Le Frasi più Belle di Blaise Pascal

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247 Aforismi e Citazioni di Blaise Pascal

  • Blaise Pascal frasi famose

Breve Biografia di Blaise Pascal

Nome: Blaise Pascal
In Arte: Blaise Pascal
Luogo di Nascita: Clermont-Ferrand ( Francia )
Data Nascita: 19/6/1623
Data Morte: 19/8/1662
Professione: Matematico, fisico, filosofo e teologo.
Premi:


Blaise Pascal (1623-1662), in uno dei suoi celebri aforismi, dice: "Basta poco per consolarci perché poco basta per affliggerci". In poche parole si racchiude tutta la saggezza di un autore che come pochi riesce ad essere ancora oggi fonte di nutrimento di grandi pensatori e artisti. Pascal è stato uno dei più importanti e geniali pensatori francesi di tutti i tempi. La sua biografia, nonostante la prematura morte del filosofo (è deceduto a soli 39 anni), è ricca di eventi, attività culturali e sforzi intellettuali che hanno segnato la storia della filosofia Occidentale. Pascal dimostrò una notevole precocità nell'apprendimento delle scienze, risultando un vero e proprio prodigio. La sua formazione avvenne nelle mura domestiche - un fatto consueto tra le classi più agiate dell'epoca. A soli 16 anni scrisse un trattato di geometria che influenzò e incuriosì personaggi illustri come il grande filosofo Gottfried Wilhelm von Leibniz. Inoltre, sempre nell'adolescenza, per aiutare il padre nei calcoli, progettò e costruì il primo calcolatore meccanico della storia, divenendo così l'inventore della calcolatrice. Il prototipo di questo straordinario strumento è oggi conservato nel Museo delle Arti e dei Mestieri di Parigi. Un autore conosciuto anche dalla masse per le innumerevoli frasi belle, aforismi e massime, tra cui la famosa: "l'uomo è un breve respiro della natura". I suoi interessi principali hanno riguardato la matematica, la fisica, la geometria e, verso la fine dei suoi anni, in particolare, la filosofia e la religione. La breve vita di Pascal è ricca anche di eventi tragici e di notevoli sofferenze legate alla debolezza del suo corpo e la malattia per la quale soffrirà fin dall'infanzia (soffriva di tubercolosi, danni celebrali congeniti ed ebbe un tumore allo stomaco). Pascal, a soli tre anni, perse la madre, che non si era mai ripresa dopo aver partorito la figlia Jacqueline, e fu cresciuto dal padre. Il padre, Étienne Pascal, era un magistrato e matematico, il quale si occupò personalmente della formazione dei propri figli, con grande scrupolo e attenzione. Le capacità paterne consentirono al giovane Blaise, oltre a ricevere un'adeguata formazione, la possibilità di indirizzarsi bene nell'ambito degli studi. Le capacità del giovane, poi, furono subito notate al punto da essere accettato nel circolo di Marin Marsenne, in cui presenziavano assiduamente alcuni tra i massimi pensatori e ricercatori del tempo: Cartesio, Torricelli, Galilei e moltissimi altri. La prima opera di grande rilievo scientifico fu scritta nel 1640 (''Essai pour les coniques'' - ''Sulle sezioni coniche''), mentre si trovava a Rouen col padre che fu chiamato per un incarico dal famoso cardinale Richelieu, grande politico dell'epoca in Francia (era Capo Ministro del Regno di Francia). Durante gli anni in cui soggiornò a Rouen accadde un evento molto importante per la vita spirituale del filosofo. Un giorno il padre del giovane Blaise ebbe un incidente, riportando una grave ferita ad una gamba. Fu curato amorevolmente da alcuni uomini appartenenti alla setta di Giansenio, che riuscirono a convincere presto tutta la famiglia di Pascal ad aderire alle idee religiose dei giansenisti. A partire dal 1654, Pascal abbandonò completamente lo studio della fisica e della matematica per dedicarsi a tempo pieno allo studio della filosofia e delle teologia. Ciò coincise con il suo trasferimento come studioso ''solitario'' nell'abbazia di Port-Royal (in una zona a sud-ovest di Parigi), dove risiedeva già sua sorella. Appena entrato nella setta dei giansenisti, Pascal partecipò alla disputa che in quel periodo si accese tra i giansenisti e i teologi dell'Università dalla Sorbona di Parigi. Era nelle sue intenzioni la realizzazione di una grande opera apologetica sul Cristianesimo e del Giansenismo; tuttavia, a causa dei gravi problemi di salute, non riuscì a compiere quest'ultimo sforzo, morendo alla giovane età di 39 anni. Per quanto concerne il pensiero, dopo gli interessi giovanili prettamente scientifici, la parte più consistente, oggetto di attenzione particolare da parte di moltissimi studiosi di tutto il mondo è la speculazione filosofica e teologica. Pascal pensa il rapporto dell'uomo col vero e approfondisce la condizione umana in chiave teologica. Il concetto celebre di ''divertissement'', con un'accezione ascrivibile anche alla contemporanea deiezione heideggeriana, nel senso di ''diversione'', è alla base di moltissime riflessioni del pensatore francese: le attività dell'uomo portano ad un allontanamento di ciò che è l'essenza interiore umana. É facile notare quanti autori, successivamente, si sono nutriti di questi pensieri, a testimonianza del fatto che Pascal è stato un autore di grande influenza fino alla contemporaneità. Anche gli aforismi hanno avuto un grande successo, sia per l'efficacia concettuale che per la grande capacità di sintesi che essi dimostrano nell'esplicazione di grandi temi. Per esempio: "L'infelicità degli uomini viene da una sola cosa, non sapersene stare in pace in una camera". Qui Pascal esprime con chiarezza l'idea della meditazione come affrancamento dai mali del mondo; meditazione e capacità di stare soli che appartengono concretamente al suo percorso formativo individuale. Un invito che richiama l'individuo alla riflessione su se stesso, che denuncia la paura, l'incapacità di ascoltarsi, di star soli ad interpretarsi (sarebbe attuale anche oggi). Pascal pensa all'uomo come un ente di natura che teme la sua coscienza "miserabile" (''Pensieri'', 139) e rifugge, per questo, da tale comprensione. Pascal polemizzò col cristianesimo (che all'epoca era un tema ''caldo'' in Francia) e con la visione razionalistica di Cartesio. Quest'ultimo fu accusato da Pascal di contraddirsi palesemente pensando Dio come creatore del mondo necessario, e, tuttavia, facendone a meno nella sua filosofia. In generale tutta la filosofia della religione pascaliana è densissima e ricca di grandi spunti di riflessione. Pascal è tra quei (pochi) pensatori che riescono con autorità a parlare ancora al presente, senza che si debba ascrivere il suo pensare come qualcosa di superato e da ammirare nelle sola forma.
  • 1

