643 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Friedrich Nietzsche

FRIEDRICH NIETZSCHE filosofo

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Nome: Friedrich Wilhelm Nietzsche
In Arte:
Luogo di Nascita: Röcken ( Germania )
Data Nascita: 15/10/1844
Data Morte: 25/8/1900
Professione: Filosofo
Premi:

Bisogna avere in sè il caos per partorire una stella che danzi“. Probabilmente una delle frasi più belle che abbiamo mai letto, scritto su un diario o dedicato a qualcuno e che identifica la stella danzante con colui che insegue la verità: il filosofo, il saggio e in generale chi è capace di andare oltre le convenzioni, la morale, i dogmi e i pregiudizi potrà inseguire la verità pur partendo dalla complessità del caos.

Forse non tutti sanno chi è l’autore di uno degli aforismi più famosi: stiamo parlando di  Nietzsche. E allora conosciamo assieme più da vicino uno dei più importanti filosofi di origine tedesca a cavallo tra il XIX e XX secolo. Scopriremo la sua biografia, il pensiero e le sue opere, leggendole e apprezzandole e magari condividendo ulteriori citazioni come frasi belle da dedicare.

Il grande filosofo tedesco Nietzsche nacque a Röcken, piccolo villaggio della Sassonia prussiana, il 15 ottobre 1844. Figlio di un pastore protestante, crebbe in un contesto familiare fortemente religioso. Rimasto orfano di padre molto presto, si trasferì con la famiglia a Naumburg dove ricevette insegnamenti di religione, latino, greco e pianoforte. La madre l’avrebbe volentieri avviato al mondo ecclesiastico ma il giovane Friedrich Wilhelm abbandonò la prestigiosa scuola teologica di Pforta per studiare filologia classica e diventare docente universitario. Abbandonò dopo qualche anno l’insegnamento per motivi di salute e fece numerosi viaggi tra Francia e Svizzera e anche in Italia. Visse i suoi ultimi anni convivendo con la follia e per un periodo fu ricoverato anche in una clinica per malattie nervose in Svizzera. Morì a Weimar nel 1900.

Il pensiero e le opere di Friedrich Nietzsche

Il pensiero di Nietzsche attraversa, nella sua complessità e ricchezza, diverse fasi così individuabili:

  1. La fase iniziale: il pensiero del giovane filosofo è imperniato dall’interesse e l’ammirazione verso due significative figure contemporanee:  il filosofo Schopenhauer e il musicista Wagner. Sono gli anni de La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Ovvero: grecità e pessimismo (1872). In questo suo scritto emerge l’interesse profondo per la cultura classica, elaborando la celebre distinzione tra apollineo e dionisiaco;
  2. La fase intermedia: in questa fase Nietzsche ripudia le precedenti ispirazioni e mostra un approccio maggiormente scientifico. Tra il 1878 e il 1882 produsse le opere Umano, troppo umano (1878-1880) e La gaia scienza (1882);
  3. La fase di Zarathustra: periodo dominato dall’opera  Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno (1883-1885). Un’epoca nuova in cui teorizza un uomo libero dai falsi e ipocriti valori etici e sociali di ispirazione apollinea  e segue l’atteggiamento dionisiaco. Elabora la teoria del superuomo – Übermensch: libero da sovrastrutture moralistiche e in generale dai vincoli della morale comune, l’uomo che è in grado di farlo, raggiunge la la felicità, effetto dell’equilibrio tra la sua parte apollinea (eleganza) e quella dionisiaca (passione);
  4. La fase conclusiva: l’ultimo periodo della vita del grande filosofo è relativa agli ultimi scritti tra cui Genealogia della morale (1887) ed Ecce homo (1888). Nel primo scritto argomentò sulla pena di morte che ha il compito di punire in chiave extramorale il criminale, mentre il secondo è considerato uno scritto autobiografico in cui ripercorre il suo pensiero, rivedendo alcune posizioni del passato.

 

Il pensiero di Nietzsche, pur in modo discusso, è stato spesso accostato alle ideologie fasciste e naziste per diversi motivi storici. Benito Mussolini studiò in maniera approfondita il suo pensiero rimanendone colpito in modo favorevole, in particolar modo dalla teoria del superuomo che fu per lui fonte di ispirazione per la rivoluzione fascista. Anche Adolf Hitler ebbe una notevole ammirazione per il filosofo tedesco: visitava il museo di Weimar e si faceva fotografare mentre contemplava il busto del filosofo. Nel 1943 regalò a Mussolini un’edizione completa dell’opera omnia di Nietzsche.

 

 

  • 1) Chi regala qualcosa di grande non trova riconoscenza, perché chi lo riceve ha già troppo peso nell'accettarlo.
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  • 2) La nostra consueta disposizione interiore dipende dalla disposizione d'animo in cui sappiamo mantenere il nostro ambiente.
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  • 3) Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.
    Genialità
  • 4) Chi sa come nasce una reputazione, diffiderà perfino della reputazione di cui gode la virtù.
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  • 5) La nostra vanità è più duramente offesa proprio quando è stato il nostro orgoglio ad essere ferito.
    Vanità
  • 6) Un'anima che si sa amata, ma che da parte sua non ama, rivela la propria feccia, quel che v'è d'infimo, in essa, emerge.
    Amore
  • 7) Chi scrive aforismi non vuole essere letto ma imparato a memoria.
    Aforismi
  • 8) La perfetta chiarezza di tutte le rappresentazioni oniriche, la quale ha come presupposto la fede incondizionata nella loro realtà, ci riporta ad antichi stati dell'umanità, quando l'allucinazione era oltremodo frequente e prendeva intere comunità, interi popoli. Dunque, nel sonno e nel sogno, noi eseguiamo ancora una volta il compito dell'umanità primitiva.
    Sogni
  • 9) Un'anima fine non è quella che è capace dei voli più alti, ma quella che si alza poco e si abbassa poco, e abita però sempre in un'aria e a un'altezza libere e luminosa.
    Anima
  • 10) Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente. Sui monti la via più diretta è quella da vetta a vetta: ma per questo occorre che tu abbia gambe lunghe. Le sentenze devono essere vette: e coloro ai quali si parla devono essere grandi e di alta statura.
    Scrittori
  • 11) La più grande dispensatrice di elemosine è la vigliaccheria.
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  • 12) Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità: entrambe danno più felicità quando si desiderano che quando si posseggono.
    Donne
  • 13) Chi si sente destinato alla contemplazione e non alla fede, trova tutti i credenti troppo rumorosi e importuni: si mette al riparo da loro.
