Le Frasi più Belle di Genghis Khan

»»Genghis Khan
[Voti: 1    Media Voto: 5/5]

12 Aforismi e Citazioni di Genghis Khan

  • Gengis Khan frasi famose

Breve Biografia di Genghis Temuçin Khan

Nome: Genghis Temuçin Khan
In Arte: Gengis Khan
Luogo di Nascita: Delüün Boldog ( Dadal - Mongolia )
Data Nascita: 1162
Data Morte: 18/8/1227
Professione: Condottiero, sovrano.
Premi:


Gengis Khan conosciuto anche come "Lupo Blu" e il cui nome alla nascita era Temugin nacque nell'Onon, presumibilmente nel 1162 e morì nell'agosto 1227. E' considerato il più famoso e valoroso condottiero nonché sovrano della tribù dei mongoli. Nel XII secolo le steppe della Cina erano abitate da diversi clan, per lo più composti da famiglie e altri affiliati indipendenti tra loro, nomadi e dedite all'accudimento del bestiame e sporadicamente della coltivazione delle terre. In casi rari e per necessità durante scontri con altri clan potevano allearsi, ma si trattava solo di alleanze temporanee, senza mai arrivare a formare un vero e proprio regno. L'infanzia di Gengis Khan non fu facile a causa della prematura morte del padre. Aveva altri 3 fratelli e una sorella. La madre, per avere un sostentamento, gli insegnò come costruire delle reti e degli attrezzi per la pesca. La data di nascita e anche il luogo sono comunque incerti e avvolti nel mistero, per la scarsità di notizie. Si sa comunque che quando Gengis Khan compì 9 anni, il padre decise di mettersi in viaggio per cercare tra i familiari della moglie una consorte per suo figlio. Riuscì nel suo intento e la scelta cadde su Börte, una ragazzina appartenente al clan Ungrat. Il matrimonio sarebbe avvenuto quando Gengis Khan avrebbe compiuto 16 anni. Nel viaggio che il padre intraprese per cercare la sua futura consorte, Gengis Khan lo accompagnava e quando giunsero presso l'accampamento di Borte, il ragazzino fu lasciato in consegna alla famiglia, per la quale avrebbe lavorato negli anni successivi, come era tradizione fra i mongoli.

Grazie ad un particolare del cromosoma Y si stima che i discendenti di Gengis Khan siano più di sedici milioni

In realtà il periodo di permanenza presso la famiglia della promessa sposa era per dimostrare anche il valore e la volontà di fare bene. Nel viaggio di ritorno il padre fu ucciso. La vita del futuro condottiero fu piena di peripezie per i vari attacchi e affronti subiti, che lo avevano portato a vagare anche da solo tra boschi e altri clan. Presso di questi aveva temporaneamente trovato riparo. Nelle sue fughe aveva anche trovato degli amici e alleati fidati che, dopo il matrimonio, avevano chiesto di entrare a far parte del suo clan, giurandogli fedeltà. Tra questi un ragazzo di nome Jamuka con cui avevano la consuetudine di scambiarsi doni in reciprocità e con cui divennero, a seguito di un giuramento, fratelli di sangue. Bogorchu apparteneva al clan degli Arulati. Con quest'ultimo e altri uomini Gengis Khan riuscì a recuperare i cavalli che erano stati rubati alla sua famiglia, senza però uccidere i ladri che riuscirono a fuggire. Bogorchu gli dimostrò la sua sincera amicizia rifiutando qualsiasi tipo di ricompensa per l'impresa. La storia narra comunque che nel 1206 divenne il sovrano incontrastato del territorio mongoli e anche i Tartari si allearono e lo nominarono loro imperatore.