    Alcuni parlano bene ma non scrivono bene. Il fatto è che il luogo e il pubblico li scaldano e sollecitano dalla loro anima più di quanto, senza questo calore, vi troverebbero.

     

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  • 2

    Ateismo segno di forza d'animo, ma solo fino a un certo punto.

     

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  • 3

    Avere compassione degli atei che cercano, non sono infatti abbastanza infelici? Ingiuriare quelli che se ne vantano.

     

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  • 4

    Bassezza degli uomini che arrivano a sottomettersi alle bestie, fino ad adorarle.

     

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  • 5

    Basta poco per consolarci perché poco basta per affliggerci.

     

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  • 6

    Bisogna conoscere sé stessi. Anche se questo non servisse a trovare la verità, servirebbe a regolare la propria vita, e non c'è nulla di più giusto.

     

    Conoscenza

  • 7

    Burlarsi della filosofia è veramente filosofare.

     

    Filosofia

  • 8

    Che cosa vana la pittura, ammirata perché assomiglia a cose di cui non ammiriamo affatto gli originali!

     

    Pittura

  • 9

    Che una cosa tanto evidente come la vanità del mondo sia così poco conosciuta, che risulti strano e sorprendente affermare la stoltezza di chi ricerca la gloria, questo è ammirevole.

     

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  • 10

    Chi dicesse che l'uomo è troppo basso per meritare la comunione con Dio, dev'essere abbastanza grande per dare questo giudizio.

     

    Uomini

  • 11

    Chi non vede la vanità del mondo è vano a sua volta. Ma poi, chi non la vede, tranne i giovani immersi nel frastuono, nel divertimento e nel pensiero dell'avvenire? Ma togliete loro ciò che li distrae, li vedrete inaridire nella noia. Allora, pur senza conoscerlo, sentono il nulla, ed è davvero una disgrazia essere tristi a tal punto quando si riflette su sé stessi, e non potersi distrarre.

     

    Vanità

  • 12

    Chi volesse seguire solo la ragione, secondo il giudizio della maggior parte degli uomini, sarebbe completamente pazzo.

     

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  • 13

    Ci sono dei vizi che vivono in noi soltanto per mezzo degli altri e che, tagliando il tronco, si tolgono via come rami.

     

    Vizio

  • 14

    Ci sono soltanto due specie di uomini: giusti che si credono peccatori e peccatori che si credono giusti.

     

    Uomini

  • 15

    Ciò che fa grande la grandezza umana è che si riconosce miserabile; un albero non si riconosce miserabile. Riconoscersi miserabili significa dunque essere miserabili, ma riconoscersi miserabili significa essere grandi.

     

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  • 16

    Ciò che misura la virtù di un uomo non sono gli sforzi, ma la normalità.

     

    Virtù

  • 17

    Come la moda decide dei gusti, così decide della giustizia.

     

    Moda

  • 18

    Compiangere gli atei che cercano: infatti non sono abbastanza infelici? Inveire contro coloro che ne fanno ostentazione.

     

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  • 19

    Condizione dell'uomo. Incostanza, noia, inquietudine.

     

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  • 20

    Corriamo spensieratamente verso l'abisso, non prima di aver messo qualcosa tra noi e lui per impedirci di vederlo.

     

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  • 21

    Così grande è la dolcezza della gloria che, a qualunque oggetto si riferisca, fosse pure la morte, la desideriamo.

     

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  • 22

    Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.

     

    Felicità

  • 23

    Curiosità non è se non vanità. Quasi sempre, si vuol sapere solo per discorrerne. Non si affronterebbero viaggi per mare, se non si dovesse mai dirne nulla, e per il solo piacere di veder cose nuove, senza la speranza di poter mai parlarne con altri.

     

    Curiosità

  • 24

    Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.

     

    Democrazia

  • 25

    Di solito, ci si convince meglio con le ragioni trovate da sé stessi che non con quelle venute in mente ad altri.

     

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  • 26

    Due eccessi da evitare: escludere la ragione, ammettere solo la ragione.

     

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  • 27

    Due volti somiglianti, nessuno dei quali preso in se stesso fa ridere, fanno ridere insieme proprio a causa della somiglianza.

     

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  • 28

    Farsi beffe della filosofia vuol dire essere un vero filosofo.

     

    Filosofia

  • 29

    Felice vita quella che si inizia con l'amore e termina con l'ambizione. Fin che c'è in noi qualche ardore, possiamo essere amati. Poi questo fuoco si spegne: allora come è bello e grande il posto per l'ambizione.

     

    Vita

  • 30

    Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo. Durante questo tempo non si deve dormire.

     

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  • 31

    Gli animali non si ammirano a vicenda, un cavallo non ammira il suo compagno.

     

    Animali

  • 32

    Gli atei devono dire cose perfettamente chiare. Ora, non è affatto chiaro che l'anima sia materiale.

