favola? Che quando pensi di essere furbo…attenzione c’è qualcuno più furbo di te! La furbizia non è mai lungimiranza e presto si ritorcerà contro di te!

La volpe e l’uva

Una volpe affamata si imbatté in un’uva succulenta ma non riusciva a raggiungere il grappolo perché la vite era troppo alta. Provò più volte ma arrivò a sera senza essere riuscita ad afferrare un grappolo. Alla fine esausta affermò che l’uva non era buona perché acerba e se ne tornò nel bosco. Ancora una volta Esopo ci insegna qualcosa attraverso la fiaba: la volpe reagisce alla sconfitta affermando di non aver mai desiderato la vittoria e disprezzando il premio mancato. Non bisogna denigrare ciò che non si può ottenere ma riconoscere che il premio può andare a qualcun altro più meritevole.

Il lupo e i sette capretti

Un giorno mamma Capra deve scendere in città e lascia soli i suoi sette capretti raccomandando loro di stare molto attenti al lupo. Quest’ultimo attraverso dei sotterfugi riesce a introdursi nella casa dei capretti e riesce a mangiarli tutti tranne uno, il più piccolo. Mamma Capra trova il lupo addormentato e sazio nel bosco e con l’aiuto del figlio più piccolo apre la pancia del lupo e sostituisce ai cuccioli dei sassi. Il lupo appesantito dai sassi annega nel fiume. Celebre fiaba dei fratelli Grimm, il lupo e i sette capretti lancia un messaggio rassicurante: una mamma protegge sempre i suoi piccoli anche a costo della sua vita.

La cicala e la formica

La cicala pigra prende in giro le formiche affaccendate nella preparazione delle scorte per l’inverno. Una volta arrivata la stagione fredda la cicala non ha nulla per sfamarsi e chiede alla formica del cibo, ma quest’ultima nega l’aiuto perché quando era il momento giusto per lavorare, la cicala non lo ha fatto. Una favola bellissima quella regalata da Jean de La Fontaine che ci insegna il senso di responsabilità: è meglio fare un sacrificio in anticipo per poi averne dei benefici in futuro.

Il topo di campagna e il topo di città

Un giorno il topo di città va a trovare suo cugino in campagna ma comincia a deriderlo per il suo stile di vita rustico, umile e semplice. Il topo di città decide di portare suo cugino con sè per fargli vedere quanto è bella la vita in città. Mentre mangiano a un sontuoso buffet, arrivano due pericolosi mastini. Riescono a mettersi in salvo per un pelo, ma il topo di campagna giura di non mettere mai più piede in città. Morale della favola? Meglio vivere nella semplicità con serenità che nell’opulenza con angoscia. Insomma un modus vivendi semplice e genuino può essere la vera via per la felicità. Esopo insegna.

La lepre e la tartaruga

Una lepre comincia a vantarsi con tutti gli animali della foresta per la sua velocità e lancia una sfida a chi correrà più velocemente. Solo la tartaruga accetta la sfida. La lepre convinta di avere la vittoria in tasca accetta e nella corsa scatta via velocissima tanto che non vede più la tartaruga rimasta molto indietro. Decide di fermarsi e si abbandona a un sonnellino ristoratore. Nel frattempo la tartaruga vince la gara arrivando al traguardo. Esopo vuole così insegnarci che per vincere non è importante correre ma arrivare in tempo.

Cenerentola

Questa fiaba popolare, originaria dell’antica Cina secondo alcuni o dell’antico Egitto secondo altri,  narra di una dolce fanciulla vive con una matrigna cattiva e delle sorellastre ancora più perfide. Per loro è costretta a fare i lavori più umili. Eppure ciò non le impedisce di sognare che un giorno arriverà anche per lei la felicità. La fata madrina e i topolini l’aiuteranno a partecipare al ballo dove conoscerà il suo principe azzurro e vivrà per sempre felice e contenta con lui. La storia di Cenerentola ci insegna che non bisogna farsi sopraffare dalla disperazione ma bisogna ricercare sempre la felicità, anche sognarla, desiderarla fortemente e lasciarsi aiutare da chi è pronto a tenderci una mano.

Cappuccetto Rosso

La dolce bambina di nome Cappuccetto Rosso viene mandata dalla madre dalla nonna e per questo deve attraversare il bosco. Qui diventa facile preda del lupo che non esita a fare di lei un succulento bocconcino con un inganno, fingendosi la nonna di Cappuccetto Rosso. Solo il provvidenziale intervento di un cacciatore mette in salvo nonna e nipotina. Una favola conosciuta da tutti, ma tutti forse non sanno che Charles Perrault vuole lasciarci un messaggio importante: stare attenti al lupo che c’è ovunque e che si nasconde dietro un’apparenza garbata e un aspetto rassicurante. Quelli sono i lupi più pericolosi.

La Bella e la Bestia

Lei una bellissima ragazza, estroversa e libera ma anche ostinata e tenace. Lui una bestia rabbiosa e aggressiva. Ma dietro quell’atteggiamento mostruoso si nasconde tanta infelicità e tristezza. Saprà Belle scoprire se c’è dell’altro? Saprà cambiare la Bestia solo con la forza del sentimento? La chiave di tutto è l’accettazione: Belle ama la bestia per quello che è, e questo è il segreto della felicità. La bellezza non è tutto. E poi la bellezza non è quella esteriore ma è quella dei sentimenti. Alla quale aggiungiamo un pizzico di stima, rispetto e gratitudine.

 

2019-01-06T10:31:08+02:00Categories: Attualità|