Le Frasi più Belle di Rainer Maria Rilke

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57 Aforismi e Citazioni di Rainer Maria Rilke

  • Rainer Maria Rilke Scrittore

Breve Biografia di René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke

Nome: René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke
In Arte:
Luogo di Nascita: Praga ( Repubblica Ceca )
Data Nascita: 4/12/1875
Data Morte: 29/12/1926
Professione: Scrittore
Premi:


  • 1

    Amare è durare.

     

    Amore

  • 2

    Appena un artista ha trovato il vivo centro della sua attività, nulla per lui è così importante come mantenervisi: il suo posto non è mai, neanche per un attimo, accanto allo spettatore e al critico.

     

    Artista

  • 3

    Che cosa è mai la gloria se non la somma dei malintesi raccolti intorno a un grande nome?

     

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  • 4

    Chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.

     

    Creatività

  • 5

    Così noi viviamo, per sempre prendendo congedo.

     

    Vivere

  • 6

    Divenire amati è passare, amare è durare.

     

    Amore

  • 7

    Era un poeta e odiava l'approssimazione.

     

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  • 8

    Essere amati significa ardere e consumarsi. Amare è: illuminare con olio inesauribile.

     

    Amore

  • 9

    I dolori sono ignoti, l'amore non si impara, l'ingiunzione che ci chiama ad entrare nella morte rimane oscura. Solo il canto sulla terra consacra e celebra.

     

    Vita

  • 10

    Il bello è solo l'inizio del tremendo.

     

    Bellezza

  • 11

    Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che sia accaduto.

     

    Futuro

  • 12

    Importante è ricordare, ma più importante è dimenticare.

     

    Dimenticare

  • 13

    L'amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano.

     

    Amore

  • 14

    L'amore è l'occasione unica di maturare, di prendere forma, di diventare in noi stessi un mondo.

     

    Amore

  • 15

    L'esperienza artistica è così incredibilmente prossima a quella sessuale, alle sue pene e ai suoi piaceri, che i due fenomeni non sono in realtà che forme diverse di una identica brama e beatitudine.

     

    Esperienza

  • 16

    La bellezza appare come il primo bene del principe, il suo più imponenete diritto.

     

    Bellezza

  • 17

    La nostra vita passa in trasformazioni.

     

    Vita

  • 18

    La strada della donna porta sempre al figlio, prima della maternità e dopo.

     

    Mamma

  • 19

    La vita ha ragione, in ogni caso.

     

    Vita

  • 20

    Le opere d'arte sono di una solitudine infinita, e nulla può raggiungerle meno della critica.

     

    Arte

  • 21

    Le opere d'arte sono sempre il frutto dell'essere stati in pericolo, dell'essersi spinti, in un'esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare.

     

    Arte

  • 22

    Necessaria è una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno; questo bisogna saper ottenere.

     

    Solitudine

  • 23

    Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa.

     

    Certezza

  • 24

    Pericolose e cattive sono solo le tristezze che portiamo tra la gente, per sopraffarle; come malattie trattate in modo superficiale e sciocco, esse non fanno che arretrare per erompere, dopo una breve pausa, tanto più virulentemente; e si ammassano nell'intimo e sono vita, sono vita non vissuta, svilita, perduta, di cui si può morire.

     

    Tristezza

  • 25

    Un buon matrimonio è quello in cui ciascuno dei due nomina l'altro custode della sua solitudine.

     

    Matrimonio

    Solitudine

  • 26

    Un'opera d'arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v'è.

     

    Arte

  • 27

    È questo in fondo l'unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere.

     

    Coraggio

  • 28

    Io imparo a vedere. Non so perché tutto penetra in me più profondo e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva. Ho un luogo interno che non conoscevo. Ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.

     

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  • 29

    Spesso le esperienze che viviamo non si possono esprimere a parole e quindi chi pretende di raccontarle incorre fatalmente in errori.

     

    Esperienza

  • 30

    Non ci sono classi nella vita per i principianti: di colpo ti viene chiesto di avere a che fare con ciò che è più difficile.

     

    Esperienza

  • 31

    È difficile il nostro compito, quasi tutto ciò che è serio è difficile, e tutto è serio.

     

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  • 32

    È possibile che ci sia gente che dice «Dio» e pensa a qualcosa che apparterrebbe a tutti?

     

    Dio

  • 33

    Io imparo a vedere.

     

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  • 34

    Il solo viaggio è quello interiore.