     

    no tags

  • 33

    Gli uomini s'impegnano a correr dietro a una palla e a una lepre: anche i re si divertono a questo modo.

     

    Caccia

  • 34

    Gli uomini sono così necessariamente pazzi, che il non essere pazzo equivarrebbe ad essere soggetto a un altro genere di pazzia.

     

    Pazzia

  • 35

    Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.

     

    Felicità

  • 36

    Ho scritto questo racconto più lungo del solito, semplicemente perché non ho avuto il tempo per farlo più corto.

     

    Scrivere

  • 37

    I pagani non conoscono Dio, e amano solo la Terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio, e amano solo la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio, e non amano la Terra.

     

    Religione

  • 38

    I potenti e gli umili conoscono le stesse disgrazie e le stesse passioni, ma uno è in cima alla ruota e l'altro vicino al centro, e così gli stessi movimenti lo agitano meno.

     

    Passione

  • 39

    I re dispongono del loro regno, ma i papi non possono disporre del proprio.

     

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  • 40

    Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce.

     

    Cuore

  • 41

    Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.

     

    Dio

  • 42

    Il dramma degli uomini è non trovare mezz'ora di silenzio.

     

    Silenzio

  • 43

    Il male principale dell'uomo è l'inquieta curiosità delle cose che non può conoscere, e per lui è peggio trovarsi in questa inutile curiosità che nell'errore.

     

    Curiosità

  • 44

    Il nostro egoismo è un bello strumento per gettarci polvere negli occhi in modo piacevole.

     

    Egoismo

  • 45

    Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.

     

    Pensiero

  • 46

    Il piacere di amare senza osar dirlo ha le sue pene, ma anche le sue dolcezze.

     

    Amore

    Dolcezza

  • 47

    Il potere dei re si fonda sulla ragione e sulla follia del popolo, ma molto più sulla follia.

     

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  • 48

    Il potere delle mosche, che vincono battaglie, impediscono alla nostra anima di agire, mangiano il nostro corpo.

     

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  • 49

    Il presente non costituisce mai il nostro fine. Passato e presente sono mezzi, solo l'avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.

     

    Fine

  • 50

    Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorte di venerazione per ciò che si ama. È giustissimo: non si vede nulla nel mondo di così grande come ciò che si ama.

     

    Amore

  • 51

    Il silenzio è la più grande persecuzione, ma i santi hanno taciuto.

     

    Silenzio

  • 52

    Immaginazione. È la parte dominante dell'uomo, maestra di errori e di falsità, tanto più infida in quanto non sempre lo è, perché se fosse una regola infallibile della menzogna, lo sarebbe anche della verità.

     

    Immaginazione

  • 53

    In amore un silenzio vale più di un discorso.

     

    Amore

  • 54

    Incomprensibile che Dio esista e incomprensibile che non esista; che l'anima esista con il corpo, che non abbiamo anima; che il mondo sia creato, che non lo sia.

     

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  • 55

    L'abitudine è una seconda natura che distrugge la prima.

     

    Abitudine

  • 56

    L'anima del piacere è nella ricerca del piacere stesso.

     

    Piacere

  • 57

    L'eccitamento che un giocatore d'azzardo prova quando fa una scommessa è pari alla somma che potrebbe vincere moltiplicata per le probabilità di vincerla.

     

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  • 58

    L'eloquenza è un ritratto del pensiero; perciò, quelli che dopo aver dipinto aggiungono ancora qualcosa, fanno un quadro invece di un ritratto.

     

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  • 59

    L'immaginazione ingrandisce i piccoli oggetti fino a riempirne la nostra anima con una valutazione fantasiosa, mentre con temeraria insolenza rimpicciolisce i grandi riducendoli alla propria misura, come quando parla di Dio.

     

    Immaginazione

  • 60

    L'immortalità dell'anima è una cosa che ci riguarda in modo così forte, e ci tocca così in profondità, che bisogna aver perso ogni sensibilità perché ci sia indifferente sapere come stanno le cose.

     

    Anima

  • 61

    L'impegno a pensare bene è il principio della morale.

     

    Pensare

  • 62

    L'incostanza è causata dalla consapevolezza della falsità dei piaceri presenti, e dall'ignoranza di quelli assenti.

     

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  • 63

    L'infelicità degli uomini viene da una sola cosa, non sapersene stare in pace in una camera.

     

    Infelicità

  • 64

    L'intero mondo visibile non è che un impercettibile segno nell'ampio seno della natura. Nessuna idea vi si avvicina. Abbiamo un bel dilatare i nostri pensieri al di là degli spazi immaginabili, a confronto della realtà partoriremo dei semplici atomi. È una sfera infinita il cui centro è dovunque e la circonferenza in nessun luogo.

     

    Mondo

  • 65

    L'io è odioso.

     

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  • 66

    L'opinione è la regina del mondo.

     

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  • 67

    L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.

     

    Libri

  • 68

    L'ultimo atto è cruento, per quanto bella sia la commedia in tutto il resto; alla fine, ci gettano un po' di terra sulla testa, ed è finita per sempre.

     

    Morte

  • 69

    L'ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un'infinità di cose che la sorpassano.

     

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  • 70

    L'uomo non è che un fuscello, il più debole della natura, ma è un fuscello che pensa.

     

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  • 71

    L'uomo non è nulla più di un giunco, il più debole della natura: ma è un giunco pensante.

     

    Uomini

  • 72

    L'uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol far l'angelo fa la bestia.

     

    Angeli

  • 73

    L'uomo è per natura credulo, incredulo, pauroso, temerario.

     

    Uomini

  • 74

    L'uomo è visibilmente fatto per pensare; è tutta la sua dignità e tutto il il suo mestiere; e tutto il suo dovere è pensare come si deve.

     

    Uomini

  • 75

    La conoscenza di Dio senza la conoscenza della propria miseria genera l'orgoglio. La conoscenza della propria miseria senza la conoscenza di Dio genera la disperazione.