    Contemplazione
  • 14) La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. Di che abbiamo nostalgia alla vista della bellezza? Dell'essere belli: ci immaginiamo che molta felicità debba andare a ciò congiunta. Ma questo è un errore.
    Bellezza
  • 15) Una buona sentenza è troppo dura per il dente del tempo e non viene consumata neanche da tutti i secoli, benché serva da nutrimento a ogni epoca: in tal modo essa rappresenta il grande paradosso della letteratura, l'imperituro in mezzo al mutevole, l'alimento che rimane sempre apprezzato, come il sale, e mai, come persin questo, diventa insipido.
    Tempo
  • 16) Chi va dal prossimo, perché cerca se stesso, e chi, perché vorrebbe perdersi. Il vostro cattivo amore di voi stessi vi trasforma la solitudine in un carcere.
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  • 17) La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante il concetto di -impuro- è il vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.
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  • 18) Una cosa bisogna averla: o uno spirito lieve per natura o uno spirito alleviato dall'arte e dal sapere.
    Spirito
  • 19) Chi vive sempre nel calore e nella pienezza del cuore e per così dire nell'aria estiva dell'anima, non può immaginarsi il misterioso rapimento che afferra le nature più invernali, che vengono eccezionalmente toccate dai raggi dell'amore e dal tiepido soffio di un solatio giorno di febbraio.
    Vivere
  • 20) La pretesa di essere amati è la più grande delle presunzioni.
    Amore
  • 21) Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all'altezza.
    Piacere
  • 22) Chi vuole uccidere il suo nemico, consideri bene se proprio con ciò non lo renda, dentro di sé, eterno.
    Nemico
  • 23) La riflessione degli uomini che credono alla magia e ai miracoli mira a imporre una legge alla natura: e, detto in breve, il culto religioso è il prodotto di questa riflessione.
    Riflessione
  • 24) Una cosa non spiegata e oscura è ritenuta più importante di quella spiagata e chiara.
    Mistero
  • 25) Chi è in tutto e per tutto un maestro prende sul serio tutte le cose soltanto in relazione ai suoi scolari persino se stesso.
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  • 26) La scienza moderna ha come scopo: meno dolore possibile, vita più lunga possibile, cioè una specie di eterna beatitudine, in verità molto modesta in confronto con le promesse delle religioni.
    Scienza
  • 27) Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo, ma per mantenerla, è forse necessario il concorso d'una leggera avversione fisica.
    Donne
  • 28) Chi è veramente libero nello spirito, penserà liberamente anche dello spirito e non si nasconderà certe cose orribili riguardo ad origine e tendenza di esso.
    Spirito
  • 29) La sensualità affretta spesso la crescita dell'amore, così che la radice rimane debole e facile da strappare.
    Sensualità
  • 30) Una felicità che finora l'uomo non ha mai conosciuto: la felicità di un dio colmo di potenza e d'amore, di lacrime e di riso, una felicità che, come il sole alla sera, non si stanca di effondere doni della sua ricchezza inestinguibile e li sparge nel mare, e come il sole, soltanto allora si sente assolutamente ricca, quando anche il più povero pescatore rema con un remo d'oro! Questo sentimento divino si chiamerebbe, allora umanità!
    Felicità
  • 31) Chiunque abbia mai una volta edificato un -nuovo cielo- trovò la potenza per questa impresa unicamente nel suo proprio inferno.
    Cielo
  • 32) La sfiducia in sé stessi non sempre se ne va timida e insicura, ma a volte è quasi frenetica; per non tremare si è ubriacata.
    Timidezza
  • 33) Una passeggiata in un manicomio mostra che la fede non prova nulla.
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  • 34) Ci si deve pur amare quando non ci si può sfuggire.
    Amore
  • 35) La speranza è il peggiore tra i mali, poiché prolunga i tormenti degli uomini.
    Speranza
  • 36) Una piccola vendetta è più umana di nessuna vendetta.
    Vendetta
  • 37) Ci si sbaglierà raramente attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
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  • 38) La storia -sacra- sia chiamata col nome che merita: storia maledetta; le parole -Dio-, -salvatore-, -redentore-, -santo- siano usate come insulti, come marchi d'infamia.
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  • 39) Una tarda giovinezza è lunga giovinezza.
    Giovinezza
  • 40) Ci sono donne che, per quanto la si cerchi in loro, non hanno interiorità, sono pure maschere. È da compiangere l'uomo che ha a che fare con tali esseri quasi spettrali, necessariamente insoddisfacenti; ma proprio esse possono eccitare al massimo il desiderio dell'uomo: egli cerca la loro anima e continua a cercare.
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  • 41) La strada per la grandezza passa attraverso il silenzio.
    Strada
  • 42) Una virtù che dona è la virtù più nobile.
    Virtù
  • 43) Ci sono pavoni che nascondono la loro coda davanti a tutti; e questo lo chiamano fierezza.
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  • 44) La via più breve non è la più diritta possibile, bensì quella in cui i venti più favorevoli gonfiano le nostre vele: così dice l'insegnamento dei navigatori. Il non seguirlo significa essere ostinati: la fermezza di carattere è qui contaminata dalla stupidità.
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  • 45) Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.
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  • 46) Ci sono persone che vogliono render pesante la vita agli uomini, per nessun altro motivo se non quello di offrir loro in seguito le proprie ricette per l'alleviamento della vita, per esempio il proprio cristianesimo.
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  • 47) La virtù rimane il vizio più costoso: e deve rimanerlo.
    Virtù
  • 48) Vergognarsi della propria immoralità: è un gradino della scala, al termine della quale ci si vergognerà anche della propria moralità.
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  • 49) Ci sono sulla terra molte buone invenzioni: le une utili, le altre gradevoli: per esse la terra è amabile. E certe cose vi sono così bene inventate, da essere come il seno della donna: utili e piacevoli a un tempo.
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  • 50) La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione. Invece, si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia.
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  • 51) Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro esercitano il veneficio. Dispregiatori della vita essi sono, moribondi e avvelenati essi stessi, hanno stancato la terra: possano scomparire!
    Religione
  • 52) Ci sono tante cose tra cielo e terra che solo i poeti si sono sognate e hanno cantato.
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  • 53) La vita consiste di rari momenti singoli di altissimo significato e di innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L'amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare, tutto parla solo una volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale.
    Vita
  • 54) Vi sono tante cose tra cielo e terra, di cui solo i poeti hanno potuto sognare!