     

    Viaggiare

  • 35

    Una volta che si è accettato di capire che anche tra gli esseri umani più vicini continuano ad esistere infinite distanze, può crescere un meraviglioso affiatamento, se questi riescono ad amare la distanza che li separa che rende possibile ad ognuno di vedersi reciprocamente per intero stagliati contro il cielo.

     

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  • 36

    Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.

     

    Ricordi

  • 37

    Vivi le domande ora. Forse poi, in qualche giorno lontano nel futuro, inizierai gradualmente, senza neppure accorgertene, a vivere a tuo modo nella risposta.

     

    Domande

  • 38

    Rosa, oh contraddizione chiara, desiderio,di nessuno essere sonno sotto così tante palpebre.

     

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  • 39

    Un essere umano che ama un altro; questo è forse il più difficile tra tutti i compiti, quello definitivo, l’ultimo esame e prova, il lavoro per il quale tutti gli altri lavori altro non sono che propedeutici.

     

    Amore

  • 40

    C’è un’infinità di uomini, ma i volti sono ancor più numerosi poiché ciascuno ne ha più d’uno.

     

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  • 41

    Noi passiamo e ho l’impressione che, distratti e occupati quali siamo, a questo nostro passare, poniamo poca attenzione.

     

    Vita

  • 42

    Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere in sé la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si aveva e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio.

     

    Vita

  • 43

    Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l'accusate; accusate voi stesso, che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza; ché per un creatore non esiste povertà né luoghi poveri e indifferenti.

     

    Vita

  • 44

    Noi viviamo per dire sempre addio.

     

    Addio

  • 45

    E tutto tacque. Eppure in quel tacere s'avanzò nuovo inizio, cenno e mutamento.

     

    no tags

  • 46

    Ho un luogo interno che non conoscevo. Ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.

     

    no tags

  • 47

    Oh vita, vita, poter uscire.

    » Ultime parole 

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  • 48

    Oggi chi dà ancora valore a una morte ben fatta? Nessuno.

     

    Morte

  • 49

    Oh, ma come si sta bene tra uomini che leggono! Perché non sono sempre così?

     

    Libri

    Lettura

  • 50

    Verrà il giorno in cui la mia mano sarà lontana da me, e quando le ordinerò di scrivere, scriverà parole che non volevo.

     

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  • 51

    Non mi sono ancora abituato affatto a stare in questo mondo, che mi sembra buono. Cosa sarebbe di me in un altro? Resterei tanto volentieri tra i significati che mi sono divenuti cari, e se qualcosa deve mutare, vorrei almeno poter vivere tra i cani, che hanno un mondo parente del nostro e le medesime cose.

     

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  • 52

    È sempre spiacevole, per un maestro, quando si accorge che i bambini sanno qualcosa che non ha insegnato lui.

     

    Sapere

  • 53

    Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.

     

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  • 54

    Ci sono giorni in cui tutto intorno a noi è lucente, leggero, appena accennato nell’aria chiara e pur nitido. Le cose più vicine hanno già il tono della lontananza, sono sottratte a noi, mostrate a noi ma non offerte; e ciò che ha rapporto con gli spazi lontani – il fiume, i ponti, le lunghe strade e le piazze che si prodigano -, tutto ciò ha preso dietro di sé quegli spazi, vi sta sopra dipinto come sulla seta.

     

    Lontananza

  • 55

    Ci sono molte persone nel mondo, ma ci sono ancora più volti, perché ognuno ne ha diversi.

     

    Falsità

  • 56

    Voi, chi siete? …Voi, opera prima felice, beniamini del creato, profili di vette, crinali di monti all’aurora dell’ intera creazione, polline della divinità in fiore, articolazioni di luce, varchi, scale, troni, spazi di essenza, tumulto di sentimento in uragani di entusiasmo, e d’un tratto, ad uno ad uno, specchi, che la bellezza emanata da voi riattingete nei vostri volti.

     

    Angeli

  • 57

    Chi, se io gridassi, mi udirebbe mai dagli ordini degli angeli? e quand’anche mi traesse uno d’improvviso al cuore; io languirei della sua più forte presenza. Poiché il bello non è nulla, null’altro che, del terribile, principio che noi appena sopportiamo ancora, e tanto lo ammiriamo, perché esso disdegna, quieto, di distruggerci. Un angelo, uno qualunque, è terribile.

     

    Angeli

2017-08-22T08:06:00+02:00