L’amicizia risiede nel DNA

sentimento di amicizia

Gli amici sono parenti che vi scegliete da soli“- recita una delle frasi dedicate all’amicizia del poeta francese Eustache Deschamps. In effetti si dice che non possiamo sceglierci i parenti, ma gli amici sì. Tuttavia perché con alcuni amici ci viene così naturale parlare, condividere i propri pensieri, confidarsi e rivelare le proprie idee senza problemi?

Da dove nasce quell’alchimia tra due persone che abbatte ogni muro e rinsalda il rapporto in modo assolutamente naturale? Perché con amici conosciuti da poco c’è subito un rapporto di confidenzialità, mentre con colleghi che conosciamo magari da anni non riusciamo proprio a legare?

A tutte queste domande c’è una risposta: il Dna.

Per quanto può sembrare assurdo anche ad un sentimento abbastanza irrazionale come l’amicizia si può dare una spiegazione scientifica. Uno studio condotto qualche anno fa dal PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) presso le università di Yale e di San Diego ha fatto una scoperta molto interessante: le coppie di amici condividono l’1% dello stesso Dna. Può sembrare una percentuale irrisoria, ma in realtà non è così bassa se si considera che è la stessa quantità di patrimonio genetico condiviso con un cugino di quarto grado.

le coppie di amici condividono l’1% dello stesso Dna

Una sorta di selezione genetica anche nell’amicizia? Stando ai dati della ricerca statunitense sembra proprio di sì. In effetti spiegare il legame tra una coppia di fidanzati o di sposi è molto più semplice. In genere si tratta di due persone che condividono gli stessi interessi, con un livello di cultura più o meno simile, con gli stessi obiettivi nella vita e provenienti dalla stessa estrazione sociale. Possono esserci delle eccezioni, ma in linea di massima sono questi i requisiti che tengono insieme una coppia. Inoltre ognuno di noi ha un modello ideale di partner, sia fisicamente che caratterialmente. Fai una piccola ricerca tra le tue coppie di amici, noterai che dalla classe sociale alla situazione economica hanno molti tratti in comune.

Nell’amicizia il discorso cambia radicalmente, ed anche in questo caso puoi fare una piccola indagine tra i tuoi amici per verificare quanto stiamo dicendo. Gli amici possono essere ricchi, poveri, belli, brutti, estroversi, introversi, biondi, mori, alti, bassi, ecc. Non c’è un tratto comune che distingue l’amico ideale, proprio perché l’attrazione verso di lui è di tipo genetico. Se senti un forte richiamo o interesse verso un amico, senza saperti dare una spiegazione, con molta probabilità condividi con lui lo stesso Dna e di conseguenza il legame è assolutamente naturale.

Riallacciandoci al discorso “evoluzionistico” e della selezione naturale delle amicizie, alcuni genetisti hanno provato ad avanzare una teoria anche abbastanza ardita che però potrebbe non essere del tutto campata in aria. Due amici, che condividono lo stesso Dna, non solo hanno tratti genetici simili ma anche un sistema immunitario affine. Ciò significa che i due amici risultano immuni ad una determinata quantità di malattie, e di conseguenza saranno in grado di rafforzare il patrimonio genetico dell’intero gruppo di amici. Gli stessi geni condivisi con tutti gli altri amici del gruppo aumenteranno notevolmente il loro processo evoluzionistico, riducendo il rischio di contrarre determinate malattie. Nella speranza che Darwin non si rivolti nella tomba, sembra una teoria che ha delle fondamenta scientifiche solide e comprovate. Non uscire dal tuo gruppo di amici quindi, o rischi di ammalarti subito!

Restando sempre nell’ambito scientifico è interessante soffermarci sull’ossitocina, conosciuta come l'”ormone dell’amore” ma anche come l'”ormone dell’amicizia”. L’ossitocina è un ormone che stimola le contrazioni della muscolatura liscia dell’utero, svolgendo un ruolo molto importante sia durante il parto che durante l’allattamento. Recentemente però diversi studi statunitensi hanno dimostrato che l’ossitocina è un ormone capace di stimolare notevolmente i rapporti sociali, favorendo le relazioni e rinforzando le amicizie.

Recentemente presso il Laboratory of Neurology and Behavior della Rockefeller University è stato condotto un esperimento su topi di sesso femminile con il gene per l’ormone ossitocina “knock out”, cioè non in grado di esprimersi. Gli studiosi hanno evidenziato che questi esemplari non socializzavano, non riconoscevano i compagni con cui si erano accoppiati, avevano un istinto materno nullo ed erano molto aggressivi. La mancanza di ossitocina impediva ai topi di recepire gli input esterni come odori e stimoli visivi. Facendo le debite proporzioni anche le donne prive dell’ormone dell’ossitocina tendono ad essere più acide, e faticano ad adattarsi ad ambienti diversi da quelli della loro “comfort zone”.

Lo stesso esperimento è stato condotto anche su topi di sesso maschile, che però sono in grado di sopperire alla mancanza dell’ossitocina con la vasopressina, un ormone molto simile. Facendo sempre le debite proporzioni, forse è proprio per questo motivo che in genere i maschi tendono ad essere più socievoli rispetto alle donne e riescono ad adattarsi meglio a situazioni inattese, impreviste o piuttosto imbarazzanti. Addirittura con i nostri animali domestici, in modo particolare con i cani, l’ossitocina si scambia con un semplice sguardo. Forse è per questo motivo che i nostri amici a quattro zampe, dopo aver combinato un guaio, ci guardano con quegli occhioni grandi e supplichevoli per chiederci perdono…e quasi sempre cadiamo nel loro “tranello”.

A livello scientifico un altro studio statunitense condotto dai ricercatori dell’Università della California a Irvine ha evidenziato che l’ossitocina ha effetti simili alla marijuana. Gli esperimenti hanno infatti dimostrato che l’ossitocina è strettamente collegata all’anandamide, conosciuta anche come la “molecola della beatitudine” che innalza notevolmente il livello di benessere e di felicità. L’ossitocina quindi aumenta il piacere del contatto sociale, e addirittura si dice che quest’ormone possa essere anche utilizzato per la cura dell’autismo.

In conclusione possiamo dire che l’amicizia è una questione di chimica e di genetica? Sembra proprio di sì, ma l’amicizia resta pur sempre un sentimento che non può essere ridotto ad una semplice formula matematica o scientifica. L’amicizia nasce in modo naturale tra persone di qualsiasi età, estrazione sociale e posizione economica, anche se è curioso osservare che gli amici condividono una parte, anche se minima, del Dna.

Alla luce di quanto detto coltiva le tue amicizie, soprattutto quelle vere, perché in un mondo così egoista, consumistico ed egocentrico un amico sincero è davvero merce rara, indipendentemente dal Dna e dalle affinità genetiche.

Fonti

Per eventuali fonti non citate si prega di fare riferimento alla pagina dei Ringraziamenti

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