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  • 55) Ci troviamo così bene nella libera natura, perché essa non ha alcuna opinione su di noi.
    Natura
  • 56) La vita non è cento volte troppo corta per annoiarsi?
    Vita
  • 57) Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.
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  • 58) Ciò che fa l'originalità di un uomo è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono.
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  • 59) La vita senza musica non è vita.
    Musica
  • 60) Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita.
    Falsità
  • 61) Ciò che il padre ha taciuto, prende parola nel figlio; e spesso ho trovato che il figlio altro non era, se non il segreto denudato del padre.
    Figli
  • 62) La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
    Vita
  • 63) Vigorosa concisione, calma e maturità quando trovi in un autore queste qualità, fermati e festeggia una lunga festa in mezzo al deserto: per molto tempo non ti capiterà più una simile fortuna.
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  • 64) Ciò che noi facciamo non viene mai capito, ma soltando lodato o biasimato.
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  • 65) La vita è pesante da portare: ma, per favore, non fate troppo i delicati! Noi siamo tutti quanti graziosi e robusti asini e asine. Che cosa abbiamo in comune col bocciolo di rosa, che trema per il peso di una goccia di rugiada?
    Vita
  • 66) Vivere con immensa e superba imperturbabilità, sempre al di là.
    Vivere
  • 67) Ciò che non mi distrugge, mi rende più forte.
    Forza
  • 68) La volontà di vincere una passione non è in fin dei conti che la volontà di un'altra o di diverse altre passioni.
    Volontà
  • 69) Vivere in modo tale che tu abbia bisogno di desiderare di rivivere, questo è il tuo dovere.
    Vivere
  • 70) Ciò che propriamente fa rivoltare contro la sofferenza non è la sofferenza in sé, bensì l'assurdità del soffrire.
    Sofferenza
  • 71) La volpe delle volpi. Una vera volpe chiama acerba non solo l'uva che non può raggiungere, ma anche quella che ha raggiunta e portata via agli altri.
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  • 72) Vivere, in generale, vuol dire essere in pericolo.
    ViverePericolo
  • 73) Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male.
    AmoreDolcezza
  • 74) Le conseguenze delle nostre azioni ci prendono per i capelli, del tutto indifferenti al fatto che nel frattempo si sia -migliorati-.
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  • 75) Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d'uomo è il prete: egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno ragioni, si ha il carcere.
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  • 76) Ciò che un teologo avverte come vero, non può non essere falso: si ha in ciò quasi un criterio di verità.
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  • 77) Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.
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  • 78) Voi guardate verso l'alto, quando cercate elevazione. E io guardo in basso, perché sono elevato.
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  • 79) Colui al quale i pregiudizi correnti non suonano paradossali, non ha ancora sufficientemente riflettuto.
    Pregiudizio
  • 80) Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.
    Dispiacere
  • 81) Voi mi dite: “la vita è pesante da portare”. Ma perché mai avreste la mattina il vostro orgoglio e la sera la vostra rassegnazione? La vita è pesante da portare: ma, per favore, non fate troppo i delicati! Noi siamo tutti quanti graziosi e robusti asini e asine. Che cosa abbiamo in comune col bocciolo di rosa, che trema per il peso di una goccia di rugiada?
    Vita
  • 82) Colui che dà da mangiare agli affamati ristora la propria anima; così parla la saggezza.
    Saggezza
  • 83) Le cose male acquistate han mala fine.
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  • 84) Voi non vi rendete conto delle esperienze che fate. Correte attraverso la vita come ubriachi e, ogni tanto, cadete da una scala. Tuttavia, grazie alla vostra ebbrezza, non vi rompete le ossa: i vostri muscoli sono troppo bolsi e la vostra testa troppo ottenebrata perché possiate, come noi altri, trovare troppo dure le pietre di cui la scala è fatta. Per noi, la vita costituisce un pericolo maggiore: noi siamo fatti di vetro; quando cadiamo, guai a noi! Quando cadiamo, tutto, per noi, è perduto.
    Vita
  • 85) Colui che poco possiede è tanto meno posseduto.
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  • 86) Le cose migliori furono diffamate, perché i deboli o dei maiali ingordivi gettarono una cattiva luce. E gli uomini migliori rimasero nascosti, spesso ignoti a se stessi.
    Debolezza
  • 87) Voi solitari di oggi, voi che prendete congedo, voi dovrete una volta essere un popolo: da voi che avete eletto voi stessi, deve nascere un popolo eletto, e da esso il superuomo.
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  • 88) Colui che si è dedicato alla conoscenza non scende malvolentieri nell'acqua della verità quando è sporca, bensì quando è acqua bassa e superficiale.
    Conoscenza
  • 89) Le donne amano per lo più un uomo importante in modo da volerlo avere tutto per sé. Volentieri lo metterebbero in clausura se la loro vanità non le dissuadesse: questa vuole che egli appaia importante anche di fronte agli altri.
    Donne
  • 90) Vuoi cattivarti la sua simpatia? Mostrati imbarazzato dinanzi a lui.
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  • 91) Colui che vuole muovere la moltitudine non dovrà essere il commediante di sé stesso? Non dovrà prima di tutto tradurre sé stesso in grottesca evidenza e sciorinare tutta la sua persona e il fatto suo in questa riduzione grossolana e semplicistica?
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  • 92) Le donne fini credono che una cosa non esista affatto, quando non è possibile parlarne in società.
    Donne
  • 93) Vuoi conoscerti, vedi la condotta degli altri; vuoi comprendere gli altri, guarda in cuor tuo.
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  • 94) Colui che è odioso al popolo è come un lupo per i cani: è lo spirito libero, il nemico della catena, il non-adoratore, randagio per i boschi.
    Odio
  • 95) Le donne possono stringere benissimo amicizia con un uomo; ma per poterla conservare, a tal fine deve ben aiutare una piccola antipatia fisica.
    AmiciziaAntipatia
  • 96) È di gran lunga più gradevole offendere e chiedere più tardi perdono, che essere offesi e accordare perdono. Chi fa la prima cosa, dà un segno di potenza e poi di bontà di carattere. L'altro, se non vuol passare per inumano, deve, già per questo perdonare; il godimento dell'umiliazione dell'altro è, a causa di questa costrizione, limitato.
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  • 97) Come artista, un uomo non ha altra patria in Europa che Parigi.
    Artista
  • 98) Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono.
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  • 99) È disumano benedire là dove qualcuno viene maledetto.
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  • 100) Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà.