     

    Conoscenza

    Orgoglio

    Disperazione

  • 76

    La consuetudine è una seconda natura che distrugge la prima.

     

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  • 77

    La contraddizione è un cattivo segno di verità: parecchie cose certe sono contraddette; parecchie cose false passano senza contraddizione.

     

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  • 78

    La cosa più importante della vita è la scelta del mestiere: il caso ne dispone.

     

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  • 79

    La cosa più importante di tutta la vita è la scelta di un lavoro, ed è affidata al caso.

     

    Lavoro

  • 80

    La fede certamente ci dice quello che i sensi non possono, ma non il contrario di quello che vedono; è al di sopra, non contro di loro.

     

    Fede

  • 81

    La felicità vera è nel riposo e non nel trambusto.

     

    Felicità

  • 82

    La felicità è una merce favolosa: più se ne da e più se ne ha.

     

    Felicità

  • 83

    La giustizia deve essere congiunta al potere, così che ciò che è giusto possa anche aver potere, e che ciò che ha potere possa essere giusto.

     

    Giustizia

  • 84

    La giustizia senza forza è impotente; la forza senza la giustizia è tirannica.

     

    Forza

    Giustizia

  • 85

    La maggioranza è la via migliore perché è visibile e ha la forza di farsi obbedire. Tuttavia è l'opinione dei meno competenti.

     

    Incompetenza

  • 86

    La moda, come determina il piacevole così determina il giusto.

     

    Moda

  • 87

    La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.

     

    Natura

    Difetti

  • 88

    La nobiltà è davvero un gran vantaggio se mette in condizione un uomo di diciotto anni di essere conosciuto e rispettato come un altro potrebbe esserlo solo a cinquanta. Trent'anni guadagnati senza fatica.

     

    Rispetto

  • 89

    La nostra presunzione è tale che vorremmo essere conosciuti dal mondo intero e anche da quelli che verranno quando non ci saremo più. Ma siamo così vani che la stima di cinque o sei persone attorno a noi ci fa piacere e ci soddisfa.

     

    Presunzione

  • 90

    La principale malattia dell'uomo è la curiosità irrequieta delle cose che non può sapere.

     

    Curiosità

  • 91

    La ragione ci comanda più imperiosamente assai d'un padrone; perché disobbedendo al padrone, sarai disgraziato; ma disobbedendo alla ragione, sarai uno sciocco.

     

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  • 92

    La ragione non conosce le ragioni del cuore.

     

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  • 93

    La ragione non sovrasta mai l'immaginazione, mentre l'immaginazione spodesta frequentemente la ragione.

     

    Immaginazione

  • 94

    La simpatia o l'odio cambiano volto alla giustizia, e un avvocato ben pagato in anticipo trova certo più giusta la causa che difende.

     

    Avvocato

  • 95

    La vanità è a tal punto radicata nel cuore dell'uomo che un soldato, un attendente, un cuciniere, un vessillifero si vantano e vogliono degli ammiratori. E anche i filosofi li vogliono, e quelli che scrivono contro tutto ciò vogliono la gloria di avere scritto bene, e quelli che leggono vogliono la gloria di averli letti, e anch'io che sto scrivendo ho forse questo desiderio, e forse quelli che lo leggeranno.

     

    Vanità

  • 96

    La vera eloquenza si ride dell'eloquenza.

     

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  • 97

    Le belle azioni nascoste sono le più stimabili.

     

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  • 98

    Le cose umane bisogna capirle per amarle, le cose divine bisogna amarle per capirle.

     

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  • 99

    Le impressioni antiche non sono le sole a ingannarci: anche il fascino della novità ha lo stesso potere.

     

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  • 100

    Le menti piccole sono preoccupate dalle cose straordinarie, le menti grandi da quelle ordinarie.

     

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  • 101

    Le qualità dell'animo non si possono acquistare con l'abitudine, si possono solo perfezionare.

     

    Anima

  • 102

    Mai si fa il male così a fondo e così allegramente quando lo si fa per obbligo di coscienza.

     

    Male

  • 103

    Nel mondo si possono trovare tutte le buone massime; non c'è che da applicarle.

     

    no tags

  • 104

    Nell'amore, un silenzio val più di un discorso.

     

    Amore

  • 105

    Nelle città in cui siamo di passaggio non ci preoccupiamo della stima degli altri. Ma se ci dobbiamo abitare per un po' di tempo allora ci preoccupiamo. Quanto tempo? Un tempo proporzionato alla nostra vana e fragile esistenza.

     

    Stima

  • 106

    Niente è più conforme alla ragione che questa sconfessione della ragione stessa.

     

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  • 107

    Niente è tanto insopportabile per l'uomo come il rimanere in un riposo assoluto, senza passione, senza affari, senza divertimento, senza applicarsi. Allora avverte il proprio nulla, l'abbandono, l'insufficienza, la dipendenza, l'impotenza, il vuoto. Dal fondo della sua anima uscirà quanto prima la noia, l'orrore, la tristezza, il dolore, il dispetto, la disperazione.

     

    Disperazione

  • 108

    Noi non ci sosteniamo nella virtù con le nostre forze, ma per il contrappeso dei due vizi opposti, così come restiamo in piedi tra due venti contrari. Togliete uno di questi vizi, cadiamo nell'altro.

     

    Virtù

  • 109

    Noi non conosciamo né l'esistenza né la natura di Dio, perché egli non ha né estensione né limiti. Ma per fede noi conosciamo la sua esistenza, nella gloria conosceremo la sua natura.

     

    Dio

  • 110

    Non ama più questa persona che amava dieci anni fa. Lo credo: non è più la stessa, e neppure lui. Egli era giovane e anche lei: lei è del tutto diversa. Forse egli l'amerebbe ancora come era una volta.

