L’albero della Vita

albero della vita

L’albero della vita (Etz haHa’yim עץ החיים in ebraico) è uno degli archetipi più importanti della mitologia di diverse culture indoeuropee, asiatiche e americane precolombiane. Ovunque compaia, è un elemento straordinariamente importante, sviluppato indipendentemente da culture molto distanti nello spazio e nel tempo. È il simbolo centrale della Cabala, la dottrina esoterica dell’ebraismo medievale. Artisticamente, è un motivo ricorrente nel bacino mediterraneo e nel Vicino Oriente.

La figura dell’albero della vita

Visivamente, l’albero della vita è rappresentato nella maggior parte dei casi come un albero stilizzato dalla struttura simmetrica. Dal tronco centrale partono i rami con una struttura spesso “a pettine” e con dimensioni analoghe sia per i rami bassi sia per quelli vicini alla sommità. Alcune varianti dell’albero rimangono simmetriche ma dipingono una chioma intricata che può collegarsi ad un apparato radicale di dimensioni e forma analoghe. In alcune culture, come quella dell’Azerbaijan, l’albero della vita è associato al melograno.

Ne esiste anche una forma particolarmente stilizzata e geometrica che richiama una tabella, ed è la forma utilizzata nella Cabala. Proprio l’albero della vita legato alla religione ebraica e all’Antico Testamento è quello più celebre nella cultura occidentale.

L’albero della vita nella Cabala

Nella tradizione cristiana l’albero della vita compare nell’Eden, ma nell’originaria mistica ebraica è legato anche alla conoscenza. La sua struttura è quella di un diagramma “ad albero” che comprende 10 nodi, collegati da rami logici, che rappresentano la struttura della creazione e quindi l’origine della vita. L’albero della vita cabalistico risale a 4000 anni fa ed è descritto nella Genesi. Il libro della Genesi è attribuito ad Abramo, inventore del concetto stesso di “albero della vita”. Dalla radice divina dell’albero si sviluppano i rami della vita e della conoscenza, descritta come l’insieme dei concetti, delle dottrine e delle religioni. Nonostante la sua struttura di diagramma finito, questo albero è la chiave per scoprire infinitamente nuove verità. Potenzialmente può portare alla conoscenza infinita, divina.

La struttura dell’albero della vita cabalistico

L’originario albero della vita conta 10 nodi, o Sephirot, cioè i 10 numeri, e 22 rami che li collegano, per un totale di 32 elementi. L’etimologia di Sephirot, al singolare Sephira, viene da alcuni collegata alla radice della parola “zaffiro”, pietra di luce. I 10 Sephirot diventano così la rappresentazione di 10 luci divine, principi ispiratori e creatori originari. Ogni singolo Sephira è distinto dagli altri per caratteristiche, influenze e poteri.

I Sephirot sono divisi in tre colonne.

  • La colonna di destra, con 3 Sephirot, rappresenta il maschile: è la colonna della saggezza e i suoi elementi sono l’aria e il fuoco.
  • La colonna di sinistra, con altri 3 Sephirot, rappresenta il femminile, la parte materna. Qui si origina il Binah, ovvero la comprensione.
  • La colonna centrale, con i 4 Sephirot rimanenti, è la forza neutrale che combina e bilancia le altre due.

 

L’albero della vita è fortemente intriso di riferimenti alla numerologia come porta di accesso a conoscenze esoteriche superiori. La lettura stessa che vede i numeri 1 (il singolo Sephira), 3 (le linee) e 10 (tutti i Sephirot) ritorna potente nel Cristianesimo, col concetto di unico Dio, Trinità e 10 Comandamenti.

L’albero della vita nelle altre dottrine

La struttura dell’albero della vita al di fuori della tradizione cabalistica è molto più simile a quella naturalistica dell’albero botanico. Dal punto di vista del significato, l’albero della vita compare in diverse culture e tradizioni come elemento che rappresenta principalmente due aspetti della vita: la fertilità e l’immortalità. In tempi molto più recenti c’è stata la ripresa scientifica dell’albero della vita nella sua accezione di albero filogenetico, ovvero di diramazione delle diverse specie secondo lo schema evoluzionistico di Charles Darwin.

Tornando alla simbologia tradizionale dell’albero della vita, una delle sue prime apparizioni avviene più di 4000 anni fa in Mesopotamia, nei pressi di Ninive. Qui appare scolpito in associazione alle divinità dell’epoca. Sebbene nelle tavole coeve non si faccia riferimento al nome di albero della vita, la sua struttura arborea a nodi e rami e la sua vicinanza alle divinità ne fanno un simbolo religioso assolutamente centrale.

L’albero della vita è presente anche nella millenaria tradizione Iraniana, dove è al centro di una leggenda di creazione e distruzione su cui si basa l’intera mitologia persiana.

Per rimanere nel Medio Oriente, l’albero della vita è chiamato anche albero dell’immortalità e ritorna nella tradizione islamica. Viene descritto come unico albero dell’Eden, a cui Adamo ed Eva non avevano accesso per volere di Dio. La rappresentazione artistica dell’albero della vita è un motivo ricorrente, fra l’altro, nella tessitura dei tappeti.

In Europa l’albero della vita ricorre nelle religioni pagane germaniche come “albero del mondo” e si ritrova anche nella cultura Turca, che lo celebra s tappeti e monete.

In Asia ricorre in Cina come albero dell’immortalità, che dà i frutti ogni 3 anni, e nel buddismo come albero immortale piantato da Buddha stesso.

Le testimonianze americane precolombiane si suddividono fra quelle dell’America Centrale, dove “l’albero del centro del mondo” accompagna le celebrazioni, e quelle degli indiani del Nord America, secondo i quali l’albero della vita esisteva nel paradiso dei primi uomini e venne ripiantato sul dorso di una tartaruga gigante da una donna incinta, precipitata in mare dall’Eden: sotto a questo albero è nata la civiltà terrestre.

 

L’Albero della Vita nella tradizione del popolo Celtico

Per gli antichi Celti gli alberi rappresentavano il collegamento con il Mondo dello Spirito e con i loro antenati. L’Albero della Vita chiamato Crann Bethadh (in Gaelico), rappresenta così con il suo intrecciarsi di rami, la complessa trama della vita e il concatenarsi degli eventi, lungo un sentiero o percorso spirituale.

 

L’albero della vita: usi moderni

Ai nostri giorni l’albero della vita è spesso presente sotto forma di tatuaggio sulla pelle di molte persone e la sua figura è usata per creare Ciondoli e Monili di ogni genere. C’è poi chi, alla ricerca di frasi belle sulla vita da dedicare, usa la sua immagine a corredo, nel tentativo di rappresentare, alle volte in modo approssimativo, il suo significato esoterico.

Anche il semplice nome viene utilizzato. Esiste infatti una Onlus che si occupa di progetti per i bambini, che l’ha inserito nella Ragione Sociale.

Non si può infine non citare il più famoso albero della vita italiano, ovvero quello costruito nel 2015 in occasione dell’Expo, alto 37 metri e realizzato in legno e acciaio.

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Fonti

Per eventuali fonti non citate si prega di fare riferimento alla pagina dei Ringraziamenti

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