Ögödei, Tolui, Djuci, Chagatai, Alakhai Bekhi, Checheikhen, Alaltun, Kuoliejian, Huochenbieji, Tümelün sono i figli riconosciuti di Gengis Khan

L'assetto dei territori conquistati da Gengis Khan nelle sue epiche imprese furono portato avanti da un esercito composto da almeno 30 mila uomini. Alla base dell'impero del sovrano mongolo c'era l'assemblea che imponeva le tasse e manteneva in piedi un efficientissimo sistema di comunicazioni postali. La burocrazia invece era gestita dal clan degli Uiguri, che avevano dimostrato di avere una cultura di gran lunga superiore al resto dei clan sudditi di Gengis Khan. Proprio l'importanza della cultura fu un obiettivo primario nell'organizzazione del suo impero. Decise infatti di imporre a tutti, dai parenti fino ai clan più lontani, a leggere, scrivere a far di conto. La lingua scelta fu naturalmente quella degli Uiguri, che finì per diventare quella ufficiale dell'impero. Il sistema monetario su cui si basava l'impero fu descritto con dovizia di particolari anche da Marco Polo ne "Il milione". Gengis Khan aveva infatti dato corso a una moneta "forzosa" nel senso che nessuno dei suoi sudditi doveva possedere oro o altri metalli preziosi, che dovevano essere comunque consegnati al sovrano. Questi in cambio consegnava le banconote, accumulando immani ricchezze.

Nel regno mongolo non era in alcun modo permesso il baratto e chi contravveniva a questa legge e a quella del possedimento di preziosi, pagava con la vita la sua infrazione.

Fu su queste solide basi organizzative che Gengis Khan estese il suo impero con diverse campagne di conquista che durarono un quindicennio. Sottomise i Si Hisa tra il 1205 e il 1209, quindi passò dopo 2 anni a quello dei Kin e nel 1215 aveva già raggiunto la città di Pechino per toccare le terre dell'occidente più lontano. (1219). Nel 1223 il suo impero aveva raggiunto la massima estensione e, anche se per pochi anni, fu quello più esteso nella storia di un sovrano orientale. Gengis Khan morì nel 1227 e anche le motivazioni della sua morte sono controverse e non chiare. Sicuramente fu in seguito a una battaglia, l'ultima che condusse contro i Tanguti e lo sforzo fisico alla sua età avanzata potrebbe essergli stato fatale. Può essere invece, come suggerito sempre da Marco Polo. che riportò gravi ferite dopo una caduta da cavallo dalla quale non si riprese. In ogni caso, consapevole che la sua morte era vicina, designò come suo successore il figlio minore Tolui, in quanto il primogenito era già morto. Prima della morte però fece in tempo a dividere il suo impero ai 4 figli: Giagatai, Ogodei, Giutschi e appunto Tolui. I suoi figli in qualche modo portarono avanti le orme del padre dimostrando buone doti di conquistatori, ma mai al pari del grande condottiero. Nel 1260 fu Pechino a divenire la capitale di tutto l'impero e la Cina fu suddivisa in 12 province. I popoli invece si basavano su 4 classi:
  1. La prima era quella dei possessori terrieri e funzionari dell'impero, che non erano sottoposti al pagamento di alcuna tassa.
  2. La seconda era quella delle zone tra Turchia ed Europa, che si occupavano del commercio e della burocrazia.
  3. La terza era composta dalla piccola borghesia, prevalentemente da cinesi e abitanti del nord della Corea.
  4. L'ultima era considerata la classe più bassa, senza alcun diritto e non inclusa nelle rotte del commercio. Erano considerati dei barbari e vivevano soprattutto in Cina.
I primi segni di disgregazione del grande impero creato da Gengis Khan si ebbero alle soglie del 1300, quando cominciarono a chiedere l'indipendenza le province asiatiche centrali e europee, ma anche quelle russe. La disgregazione completa avvenne però soltanto nel 1368, agli albori della dinastia dei Ming e l'ultimo imperatore discendente dello stesso Khan, Toghan-Temur, fu costretto a fuggire in Mongolia. La Morte di Gengis Khan Khan fece di tutto affinché nessuno potesse scoprire il luogo della sua sepoltura. Si narra che i soldati di scorta alla salma, trucidarono le persone che costruirono la tomba e uccisero chiunque incontrarono sul cammino, per poi venire uccisi a loro volta. Per fare in modo che la sua tomba non fosse trovata, furono lasciati liberi di attraversare lo stesso luogo centinaia di cavalli.