     

    Amore

  • 111

    Non ci accontentiamo mai del presente. Anticipiamo il futuro perché tarda a venire, come per affrettarne il corso, o richiamiamo il passato per fermarlo, come fosse troppo veloce, così, imprudentemente, ci perdiamo in tempi che non ci appartengono, e non pensiamo al solo che è nostro, e siamo tanto vani da occuparci di quelli che non sono nulla, fuggendo senza riflettere il solo che esiste.

     

    Tempo

  • 112

    Non ci sono che tre tipi di uomini: quelli che, avendo trovato Dio, lo servono; quelli che, non avendolo trovato, s'impegnano a cercarlo; e gli altri, che trascorrono la vita senza trovarlo e senza averlo cercato. I primi sono ragionevoli e felici, gli ultimi sono folli e infelici, quelli in mezzo sono infelici ma ragionevoli.

     

    Uomini

  • 113

    Non pensiamo quasi per niente al presente, e se ci pensiamo è solo in funzione di predisporre il futuro. Il presente non costituisce mai il nostro fine. Passato e presente sono mezzi, solo l'avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.

     

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  • 114

    Non sanno di cercare la caccia e non la preda.

     

    Caccia

  • 115

    Non si deve misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità ma nel quotidiano.

     

    Virtù

  • 116

    Non sono soltanto le impressioni più antiche e precoci che possono trarci in inganno, anche il fascino della novità ha questo potere.

     

    Inganno

  • 117

    Non è certo necessario avere un animo molto elevato per capire che quaggiù non c'è vera e durevole soddisfazione, che tutti i nostri piaceri sono solo vanità, che i nostri mali sono infiniti e che da ultimo la morte, che ci minaccia ad ogni istante, nel giro di pochi anni ci porrà nell'orribile necessità di essere per sempre annientati o infelici.

     

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  • 118

    Non è nella natura dell'uomo avanzare sempre; essa ha i suoi andare e venire.

     

    Uomini

  • 119

    Non è nello spazio che devo cercare la mia dignità, ma nell'ordine dei miei pensieri. Non avrei alcuna superiorità possedendo terre. Nello spazio, l'universo mi comprende e m'inghiotte come un punto; nel pensiero, io lo comprendo.

     

    Dignità

  • 120

    Nulla nell'uomo è così insopportabile come il ritrovarsi senza passioni, occupazioni o doveri.

     

    Passione

  • 121

    Né la contraddizione è indice di falsità né la coerenza è segno di verità.

     

    Coerenza

    Falsità

  • 122

    Ognuno può giustificare, nessuno vietare.

     

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  • 123

    Paura, non quella che proviene dalla fede in Dio, ma quella che viene dal dubbio se esista o no. La paura buona viene dalla fede, la falsa paura dal dubbio, la paura buona è unita alla speranza, perché nasce dalla fede e si spera nel Dio in cui si crede, la cattiva è unita alla disperazione, perché si teme quel Dio in cui non si crede. Gli uni temono di perderlo, gli altri temono di trovarlo.

     

    Dio

  • 124

    Per comandare un vascello non si sceglie il passeggero di casato più nobile.

     

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  • 125

    Per conquistare il futuro, bisogna prima sognarlo.

     

    Futuro

  • 126

    Per fare di un uomo un santo è necessaria la grazia, chi ne dubita non sa cos'è un santo e cos'è un uomo.

     

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  • 127

    Per quanto la commedia sia stata bella in ogni sua parte, l'ultimo atto è insanguinato. Alla fine ci gettano un po' di terra sulla testa ed eccoci sistemati per sempre.

     

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  • 128

    Perché seguiamo la maggioranza? Forse perché ha più ragione? No, solo più forza.

     

    no tags

  • 129

    Più si è intelligenti, più si scopre che ci sono uomini originali. La gente comune non trova differenze tra gli uomini.

     

    Intelligenza

  • 130

    Poche amicizie sopravvivrebbero, se ciascuno sapesse ciò che il suo amico dice di lui in sua assenza, benché parli sinceramente e senza passioni.

     

    Amicizia

  • 131

    Poiché gli uomini non sono riusciti a guarire dalla morte, dalla miseria e dall'ignoranza, hanno deciso di essere felici non pensandoci.

     

    Felicità

  • 132

    Quando saremo afflitti, la scienza della realtà fuori di noi non ci consolerà dell'ignoranza morale, ma la scienza morale mi consolerà sempre dell'ignoranza delle scienze oggettive.

     

    Scienza

  • 133

    Quando si vogliono inseguire le virtù fino all'estremo, compaiono i vizi.

     

    Virtù

  • 134

    Quando si è troppo giovani non si può giudicare bene, e neppure quando si è troppo vecchi.

     

    Giudicare

  • 135

    Quando troviamo uno stile naturale restiamo sorpresi e incantati, perché dove ci aspettavamo di trovare uno scrittore scopriamo un uomo.

     

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  • 136

    Quanto più si è spiritualmente dotati, tanto più accade di scoprire uomini originali. La gente comune non fa differenza tra un uomo e un altro.

     

    Spiritualità

  • 137

    Quello di cui sia capace la virtù di un uomo va misurato non dai suoi sforzi, ma dalla sua condotta ordinata.

     

    Virtù

  • 138

    Questo immenso e misterioso universo non sa nulla della sua infinita potenza, mentre noi siamo consapevoli della nostra estrema debolezza.

     

    Debolezza

  • 139

    Ridersela della filosofia significa filosofare per davvero.

     

    Filosofia

  • 140

    Se esiste un Dio non dobbiamo amare che lui e non le creature effimere. Il ragionamento degli empi nella Sapienza è fondato sulla non esistenza di Dio: -Accertato questo-, dice, -godiamo dunque le creature-.

     

    Dio

  • 141

    Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, sarebbe cambiata l'intera faccia della terra.

     

    Bellezza

  • 142

    Se la nostra condizione fosse veramente felice, non ci sarebbe bisogno di fare di tutto per non pensarci.

