Le Frasi più Belle di Emil Cioran

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422 Aforismi e Citazioni di Emil Cioran

  • Emil Cioran Aforismi

Breve Biografia di Emil Cioran

Nome: Emil Cioran
In Arte: Emil M. Cioran
Luogo di Nascita: Rășinari ( Romania )
Data Nascita: 8/4/1911
Data Morte: 20/6/1995
Professione: Filosofo, saggista, aforista.
Premi:


Emil Cioran (1911-1995) è stato uno dei massimi pensatori rumeni di epoca contemporanea. Le sue opere, oggi tradotte in svariate lingue, hanno visto la luce nei primi anni '30. La prima parte della sua produzione letteraria (più o meno fino agli anni '40) è stata fatta in lingua romena, mentre il francese divenne la lingua che Cioran utilizzerà dopo il trasferimento a Parigi, fino alla fine dei suoi giorni. Nonostante la sua lingua di origine fosse molto differente dal francese, Cioran venne considerato dai critici della sua epoca come uno dei migliori prosatori contemporanei in Francia. Il suo talento di filosofo e saggista era evidente soprattutto tra gli addetti ai lavori, mentre il grande pubblico a lui contemporaneo ignorava completamente i suoi percorsi speculativi. Fu insignito di svariati premi, tutti rifiutati dal filosofo, e questo contribuì alla sua scarsa fama. Oggi Cioran vanta un successo maggiore, come spesso accade ai grandi scrittori, questo per diverse ragioni. Proviamo ad individuarne almeno qualcuna. Il pensiero di Cioran può ascriversi alla corrente esistenzialista, che ha avuto nel corso degli ultimi anni una incredibile attenzione letteraria e una grande riscoperta, anche tra le giovani generazioni. Cioran è stato un grandissimo aforista e questo ha consentito al suo pensiero di circolare molto velocemente, sia per la bellezza estetica e la carica provocatoria in essi contenuti, ma anche per la straordinaria semplicità con la quale si avvicina a temi complessi quali il NICHILISMO (di tipo nietzscheano) e la DEIEZIONE (heideggeriana). In generale, nell'enorme produzione di aforismi, Cioran prova a parlare, con un'elevata carica anche ironica, dei temi della misantropia, del nichilismo e del pessimismo. Emergono con facilità le letture di autori come Schopenhauer e Leopardi, ma con una amplificazione maggiore su alcuni particolari: il dolore, l'assurdità e l'infelicità congenita alla vita. L'opera che forse è più conosciuta e che meglio racchiude i temi trattati da Cioran è ''L'inconveniete di esser nati''. Qui si impone forte il tema dell'infelicità, del pessimismo e, sopratutto, quello della misantropia dell'autore. Infatti, leggiamo frasi come questa: "Il diritto di sopprimere tutti quelli che ci infastidiscono dovrebbe figurare al primo posto nella costituzione della città ideale." oppure: "Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per divorare il tale o talaltro, quanto per quello di vomitarlo". Questi brevi estratti da ''L'inconveniente di esser nati'' ci danno un'idea abbastanza chiara sulla facilità di Cioran di esprimere i temi di cui sopra, senza grande preoccupazione per i contenuti forti che vi ritroviamo. Il lavoro di Cioran si svolge nell'insonnia (che lo perseguiterà per tutta la vita), nella solitudine più totale, in un piccolo appartamento ricavato da una mansarda di tre stanze, a Parigi. Per sua ammissione, Cioran ha sempre voluto essere trascurato, vivere ai margini. Questo sembra essere per lui un percorso obbligato per il suo pensiero, per il padroneggiamento attivo del pessimismo e del nichilismo: una forma produttiva -e non passiva, come si potrebbe immaginare per l'individuo dominato dal nichilismo.Per Cioran "soffrire è produrre conoscenza" e la sua esistenza storica, con le angosce, l'insonnia, la paura di vivere hanno, senza paradosso, condotto quest'uomo ai vertici del pensiero del XX secolo.
  • 1

    -Gli ultimi saranno i primi-. Promessa che basterebbe da sola a spiegare la fortuna del cristianesimo.

     

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  • 2

    A che cosa faccia appello la musica in noi è difficile sapere; è certo però che tocca una zona così profonda che la follia stessa non riesce a penetrarvi.

     

    Musica

  • 3

    A differenza di Giobbe non ho maledetto il giorno della mia nascita; gli altri giorni, in compenso, li ho coperti tutti di anatemi.

     

    Compleanno

  • 4

    A tal punto il dubbio su di sé travaglia gli esseri che questi, per porvi rimedio, hanno inventato l'amore, tacito patto fra due infelici per sopravvalutarsi, per incensarsi spudoratamente.

     

    Amore

  • 5

    Al culmine della disperazione, solo la passione dell'assurdo può rischiarare di una luce demoniaca il caos.

     

    Disperazione

  • 6

    Al giudizio finale verranno pesate soltanto le lacrime.

     

    Lacrime

  • 7

    Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L'uomo si estende. L'uomo è il cancro della terra.

     

    Umanità

    Alberi

  • 8

    All'interno di ogni desiderio lottano un monaco e un macellaio.

     

    Desiderio

  • 9

    Alla minima contrarietà, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero più vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta.

     

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  • 10

    Ammettendo l'uomo, la natura ha commesso molto più di un errore di calcolo: un attentato a se stessa.

     

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  • 11

    Anche quando disertano l'inferno, gli uomini lo fanno solo per ricostituirlo altrove.

     

    Inferno

  • 12

    Ancora poche generazioni e il riso, riservato agli iniziati, sarà impraticabile quanto l'estasi.

     

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  • 13

    Annoiarsi è masticare tempo.

     

    Noia

  • 14

    Appartengo a coloro che, fra il sistema e il caos, propenderanno sempre per il caos.

     

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  • 15

    Appena abbiamo perduto un difetto, eccone un altro che si affretta a sostituirlo. Il nostro equilibrio ha questo prezzo.

     

    Difetti

  • 16

    Arriva il momento in cui, dopo aver perduto le illusioni sugli altri, si perdono quelle su se stessi.

     

    Illusione

  • 17

    Assisto terrorizzato al diminuire del mio odio per gli uomini, all'allentamento dell'ultimo legame che mi univa a loro.

     

    Odio

  • 18

    Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre.

     

    Padre

  • 19

    Aver sfiorato tutte le forme della decadenza, compreso il successo.

     

    Successo

  • 20

    Avere genio significa riuscire a digerire le influenze fino a farne perdere le tracce.

     

    Genialità

  • 21

    Beethoven ha corrotto la musica: vi ha introdotto gli sbalzi d'umore, ha lasciato che vi entrasse la collera.

     

    Musica

  • 22

    C'è innegabilmente un elemento di felicità in ogni voltafaccia; vi si attinge perfino un supplemento di vigore: rinnegare ringiovanisce. Poiché la nostra forza si misura sulla quantità delle credenze che abbiamo abiurato, ognuno di noi dovrebbe concludere la propria carriera come disertore di tutte le cause.

     

    Forza

  • 23

    C'è più onestà e rigore nelle scienze occulte che nelle filosofie che assegnano un -senso- alla storia.

     

    Onestà

  • 24

    C'è solo una cosa peggiore della noia: la paura della noia.

     

    Noia

  • 25

    C'è un solo modo per possedere tutto: non desiderare niente.

     

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  • 26

    Camminare vi impedisce di lambiccarvi con interrogativi senza risposta, mentre a letto si rimugina l'insolubile fino alla vertigine.

     

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  • 27

    Che cos'è il dolore? Una sensazione che non vuol cancellarsi, una sensazione ambiziosa.

     

    Dolore

  • 28

    Che cos'è l'ideologia, in fondo? La congiunzione dell'idea con la passione. Da qui deriva l'intolleranza. Ma non appena vi si aggiunge un po' d'isteria è la fine.

     

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  • 29

    Che cosa resterebbe delle nostre tragedie se una bestiola letterata ci presentasse le sue?

