Amicizie da Favola

»»»Amicizie da Favola
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]
  • amicizie da favola

Amicizia: uno dei sentimenti più puri che va coltivato e costruito nel tempo. Frasi Belle come “Chi trova un amico trova un tesoro”“l’unico modo per avere un amico è essere un amico”, o “coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo”, sono solo alcune delle frasi sull’amicizia che troverete visitando la pagina dedicata all’argomento, anche se spiegare esattamente cos’è l’amicizia non è cosa facile.

Per cogliere meglio il significato e le varie sfumature di questa affinità elettiva, possiamo affidarci alla lettura di alcune fiabe che raccontano di particolari e avvincenti storie di amicizia.

 

La fiaba di Quercia e Porcino

Nel bosco della montagna Meringa vivevano diversi animali e piante, tra cui c’era una vecchia Quercia che però non aveva amici. Gli anni passavano e Quercia invecchiava sola e triste, così fece una preghiera: prima di morire voleva conoscere l’amicizia, di cui avevano sentito parlare alcuni uccelli di passaggio. Una mattina Quercia sentì qualcuno sbadigliare ma non capiva chi era, dopodiché avvertì un solletico presso le radici. Vide così un piccolo fungo Porcino che era nato proprio ai suoi piedi. Quercia era felicissima di poter parlare con qualcuno, mentre Porcino era affascinato dalla lunghissima vita dell’albero e così divennero ottimi amici. Parlavano giorno e notte ma Quercia aveva paura un giorno di perdere il suo amico Porcino, che la rassicurò dicendole: “Non posso stare qui per sempre perché devo seguire i cicli della natura, ma ti prometto che tornerò ogni anno e parleremo di quello che ci è successo poiché da veri amici si torna sempre”.

La favola de Le locomotive in pensione

Nella stazione di Viaggiopoli i treni sfrecciavano su e giù tra le varie città. Sally era la locomotiva più vecchia alla quale era concesso solo un rapido saluto con le locomotive che incrociava tra un viaggio e l’altro. Giunse il giorno di andare in pensione per Sally, che fu portata in un capannone abbandonato. Qui incontrò le altre locomotive in pensione, che si sentivano tristi ed inutili poiché non servivano più a nulla. Sally quindi iniziò a cantare a squarciagola ed invitò le sue compagne in pensione a godere di quel momento, poiché finalmente potevano fermarsi e parlare dei loro viaggi. Le locomotive così condivisero tutte le loro avventure conoscendo finalmente il significato vero dell’amicizia.

La Favola del dono dell’amicizia

In prossimità del Natale Babbo Natale era indaffarato come ogni anno a preparare i regali per i bambini. Notò però che da qualche anno mancava la lettera di Rebecca, una bambina che viveva in un paesino di montagna. Si insospettì e così un giorno si recò presso la casa di Rebecca, entrò di nascosto e vide che la stanza della piccola era piena di giocattoli. Nonostante ciò si respirava un’aria di grande tristezza. La mattina dopo vide i bambini giocare in strada, ma Rebecca se ne stava sola in casa. La piccola aveva un brutto carattere e si era vantata così tanto dei suoi giocattoli che i bambini finirono con l’evitarla. Babbo Natale vide per strada un tenerissimo cucciolo di cane e decise di donarlo a Rebecca. La bambina improvvisamente ritrovò il sorriso e gli altri bambini si avvicinarono incuriositi e ripresero a giocare con lei. Rebecca capi che non erano i bambini ad evitarla, era stata lei che si era allontanata ritrovando il dono più bello del Natale: l’amicizia.

La fiaba dello steccato

In un paesino viveva un ragazzo con un brutto carattere, quindi il padre gli diede un sacchetto di chiodi dicendogli di piantarne uno nello steccato ogni volta che si arrabbiava o litigava con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi, poi il giorno dopo ne piantò di meno capendo che era più facile controllarsi e comportarsi bene con gli altri. Dopo alcuni giorni il ragazzo riuscì a controllarsi completamente e non piantò alcun chiodo. Lo disse al padre il quale gli disse di estrarre i chiodi dallo steccato. Il ragazzo lo fece e lo steccato era completamente rovinato, così il padre gli disse: “Vedi figliolo sei stato bravo, ma ogni volta che ferisci  una persona restano segni indelebili anche se ti scuserai. Gli amici sono gioielli rari che ti fanno sorridere e ti incoraggiano, quindi trattali come meritano”.

La favola degli amici nel deserto

Due amici un giorno camminavano nel deserto, quando per un banale motivo iniziarono a litigare. Uno prese a schiaffi l’altro, così l’amico schiaffeggiato scrisse sulla sabbia: “Oggi il mio migliore amico mi ha dato uno schiaffo”. I due proseguirono in silenzio il cammino e si fermarono in un’oasi, dove decisero di farsi un bagno. L’amico schiaffeggiato stava per affogare e fu salvato dall’altro uomo. L’amico salvato quindi scrisse sulla pietra: “Oggi il mio migliore amico mi ha salvato”. L’amico gli chiese il perché di quelle azioni e l’altro rispose: “Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo sulla sabbia, cosicché il vento del perdono possa portare via la scritta. Quando invece qualcuno fa qualcosa di buono per noi dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento può cancellare la scritta”.