     

    Felicità

  • 143

    Se si vanta, l'abbasso; se si abbassa, lo vanto e sempre lo contraddico fino a fargli capire che è un mostro incomprensibile.

     

    no tags

  • 144

    Se tutti gli ebrei fossero stati convertiti da Gesù Cristo, avremmo solo testimoni sospetti. Ma se fossero stati sterminati, non avremmo nessun testimone.

     

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  • 145

    Se tutti gli uomini sapessero ciò che dicono gli uni degli altri non vi sarebbero quattro amici nel mondo.

     

    Amicizia finita

  • 146

    Se vivere senza cercare ciò che si è rappresenta un accecamento soprannaturale, è ben terribile vivere male credendo in Dio.

     

    Vivere

  • 147

    Se vuoi che la gente pensi bene di te, non parlare bene di te stesso.

     

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  • 148

    Siamo talmente presuntuosi che vorremmo essere conosciuti da tutta la terra, anche dalla gente che verrà quando non ci saremo più.

     

    Presunzione

  • 149

    Siamo talmente vanitosi, che la stima di cinque o sei persone che ci stanno intorno, ci allieta e ci appaga.

     

    Vanità

  • 150

    Sono pochi i veri cristiani. Dico proprio riguardo alla fede. Ce ne sono certo che credono, ma per superstizione. Ce ne sono che non credono, ma per libertinaggio. Pochi tra le due categorie.

     

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  • 151

    Spesso gli uomini scambiano l'immaginazione per il cuore: e credono di essere convertiti perché pensano di convertirsi.

     

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  • 152

    Spesso la curiosità non è che vanità; si vuole sapere per poterne parlare; diversamente non si viaggerebbe certo sul mare per non dirne mai nulla e per il solo piacere di vedere, senza speranza di riferirne mai a qualcuno.

     

    Curiosità

  • 153

    Tra noi e l'inferno o tra noi e il cielo c'è solo la vita, che è la cosa più fragile del mondo.

     

    Vita

  • 154

    Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo.

     

    Infelicità

  • 155

    Tutte le nostre miserie derivano per lo più dal fatto che non siamo capaci di restare seduti tranquillamente soli in una stanza.

     

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  • 156

    Tutti quelli che cercano Dio senza Gesù Cristo, non trovano alcun chiarimento che li soddisfi, o che sia loro veramente utile; o perché non arrivano a conoscere l'esistenza di un Dio, o, se vi arrivano, è inutile per loro, perché si formano un mezzo per comunicare senza mediatore con quel Dio che hanno conosciuto senza mediatore; così cadono nell'ateismo e nel teismo.

     

    Dio

  • 157

    Un medesimo significato cambia secondo le parole che lo esprimono. I significati ricevono dalle parole la loro dignità, invece di conferirla ad esse. Bisogna cercare degli esempi.

     

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  • 158

    Una falsa umiltà è puro orgoglio.

     

    Umiltà

  • 159

    Vanità. Deferenza significa scomodatevi.

     

    Vanità

  • 160

    Volete che si pensi bene di voi? Non lodatevi.

     

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  • 161

    È così necessaria la follia degli uomini che non essere folli vorrebbe dire esserlo in un altro modo.

     

    Follia

  • 162

    È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa.

     

    Sapere

  • 163

    È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.

     

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  • 164

    È più facile sopportare la morte senza pensarvi che il pensiero della morte senza pericolo.

     

    Morte

  • 165

    È superstizioso riporre le proprie speranze nelle formalità, ma arrogante rifiutare di sottomettervisi.

     

    Arroganza

  • 166

    È una male essere pieni di difetti, ma è anche peggio esserne pieni e non volerlo riconoscere, perché è un aggiungere agli altri anche quello di una volontaria illusione.

     

    Difetti

  • 167

    Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

     

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  • 168

    Di solito siamo meglio convinti dalle ragioni che troviamo da noi stessi, che da quelle che ci provengono dagli altri.

    » Pensieri 

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  • 169

    Quanto più spirito possediamo, tanto meglio scopriamo che ci sono uomini originali. La gente comune non trova alcuna differenza tra gli uomini.

    » Pensieri. 

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  • 170

    Poiché Dio, se esiste, è nascosto, ogni religione che non afferma che Dio è nascosto non può essere vera

     

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  • 171

    Questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto agio di farla più breve.

    » Le provinciali. 

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  • 172

    Cerca altrove per qualcuno che ti possa seguire nelle tue ricerche riguardo ai numeri. Da parte mia, ti confesso che sono molto oltre la mia portata, e mi sento in grado solamente di ammirarli (Lettera a Pierre de Fermat).

     

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  • 173

    Le fiumane sono strade che camminano e che portano dove si vuole andare.

     

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  • 174

    L'ultima cosa che si pensa scrivendo un libro è sapere che cosa bisogna mettere in principio.

     

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  • 175

    È assai più bello sapere un po' di tutto che saper tutto di una cosa.

     

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  • 176

    Quando siamo di fronte a uno stile naturale, restiamo stupiti e incantati, perché ci aspettavamo di vedere un autore e troviamo invece un uomo.

     

    no tags

  • 177

    Tutto quello che serve soltanto all'autore non vale nulla.

     

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  • 178

    Volete che gli altri pensino bene di voi? Non parlatene.

     

    no tags

  • 179

    Dicitore di motti di spirito, cattivo carattere.

     

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  • 180

    Piace chiamar -principe- un re, perché diminuisce la sua qualità.

     

    Qualità

  • 181

    Troppo vino e troppo poco vino. Non gliene date, e non potrà trovare la verità; dategliene troppo, e avrete lo stesso risultato.

     

    Verità

  • 182

    La scienza delle cose esteriori non mi consolerà dell'ignoranza della morale, nel tempo dell'afflizione; ma la scienza dei costumi mi consolerà sempre dell'ignoranza delle scienze esteriori.

