Le Frasi più Belle di Adam Mickiewicz

4 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Adam Mickiewicz

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Adam Mickiewicz frasi

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Nome: Adam Mickiewicz
In Arte:
Luogo di Nascita: ( Bielorussia )
Data Nascita: 24/12/1798
Data Morte: 26/11/1855
Professione: Poeta
Premi:

  • 1) Meglio un istante ad aprile che tutto un lungo mese in autunno.
    Autunno
  • 2) Le mie lacrime, pure, fitte, scesero sulla mia infanzia idillica ed angelica, sulla sciocca e superba giovinezza, sulla mia età d'uomo, età di sconfitte, le mie lacrime, pure, fitte, scesero.» (traduzione. S. Quasimodo)
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  • 3) Incertezza Se non ti vedo – non soffro, non piango, E non perdo i sensi, quando ti guardo; Eppure, quando a lungo non ti vedo, Qualcosa cerco, e di vederti chiedo E, struggendosi, si domanda il cuore: E’ l’amicizia, o non sarà l’amore? Quando scompari, nemmeno una volta Riesco a ricordare il tuo volto; Eppure spesso, anche se non voglio, Esso è così vicino al mio ricordo; E nuovamente si domanda il cuore: E’ l’amicizia, o non sarà l’amore? Spesso ho sofferto – e non ho mai pensato, Che il mio dolore ti avrei riversato; Senza meta, non badando alla strada, Non so come raggiungo la tua casa; Ed entrando, si domanda il cuore: M’ha guidato l’amicizia – o l’amore? Per la tua salute la vita darei, Per la tua quiete all’inferno scenderei, Benché non senta un desiderio audace, Di essere per te salute e pace. E nuovamente si domanda il cuore: E’ l’amicizia, o non sarà l’amore? Quando posi la tua mano sulla mia, Mi avvolge una serena nostalgia, Mi sembra di morir come in un sogno; Ma impetuoso mi risveglia dal sonno, E a voce alta si domanda il cuore: E’ l’amicizia o è anche l’amore? Quando per te ho scritto questo canto, La musa del vate non m’era accanto; Pieno di stupore non ho compreso, Da dove i pensieri e le rime ho preso, E alla fine ha domandato il mio cuore: M’ha ispirato l’amicizia – o l’amore?» (trad. Paolo Statuti)
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  • 4) Al mio Cicerone a Roma Alla signora Henryka Ankwiczówna Sul tuo monumento, mio Cicerone, Un viandante, un’ignota persona, Come segno d’essere stato a Roma, Ha scritto illeggibile il suo nome. Forse presto un’ondata veemente Lo inghiottirà; o la sabbia silenziosa Coprirà la sua vita e le vicende, E mai di lui sapremo qualcosa… Voglio indovinare cosa provava, Quando in Italia, sul tuo libro aperto, Quel nome come epigrafe lasciava, Unica traccia del suo cammino incerto. Forse dopo aver a lungo pensato, Con la mano tremante lo ha inciso? Oppure andandosene gli è sfuggito, Come una lacrima nel commiato? Mio Cicerone! d’un bimbo hai le gote, Ma sulla fronte hai la saggezza antica; Fra i templi di Roma e le sue porte, Tu sei stato per me l’angelo guida. Tu sai entrare nel cuore più duro; Con un solo tuo sguardo turchino, Leggi il passato, e forse anche il futuro Tu puoi conoscere del pellegrino!…» (trad. Paolo Statuti)
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Fonti

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