14 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Ezio Bosso

Ezio Bosso celebre pianista

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Nome: Ezio Bosso
In Arte:
Luogo di Nascita: Torino ( Italia )
Data Nascita: 13/9/1971
Data Morte:
Professione: Pianista,Musicista
Premi:

Ezio Bosso, nella musica ci è vissuto immerso sin da bambino: un fratello maggiore dedito alla chitarra jazz, una lontana zia insegnante di pianoforte, e lui che già in tenerissima età dimostra di possedere spiccata attitudine per la musica. E’ proprio il fratello il primo ad accorgersene, osservando le espressioni estasiate di Ezio davanti agli strumenti, e la facilità con cui è in grado di suonare le note del flauto, nonostante abbia solo 4/5 anni e nessuna preparazione musicale.

Nato a Torino il 13/09/1971, considerata l’evidente inclinazione, all’età di 4 anni inizia a studiare musica con la zia. Forse gli inizi non furono così divertenti come lui si aspettava, dal momento che invece di suonare il pianoforte come avrebbe desiderato, la zia insisteva a fargli studiare il solfeggio, ma già a 12 anni era in grado di comporre, ed oggi è musicista, compositore, direttore d’orchestra.

È in Francia, all’età di 16 anni, che avviene il suo debutto da solista, e successivamente, all’Accademia di Vienna si diploma in composizione e direzione d’orchestra. Inizia così un percorso, che lo porterà a collaborare con autorevoli orchestre internazionali, a esibirsi in innumerevoli concerti, in qualità di compositore o esecutore. Royal Festival Hall di Londra, Carnegye Hall NYC, Houston Symphony, solo per citarne alcune, ma da ragazzino, si è cimentato anche con la musica” leggera”, per ben 3 anni infatti è stato il bassista del gruppo torinese Statuto.

Altrettanto notevoli, sono le collaborazioni con musicisti solisti di fama mondiale: il violoncellista Mario Brunello, il violinista Francesco Manara, e il violinista russo Sergej Krylov, anche qui per citare alcuni nomi.

La sua creatività musicale, è così apprezzata che anche coreografi (Christopher Wheeldon, Edwaard Liliang), e registi di cinema (Gabriele Salvatores) o teatro (James Thierrèe), si rivolgono a lui per le colonne sonore, o le musiche di un balletto, ma non solo, Ezio Bosso ad oggi è l’unico non australiano ad aver vinto (2010) il prestigioso premio Green Room Award, che dal 1983 premia le eccellenza in ambito artistico. Nel 2008, anche gli Stati Uniti al Syracuse New York Awards, premiano il suo indiscusso talento .

Da diversi anni (2006), vive in Inghilterra, un paese che sente di amare molto in quanto offre considerevoli opportunità a chiunque abbia esigenze artistiche da esprimere. Un Paese che, a differenza dell’Italia, riconosce agli artisti un ruolo attivo e costruttivo all’interno della società, non li vede solo come dei privilegiati che per vivere devono essere sostenuti dal resto della società.

Sebbene sia residente in Inghilterra, Ezio Bosso continua a lavorare nei teatri italiani, e dopo aver concluso la collaborazione con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, ha iniziato una nuova avventura artistica al Teatro Verdi di Trieste, in qualità di Direttore stabile.

  • 1) Ho smesso di domandarmi perché. Ogni problema è un'opportunità.
    Problemi
  • 2) La musica mi ha dato il dono dell'ubiquità: la musica che ho scritto è a Londra e io sono qui.
    Musica
  • 3) Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo. La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.
    Tempo
  • 4) La musica è una fortuna ed è la nostra vera terapia.
    Musica
  • 5) La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi.
    Musica
  • 6) La malattia non è la mia identità, è più una questione estetica. Ha cambiato i miei ritmi, la mia vita. Ogni tanto "evaporo". Ma non ho paura che mi tolga la musica, perché lo ha già fatto. La cosa peggiore che possa fare è tenermi fermo. Ogni giorno che c'è, c'è. E il passato va lasciato a qualcun altro.
    Malattia
  • 7) La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.
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  • 8) Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono.
    Difficoltà
  • 9) La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.
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  • 10) Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all'ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell'ultima che raggiungeremo. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente. È una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai. Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Si, perché la stanza è anche una poesia.
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  • 11) Scrivo perché interpreto, interpreto perché scrivo. E affronto la mia musica come se non fosse mia. Affronto come interprete il compositore.
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  • 12) Stanza è una parola importante nella vita degli uomini, ma spesso è data per scontata. Eppure nel linguaggio vuol dire tanto, vuol dire poesia, canzone, libertà, affermarsi. Vuol dire persino costruire.
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  • 13) Amo la Sicilia, come una terra a cui appartengo. Amo la sua luce, soffro per i suoi problemi, amo la sua gente, le sue architetture, i suoi sapori e in fondo il mio primo lavoro in un istituzione lirica è stato proprio per un festival lirico a Trapani a 17 anni.
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  • 14) Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo. E la musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più
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Fonti

Per eventuali fonti non citate si prega di fare riferimento alla pagina dei Ringraziamenti

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