     

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  • 183

    Tutto questo mondo visibile non è che un impercettibile segmento nell'ampio cerchio della natura. Nessuna idea le si accosta. Abbiamo voglia di gonfiare le nostre concezioni, al di là degli spazi immaginabili; noi riusciamo soltanto a partorire atomi rispetto alla realtà delle cose. È una sfera infinita il cui centro è dappertutto e la circonferenza da nessuna parte.

     

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  • 184

    Giusto mezzo.

     

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  • 185

    C'è una differenza universale ed essenziale tra le azioni della volontà e tutte le altre.

     

    Volontà

  • 186

    Le cose hanno qualità diverse e l'anima ha inclinazioni diverse, perché tutto quello che si offre all'anima non è mai semplice e neppure l'anima è mai semplice per alcun soggetto. Per questo si piange e si ride per una stessa cosa.

     

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  • 187

    Non posso giudicare la mia opera mentre la faccio; è necessario che mi comporti come i pittori, e che me ne allontani; non troppo però. Quanto allora? Vattelapesca.

     

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  • 188

    La nostra natura sta nel movimento; il completo riposo è la morte.

     

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  • 189

    Non cerchiamo mai le cose, ma la ricerca delle cose.

     

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  • 190

    Che vanità la pittura, la quale richiama l'attenzione per la somiglianza con le cose di cui non si ammirano gli originali.

     

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  • 191

    Basta poco per consolarci, perché basta poco per affliggerci.

     

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  • 192

    Tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera.

     

    Infelicità

  • 193

    Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e con il tempo che non potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensar bene: questo è il principio della morale.

     

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  • 194

    L'uomo è così infelice che si annoierebbe anche senza alcuna causa di noia per lo stato proprio della sua natura.

     

    Noia

  • 195

    Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici.

     

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  • 196

    L'unica cosa che ci consola delle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie. Perché è esso che principalmente ci impedisce di pensare a noi stessi e ci porta inavvertitamente alla perdizione. Senza di esso noi saremmo annoiati, e questa noia ci spingerebbe a cercare un mezzo più solido per uscirne. Ma il divertimento ci divaga e ci fa arrivare inavvertitamente alla morte.

     

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  • 197

    Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre occupati del passato e dell'avvenire. Non pensiamo quasi mai al presente, o se ci pensiamo, è solo per prenderne il lume al fine di predisporre l'avvenire. Il presente non è mai il nostro fine; il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo l'avvenire è il nostro fine. Così, non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e, preparandoci sempre ad esser felici, è inevitabile che non siamo mai tali.

     

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  • 198

    Corriamo senza curarci del precipizio, dopo aver messo qualcosa davanti a noi per impedircene la vista.

     

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  • 199

    Il silenzio eterno degli spazi infiniti mi sgomenta.

     

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  • 200

    Quando considero la breve durata della mia vita, assorbita nell'eternità che precede e che segue il piccolo spazio che occupo e che vedo inabissato nell'infinita immensità degli spazi che ignoro e che m'ignorano, mi spavento, e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che là, perché non c'è ragione che sia qui piuttosto che là, adesso piuttosto che allora.

     

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  • 201

    Tra noi da una parte e l'inferno o il cielo dall'altra non c'è che la vita, che è la cosa più fragile che esista.

     

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  • 202

    Incomprensibile che Dio esista e incomprensibile che non esista; che l'anima sia unita al corpo e che noi non abbiamo anima; che il mondo sia creato e che non lo sia ecc.; che il peccato originale esista e che non esista.

     

    Anima

  • 203

    Valutiamo il guadagno e la perdita, scegliendo croce, cioè l'esistenza di Dio. Esaminiamo questi due casi: se guadagnate, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete dunque che egli esiste, senza esitare.

     

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  • 204

    Per il calcolo delle probabilità, dovete studiarvi di cercare la verità, perché se morite senza adorare il vero principio, siete perduto. – Ma, mi direte, se Egli avesse voluto che lo adorassi, mi avrebbe lasciato i segni della sua volontà. – Appunto così ha fatto. Voi però li trascurate. Cercateli, perché ne vale la pena.

     

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  • 205

    L'ateismo è un segno di forza di spirito, ma fino a un certo punto soltanto.

     

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  • 206

    L'abitudine rende le nostre prove più forti e più credute; essa spiega l'automa, e questo trascina l'intelletto senza che se ne accorga. [...] Bisogna acquistare una credenza più facile, che è quella dell'abitudine la quale, senza violenza, senza artificio, senza argomentazione, ci fa credere le cose e inclina tutte le nostre facoltà a questa credenza in modo che la nostra anima vi cada naturalmente.

     

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  • 207

    Significa proprio essere superstizioso voler fondare la propria speranza nelle formalità; ma significa essere superbo non volersi sottomettere ad esse.

     

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  • 208

    Coloro che sperano nella salvezza sono felici per questo, ma hanno per contrappeso la paura dell'inferno.

     

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  • 209

    Se c'è un Dio, egli è infinitamente incomprensibile, perché, non possedendo né parti né limiti, non ha alcuna proporzione con noi. [...] -Dio esiste oppure non esiste?- Da che parte ci decideremo? La ragione non può decidere nulla; c'è di mezzo un caos infinito. Si giuoca una partita, all'estremità di questa distanza infinita, dove risulterà testa o croce. Su che cosa puntare? Secondo ragione, non potete scegliere né l'uno né l'altra; secondo ragione, non potete escludere nessuno dei due. Dunque non accusate di falsità coloro che hanno fatto una scelta, perché non ne sapete niente.

     

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  • 210

    Due eccessi: escludere la ragione, non ammettere che la ragione.