La favola della farfalla ed il ragno

Una farfalla stava volando spensierata nel bosco quando un vento molto forte la trascinò in una fredda caverna dove rimase impigliata nella tela di un ragno. La farfalla lo scongiurò di non ucciderla e promise che un giorno avrebbe ricambiato il favore, così il ragno mosso a compassione decise di liberarla. Qualche giorno dopo il ragno camminando nel bosco cadde in una profonda buca da cui non poteva uscire. Passò la farfalla che riconobbe subito il ragno e sbattendo forte le ali riuscì a farlo uscire dalla buca riportandolo alla sua ragnatela.

La favola del bruco e la lumaca

Un bruco ed una lumaca vivevano insieme in un giardino ed erano molto amici. Un giorno il bruco si irrigidì ma la lumaca non lo abbandonò, parlandogli e vegliandolo notte e giorno. Finalmente il bruco uscì dal suo bozzo e si trasformò in una bellissima farfalla. La lumaca le si avvicinò e parlò con dolcezza: “Come sei diventata bella, sono felice di avere un’amica carina come te anche se mi sono spaventata molto”. La farfalla la interruppe improvvisamente: “Chi sei tu? Io sono bella, volo nel cielo e vivo tra i colori profumati. Tu strisci e sbavi nel fango coi vermi. Il giardiniere dovrebbe liberarmi da bestie come te”. La lumaca rimase molto male ma rispose mestamente: “Va bene non ci conosciamo ma ricorda che ti ho conosciuto da bruco e strisciavi come me”.

La fiaba del leone e il topo

Un leone dormiva beato nella foresta quando un topolino, ignaro del pericolo, iniziò a correre lungo il dorso del bestione. Il leone si svegliò indispettito e bloccò il topolino con una zampa, pronto a farne un solo boccone. Il topo lo implorò di risparmiarlo poiché un giorno avrebbe potuto aver bisogno di lui. Il leone lo derise, nonostante tutto decise di lasciar andare il topo. Qualche giorno dopo il leone fu catturato da cacciatori ed il topo decise di liberarlo rosicchiando la corda che lo teneva legato. Il leone lo ringraziò ed il topo rispose che non è importante la grandezza e la potenza, poiché tutti nella vita possono essere amici ed aiutarsi l’uno con l’altro.

La favola dell’uomo, il cane ed il cavallo

Un uomo stava camminando su un sentiero col suo cane ed il suo cavallo. Un fulmine li colpì uccidendoli all’istante, ma l’uomo non se ne accorse di essere morto e proseguì il cammino con i suoi animali. Arrivò ad un bellissimo portone di marmo, che conduceva in una piazza lastricata d’oro dove si ergeva una magnifica fontana. L’uomo chiese al guardiano che posto era e se potevano entrare per bere. L’uomo rispose che era il cielo, ma non era ammesso l’ingresso agli animali. Il viandante rimase molto deluso perché aveva tanta sete, ma non intendeva abbandonare i suoi animali. Proseguì ed arrivò ad una vecchia porta che apriva su un sentiero di terra battuta dove c’era una fonte. L’uomo chiese al guardiano se lui ed i suoi animali potevano bere e ricevette una risposta positiva. Il viandante lo ringraziò e chiese che posto era ed il guardiano rispose che era il cielo. A questo punto disse che anche il precedente posto era chiamato cielo, ma il guardiano rispose che in realtà era l’inferno. “Dovreste vietare di usare lo stesso nome, altrimenti si genera confusione”“In realtà– rispose il guardiano- ci fanno un grande piacere perché lì si fermano tutti coloro che non esitano ad abbandonare i propri amici”.

La favola di Alì ed il fuoco

Alì era un uomo che aveva bisogno di denaro così chiese aiuto al suo datore di lavoro. Questi gli disse che gli avrebbe dato i soldi che voleva se fosse riuscito a restare una notte intera su una fredda montagna. In caso contrario avrebbe lavorato gratis. Alì chiese aiuto al suo migliore amico Aydi, che rispose: “Quando salirai sulla vetta volgi lo sguardo verso la montagna di fronte. Io sarò lì e passerò la notte con te, accendendo un falò che rappresenta la nostra amicizia. Poi sarò io a chiederti qualcosa in cambio”. Alì superò la prova, ottenne il denaro e si recò presso l’amico per dargli la ricompensa. Aydi rispose: “Non voglio denaro, l’unica cosa che ti chiedo è di accendere il fuoco dell’amicizia per me se un  vento gelido dovesse provare a spegnerlo”.

2018-07-06T13:29:56+02:00Categories: Attualità|