    Spirito
  • 101) Le donne vogliono servire, e trovano in ciò la loro felicità: e lo spirito libero non vuole essere servito, e trova in ciò la sua felicità.
    Donne
  • 102) È falso sino all'assurdo vedere in una “fede”, per esempio nella fede della redenzione per mezzo di Cristo, il segno distintivo del cristiano: soltanto la pratica cristiana, una vita come la visse colui che morì sulla croce, soltanto questo è cristiano.
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  • 103) Come può uno diventare pensatore, se non passa almeno una terza parte di ogni giorno senza passioni, uomini e libri?
    Pensare
  • 104) Le grandi cose esigono che se ne taccia o se ne parli con grandezza: con grandezza, cioè con innocenza: cinicamente.
    Cinismo
  • 105) È mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi.
    Ambizione
  • 106) Si guarisce da tutto vincendo.
    Vittoria
  • 107) Come si può in genere perdonare loro, se essi non sanno ciò che fanno? Non si ha proprio niente da perdonare. Ma sa mai un uomo pienamente ciò che fa? E se questo rimane sempre perlomeno un dubbio, allora gli uomini non hanno mai qualcosa da perdonarsi, e essere clemente è, per il più ragionevole, una cosa impossibile. Da ultimo: anche se i malfattori avessero veramente saputo ciò che facevano, noi avremmo avuto comunque il diritto di perdonare solo se avessimo avuto il diritto di accusa e di punizione. Ma questo non l'abbiamo.
    Perdono
  • 108) Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio.
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  • 109) È per l'uomo come per l'albero. Quanto più egli vuole elevarsi in alto e verso la luce, con tanto più forza le sue radici tendono verso terra, in basso, verso le tenebre, l'abisso.
    Alberi
  • 110) Come suonano bene la cattiva musica e le cattive ragioni, quando si marcia incontro al nemico!
    Nemico
  • 111) Le madri sono facilmente gelose degli amici dei loro figli, quando questi conseguono successi particolari. Una madre ama di solito in suo figlio più sé che il figlio stesso.
    Mamma
  • 112) È più nobile darsi torto che farsi dare ragione, specie quando si ha ragione.
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  • 113) Come una cascata diventa nella caduta più lenta e sospesa, così il grande uomo d'azione suole agire con più calma di quanto il suo impetuoso desiderio facesse prevedere prima dell'azione.
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  • 114) Le medesime passioni hanno nell'uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e dona continuano a fraintendersi.
    Passione
  • 115) È prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni.
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  • 116) Come è giunto l'oro ad avere il massimo valore? Perché non È volgare, non è utile e luccica di mite splendore; sempre esso dona se stesso. Solo come riflesso della virtù più nobile, l'oro giunse al più nobile valore.
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  • 117) Le morali non sono nient'altro che un -linguaggio mimico delle passioni-.
    Moralità
  • 118) È un giusto giudizio dei dotti che gli uomini di tutti i tempi abbiano creduto che cosa sia bene e male, degno di lode e di biasimo. Ma è un pregiudizio dei dotti che noi adesso lo sappiamo meglio di qualsiasi altro tempo.
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  • 119) Come? L'uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell'uomo?
    Errori
  • 120) Le nature compassionevoli, soccorrevoli nella disgrazia in ogni momento, sono di rado quelle che partecipano insieme alle gioie altrui: nella felicità degli altri esse non hanno niente da fare, sono superflue, non si sentono in possesso sella loro superiorità e mostrano perciò facilmente disappunto.
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  • 121) È un pensatore: vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono.
    Pensare
  • 122) Come? Un grand'uomo? Ma io non vedo che un commediante del suo proprio ideale.
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  • 123) Le persone a cui la loro vita quotidiana sembra troppo vuota e monotona, divengono facilmente religiose: ciò è comprensibile e perdonabile; solo esse non hanno alcun diritto di esigere religiosità da coloro per i quali la vita quotidiana non scorre vuota e monotona.
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  • 124) È vero, abbiamo buoni motivi per stimare poso ciascuno dei nostri conoscenti, fossero anche i più grandi; ma altrettanto buoni per rivolgere questo sentimento contro noi stessi. E così sopportiamoci a vicenda, visto che sopportiamo noi stessi.
    Stima
  • 125) Con un talento in più si è spesso più insicuri che con uno in meno: come il tavolo sta meglio su tre che su quattro gambe.
    Talento
  • 126) Le persone che afferrano una cosa in tutta la sua profondità, le rimangono raramente fedeli per sempre. Esse hanno appunto portato alla luce il fondo: lì c'è sempre molto di brutto da vedere.
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  • 127) Confrontando nel loro complesso uomo e donna, è lecito dire questo: la donna non avrebbe l'arte di abbellirsi, se non avesse l'istinto del ruolo secondario.
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  • 128) Le persone che ci donano la loro piena confidenza credono di avere per questo diritto alla nostra. Ciò è un errore; coi regali non si acquistano diritti.
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  • 129) Consolazione: avere da sopportare più di tutti gli altri spesso dà un senso di privilegio e di potenza.
    Consolazione
  • 130) Le persone molto presuntuose, a cui si sono mostrati segni di considerazione inferiori a quelli che si aspettavano, cercano a lungo di ingannare in proposito se stesse e gli altri, e diventano sottili psicologi per dimostrare che l'altro li ha tuttavia onorati sufficientemente: se non raggiungono il loro scopo, se il velo dell'illusione si strappa, allora il disappunto le assale con forza tanto maggiore.
    Presunzione
  • 131) Contro i biasimatori della brevità. Una cosa detta con brevità può essere il frutto e il raccolto di molte cose pensate a lungo: ma il lettore che in questo campo è novizio e non ha ancora affatto riflettuto al riguardo, vede in tutto ciò che è detto con brevità qualcosa di embrionale, non senza un cenno di biasimo per l'autore, che gli ha messo in tavola per pranzo, col resto, simili cose non finite di crescere, non maturate.
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  • 132) Le ragazze inesperte si lusingano con l'idea che sia in loro potere rendere felice un uomo; più tardi imparano che ciò significa né più né meno che: un uomo è disprezzato se si suppone che ci voglia solo una ragazza per renderlo felice. La vanità delle donne esige che un uomo sia qualcosa di più che uno sposo felice.
    Vanità
  • 133) Contro i visionari. Il visionario nega la verità davanti a sé, il mentitore solo davanti agli altri.
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  • 134) Le stesse passioni nell'uomo e nella donna hanno un -tempo diverso-: perciò uomo e donna non cessano di fraintendersi.