     

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  • 30

    Che l'esistenza sia stata viziata alla sorgente, insieme agli elementi, chi potrebbe esimersi dal supporlo? Colui che non sia stato indotto a considerare questa ipotesi, come minimo una volta al giorno, avrà vissuto da sonnambulo.

     

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  • 31

    Che lo vogliamo o no, siamo tutti psicoanalisti, amanti dei misteri del cuore e della mutanda, palombari degli orrori. Guai allo spirito dagli abissi chiari!

     

    Psicoanalisi

  • 32

    Che misera cosa una sensazione! L'estasi stessa non è, forse, niente di più.

     

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  • 33

    Che questa infima durata assegnatici si svolga e si esaurisca, e che poi non se ne parli più.

     

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  • 34

    Chi non ha sofferto non è un essere: tutt'al più un individuo.

     

    Sofferenza

  • 35

    Chi trema sogna di far tremare gli altri, chi vive nello spavento finisce nella ferocia.

     

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  • 36

    Chiunque non sia morto giovane merita di morire.

     

    Morte

  • 37

    Chopin ha promosso il pianoforte al rango della tisi.

     

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  • 38

    Ci importa solamente ciò che non abbiamo realizzato, ciò che non potevamo realizzare, sicché di una vita non resta altro che quello che non è stata.

     

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  • 39

    Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo.

     

    Solitudine

  • 40

    Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.

     

    Musica

  • 41

    Ciò che so demolisce ciò che voglio.

     

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  • 42

    Coltivano l'aforisma soltanto coloro che hanno conosciuto la paura in mezzo alle parole, quella paura di crollare con tutte le parole.

     

    Aforismi

  • 43

    Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione.

     

    Uomini

  • 44

    Colui che non ha mai concepito il proprio annullamento, che non ha pensato di ricorrere alla corda, alla pallottola, al veleno o al mare, è un forzato spregevole o un verme che striscia sulla carogna cosmica.

     

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  • 45

    Colui che per sbadataggini successive, ha trascurato di uccidersi, fa a se stesso l'effetto di un veterano del dolore, di un pensionato del suicidio.

     

    Suicidio

  • 46

    Come ogni altra cosa umana, anche la politica non si compie che sulla propria rovina.

     

    Politica

  • 47

    Come si conviene, ho passato in rassegna tutti gli argomenti in favore di Dio: la sua non esistenza mi è sembrata uscirne intatta. Egli possiede la genialità di farsi infirmare da tutta la sua opera; i suoi difensori lo rendono odioso, i suoi adoratori sospetto. Chi teme di amarlo non ha che da aprire san Tommaso.

     

    Dio

  • 48

    Confutazione del suicidio: non è poco elegante abbandonare un mondo che si è messo così di buon grado al servizio della nostra tristezza?

     

    Suicidio

  • 49

    Contavo di assistere in vita alla scomparsa della nostra specie. Ma gli dèi mi sono stati avversi.

     

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  • 50

    Cos'è una crocifissione unica rispetto a quella, quotidiana, che patisce l'insonne?

     

    Insonnia

  • 51

    Credo alla salvezza dell'umanità, all'avvenire del cianuro.

     

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  • 52

    Credo di non avere mai perso un'occasione di essere triste.

     

    Tristezza

  • 53

    Da duemila anni Gesù si vendica su di noi di non essere morto su un divano.

     

    Gesù

  • 54

    Dal momento che l'amicizia è incompatibile con la verità, fecondo è soltanto il dialogo muto con i nostri nemici.

     

    Amicizia

  • 55

    Date uno scopo preciso alla vita e perderà all'istante il suo fascino. L'incertezza dei suoi fini la rende superiore alla morte; un briciolo di esattezza la abbasserebbe alla trivialità delle tombe.

     

    Vita

  • 56

    Davanti a quest'ammassarsi di tombe, si direbbe che la gente non abbia altra occupazione che quella di morire.

     

    Morte

  • 57

    Di tutte le condizioni, la meno desiderabile è quella di amante.

     

    Amanti

  • 58

    Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l'impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d'interesse.

     

    Disperazione

  • 59

    Di tutto quello che si ritiene appartenere allo «psichico», niente rientra tanto nella fisiologia quanto il malumore, attivo nei tessuti, nel sangue, nelle ossa, in qualunque organo preso isolatamente. Se lo si lasciasse fare, distruggerebbe perfino le unghie.

     

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  • 60

    Diffidate di quelli che voltano le spalle all'amore, si vendicheranno di avervi rinunciato.

     

    Amore

  • 61

    Dio ha creato il mondo per paura della solitudine; è questa l'unica spiegazione possibile della Creazione. La sola ragion d'essere di noi creature è di distrarre il Creatore. Poveri buffoni, dimentichiamo che stiamo vivendo i nostri drammi per divertire uno spettatore di cui finora nessuno al mondo ha sentito gli applausi.

     

    Dio

  • 62

    Dio, il grande estraneo.

     

    Dio

  • 63

    Dio: una malattia dalla quale ci si crede guariti perché non ne muore più nessuno.

     

    Dio

  • 64

    Dire: ho più simpatia per questo regime che per quell'altro significa fluttuare nel vago; più esatto sarebbe affermare: preferisco questa polizia a quell'altra.

     

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  • 65

    Divorare una biografia dopo l'altra per persuadersi meglio dell'inutilità di qualsiasi impresa, di qualunque destino.

     

    Destino

  • 66

    Dopo le metafore, la farmacia. Così si sgretolano i grandi sentimenti.

     

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  • 67

    Dovunque una cosa respiri vi è un'infermità in più: non c'è palpito che non confermi lo svantaggio di essere.

     

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  • 68

    Era davvero di ottima compagnia: non aveva convinzioni.

     

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  • 69

    Esistere sarebbe un'impresa assolutamente impraticabile se smettessimo di attribuire importanza a ciò che non ne ha.

     

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  • 70

    Esistere è un fenomeno colossale che non ha nessun senso.

     

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  • 71

    Esistono solo le cose che abbiamo scoperto da soli; sono anche le uniche che conosciamo. Le altre sono tutte chiacchiere.

     

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  • 72

    Essere uomo è un dramma; essere ebreo, un altro ancora. Così l'ebreo ha il privilegio di vivere due volte la nostra condizione.

     

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  • 73

    Fallire la propria vita significa accedere alla poesia senza il supporto del talento.

     

    Vita

  • 74

    Finché resterà in piedi anche un solo dio, il compito dell'uomo non sarà terminato.

     

    Dio

  • 75

    Forche, galere, penitenziari prosperano solo all'ombra di una fede di quel bisogno di credere che ha infestato per sempre lo spirito. Il diavolo appare assai scialbo rispetto a colui che dispone di una verità, della sua verità.

     

    Fede

  • 76

    Forse la follia è soltanto un dispiacere che abbia smesso di evolversi.

     

    Follia

  • 77

    Forse la vita è proprio questo, senza volere usare paroloni, il fare cose alle quali si aderisce senza crederci.

     

    Vita

  • 78

    Fra tutte le persone, le meno insopportabili sono quelle che odiano gli uomini. Non bisogna mai fuggire un misantropo.

     

    Misantropia

  • 79

    Fra uno schiaffo e un'indelicatezza si sopporta meglio lo schiaffo.

     

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  • 80

    Frivolo e incongruente, dilettante in tutto, avrò conosciuto a fondo soltanto l'inconveniente di essere nato.

     

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  • 81

    Gli individui, ma anche le nazioni, hanno bisogno di una certa megalomania. Quando non ci si crede eccezionali, importanti, insostituibili, si è perduti.

     

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  • 82

    Gli opportunisti hanno salvato i popoli; gli eroi li hanno mandati in rovina.

     

    Opportunismo

  • 83

    Gli uomini hanno bisogno di punti d'appoggio, vogliono la certezza a ogni costo, anche a spese della verità. Poiché essa è corroborante, e loro non possono farne a meno anche quando sanno che è menzognera, non ci sarà scrupolo capace di trattenerli dallo sforzo di procurarsela.

     

    Uomini

  • 84

    Gli uomini seguono soltanto chi regala loro illusioni. Non ci sono mai stati assembramenti intorno a un disilluso.

