Le Frasi più Belle di Salvatore Quasimodo

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13 Aforismi e Citazioni di Salvatore Quasimodo

  • Salvatore Quasimodo

Breve Biografia di Salvatore Quasimodo

Nome: Salvatore Quasimodo
In Arte:
Luogo di Nascita: Modica ( Italia )
Data Nascita: 20/8/1901
Data Morte: 14/6/1968
Professione: Poeta
Premi: Premio Nobel per la letteratura


  • 1

    Avidamente allargo la mia mano: dammi dolore cibo cotidiano.

     

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  • 2

    Ma come è sempre tardi per amare.

     

    Brevi

  • 3

    Il cuore domanda o che i suoi piaceri siano accresciuti o che i suoi dolori siano compianti, domanda di agitarsi e di agitare perché sente che il moto è nella vita e la tranquillità nella morte.

     

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  • 4

    La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.

     

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  • 5

    L'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.

     

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  • 6

    La rassegnazione alla solitudine, opposta al dolore lucreziano, avvicina a noi Virgilio più degli altri poeti latini dell'antichità classica.

     

    Solitudine

  • 7

    Ma c'è in Esenin, evocatore di ritmi, luci, colori, odori, un'altra realtà; l'infanzia del suo linguaggio con immagini strappate ad ogni spirale logica e segni, quasi discografia distorta, che sfuggono alle architetture sintattiche abituali... "Io non sono un mercante di parole", scrive in una sua lirica, quasi a voler stringere i propri giudici su un terreno di humus sacrale, in un prodigio di itinerari ignoti alla cifra grafica.

     

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  • 8

    Ogni incontro, discorso, paesaggio si trasforma attraverso la voce di Zavattini in categoria della sua anima che agisce in armonia con la natura e la società.

     

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  • 9

    I filosofi, i nemici naturali dei poeti, e gli schedatori fissi del pensiero critico, affermano che la poesia (e tutte le arti), come le opere della natura, non subiscono mutamenti né attraverso né dopo una guerra. Illusione; perché la guerra muta la vita morale d'un popolo, e l'uomo, al suo ritorno, non trova più misure di certezza in un modus di vita interno, dimenticato o ironizzato durante le sue prove con la morte.

     

    Guerra

  • 10

    Desiderio delle tue mani chiare nella penombra della fiamma: sapevano di rovere e di rose; di morte. Antico inverno.

     

    Inverno

  • 11

    Se mi desti t'ascolto, e ogni pausa è cielo in cui mi perdo, serenità d’alberi a chiaro della notte.

     

    Buonanotte

  • 12

    Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

     

    Tramonto

  • 13

    Camminano angeli, muti con me; non hanno respiro le cose; in pietra mutata ogni voce, silenzio di cieli sepolti.

     

    Angeli

2017-05-13T07:24:12+02:00