    Passione
  • 135) Contro la malattia maschile del disprezzo di sé giova nel modo più sicuro l'essere amati da una donna intelligente.
    Disprezzo
  • 136) Limiti del nostro udito. Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.
    Domande
  • 137) Contro la noia anche gli dei lottano invano.
    Noia
  • 138) Lo stile trovato è un'offesa per chi ama lo stile ricercato.
    Stile
  • 139) Conviene all'umanità di un maestro, mettere i propri discepoli in guardia contro se stesso.
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  • 140) Lo stupido ti trascina verso il basso per batterti con le sue stesse armi.
    Stupidità
  • 141) Coraggiosi, noncuranti, beffardi, violenti così ci vuole la saggezza: che è femmina e sa amare solo il guerriero.
    Saggezza
  • 142) Lo zelo e la coscienziosità sono spesso antagonisti per questo, che lo zelo vuol cogliere i frutti acerbi dall'albero, mentre la coscienziosità li lascia pendere troppo a lungo, finché essi cadono e si spiaccicano.
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  • 143) Corpo io sono in tutto e per tutto, e null'altro; e anima non è altro che una parola per indicare qualcosa del corpo.
    Anima
  • 144) Là dove la solitudine finisce, comincia il mercato; e dove il mercato comincia, là comincia anche il fracasso dei grandi commedianti e il ronzio di mosche velenose.
    no tags
  • 145) Cosa è male? Tutto ciò che deriva dalla debolezza.
    Male
  • 146) Ma che sono alla fin fine le verità dell'uomo? Sono gli errori inconfutabili dell'uomo.
    Verità
  • 147) Cristianesimo, alcol: i due grandi mezzi della corruzione.
    Corruzione
  • 148) Madre dell'eccesso non è la gioia, ma la mancanza di gioia.
    Gioia
  • 149) Da che nascono le improvvise passioni di un uomo per una donna, le passioni profonde, interiori? In minima parte dalla sola sensualità: ma quando un uomo trova insieme in un essere debolezza, bisogno d'aiuto e nel contempo alterigia, accade in lui qualcosa, come se la sua anima volesse straripare: è nello stesso momento commosso e offeso. Qui sgorga la fonte del grande amore.
    Amore
  • 150) Maturità dell'uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi.
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  • 151) Da quando ho imparato a camminare mi piace correre.
    Correre
  • 152) Medico aiuta te stesso: così aiuterai anche i tuoi malati.
    Medicina
  • 153) Definisco il cristianesimo l'unica grande maledizione, l'unica grande e più intima depravazione, l'unico grande istinto della vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, furtivo, sotterraneo, meschino lo definisco l'unica immortale macchia d'infamia dell'umanità.
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  • 154) Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui!
    LibertàVolontà
  • 155) Del rango decide la quantità di potenza che tu sei: il resto è pusillanimità.
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  • 156) Meglio è non saper niente che saper molte cose a metà.
    Sapere
  • 157) Di rado gli avvocati di un delinquente sono tanto artisti da volgere l'orribile bellezza dell'azione commessa a profitto del suo autore.
    Avvocato
  • 158) Mentre l'uomo nobile vive con fiducia e schiettezza davanti a se stesso, l'uomo del ressentiment non è né schietto né ingenuo né onesto e franco con se stesso.
    no tags
  • 159) Di solito la madre, più che amare il figlio, si ama nel figlio.
    Mamma
  • 160) Mi dicono che l'uomo ama se stesso. Ahimè, quanto deve essere grande questo amore, quanto disprezzo deve vincere!
    Amore
  • 161) Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.
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  • 162) Molti che si allontanarono dalla vita, volevano solo allontanarsi dalla canaglia: non volevano condividere la fonte e la fiamma e il frutto con la canaglia.
    no tags
  • 163) Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue. Scrivi col sangue e allora imparerai che il sangue è spirito.
    Scrivere
  • 164) Molti sono ostinati in relazione alla via una volta intrapresa, pochi lo sono in relazione alla meta.
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  • 165) Dieci volte al giorno devi ridere ed essere allegro: altrimenti lo stomaco, che è il padre di ogni mestizia, ti disturberà nella notte.
    Ridere
  • 166) Morale per costruttori di case. Quando la casa è costruita, bisogna togliere le impalcature.
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  • 167) Diffido di tutti i sistematici e li evito. La volontà di sistema è una mancanza di onestà.
    Onestà
  • 168) Morire con fierezza, se non è più possibile vivere con fierezza.
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  • 169) Dio creò la donna e, a dire il vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche molte altre cose. La donna fu il secondo errore di Dio.
    Donne
  • 170) Neanche la testa più fine è in grado di apprezzare come si deve l'arte di affilare massime, se non vi è stato egli stesso educato e non ha in essa egli stesso gareggiato.
    no tags
  • 171) Dio è una risposta grossolana, una indelicatezza verso noi pensatori, in fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare!
    Dio
  • 172) Negli uomini duri il trasporto dell'animo appartiene al pudore ed è qualcosa di prezioso.
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  • 173) Donde vengono le montagne più alte? chiedevo in passato. E allora imparai che esse vengono dal mare. Questa testimonianza sta scritta nelle loro rocce e nelle pareti delle loro cime. Dall'abisso più fondo, la vetta più alta deve giungere alla sua altezza.
    Montagna
  • 174) Nel mondo non c'è abbastanza amore è bontà per poterne far dono anche a esseri immaginari.
    Mondo
  • 175) Dopo che Buddha fu morto, si continuò per secoli ad additare la sua ombra in una caverna un'immensa orribile ombra. Dio è morto: ma stando alla natura degli uomini, ci saranno forse ancora per millenni caverne nelle quali si additerà la sua ombra. E noi, noi dobbiamo vincere anche la sua ombra!
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  • 176) Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere le religioni.
    Religione
  • 177) Dopo essere venuto a contatto con un uomo religioso, sento sempre il bisogno di lavarmi le mani.
    Religione
  • 178) Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.
    AmoreAbbracci
  • 179) Dormire non è arte dappoco: intanto, per dormire, bisogna vegliare tutto il giorno. Dieci volte al giorno devi superare te stesso: ciò procura una buona stanchezza ed è papavero per l'anima.
    Dormire
  • 180) Nell'affabilità non vi è alcun odio per gli uomini, ma appunto per questo fin troppo disprezzo verso di loro.
    Disprezzo
  • 181) Dove non concorre al gioco amore o odio, il gioco della donna diventa mediocre.
    Donne
  • 182) Nell'amore c'è sempre un po' di follia. Ma nella follia c'è sempre un po' di saggezza.