     

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  • 85

    Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che cercano il senso della vita senza trovarlo e quelli che l'hanno trovato senza cercarlo.

     

    Uomini

  • 86

    Guai al libro che si può leggere senza interrogarsi per tutto il tempo sull'autore!

     

    Libri

  • 87

    Ha convinzioni solo chi non ha approfondito niente.

     

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  • 88

    Ho tolto di mezzo Dio per bisogno di raccoglimento, mi sono sbarazzato di un ultimo seccatore.

     

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  • 89

    I critici confondono verbosità e respiro, prolissità e potenza. Tutti questi romanzi illeggibili di cui si dice tanto bene: preferirei essere condannato a morte piuttosto che leggerli. Mi dà talmente fastidio in un libro ciò che è inutile, di troppo, che ben pochi sono quelli che riesco a cominciare. A qualsiasi pagina apra un libro, avverto subito quello che vi è di superfluo, insomma tutti quei riempitivi a cui comunemente si dà il nome di -letteratura-. Se di qualcosa sono debitore ai moralisti francesi è il culto della concisione, l'orrore del vaniloquio, la percezione che ho dell'impostura nelle lettere, in filosofia e nel commercio quotidiano. Ora, per me, verbosità e impostura sono termini equivalenti.

     

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  • 90

    I francesi sarebbero il popolo più felice della terra se la vanità non turbasse la loro felicità.

     

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  • 91

    I genitori sono tutti irresponsabili o assassini. Solo i bruti dovrebbero dedicarsi alla riproduzione. Pietà non vuole che si diventi -genitori-. La parola più atroce che io conosca.

     

    Genitori

  • 92

    I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno.

     

    Libri

  • 93

    Il Divenire: un'agonia senza epilogo.

     

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  • 94

    Il bisogno di gloria deriva da un senso di totale insicurezza circa il proprio valore, dalla mancanza di fiducia in se stessi.

     

    Fiducia

  • 95

    Il calunniatore non è il solo a trarre profitto dalla calunnia; essa serve altrettanto, se non di più, al calunniato, sempre a patto che questi ne soffra profondamente, perché gli dà un vigore insospettato, giovevole alle sue idee quanto ai suoi muscoli: perché lo incita a odiare.

     

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  • 96

    Il cinismo dell'estrema solitudine è un calvario che l'insolenza attenua.

     

    Cinismo

  • 97

    Il delicato che ragiona non può misurarsi con il beota che prega.

     

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  • 98

    Il desiderio di morire fu il mio solo e unico pensiero; ad esso ho sacrificato tutto, anche la morte.

     

    Morte

  • 99

    Il diritto di sopprimere tutti quelli che ci infastidiscono dovrebbe figurare al primo posto nella costituzione della città ideale.

     

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  • 100

    Il dovere di un uomo solo è di essere ancora più solo.

     

    Solitudine

  • 101

    Il fatto che la vita non abbia alcun senso è una ragione di vivere la sola, del resto.

     

    Vita

  • 102

    Il lavoro è una maledizione che l'uomo ha trasformato in piacere.

     

    Lavoro

  • 103

    Il limite di ogni dolore è un dolore più grande.

     

    Dolore

  • 104

    Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso.

     

    Male

  • 105

    Il paradiso è assenza dell'uomo.

     

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  • 106

    Il patrimonio di uno scrittore sono i suoi segreti, le sue sconfitte cocenti e inconfessate; il fermentare delle sue vergogne è la garanzia della sua fecondità.

     

    Scrittori

  • 107

    Il pensiero della precarietà mi accompagna in ogni circostanza: stamane, imbucando una lettera, mi dicevo che era indirizzata a un mortale.

     

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  • 108

    Il pessimismo è la crudeltà dei vinti che non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro attese.

     

    Pessimismo

  • 109

    Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere: è una vittima del -senso- della vita.

     

    Pessimismo

  • 110

    Il progresso è l'ingiustizia che ogni generazione commette nei confronti di quella che l'ha preceduta.

     

    Progresso

  • 111

    Il suicidio, solo atto veramente normale, per quale aberrazione è diventato l'appannaggio dei tarati?

     

    Suicidio

  • 112

    Il tormento, per alcuni, è una necessità, un bisogno, un appetito, un compiacimento.

     

    no tags

  • 113

    Il vantaggio dell'aforisma è che non si ha bisogno di fornire prove. Si tira un aforisma come si tira uno schiaffo.

     

    Aforismi

  • 114

    Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.

     

    Comunicazione

  • 115

    In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare.

     

    Malinconia

  • 116

    In un pianeta incancrenito ci si dovrebbe astenere dal fare progetti, ma se ne fanno sempre, perché l'ottimismo, com'è noto, è una mania degli agonizzanti.

     

    Ottimismo

  • 117

    Incurabile, aggettivo d'onore, di cui dovrebbe fregiarsi una sola malattia, la più tremenda di tutte: il desiderio.

     

    Desiderio

  • 118

    Invano l'occidente cerca per sé una forma di agonia degna del proprio passato.

     

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  • 119

    Io non ho idee, ma ossessioni. Le idee può averle chiunque. Le idee non hanno mai fatto sprofondare nessuno.

     

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  • 120

    L'abbondanza delle soluzioni agli aspetti dell'esistenza è pari solo alla loro futilità.

     

    no tags

  • 121

    L'aforisma? Un fuoco senza fiamma. Si capisce che nessuno vi si voglia riscaldare.

     

    Aforismi

  • 122

    L'ambizione è una droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza.

     

    Ambizione

  • 123

    L'animale più immondo vive, in un certo senso, meglio di noi. Senza andare a cercare nelle fogne ricette di saggezza, come non riconoscere i vantaggi che ha su di noi un ratto, proprio perché è un ratto e nient'altro?

     

    Animali

  • 124

    L'ansia, o il fanatismo del peggio.

     

    Ansia

  • 125

    L'ansioso edifica i suoi terrori e poi vi si installa: è un pelandrone della vertigine.

     

    Ansia

  • 126

    L'esperienza del vuoto è la tentazione mistica del non credente, la sua possibilità di preghiera, il suo momento di pienezza.

     

    no tags

  • 127

    L'idea di Dio ha un solo senso: inventare qualcuno con cui parlare quando non si ha più nessuno a cui rivolgersi.

     

    Dio

  • 128

    L'inclinazione al suicidio è tipica degli assassini timorati, rispettosi delle leggi; avendo paura di uccidere, sognano di annientarsi, certi della loro impunità.

     

    no tags

  • 129

    L'infinito attuale, un nonsenso per la filosofia, è la realtà, l'essenza stessa della musica.

     

    Infinito

  • 130

    L'insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il Paradiso stesso in un luogo di tortura.

     

    Insonnia

  • 131

    L'intellettuale rappresenta la disgrazia più grande, il culmine del fallimento per l'homo sapiens.

     

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  • 132

    L'odore della creatura ci mette sulle tracce di una divinità fetida.

     

    no tags

  • 133

    L'orgasmo è un parossismo; la disperazione anche. L'uno dura un istante; l'altra una vita.

     

    Disperazione

  • 134

    L'ossessione del suicidio è caratteristica di colui che non può né vivere né morire, e che non distoglie mai l'attenzione da questa duplice impossibilità.

     

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  • 135

    L'unica cosa a cui ho mirato quaggiù è stata di rendermi indifferente sia alla vita sia alla morte. Non ci sono riuscito.

     

    Indifferenza

  • 136

    L'unico argomento contro l'immortalità è la noia. Del resto, è di lì che provengono tutte le nostre negazioni.

     

    Noia

  • 137

    L'unico modo di salvaguardare la propria solitudine è ferire tutti, a cominciare da quelli che amiamo.

     

    Solitudine

  • 138

    L'uomo accetta la morte, ma non l'ora della propria morte. Morire in qualunque momento, tranne quando bisogna morire.

     

    Morte

  • 139

    L'uomo emana un odore speciale: fra tutti gli animali, soltanto lui puzza di cadavere.

     

    no tags

  • 140

    L'uomo secerne disastro.

     

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  • 141

    L'uomo sta per scomparire, fino a oggi era mio fermo convincimento. Frattanto ho cambiato parere: deve scomparire.

