Le Frasi più Belle di Giorgio Manganelli

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32 Aforismi e Citazioni di Giorgio Manganelli

Breve Biografia di

Nome:
In Arte:
Luogo di Nascita: ( )
Data Nascita:
Data Morte:
Professione:
Premi:


  • 1

    -Aver ragione- è la naturale vocazione della follia.

     

    Follia

  • 2

    Essere ebreo è una condizione umana estrema, terribile e insondabile; una condizione di cui l'occidentale ha paura; e noi sappiamo che si ha paura di ciò che sta dentro di noi, non di ciò che ci è estraneo.

     

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  • 3

    Finché c'è al mondo un bimbo che muore di fame, fare letteratura è immorale.

     

    Letteratura

  • 4

    Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.

     

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  • 5

    Gli intellettuali. Questo risibile quinto stato.

     

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  • 6

    I poveri sono le brioches dell'anima.

     

    Povertà

  • 7

    In definitiva, ha qualcosa da insegnare solo chi non vuole insegnare.

     

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  • 8

    In generale, gli scrittori sono convinti segretamente di essere letti da Dio.

     

    Scrittori

  • 9

    In verità, non c'è al mondo oggetto librario più fascinoso, seducente, innamorativo di una enciclopedia.

     

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  • 10

    Io amo le macchine imprecise, i computer che sbagliano, i semafori che s'incantano.

     

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  • 11

    L'antisemitismo non è un fenomeno di malvagità politica, troppo lunga è la sua storia per non sospettare che nasconda qualcosa di terribile, una sorta di follia che sempre colpisce chi froda se stesso e mente sul proprio destino.

     

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  • 12

    L'ebreo è esule: e noi crediamo di non esserlo?

     

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  • 13

    L'importante è proporre delle ipotesi. Nessuna attività è più nobile di questa, più degna dell'uomo.

     

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  • 14

    L'uomo vive di pane e pigiama.

     

    Uomini

  • 15

    La letteratura, ben lungi dall'esprimere la totalità dell'uomo, non è espressione, ma provocazione.

     

    Letteratura

  • 16

    La vita è e deve essere un negativo dei sogni.

     

    Vita

  • 17

    Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.

     

    Letteratura

  • 18

    Letteratura. Quando getta via la propria anima trova il proprio destino.

     

    Letteratura

  • 19

    Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.

     

    Scrittori

  • 20

    Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.

     

    Scrittori

  • 21

    Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.

     

    Scrittori

  • 22

    Nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla.

     

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  • 23

    Nello psicoanalista c'è una strana mescolanza del fool e del prete, direi del vescovo e del ciarlatano.

     

    Psicoanalisi

  • 24

    Non c'è al mondo oggetto librario più fascinoso, seducente, innamorativo di una Enciclopedia.

     

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  • 25

    Non conosco migliore scuola di anarchia del matrimonio indissolubile.

     

    Anarchia

    Matrimonio

  • 26

    Non credetegli quando dicono che lo scrittore deve adoperare una lingua che tutti devono capire. Non la deve capire nessuno! Figurarsi. Devono leggerla, rileggerla; sennò quale sarebbe la polivalenza linguistica dello scrittore nel tempo?

     

    Scrittori

  • 27

    Ogni viaggio comincia con un vagheggiamento e si conclude con un invece.

     

    Viaggiare

  • 28

    Questo gioco arcaico, matematico, simbolico, non ha nulla dello sport: non produce campioni fatti di carne di manzo, non è cordiale, è silenzioso, maniacale, malsano, genera nevrotici protagonisti di un freddo sogno di simboli e tornei, di numeri e di re.

     

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  • 29

    Serve a qualcosa il paradiso? o la sua perfezione include l'inutilità?

     

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  • 30

    Un lettore professionista è in primo luogo chi sa quali libri non leggere.

     

    Lettura

  • 31

    Un linguaggio è un gigantesco -come se-.

     

    Lingua

  • 32

    Una parola è un incantamento, una evocazione allucinatoria, non designa una 'cosa', ma la cosa diventa parola.

     

    Parole

2017-05-06T12:56:16+02:00