    Follia
  • 183) Dove voi vedete le cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane.
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  • 184) Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare.
    Uomini
  • 185) Due grandi narcotici europei, l'alcool e il cristianesimo.
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  • 186) Nella dorata guaina della compassione si nasconde talvolta il pugnale dell'invidia.
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  • 187) Esiste un candore nella menzogna che è il segno della buona fede in una qualche causa.
    Menzogna
  • 188) Nella dottrina di Buddha l'egoismo diviene un dovere: il principio “una sola cosa è necessaria”, il “come ti puoi liberare dalla sofferenza” regolano e circoscrivono tutta la dieta spirituale.
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  • 189) Esiste una -morale dei signori- e una -morale degli schiavi-.
    Moralità
  • 190) Nella lode v'è più invadenza che nel biasimo.
    no tags
  • 191) Esiste una ingenuità dell'ammirazione: è di colui cui non è mai passato per la mente che anch'egli potesse essere qualche volta ammirato.
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  • 192) Nella solitudine il solitario divora sé stesso, nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.
    Solitudine
  • 193) Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo.
    Spirito
  • 194) Nella vendetta e in amore la donna è più barbara dell'uomo.
    DonneVendetta
  • 195) Falsa sia per noi ogni verità che non sia stata accompagnata da una risata.
    Ridere
  • 196) Nello stato di oscuramento prodotto dall'avvilimento, dalla malattia e dalla colpa, ci fa piacere vedere che per gli altri splendiamo ancora e che essi scorgono in noi il chiaro disco lunare. Per questa via indiretta partecipiamo anche noi alla nostra capacità di illuminare.
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  • 197) Fate sempre quel che volete, ma prima siate di quelli che sanno volere.
    no tags
  • 198) Nessun vincitore crede al caso.
    no tags
  • 199) Fede significa non voler sapere quel che è vero.
    Fede
  • 200) Nessuno che abbia degli amici sa cosa sia la vera solitudine, avesse pure attorno a sé come suo avversario il mondo intero.
    Amicizia
  • 201) Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.
    Felicità
  • 202) Nessuno muore oggi per una terribile verità: ci sono troppi antidoti ad essa.
    Verità
  • 203) Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei ancora nella tua strada, bensì su quella di un altro.
    Strada
  • 204) Nessuno può gettare sopra il fiume della vite il ponte sul quale tu devi passare, nessun altro che tu solo.
    Educazione
  • 205) Fino a che continuerai a sentire le stelle ancora come al di sopra di te, ti mancherà lo sguardo dell'uomo che possiede la conoscenza.
    Conoscenza
  • 206) Nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, più di quanto sa già. Un uomo non ha orecchie per ciò a cui l'esperienza non gli ha ancora dato accesso.
    Esperienza
  • 207) Finora la fede non ha potuto ancora spostare nessuna vera montagna, benché qualcuno non so chi l'abbia asserito; ma essa può mettere delle montagne dove non ce ne sono.
    Fede
  • 208) Nessuno è bugiardo come l'uomo indignato.
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  • 209) Fintantoché il prete sarà ancora ritenuto una specie superiore di uomo, questo negatore, calunniatore, avvelenatore per professione della vita, non ci sarà risposta alla domanda: che cos'è verità?
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  • 210) Niente è più inconcepibile del fatto che tra gli uomini possa emergere un impulso onesto e puro verso la verità.
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  • 211) Formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta.
    Felicità
  • 212) Noi crediamo di sapere qualcosa delle cose stesse, quando parliamo di alberi, colori, neve e fiori e tuttavia non disponiamo che di metafore delle cose, che non esprimono in nessun modo le essenze originarie.
    Sapere
  • 213) Fra la religione e la vera scienza non esiste parentela, né amicizia e neanche inimicizia; esse vivono su pianeti diversi. Ogni filosofia che fa brillare nel buio delle sue vedute ultime una coda di cometa religiosa, rende di per sé sospetto tutto ciò che essa presenta come scienza: tutto ciò è presumibilmente ancora religione, sebbene agghindata da scienza.
    Scienza
  • 214) Noi filosofi e -spiriti liberi-, alla notizia che -il vecchio Dio è morto-, ci sentiamo come illuminati dai raggi di una nuova aurora; il nostro cuore ne straripa di riconoscenza, di meraviglia, di presagio, d'attesa, finalmente l'orizzonte torna ad apparirci libero, anche ammettendo che non è sereno, finalmente possiamo di nuovo sciogliere le vele alle nostre navi, muovere incontro a ogni pericolo; ogni rischio dell'uomo della conoscenza è di nuovo permesso; il mare, il nostro mare, ci sta ancora aperto dinanzi, forse non vi è ancora mai stato un mare così -aperto-.
    Conoscenza
  • 215) Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate.
    Tempo
  • 216) Noi non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.
    Virtù
  • 217) Non abbiamo oggi più alcuna pietà per il concetto di “libero arbitrio”: lo sappiamo anche troppo bene che cosa sia, il più malfamato trucco dei teologi che sia mai esistito, mirante a rendere l'umanità “responsabile” nel senso loro, ossia renderla a essi soggetta.
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  • 218) Già la parola -cristianesimo- è un equivoco, in fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce.
    no tags
  • 219) Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.
    Virtù
  • 220) Gli autori più spiritosi producono il sorriso più impercettibile.
    Sorriso
  • 221) Non augurate mai ad un invidioso di avere figli: sarebbe geloso di loro perché non può più avere la loro età.
    Invidia
  • 222) Gli insetti pungono non per cattiveria, bensì perché vogliono vivere anch'essi: così anche i nostri critici; essi vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
    Cattiveria
  • 223) Non bisogna solo saper sonare bene, ma anche sapersi far ben udire. Il violino in mano al più gran maestro emette solo un pigolio, quando la sala è troppo grande; allora si può confondere il maestro con qualsiasi strimpellatore.
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  • 224) Gli spiriti liberi vivranno con donne? In generale io penso che essi, simili ai profetici uccelli dell'antichità, come coloro che nel presente pensano il vero e parlano la verità, debbano preferire volar soli.
    Spirito
  • 225) Non bisogna voler vincere, quando si ha la prospettiva di superare l'avversario solo per la larghezza di un capello. La buona vittoria deve far gioioso il vinto, deve avere qualche cosa di divino che risparmi l'onta.
    Vittoria
  • 226) Gli uni governano per il piacere di governare, gli altri per non essere governati; questi hanno solo il più piccolo dei due mali.