     

    no tags

  • 142

    L'uomo è partito con il piede sbagliato. La disavventura in Paradiso ne fu il primo effetto. Il resto doveva venire di conseguenza.

     

    no tags

  • 143

    L'utopia è un miscuglio di razionalismo puerile e di angelismo secolarizzato.

     

    no tags

  • 144

    La capacità di resistenza dei tedeschi non conosce limiti, perfino nella pazzia: Nietzsche sopportò la sua per undici anni, Hölderlin per quaranta.

     

    no tags

  • 145

    La carne è incompatibile con la carità: l'orgasmo trasformerebbe un santo in lupo.

     

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  • 146

    La conversazione con lui era convenzionale come quella con un agonizzante.

     

    no tags

  • 147

    La conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare le loro perplessità.

     

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  • 148

    La cosa più difficile al mondo è mettersi al diapason dell'essere, e afferrarne il tono.

     

    Essere

  • 149

    La coscienza acuta di avere un corpo, ecco cos'è l'assenza di salute.

     

    Salute

  • 150

    La coscienza è molto più della scheggia, è il pugnale nella carne.

     

    Coscienza

  • 151

    La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.

     

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  • 152

    La filosofia si insegna solo nell'agorà, in un giardino, o a casa propria. La cattedra è la tomba del filosofo, la morte di ogni pensiero vivo; la cattedra è lo spirito in gramaglie.

     

    Filosofia

  • 153

    La fine del mondo arriverà quando l'idea stessa di Dio sarà sparita. Di oblio in oblio, l'uomo riuscirà ad abolire il proprio passato e ad abolire sé stesso.

     

    Fine

  • 154

    La grande fortuna di Nietzsche di essere finito come è finito. Nell'euforia!

     

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  • 155

    La grande, la sola originalità dell'amore è rendere la felicità indistinguibile dall'infelicità.

     

    Amore

  • 156

    La letteratura, per essenza prolissa, vive della pletora dei vocaboli, del cancro della parola.

     

    Letteratura

  • 157

    La liberazione, se realmente ci sta a cuore, deve procedere da noi stessi: a nulla serve cercarla altrove, in un sistema già fatto o in qualche dottrina orientale.

     

    Libertà

  • 158

    La lucidità non estirpa il desiderio di vivere, tutt'altro, rende solo inadatti alla vita.

     

    no tags

  • 159

    La malattia, accesso involontario a noi stessi, ci assoggetta alla -profondità-, ci condanna ad essa. Il malato? Un metafisico suo malgrado.

     

    Malattia

  • 160

    La meditazione è uno stato di veglia mantenuto per via di un'oscura turba, che è insieme devastazione e benedizione.

     

    no tags

  • 161

    La menzione delle noie burocratiche tra i motivi che giustificano il suicidio, mi sembra la cosa più profonda che Amleto abbia detto.

     

    Burocrazia

  • 162

    La metafisica e, a maggior ragione, la teologia sono di un antropomorfismo scandaloso. Entrambe si riducono a una suprema civetteria dell'uomo, in estasi di fronte al proprio genio. Appena si dà uno sguardo ai suoi vaneggiamenti non ce n'è uno che sfugga al ridicolo.

     

    no tags

  • 163

    La missione di ciascuno è di portare a buon fine la menzogna che incarna, di giungere a non essere altro che un'illusione esaurita.

     

    Menzogna

  • 164

    La morte è ciò che fino ad ora la vita ha inventato di più solido.

     

    Morte

  • 165

    La morte è uno stato di perfezione, il solo alla portata di un mortale.

     

    Morte

  • 166

    La morte, che disonore! Diventare di colpo oggetto.

     

    Morte

  • 167

    La musica esiste solo fintantoché dura l'ascolto.

     

    Musica

  • 168

    La musica è il rifugio degli animi ulcerati dalla felicità.

     

    Musica

  • 169

    La natura esagera.

     

    Natura

  • 170

    La passione per la musica è già da sola una confessione. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.

     

    Musica

  • 171

    La paura della sterilità induce lo scrittore a produrre al di là delle sue risorse e ad aggiungere alle menzogne vissute tante altre menzogne che prende in prestito o forgia. Sotto le -Opere complete- giace un impostore.

     

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  • 172

    La prova che l'uomo esecra l'uomo? Basta trovarsi in mezzo a una folla per sentirsi subito solidali con tutti i pianeti morti.

     

    Solidarietà

  • 173

    La prova migliore di quanto l'umanità stia regredendo è l'impossibilità di trovare un solo popolo, una sola tribù, in cui la nascita provochi ancora lutto e lamenti.

     

    no tags

  • 174

    La psicanalisi sarà un giorno totalmente screditata, su questo non c'è dubbio. Eppure, avrà distrutto i nostri ultimi resti d'ingenuità. Dopo la psicanalisi, non si potrà mai più essere innocenti.

     

    Psicoanalisi

  • 175

    La psicoanalisi, tecnica che pratichiamo a nostre spese, degrada i nostri rischi, i nostri pericoli, i nostri abissi; essa ci spoglia di tutte le nostre impurità, di tutto ciò che ci faceva curiosi di noi stessi.

     

    Psicoanalisi

  • 176

    La religione è un'arte di consolare. Quando il prete dice, a voi afflitti, che Dio si interessa al vostro sconforto, offre una consolazione che, in fatto di efficacia, non potrà mai trovare equivalenti in dottrine secolari.

     

    Religione

  • 177

    La scomparsa degli animali è un fatto di una gravità senza precedenti. Il loro carnefice ha invaso il paesaggio; non c'è posto che per lui. L'orrore di vedere un uomo là dove si poteva contemplare un cavallo!

     

    Animali

    Contemplazione

  • 178

    La sofferenza apre gli occhi, aiuta a vedere le cose che non si sarebbero percepite altrimenti. Quindi non è utile che alla conoscenza, e, all'infuori di essa, serve solo ad avvelenare l'esistenza.

     

    Sofferenza

  • 179

    La sola cosa che possa salvare l'uomo è l'amore. E se molti hanno finito per trasformare in banalità questa asserzione, è perché non hanno mai amato veramente.

     

    Amore

  • 180

    La sola funzione della memoria è di aiutarci a rimpiangere.

     

    Memoria

  • 181

    La sorte di chi si è ribellato troppo è di non aver più energie se non per la delusione.

     

    Delusione

  • 182

    La speranza è la forma normale del delirio.

     

    Speranza

  • 183

    La storia non è forse, in ultima istanza, il risultato della nostra paura della noia, di quella paura che ci farà sempre prediligere il piccante e la novità del disastro, e preferire qualsiasi disgrazia al ristagno?

     

    Storia

  • 184

    La storia è l'antidoto all'utopia.

     

    Storia

  • 185

    La sua mancanza di talento rasentava il genio.

     

    Talento

  • 186

    La timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore.

     

    Timidezza

  • 187

    La tristezza: un appetito che nessun dolore sazia.

     

    Tristezza

  • 188

    La vecchiaia, in definitiva, non è che la punizione di essere vissuti.

     

    Vecchiaia

  • 189

    La vera eleganza morale consiste nell'arte di travestire le proprie vittorie da sconfitte.

     

    Vittoria

    Eleganza

  • 190

    La vera vertigine è l'assenza della follia.

     

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  • 191

    La verità? Un incaponirsi da adolescenti o un sintomo di senilità.

     

    Verità

  • 192

    La vita si crea nel delirio e si disfà nella noia.

     

    Vita

  • 193

    La vita è un fenomeno colossale che non ha alcun senso.

     

    Vita

  • 194

    La vita è un'occupazione da insetti.

     

    Vita

  • 195

    La vita, questa prosopopea della materia.

     

    Vita

  • 196

    Le fonti di uno scrittore sono le sue ignominie: colui che non ne scopre dentro di sé, o che vi si sottrae, è destinato al plagio o alla critica.

     

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  • 197

    Le notti in cui abbiamo dormito è come se non fossero mai esistite. Restano nella memoria solo quelle in cui non abbiamo chiuso occhio: notte vuol dire notte insonne.