Per tornare alla morte di Gengis Khan, il suo corpo fu sepolto in un luogo segreto della Mongolia, il cui nome, Ikh Khorig, viene tradotto come “Grande Tabù”, ed è uno dei patrimoni culturali più importanti della Mongolia.

La modalità di conquista di Gengis Khan era quella di occupare le città e i territori distruggendo e poi ricostruendo, per mera necessità di sopravvivenza, quindi per trovare nuovi pascoli e fonti di cibo. Alcuni dei suoi nemici furono graziati e li trasformò in suoi alleati perdonandoli, altri invece furono sterminati senza alcuna pietà. Rimase quindi nella storia per le sue incredibili imprese, per le quali appariva inarrestabile e determinato.
  • 1

    Qualsiasi azione motivata dalla furia è un'azione votata al fallimento.

     

    no tags

  • 2

    Cristo, Maometto, Confucio, Buddha e Visnù sono come le cinque dita di una mano.

     

    no tags

  • 3

    La più grande felicità è sconfiggere i nemici, dar loro la caccia, spogliarli di ogni ricchezza, vedere i loro cari inondati di lacrime, stringersi al petto le loro mogli e figlie.

    » Shelley Klein, Miranda Twiss, 'I Personaggi più malvagi della Storia' 

    no tags

  • 4

    Giuro che non sarò mai più sconfitto, Nè i miei uomini umiliati

     

    no tags

  • 5

    Anche quando un amico fa qualcosa che non ti piace, continua a essergli amico.

     

    no tags

  • 6

    Porto gli stessi cenci e mangio lo stesso cibo dei bovari e degli stallieri. Considero il popolo come un fanciullo e tratto i soldati come fossero miei fratelli. I miei progetti sempre concordano [con la ragione]. Quando faccio il bene, ho sempre cura [degli uomini]. Quando mi servo delle miriadi di miei soldati, mi pongo sempre alla loro testa. Mi sono trovato in cento battaglie e non ho mai pensato se c' era qualcuno dietro me. Ho affidato il comando delle truppe a quelli in cui l' intelligenza era pari al coraggio. A chi era attivo e capace ho affidato la cura degli accampamenti. Agli zotici ho fatto mettere in mano la frusta e li ho mandati a sorvegliare le bestie».

    » una stele taoista - 1219. 

    no tags

  • 7

    Io sono la punizione di Dio. Se non aveste commesso peccati degni di nota, Dio non mi avrebbe mandato a castigarvi.

     

    no tags

  • 8

    Le Montagne sono nate per le zuccate che la Terra ha sempre dato contro il Cielo nel tentativo di emularlo.

     

    no tags

  • 9

    L'azione nata dalla rabbia è destinata a fallire.

     

    Rabbia

  • 10

    Chi è dedito all'alcool può ubriacarsi tre volte al mese, se succede più frequentemente sua è la colpa. Ubriacarsi due volte al mese andrebbe meglio, una soltanto sarebbe degna di lode. Ma cosa c'è di meglio del non bere affatto? D'altronde, esiste un uomo del genere?

     

    no tags

  • 11

    La violenza non risolve mai nulla.

     

    Brevi

    Violenza

  • 12

    Ho affidato il comando delle truppe a quelli in cui l'intelligenza era pari al coraggio. A chi era attivo e capace ho affidato la cura degli accampamenti. Agli zotici ho fatto mettere in mano la frusta e li ho mandati a sorvegliare le bestie.

     

    Intelligenza

2017-08-08T09:33:44+00:00

close-link

close-link