Frasi Daniel Pennac

31 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Daniel Pennac

Bio in scrittura

Biografia

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      1) Gli angeli sono creature di vapore e di schiuma, non hanno mani, non hanno piedi, hanno solo un sorriso incerto con del bianco attorno.
        Angeli

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      2) Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione.
        Cani

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      3) Sì, all'origine delle origini, molto prima delle chiacchiere accademiche, è il silenzio a celebrare la bellezza del racconto.
        Silenzio

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      4) Statisticamente tutto si spiega, personalmente tutto si complica.
        no tags

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      5) Se oggi l'uomo non mangia più l'uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!
        Cucina

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      6) Se Dio esiste, spero che abbia una scusa valida.
        Dio

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      7) Quando si sceglie di vivere con un cane, è per la vita. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo bene in testa prima di adottarne uno.
        Animali   Cani

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      8) Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.
        Vita

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      9) Quale che sia la materia insegnata, un professore scopre ben presto che, ad ogni domanda posta, lo studente interrogato ha a disposizione tre risposte possibili: quella giusta, quella sbagliata, quella assurda.
        no tags

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      10) Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia.
        Scuola

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      11) Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze.
        Lettura

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      12) Non ha solo occhi che vedono, ha occhi che fanno vedere.
        Occhi

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      13) Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.
        Lettura

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      14) La verità non è qualcosa di dovuto. La verità è una conquista, sempre!
        Verità

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      15) La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.
        Vendetta

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      16) La scuola pubblica rimane oggi l'ultimo luogo della società di mercato in cui il bambino cliente debba pagare di persona, piegarsi al do ut des: sapere in cambio di studio, conoscenze in cambio di sforzi, accesso all'universalità in cambio dell'esercizio solitario della riflessione, una vaga promessa di futuro in cambio di una piena presenza in classe, ecco ciò che la scuola esige da lui.
        Scuola

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      18) L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
        Uomini

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      19) L'insonnia è un'illusione da sfaticati, si dorme sempre più di quanto non si creda, nella vita.
        Insonnia

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      20) L'idea che si possa insegnare senza difficoltà deriva da una rappresentazione idealizzata dello studente. Il buon senso pedagogico dovrebbe rappresentarci il somaro come lo studente più normale che ci sia.
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      21) Invecchiare. Che orrore!..diceva mio padre. Ma è l'unico modo che ho trovato per non morire giovane.
        Vecchiaia

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      23) Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
        Tempo

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      24) Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
        Lettura

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      25) Il problema con la vita è che, anche quando non cambia mai, cambia continuamente.
        Vita

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      26) Il peggio, nel peggio, è l'attesa del peggio.
        Attesa

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      27) Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.
        Fotografia

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      28) Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l'ampiezza del disastro.
        Vita

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      29) Così procedono i nostri discorsi, eterna vittoria del linguaggio sull'opacità delle cose, silenzi luminosi che dicono più di quel che tacciono.
        Vittoria

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      30) C'è qualcosa di peggio dell'imprevisto... le certezze!
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      31) A forza di riflettere, si finisce per arrivare a una conclusione. A forza di giungere a una conclusione, succede che si prende una decisione. E una volta presa la decisione, succede che si agisce per davvero.
        Riflessione

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    Crediti