     

    Notte

  • 198

    Le opere muoiono; i frammenti, non avendo vissuto, non possono neppure morire.

     

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  • 199

    Le radici del dubbio sono profonde quanto quelle della certezza. Il dubbio però è più raro, raro come la lucidità e la vertigine che l'accompagna.

     

    Dubbio

  • 200

    Le rughe di una nazione sono altrettanto visibili di quelle di una persona.

     

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  • 201

    Leggere è lasciare che un altro fatichi per voi. La forma più delicata di sfruttamento.

     

    Lettura

  • 202

    Mentre agiamo abbiamo uno scopo; ma l'azione, una volta conclusa, non ha per noi maggiore realtà dello scopo che perseguivamo. Non c'era dunque nulla di veramente consistente in tutto ciò, era solo gioco. Ma ci sono alcuni che hanno coscienza di questo gioco durante l'azione stessa: vivono la conclusione nelle premesse, il realizzato nel virtuale, minano la serietà con il fatto stesso di esistere.

     

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  • 203

    Mettete al bando la bestemmia. Comprenderete allora le sue virtù liberatrici, la sua funzione terapeutica, la superiorità del suo metodo rispetto a quello della psicanalisi, delle ginnastiche orientali o della Chiesa, e soprattutto comprenderete che proprio alle sue meraviglie, alla sua assistenza costante, la maggior parte di noi deve il fatto di non essere né criminali né pazzi.

     

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  • 204

    Mi fa orrore sviluppare, spiegare, commentare, sottolineare, mi fa orrore tutto quello che ricorda il filosofo, e quindi il professore. La filosofia è un pensiero che si spande (come si dice dello sterco di vacca quando si allarga). Non amo che il pensiero conciso, fulminato in una formula.

     

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  • 205

    Mi piacerebbe essere libero, perdutamente libero. Libero come un nato morto.

     

    Libertà

  • 206

    Modelli di stile: la bestemmia, il telegramma e l'epitaffio.

     

    Stile

  • 207

    Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene.

     

    Vita

  • 208

    Nei suoi momenti migliori il cattolicesimo fu sanguinario, come si addice a ogni religione veramente ispirata.

     

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  • 209

    Nella ricerca del tormento, nell'accanimento alla sofferenza, solo il geloso può competere con il martire. Eppure, si canonizza l'uno e si ridicolizza l'altro.

     

    Gelosia

  • 210

    Nelle prove cruciali, la sigaretta è un aiuto più efficace dei vangeli.

     

    Aiuto

  • 211

    Nessuno guarisce dalla malattia dell'essere nato, una ferita mortale se mai ce n'è stata una.

     

    Nascita

  • 212

    Niente supera in gravità gli sgarbi e le villanie che si commettono per timidezza.

     

    Timidezza

  • 213

    Noi non corriamo, verso la morte, fuggiamo la catastrofe della nascita, ci affanniamo, superstiti che cercano di dimenticarla. La paura della morte è solo la proiezione nel futuro di una paura che risale al nostro primo istante.

     

    Morte

  • 214

    Non aver realizzato nulla, e morire sfiniti.

     

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  • 215

    Non c'è nulla che giustifichi il fatto di vivere.

     

    Vivere

  • 216

    Non c'è posizione più falsa dell'aver capito e rimanere ancora in vita.

     

    Vita

  • 217

    Non c'è salvezza fuori del suicidio.

     

    Suicidio

  • 218

    Non c'è un solo moralista che non possa essere convertito in un precursore di Freud.

     

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  • 219

    Non faccio niente, d'accordo. Ma vedo passare le ore, e questo è meglio che cercare di riempirle.

     

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  • 220

    Non ho mai potuto sapere che cosa vuol dire essere, salvo qualche volta in momenti eminentemente non filosofici.

     

    Essere

  • 221

    Non mi manca l'aria, no, ma non so che farne, non vedo perché respirare.

     

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  • 222

    Non posseggo la fede, per mia fortuna. Se l'avessi, vivrei nella paura costante di perderla. Quindi, lungi dall'aiutarmi, essa mi nuocerebbe soltanto.

     

    Fede

  • 223

    Non posso vedere un quadro moderno senza rallegrarmi per la scomparsa della faccia.

     

    Pittura

  • 224

    Non senza rischio si abusa della propria facoltà di dubitare. Lo scettico, quando non trae più alcun principio attivo dai suoi problemi e interrogativi si avvicina al proprio epilogo, anzi lo cerca, gli corre incontro: qualcun altro tronchi le sue incertezze, qualcun altro lo aiuti a soccombere.

     

    no tags

  • 225

    Non si chiede libertà, ma qualche apparenza di libertà. È per questi simulacri che l'uomo si agita tanto, da sempre. Del resto, se la libertà è, com'è stato detto, solo una sensazione, che differenza c'è tra essere e credersi libero?

     

    Libertà

  • 226

    Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa.

     

    Scrivere

  • 227

    Non solo la vita non ha alcun senso, ma non può averne uno.

     

    Vita

  • 228

    Non vale la pena uccidersi, dato che ci si uccide sempre troppo tardi.

     

    Suicidio

  • 229

    Non vi è che questo pullulare di moribondi affetti da longevità, tanto più detestabili in quanto sanno organizzare così bene la loro agonia.

     

    Affetto

  • 230

    Non vi è nobiltà se non nella negazione dell'esistenza, in un sorriso che sovrasta paesaggi annientati.

     

    no tags

  • 231

    Non vi è santità senza una voluttà della sofferenza e senza una raffinatezza sospetta. La santità è una perversione senza eguali, un vizio del cielo.

     

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  • 232

    Non è Dio, è il Dolore a godere dei vantaggi dell'ubiquità.

     

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  • 233

    Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.

     

    Sofferenza

  • 234

    Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto.

     

    Scienza

  • 235

    Ogni amicizia è un dramma impercettibile, una serie di sottili ferite.

     

    Amicizia

  • 236

    Ogni inizio di idea coincide con una sofferenza, preferibilmente segreta.

     

    no tags

  • 237

    Ogni legame è sofferenza e causa di sofferenza. Finché non ci si emancipa dagli esseri, si vive nella pura vulnerabilità.

     

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  • 238

    Ogni occidentale tormentato fa pensare ad un eroe dostoevskiano con un conto in banca.

     

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  • 239

    Ogni pensiero deriva da una sensazione frustrata.

     

    Pensiero

  • 240

    Ognuno espia il suo primo istante.

     

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  • 241

    Passata la trentina, non ci si dovrebbe interessare agli avvenimenti più di quanto un astronomo non si interessi ai pettegolezzi.

     

    Età

  • 242

    Pensare significa smettere di venerare, significa levarsi contro il mistero e proclamarne il fallimento.

     

    Pensare

  • 243

    Per alcuni la felicità è una sensazione cosi insolita che appena la provano, si allarmano e s'interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: è la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio.

     

    Felicità

  • 244

    Per non aver saputo celebrare l'aborto e legalizzare il cannibalismo, le società moderne dovranno risolvere le loro difficoltà adottando procedimenti ben più sbrigativi.

     

    no tags

  • 245

    Per paura di essere uno qualsiasi, ho finito col non essere niente.

     

    Essere

    Paura

  • 246

    Per raggiungere non tanto la felicità quanto l'equilibrio, dovremmo liquidare una buona parte dei nostri simili, praticare quotidianamente il massacro, sull'esempio dei nostri fortunatissimi avi.

     

    Equilibrio

  • 247

    Perfino respirare sarebbe un supplizio senza il ricordo o il presentimento del paradiso, oggetto supremo e tuttavia inconscio dei nostri desideri.

     

    no tags

  • 248

    Permettendo l'uomo, la natura ha commesso molto più che un errore di calcolo: ha commesso un attentato contro se stessa.

     

    Natura

  • 249

    Più ancora che la religione, il cinismo commette l'errore di prestare troppa attenzione all'uomo.

     

    Cinismo

  • 250

    Più ancora che nella poesia, è nell'aforisma che la parola è dio.