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  • 227) Non c'è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perché è destinato anche lui a diventare maestro.
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  • 228) Gli uomini che prendono rapidamente fuoco, si raffreddano presto e sono quindi complessivamente poco fidati. Perciò esiste verso tutti coloro che sono sempre freddi o che a tali si atteggiano, il favorevole pregiudizio che essi siano uomini particolarmente degni di fiducia e sicuri; li si scambia con coloro che prendono fuoco lentamente e lo mantengono a lungo.
    Fiducia
  • 229) Non con la collera, col riso si uccide.
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  • 230) Gli uomini durano raramente in una professione di cui non credano o si dicano che essa è in fondo più importante di tutte le altre. Così accade anche alle donne coi loro amanti.
    Amanti
  • 231) Non dire al tuo amico ciò che il tuo nemico non deve sapere.
    Amicizia
  • 232) Gli uomini grossolani che si sentono offesi, sogliono prendere l'offesa nel grado più alto possibile e ne narrano la causa con parole fortemente esagerate, solo per potersi saturare ben bene del sentimento di odio e di vendetta ormai destato.
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  • 233) Non esistono affatto fenomeni morali, ma soltanto una interpretazione morale di fenomeni.
    Moralità
  • 234) Gli uomini invidiosi dal fiuto più sottile cercano di non conoscere con maggior precisione il loro rivale per potersi sentire superiori a lui.
    Invidia
  • 235) Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali cristiani di metterci sul rogo.
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  • 236) Gli uomini non si vergognano quando pensano qualcosa di sporco, bensì quando immaginano che si attribuiscano loro questi pensieri sporchi.
    Vergogna
  • 237) Non il fatto che mi hai ingannato, ma che io non ti creda più, m'ha profondamente scosso.
    Inganno
  • 238) Gli uomini non sono eguali: così parla la giustizia.
    UguaglianzaGiustizia
  • 239) Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa gli uomini superiori.
    SentimentoForza
  • 240) Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono.
    Crudeltà
  • 241) Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato nello stesso tempo.
    Libri
  • 242) Gli uomini più sensuali sono quelli che fuggono dinanzi alle donne e devono martoriare la carne.
    Sensualità
  • 243) Non nel modo in cui un'anima si accosta all'altra, ma nel modo in cui se ne allontana, riconosco la sua parentela e affinità con l'altra.
    Anima
  • 244) Non si ama più abbastanza la propria conoscenza, appena la si comunica.
    Conoscenza
  • 245) Gli uomini sono pigri più ancora che pavidi e più di tutto temono proprio i fastidi che una onestà e nudità incondizionata imporrebbe loro.
    Uomini
  • 246) Non si odia finché la nostra stima è ancora poca, ma soltanto allorché si stima qualcuno come uguale o superiore.
    Stima
  • 247) Grandi favori non rendono riconoscenti, bensì vendicativi; e se il piccolo beneficio non viene dimenticato, finisce per diventare un verme rodente.
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  • 248) Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare.
    Ridere
  • 249) Grazie alla musica le passioni godono di se stesse.
    Musica
  • 250) Non voglio leggere più nessun autore di cui si noti che volle fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri divennero improvvisamente un libro.
    Libri
  • 251) Guardati dalle persone meschine! Essi si sentono meschini di fronte a te, e la loro bassezza cova, ardente sotto la cenere una vendetta invisibile.
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  • 252) Non voler offendere nessuno, non voler ledere nessuno può essere indice sia di un modo di pensare giusto, sia di un modo di pensare pavido.
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  • 253) I fatti non ci sono: esistono solo interpretazioni.
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  • 254) Non è il dubbio, è la certezza che fa diventare pazzi.
    PazziaCertezza
  • 255) I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato.
    Medicina
  • 256) Non è né il meglio né il peggio di un libro, ciò che in esso è intraducibile.
    Libri
  • 257) I mendicanti bisognerebbe abolirli! Davvero, ci si adira di dare come di non dar loro qualcosa.
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  • 258) Occorre avere un po' di caos in sé per partorire una stella danzante.
    Bellezza
  • 259) I nostri difetti sono gli occhi attraverso i quali vediamo l'ideale.
    DifettiOcchi
  • 260) Occorre costringere le morali a inchinarsi soprattutto dinanzi all'-assetto gerarchico-, occorre mettere di fronte alla loro coscienza la loro presunzione finché non giungano concordemente a rendersi conto che è -immorale- dire: -Quel che è giusto per uno deve essere giusto per l'altro-.
    Moralità
  • 261) I padri hanno molto da fare per riparare al fatto di avere dei figli.
    Padre
  • 262) Oggi contro il cristianesimo decide il nostro gusto, non più le nostre ragioni.
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  • 263) I pensieri sono azioni.
    Pensiero
  • 264) Ogni -così fu- è un frammento, un enigma, una casualità orrida fin quando la volontà che crea non dica anche: “ma così volli che fosse!”.
    Volontà
  • 265) I pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni: sempre più oscuri, più vani, più semplici di queste.
    Pensiero
  • 266) Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno.
    Abitudine
  • 267) I poeti non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano.
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  • 268) Ogni artista non ha a disposizione soltanto la propria intelligenza, ma anche quella dei suoi amici.
    Artista
  • 269) I sessi si illudono l'uno a riguardo dell'altro: e ciò fa sì che in fondo essi onorano e amano soltanto se stessi. Così l'uomo vuole la donna mansueta, ma proprio la donna è -essenzialmente- non mansueta, a somiglianza del gatto, per quanto si sia esercitata ad assumere un'apparenza mansueta.
    Donne
  • 270) Ogni grande amore porta con sé il crudele pensiero di uccidere l'oggetto dell'amore, perché sia sottratto una volta per tutte al sacrilego gioco del mutamento: giacché di fronte al mutamento l'amore inorridisce più che di fronte alla distruzione.
    Amore
  • 271) I tedeschi hanno inventato la polvere bravissimi! ma hanno anche, per altro verso, pareggiato il conto inventarono la stampa.
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  • 272) Ogni parola ha il suo odore: c'è un'armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.
    Parole
  • 273) I tedeschi sono come le donne, non potete scandagliarne le profondità; non ne hanno.
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  • 274) Ogni parola è un pregiudizio.
    ParolePregiudizio
  • 275) I tedeschi sono più inafferrabili, più vasti, più contraddittori, più sconosciuti, più incalcolabili, più sorprendenti, perfino più terribili di quanto lo siano stati altri popoli, essi sfuggono alla -definizione-.