     

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  • 211

    Esistono tre categorie di individui: quelli che servono Dio dopo averlo cercato; quelli che si sforzano di cercarlo senza ancora trovarlo; quelli che vivono senza cercarlo e senza averlo trovato. I primi sono ragionevoli e felici, gli ultimi sono pazzi e infelici, quelli di mezzo sono infelici e ragionevoli.

     

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  • 212

    Negare bene, credere bene, dubitare bene sono per l'uomo quel che è il correre per il cavallo.

     

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  • 213

    La fede dice quel che i sensi non dicono, ma non il contrario di quel che i sensi vedono. È al di sopra e non contro.

     

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  • 214

    Il cuore, e non la ragione, sente Dio. E questa è la fede: Dio sensibile al cuore e non alla ragione.

     

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  • 215

    Conosciamo la verità non solo con la ragione ma anche col cuore.

     

    Verità

  • 216

    La giustizia senza la forza è impotente. Bisogna dunque unire la giustizia e la forza; e perciò bisogna far sì che ciò che è giusto sia forte e che ciò che è forte sia giusto.

     

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  • 217

    È un gran vantaggio la nobiltà, perché a partire dai diciotto anni mette un uomo sul candeliere, lo rende conosciuto, rispettato: cose che un altro potrebbe ottenere con i suoi meriti solo a cinquant'anni. Sono trent'anni guadagnati senza fatica.

     

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  • 218

    Bisogna obbedire ai superiori, non perché sono giusti, ma perché sono superiori.

     

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  • 219

    Il pensiero costituisce la grandezza dell'uomo

     

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  • 220

    L'uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c'è bisogno che tutto l'universo s'armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell'universo su di lui; l'universo invece non ne sa niente.

     

    Universo

  • 221

    Quel che può la virtù di un uomo non si deve misurare dai suoi sforzi ma dal suo comportamento ordinario.

     

    Virtù

  • 222

    Pochi parlano umilmente dell'umiltà; pochi della castità, castamente; pochi del pirronismo, dubitando.

     

    Umiltà

  • 223

    Nel mondo ci sono tutte le buone massime; manca soltanto l'applicazione.

     

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  • 224

    La contraddizione è un cattivo segno di verità: parecchie cose certe sono contraddette; parecchie cose false passano senza contraddizione. Né la contraddizione è un segno di falsità, né la non contraddizione è un segno di verità.

     

    Falsità

  • 225

    Non è certo che tutto sia incerto

     

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  • 226

    Due cose istruiscono l'uomo su tutta la sua natura; l'istinto e l'esperienza.

     

    Esperienza

  • 227

    Abbiamo un'opinione così grande dell'anima dell'uomo che non possiamo tollerare di essere disprezzati e di non essere stimati; tutta la felicità degli uomini consiste in questa stima.

     

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  • 228

    Le bestie non s'ammirano tra loro. Un cavallo non ammira il suo compagno.

     

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  • 229

    Se l'uomo non è fatto per Dio, perché mai non è felice se non in Dio? Se l'uomo è fatto per Dio, perché mai è così contrario a Dio?

     

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  • 230

    Dio deve regnare su tutto, e tutto deve essere riferito a lui.

     

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  • 231

    Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.

     

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  • 232

    Il cristianesimo è strano. Ordina all'uomo di riconoscersi vile e abominevole, e gli ordina di voler essere simile a Dio. Senza un tale contrappeso, questa elevazione lo renderebbe orribilmente superbo, oppure quell'abbassamento lo renderebbe terribilmente abietto.

     

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  • 233

    Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo.

     

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  • 234

    La religione è una cosa tanto grande che è giusto che coloro che non vogliono darsi pena di cercarla, se essa è oscura, ne siano privati.

     

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  • 235

    La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.

     

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  • 236

    I pagani non conoscono Dio e amano soltanto la terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio e amano soltanto la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio e non amano affatto la terra.

     

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  • 237

    Non si comprendono le profezie se non quando le cose sono accadute.

     

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  • 238

    Proprio come predetto dalle profezie bibliche, i pagani in folla adorano Dio e conducono una vita angelica; le fanciulle consacrano la loro verginità e la loro vita a Dio, gli uomini rinunciano a tutti i piaceri. Laddove Platone non era riuscito a persuadere pochi uomini scelti e ben istruiti, riesce a farlo una forza segreta con milioni di uomini ignoranti, in virtù di poche parole.

     

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  • 239

    La moltitudine che non si riduce all'unità è confusione; l'unità che non dipende dalla moltitudine è tirannia.

     

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  • 240

    Non si fa mai il male così pienamente e così allegramente come quando lo si fa per coscienza.

     

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  • 241

    Il servo non sa ciò che fa il padrone, perché il padrone gli dice soltanto l'azione e non lo scopo; per questo egli vi si assoggetta servilmente e spesso pecca contro il fine. Ma Gesù Cristo ci ha detto il fine. E voi distruggete questo fine.

     

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  • 242

    Il silenzio è la più grande persecuzione: i santi non hanno mai taciuto.

     

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  • 243

    Dio è nascosto. Ma si lascia trovare da quanti lo cercano.

     

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  • 244

    Non pensare quello che penso io, altrimenti penseresti come penso io.

     

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  • 245

    Ognuno ha in sé l'originale della bellezza di cui cerca la copia nel vasto mondo.

     

    Bellezza

  • 246

    Siamo così presuntuosi che ci piacerebbe essere noti in tutto il mondo, anche da persone che nasceranno solo quando saremo già morti. Ma la nostra vanità è tale che la buona opinione di una mezza dozzina di persone intorno a noi ci dà piacere e soddisfazione.

     

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  • 247

    Ritengo che contro chiunque vorrebbe rinvenire nell'uomo la spiegazione dell'uomo stesso, l'uomo sia un problema la cui soluzione si trova soltanto in Dio.

     

    no tags

  • 248

    Troppo vino o troppo poco: se non gliene date, non può trovare la verità; se gliene date troppo, neppure.

     

    Vino

2019-01-06T10:27:04+02:00