     

    Aforismi

  • 251

    Più di una volta ho immaginato l'incanto che seguirebbe a una guerra atomica: finalmente la terra senza uomini!

     

    Guerra

  • 252

    Più gli uomini si allontanano da Dio, più progrediscono nella conoscenza delle religioni.

     

    Religione

  • 253

    Più si vive, meno sembra utile aver vissuto.

     

    Vivere

  • 254

    Più si è sofferto, meno si rivendica. Protestare è segno che non si è attraversato alcun inferno.

     

    no tags

  • 255

    Più uno spirito corre dei pericoli, più sente il bisogno di apparire superficiale, di darsi un'aria frivola e di moltiplicare i malintesi sul proprio conto.

     

    Spirito

  • 256

    Prima che un errore fondamentale, la vita è una mancanza di gusto cui né la morte né la poesia stessa riescono a porre rimedio.

     

    Vita

  • 257

    Promossi al rango di incurabili, siamo materia dolente, carne urlante, ossa rose da grida, e i nostri stessi silenzi non sono che lamenti strozzati.

     

    no tags

  • 258

    Proprio perché non riesce più a detestare le altre religioni, perché le comprende, il cristianesimo è finito: manca sempre più di quella vitalità da cui procede l'intolleranza. E l'intolleranza era la sua ragione d'essere. Per sua disgrazia ha cessato di essere mostruoso.

     

    no tags

  • 259

    Psicologo come nessun altro, il prete è l'esemplare umano più disingannato, incapace per mestiere di accordare il minimo credito al suo prossimo.

     

    no tags

  • 260

    Pubblicare un libro comporta lo stesso genere di noie di un matrimonio o di un funerale.

     

    Libri

  • 261

    Quale incitamento all'ilarità sentire la parola scopo seguendo un corteo funebre!

     

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  • 262

    Qualsiasi fede rende insolenti: acquisita di recente, inasprisce gli istinti peggiori.

     

    Fede

  • 263

    Quando ci si rifiuta di fare del lirismo, riempire una pagina diventa un supplizio: a che serve scrivere per dire esattamente quello che si aveva da dire?

     

    Scrivere

  • 264

    Quando due persone si rivedono dopo molti anni dovrebbero sedersi l'una di fronte all'altra e non dirsi niente per ore ed ore, affinché con il favore del silenzio la costernazione possa assaporare se stessa.

     

    Silenzio

  • 265

    Quando non abbiamo uno scopo verso cui convergano tutte le nostre azioni, amiamo solo il pensiero discontinuo, spezzato, immagine della nostra vita andata in frantumi.

     

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  • 266

    Quando si sa che ogni problema è soltanto un falso problema, si è pericolosamente vicini alla salvezza.

     

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  • 267

    Quasi tutte le opere sono fatte con sprazzi di imitazione, brividi appresi ed estasi plagiate.

     

    no tags

  • 268

    Quello che so a sessant'anni, lo sapevo anche a venti. Quindi quarant'anni di una lunga, evitabile verifica.

     

    Sapere

  • 269

    Saper dosare la banalità e il paradosso: è tutta qui l'arte del frammento.

     

    no tags

  • 270

    Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.

     

    Morte

  • 271

    Sbarazzarsi della vita è privarsi del piacere di riderne.

     

    Vita

  • 272

    Se c'è qualcuno che deve tutto a Bach, questi è proprio Dio.

     

    Musica

  • 273

    Se la morte avesse solo lati negativi, morire sarebbe un atto impraticabile.

     

    Morte

  • 274

    Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero trovato un modo qualsiasi di aggirarla.

     

    Morte

  • 275

    Se potessimo provare una segreta voluttà tutte le volte che veniamo completamente ignorati, avremmo la chiave della felicità.

     

    Felicità

  • 276

    Se potessimo vederci con gli occhi degli altri, scompariremmo all'istante.

     

    Occhi

  • 277

    Se si avesse una certa tendenza ad assolvere il creatore, a considerare questo mondo come accettabile e anzi soddisfacente, bisognerebbe sempre fare le proprie riserve sull'uomo, il punto nero della creazione.

     

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  • 278

    Se tutti coloro che abbiamo ucciso col pensiero scomparissero davvero, la terra non avrebbe più abitanti.

     

    no tags

  • 279

    Se tutto continua, il motivo è che gli uomini non hanno il coraggio di disperare.

     

    Disperazione

  • 280

    Senza Dio tutto è notte, e con lui la luce stessa diventa inutile.

     

    Dio

  • 281

    Senza Dio tutto è nulla. E Dio? Nulla supremo.

     

    Dio

  • 282

    Senza la volontà né l'audacia di assaporare le nostre paure, come potremmo farne un pungolo o una voluttà? Tremare è facile; ma saper dirigere il proprio tremito è un'arte: da qui derivano tutte le ribellioni. Colui che vuole evitare la rassegnazione deve educare, medicare i propri spaventi e mutarli in gesti e parole.

     

    Paura

  • 283

    Si avvicina all'essenza del tempo soltanto chi sa sprecarlo. L'uomo di nessuna utilità.

     

    Tempo

  • 284

    Si distrugge una civiltà soltanto quando si distruggono i suoi dèi.

     

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  • 285

    Si diventa tolleranti soltanto nella misura in cui si perde di vigore, si cade amabilmente nell'infanzia, e si è troppo stanchi per tormentare gli altri con l'amore o con l'odio.

     

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  • 286

    Si dovrebbe importunare qualcuno soltanto per annunciargli un cataclisma o per fargli un complimento che gli desse le vertigini.

     

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  • 287

    Si può concepire un Dio arbitrario, vendicativo, capriccioso come Yahweh o Zeus, ma non un Dio padre, buono, sollecito come ha fama di essere quello dei cristiani. Se c'è un miracolo, è che questa figura ideale di Padre, mai giustificata dalla realtà, in nessun momento si sia potuta giustificare per duemila anni. Il -teismo- è veramente un modello di sistema delirante.

     

    Dio

  • 288

    Si può sopportare qualsiasi verità, per quanto distruttrice sia, purché surroghi tutto, e abbia la stessa vitalità della speranza alla quale si è sostituita.

     

    Verità

  • 289

    Si è e si resta schiavi finché non si è guariti dalla mania di sperare.

     

    Speranza

  • 290

    Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo è un miracolo.

     

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  • 291

    Soffrire è produrre conoscenza.

     

    Sofferenza

  • 292

    Soffrire: il solo modo d'acquisire la sensazione d'esistere.

     

    Sofferenza

  • 293

    Solo le filosofie e le religioni che adulano l'uomo hanno successo. Il cristianesimo ha dominato per secoli non in virtù del peccato originale, né dell'inferno, ma perché il figlio di Dio si è degnato di incarnarsi.

     

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  • 294

    Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

     

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  • 295

    Soltanto gli ottimisti si suicidano, gli ottimisti che non possono più esserlo. Gli altri, non avendo alcuna ragione per vivere, perché dovrebbero averne una per morire?

     

    Ottimismo

  • 296

    Soltanto uno spirito incrinato può avere aperture sull'aldilà.

     

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  • 297

    Sono felici solo coloro che non pensano mai, vale a dire coloro che pensano giusto il poco che basta per vivere.

     

    Felicità

  • 298

    Sono un grande appassionato di biografie, come tutti quelli che non hanno una -vita-.

     

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  • 299

    Tante volte mi ha fatto morire la mia avidità di agonie che mi sembra indecente abusare ancora di un cadavere dal quale non posso ricavare più niente.

     

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  • 300

    Trascinarsi pian piano come una lumaca e lasciare la scia, con modestia, applicazione e, in fondo con indifferenza… nella voluttà tranquilla e nell'anonimato.

     

    Indifferenza

  • 301

    Trasportandoci al di qua del nostro passato, l'ossessione della nascita ci fa perdere il gusto del futuro, del presente, e del passato stesso.

     

    Passato

  • 302

    Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle scimmie. Si sente che l'uomo non è lontano.

     

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  • 303

    Tutti hanno lo stesso difetto: aspettano di vivere, giacché non hanno il coraggio di ogni istante.

     

    Vivere

    Difetti

  • 304

    Tutti i nostri rancori derivano dal fatto che, rimasti al di sotto di noi stessi, non siamo stati in grado di raggiungere la nostra meta. Questo non lo perdoneremo mai agli altri.

     

    no tags

  • 305

    Tutto ha l'aria di esistere, e non c'è niente che esista.

     

    no tags

  • 306

    Tutto si può soffocare nell'uomo, salvo il bisogno di assoluto, che sopravvivrebbe alla distruzione dei templi e perfino alla scomparsa della religione sulla terra.

     

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  • 307

    Tutto è niente questa la rivelazione iniziale dei conventi. Così inizia la mistica. Tra il niente e Dio c'è meno di un passo, perché Dio è l'espressione positiva del niente.

     

    no tags

  • 308

    Tutto è nulla, anche la coscienza del nulla.

     

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  • 309

    Tutto è; niente è. L'una e l'altra formula arrecano uguale serenità. L'ansioso, per sua disgrazia, rimane a mezza strada, tremebondo e perplesso, sempre alla mercé di una sfumatura, incapace di insediarsi nella sicurezza dell'essere o dell'assenza di essere.

     

    Ansia

  • 310

    Un dio comincia a diventare falso nel momento in cui nessuno si degna di farsi ammazzare per lui.

     

    Dio

  • 311

    Un filosofo sfugge alla mediocrità solo grazie allo scetticismo o alla mistica le due forme della disperazione di fronte alla conoscenza. La mistica è un'evasione dalla conoscenza, lo scetticismo una conoscenza priva di speranza. Due modi di dire che il mondo non è una soluzione.

     

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  • 312

    Un impiego avrebbe fatto anche di Buddha un semplice scontento.

     

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  • 313

    Un libro che lascia il lettore uguale a com'era prima di leggerlo è un libro fallito.

     

    Libri

  • 314

    Un libro che, dopo aver demolito tutto, non demolisca anche se stesso, ci avrà esasperato invano.

     

    Libri

  • 315

    Un libro deve avere un peso e presentarsi come una fatalità; quando lo leggiamo deve darci l'impressione che non avrebbe potuto non essere scritto.

     

    Libri

  • 316

    Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo.

     

    Libri

  • 317

    Un libro è un suicidio differito.

     

    Libri

  • 318

    Un uomo che si rispetti non ha patria.

     

    Rispetto

  • 319

    Un'esistenza che non nasconda una grande follia è priva di valore.

     

    Follia

  • 320

    Un'idea, un essere, qualsiasi cosa si incarni perde il suo volto, tende al grottesco. Frustrazione del compimento. Non evadere mai dal possibile, lasciarsi andare, da eterno velleitario, dimenticare di nascere.

     

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  • 321

    Una civiltà esordisce col mito e termina nel dubbio.

     

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  • 322

    Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.

     

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  • 323

    Una lacrima ha radici più profonde di un sorriso.

     

    Lacrime

    Sorriso

  • 324

    Una sola cosa conta: imparare a essere perdenti.

     

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  • 325

    Utopia, ricordiamocelo, significa da nessuna parte.

     

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  • 326

    Verità è una parola che non si dovrebbe usare. Ricorrervi è presunzione, anzi spudoratezza.

     

    Verità

  • 327

    Vi è qualcosa di sacro in ogni essere che non sa di esistere, in ogni forma di vita indenne da coscienza.

     

    Coscienza

  • 328

    Vi è una certa bassezza d'animo a pretendere che, quando siamo infelici, gli altri si interessino alle nostre disgrazie.

     

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  • 329

    Vitalità dell'amore: non si può, senza essere ingiusti, parlar male di un sentimento che è sopravvissuto al romanticismo e al bidet.

     

    Amore

  • 330

    Vivere è perdere terreno.

     

    Vivere

  • 331

    Vivo solo perché è in mio potere morire quando meglio mi sembrerà: senza l'idea del suicidio, mi sarei ucciso subito.

     

    Suicidio

  • 332

    Volete costruire una società in cui gli uomini non si nocciano più reciprocamente? Lasciateci entrare soltanto degli abulici.

     

    Società

  • 333

    Vorrei perdere la ragione a un unico patto: essere sicuro di diventare un pazzo allegro, brioso ed eternamente di buon umore, senza problemi né ossessioni, che ride senza motivo dalla mattina alla sera.

     

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  • 334

    È chiaro come il sole che Dio era una soluzione e che non ne troveremo mai una altrettanto soddisfacente.

     

    Dio

  • 335

    È facile essere -profondi-; basta lasciarsi sommergere dalle proprie tare.

     

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  • 336

    È maschera tutto ciò che non è la morte.

     

    Maschera

  • 337

    È meraviglioso che ogni giorno ci porti una ragione nuova di sparire.

     

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  • 338

    È proprio del dolore non avere vergogna di ripetersi.

     

    Dolore

  • 339

    È semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto.

     

    Sofferenza

  • 340

    È sicuramente un cattivo autore quello che pretende di scrivere per la posterità. Non si deve sapere per chi si scrive.

     

    Scrittori

  • 341

    L'ansioso prima edifica i suoi timori, poi vi ci si installa sopra.

     

    Ansia

  • 342

    Non contento delle sofferenze reali, l'ansioso se ne impone di immaginarie.

     

    Ansia

  • 343

    Se cambi il tuo atteggiamento verso le cose, finisci per cambiare le cose.

     

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  • 344

    Non si possono evitare i difetti degli uomini senza rinunciare nel contempo alle loro virtù.

     

    Virtù

  • 345

    Una volta che accettiamo le nostre debolezze queste cessano di farci del male.

     

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  • 346

    Tutta la morale non aspira che a fare di questa vita una somma di occasioni perdute.

     

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  • 347

    Presto o tardi qualunque desiderio deve incontrare la propria stanchezza: la propria verità.

     

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  • 348

    Grazie alla malinconia - questo alpinismo dei pigri - scaliamo dal nostro letto tutte le cime e sogniamo al di sopra di tutti i precipizi.

     

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  • 349

    In un modo senza malinconia, gli usignoli si metterebbero a ruttare.

     

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  • 350

    Coscienza del tempo: attentato al tempo.

     

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  • 351

    L'interesse che abbiamo verso il Tempo proviene da uno snobismo dell'Irreparabile.

     

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  • 352

    Ho quotidianamente conversazioni intime con il mio scheletro - e questo la mia carne non me lo perdonerà mai.

    » Dal libro 'Sillogismi dell'Amarezza' 

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  • 353

    Vago attraverso i giorni, come una puttana in un mondo senza marciapiedi.

     

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  • 354

    Siete riusciti nella vita ? - Non saprete mai che cos'è l'orgoglio.

     

    Orgoglio

  • 355

    Nel pessimista si accordano una bontà inefficace e una cattiveria inappagata.

     

    Pessimismo

  • 356

    Nessuno può vegliare sulla propria solitudine se non sa rendersi odioso.

     

    Solitudine

  • 357

    Se obbedissi al primo impulso, passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.

    » Dal libro 'Confessioni e Anatemi' 

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  • 358

    Respireremmo finalmente meglio se un bel mattino ci dicessero che la quasi totalità dei nostri simili si è volatilizzata come per incanto.

     

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  • 359

    Il progresso è l'ingiustizia che ogni generazione commette con il consenso dei propri predecessori.

    » Dal libro 'L'inconveniente di essere nati' 

    Ingiustizia

    Progresso

  • 360

    Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.

     

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  • 361

    Bisogna essere matti per lamentarsi della sparizione dell'uomo, invece di intonare un: 'Buono sgombero'.

    » Dal libro 'Squartamento' 

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  • 362

    Non volere più essere uomo, sognare un'altra forma di degradazione.

    » Dal libro 'L'inconveniente di essere nati' 

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  • 363

    La giustizia è un'impossibilità materiale, un grandioso non senso, l'unico ideale di cui si possa affermare con certezza che non si realizzerà mai.

     

    Giustizia

  • 364

    Una sensazione deve essere caduta molto in basso per accettare di trasformarsi in un'idea.

     

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  • 365

    Solo le nature erotiche sacrificano alla noia, deluse in anticipo dall'amore.

    » Dal libro 'Sillogismi dell'Amarezza' 

    Delusione

    Noia

  • 366

    Una civiltà è distrutta solo quando i suoi Dei sono distrutti.

     

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  • 367

    Quando, al risveglio, si ha la luna per traverso, è inevitabile che si approdi a qualche scoperta atroce, anche soltanto osservandosi.

     

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  • 368

    Ogni essere è un Inno distrutto.

     

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  • 369

    Ogni inizio di idea corrisponde a un'impercettibile lesione della mente.

     

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  • 370

    Approfondire un'idea è farle oltraggio, toglierne il fascino, anzi la vita.

     

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  • 371

    Finché non farò qualcosa che mi riabiliti ai miei occhi, mi porterò addosso per giorni questi umori acidi, questi sarcasmi automatici, questa desolazione in cui campeggia la mia ispirazione vacante, e la perdita del mio orgoglio. C'è in me qualcuno che mi ha abbandonato.

     

    Abbandono

  • 372

    Tutto manca di sostanza, e la vita è soltanto una piroetta nel vuoto.

     

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  • 373

    Siano benedetti i miei fallimenti! Devo a loro tutto ciò che so!

     

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  • 374

    Come mai ci sono così poche persone perbene? Ne ho abbastanza di questi abbozzi di umanità, di queste caricature, di questi esseri riusciti a metà.

     

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  • 375

    Nessuno si rimette dal male di nascere, piaga capitale se mai ve ne furono.

     

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  • 376

    Non esiste sensazione falsa.

     

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  • 377

    Anche se inattivi, da soli non si spreca tempo. Lo si sperpera quasi sempre quando si è in compagnia. Nessun colloquio con se stessi può essere del tutto sterile: qualcosa ne vien fuori per forza, non fosse altro che la -speranza- di ritrovarsi, un giorno.

     

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  • 378

    Il mondo avrebbe dovuto essere qualunque cosa, tranne ciò che è.

     

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  • 379

    Prendere sul serio le cose umane è segno di qualche segreta carenza.

     

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  • 380

    Un pensiero che non sia segretamente marchiato dalla fatalità è intercambiabile, non vale niente, è solo pensiero.

     

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  • 381

    C'è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.

     

    TRISTEZZA

  • 382

    Se ciò che si dice di noi non ci tocca in alcun modo, perché logorarci in imprese subordinate comunque all'approvazione altrui?

     

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  • 383

    Quando si scorge la fine nel principio si va più in fretta del tempo. L'illuminazione, delusione folgorante, dispensa una certezza che trasforma il disingannato in liberato.

     

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  • 384

    Sebbene io abbia della vita una concezione tetra, ho sempre nutrito un grande amore per l'esistenza, un amore talmente grande da convertirsi in negazione della vita, perché non possedevo i mezzi per soddisfare la mia voglia di vivere.

     

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  • 385

    Smise di scrivere: non aveva più niente da nascondere.

     

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  • 386

    L'uomo è inaccettabile.

     

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  • 387

    Esistere è un fenomeno colossale, che non ha nessun senso.

     

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  • 388

    Per quasi tutte le nostre scoperte siamo debitori alle nostre violenze, all'esacerbarsi del nostro squilibrio.

    » Dal libro 'La tentazione di Esistere' 

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  • 389

    L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire, e la cui attenzione non si allontana mai da questa duplice impossibilità.

    » Dal libro 'Il funesto Demiurgo' 

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  • 390

    Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l'una indipendente da se stessi, l'altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole.

    » Dal libro 'Confessioni e Anatemi' 

    Sonno

  • 391

    Il silenzio è insostenibile. È più facile rinunciare al pane che al verbo. Il moto dello spirito esige parole in massa, senza le quali, avvolto su se stesso, rimugina la sua impotenza. Disgraziatamente l'eloquio scivola nello sproloquio. Anche il pensiero vi tende, sempre pronto a espandersi, a gonfiarsi. Arrestarlo con l'acredine, contrarlo nell'aforisma o nella battuta, significa opporsi alla sua espansione, al suo movimento naturale, al suo slancio verso la prolissità o la dilatazione. Da qui i sistemi, da qui la filosofia, da qui la letteratura.

     

    Aforismi

  • 392

    Vivo perché le montagne non sanno ridere né i vermi cantare.

    » Dal libro 'Al culmine della Disperazione' 

    Disperazione

  • 393

    Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento è per me una crocifissione.

    » Dal libro 'Confessioni e Anatemi' 

    Solitudine

  • 394

    Bisogna che una sensazione sia caduta bene in basso perché si degni di mutarsi in idea.

    » Dal libro 'Confessioni e Anatemi' 

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  • 395

    Che il rimpianto sia un segno d'invecchiamento precoce? Se è vero, io sono senile fin dalla nascita.

    » Dal libro 'Il funesto demiurgo' 

    Rimpianto

  • 396

    Abbiamo perduto nascendo quanto perderemo morendo. Tutto.

    » Dal libro 'L'inconveniente di essere nati' 

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  • 397

    Soltanto il paradiso o il mare potrebbero farmi rinunciare alla musica.

    » Dal libro 'Lacrime e Santi' 

    Mare

  • 398

    Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che lo hanno capito, e gli altri.

    » Dal libro 'Lacrime e Santi' 

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  • 399

    Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere marionette.

     

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  • 400

    Non si scrive perché si ha qualcosa da dire, ma perché si ha voglia di dire qualcosa.

     

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  • 401

    La dolcezza di prima della nascita, la luce della pura anteriorità.

     

    Nascita

  • 402

    Beati tutti coloro che, nati prima della Scienza, avevano il privilegio di morire alla prima malattia.

     

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  • 403

    Si resta schiavi finché non si è guariti dalla mania di sperare.

     

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  • 404

    Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.

     

    Problemi

  • 405

    È vero non faccio nulla. Ma vedo passare le ore, che è molto meglio che tentare di riempirle.

     

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  • 406

    Al contrario di Giobbe, non ho maledetto il giorno della mia nascita. Ma in compenso ho colmato di maledizioni tutti gli altri giorni.

     

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  • 407

    Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla.

     

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  • 408

    Dio: una malattia dalla quale immaginiamo di essere stati curati perché nessuno ai nostri giorni ne rimane vittima.

     

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  • 409

    Non c'è modo di provare che è preferibile essere al non essere.

     

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  • 410

    Se Noè avesse avuto il dono di leggere il futuro sicuramente avrebbe affondato la sua barca.

     

    Futuro

  • 411

    La coscienza è molto più che la spina, è il pugnale nella carne.

     

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  • 412

    Noi deriviamo la nostra vitalità dal magazzino della pazzia.

     

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  • 413

    Parlare è silenzio. Ci sentiamo più al sicuro con una signora che parla piuttosto che con una che non apre la sua bocca.

     

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  • 414

    La timidezza fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore.

     

    Timidezza

  • 415

    Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: -A che gli é servito nascere?-. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.

     

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  • 416

    Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle scimmie. Si sente che l'uomo non è lontano.

    » Squartamento. 

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  • 417

    Il mare profuma le strade dell’isola, oggi: il Maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.

    » Quaderni 

    Mare

  • 418

    Beati quelli che ignorano che maturare è assistere all’aggravarsi delle proprie incoerenze e che questo è il solo progresso di cui dovrebbe essere permesso vantarsi.

     

    Coerenza

  • 419

    I libri di storia invitano al cinismo quanto quelli di biologia e anche di più.

     

    Cinismo

  • 420

    I cinici sono stati i santi del paganesimo.

     

    Cinismo

  • 421

    Perché si pensa così di rado ai cinici? Non sarà perché hanno saputo tutto, e hanno tratto tutte le conseguenze di questa suprema indiscrezione? Forse è più comodo dimenticarli. Perché la loro mancanza di riguardi per l’illusione ne fa delle menti avide di insolubile.

     

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  • 422

    Più Facciamo progressi interiori, più diminuisce il numero di coloro con cui possiamo realmente comunicare.

     

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2019-01-06T10:24:34+02:00