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  • 276) Ogni sostenutezza, pesantezza, pomposa goffaggine, ogni specie di stile interminabilmente prolisso e tedioso hanno trovato nei Tedeschi uno sviluppo estremamente ricco di varietà.
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  • 277) Il Cristianesimo sorse per alleviare il cuore; ma adesso deve prima opprimerlo, per poterlo poi alleviare. Per conseguenza perirà.
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  • 278) Ogni specie di pessimismo e di nichilismo diventa nella mano del più forte soltanto un martello e uno strumento in più, per acquisire un nuovo paio di ali.
    Pessimismo
  • 279) Il buddhismo non è una religione in cui si aspira semplicemente alla perfezione: la perfezione è la norma.
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  • 280) Ognuno porta in sé un'immagine della donna derivata dalla madre: da essa ognuno viene determinato a rispettare o a disprezzare le donne in genere, o a essere generalmente indifferente verso di loro.
    Mamma
  • 281) Il buddhismo è cento volte più realista del cristianesimo, ha ereditato un modo freddo e oggettivo di porsi i problemi; nasce dopo un movimento filosofico durato centinaia di anni; appena esso sorge, il concetto di “Dio” è già eliminato.
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  • 282) Osservateli questi uomini in eccesso. Son sempre malati, vomitano la loro bile e chiamano quel vomito: giornale.
    Giornalismo
  • 283) Il buddhismo è l'unica religione veramente positivistica che la storia ci mostri, anche nella sua teoria della conoscenza (un rigoroso fenomenalismo); esso non parla più di “lotta contro il peccato” bensì, e in ciò dando del tutto ragione alla realtà, di “lotta contro il dolore”. anticristo.
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  • 284) Ovunque estende la sua influenza, la Germania rovina la cultura.
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  • 285) Il carattere complessivo del mondo è il caos per tutta l'eternità, non nel senso di un difetto di necessità, ma di un difetto di ordine, di articolazione, forma, bellezza, sapienza e di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane.
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  • 286) Ovunque la morale degli schiavi abbia il sopravvento, la lingua rivela una tendenza ad avvicinare l'una all'altra le parole -buono- e -stupido-.
    Moralità
  • 287) Il cattivo guadagna di considerazione con l'imitazione, il buono ci rimette specialmente nell'arte.
    Imitazione
  • 288) Pace con Dio e con il vicino: così vuole il buon sonno. E pace anche col diavolo del vicino! Altrimenti ti si aggirerà per la casa, di notte.
    Sonno
  • 289) Il cinismo è la sola forma sotto la quale le anime volgari rasentano l'onestà.
    Cinismo
  • 290) Parla il deluso. Cercavo uomini grandi e trovai soltanto le scimmie del loro ideale.
    Delusione
  • 291) Il concetto di -Dio- è stato fino a oggi la più grande obiezione contro l'esistenza. Noi neghiamo Dio, neghiamo in Dio, la responsabilità: soltanto in questo modo noi redimiamo il mondo.
    Dio
  • 292) Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi.
    Parlare
  • 293) Il creatore non voleva guardare sé stesso, e allora creò il mondo.
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  • 294) Pensatore a catena. A uno che ha molto pensato, ogni nuovo pensiero che sente o legge, appare subito in forma di catena.
    Pensare
  • 295) Il cristianesimo dètte da bere a Eros del veleno, costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio.
    Erotismo
  • 296) Per amore le donne diventano veramente tali, quali esse vivono nell'immaginazione degli uomini da cui sono amate.
    Amore
  • 297) Il cristianesimo, questa negazione della volontà di vita divenuta religione!
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  • 298) Per chi è solo, il rumore è già una consolazione.
    Solitudine
  • 299) Il cristiano ordinario è una pietosa figura, un uomo che veramente non sa contare fino a tre, e che del resto, proprio a causa della sua irresponsabilità, non meriterebbe di essere punito così duramente come il Cristianesimo gli promette.
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  • 300) Per diventare bella, una donna non deve voler passare per carina: cioè in novantanove casi in cui potrebbe piacere, deve disdegnare ed astenersi dal piacere, per raccogliere un giorno il rapimento di colui, la porta della cui anima è abbastanza grande per accogliere il grande.
    Donne
  • 301) Il determinismo è dannoso solo per quella morale che crede al libero arbitrio come presupposto della moralità, crede alla -responsabilità-.
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  • 302) Per le due parti il modo più spiacevole di replicare a una polemica è quello di arrabbiarsi e tacere: perché chi attacca interpreta di solito il silenzio come un segno di disprezzo.
    Rabbia
  • 303) Il diavolo ha per Dio le prospettive più ampie, per questo si tiene lontano da lui il diavolo, cioè il più antico amico della conoscenza.
    Diavolo
  • 304) Per malattia si deve intendere un intempestivo approssimarsi della vecchiaia, della bruttezza e dei giudizi pessimistici cose che sono in relazione fra loro.
    Malattia
  • 305) Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
    Sapere
  • 306) Per provare se qualcuno appartiene o non a noi, voglio dire agli spiriti liberi, si esamini il suo sentimento per il cristianesimo. Se il suo atteggiamento verso di esso è in un qualsiasi modo non critico, voltiamogli le spalle: egli ci porta aria non pura e cattivo tempo.
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  • 307) Il dolore non vale da obiezione alla vita.
    Dolore
  • 308) Per taluni rallegrarsi di una lode è soltanto una gentilezza del cuore e precisamente l'opposto di una vanità dello spirito.
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  • 309) Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato.
    Futuro
  • 310) Per troppo tempo si nasconde nella donna uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è ancora capace di amicizia: conosce soltanto l'amore.
    Donne
  • 311) Il giudizio e la condanna morale è la vendetta preferita degli spiritualmente limitati su coloro che lo sono meno di loro.
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  • 312) Per tutte le vere donne la scienza va contro il pudore. Hanno la sensazione come se si volesse sbirciar loro sotto la pelle, peggio ancora! Sotto le vesti e l'acconciatura.
    Scienza
  • 313) Il grande stile nasce quando il bello riporta vittoria sull'immane.
    Stile
  • 314) Per vivere soli si deve essere una bestia o un dio dice Aristotele. Manca il terzo caso: si deve essere l'una e l'altra cosa filosofo.
    Vivere
  • 315) Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
    Libri
  • 316) Perché dopo essere stati in compagnie ordinarie proviamo rimorsi? Perché abbiamo preso alla leggera cose importanti, perché nel discorrere di persone non abbiamo parlato con piena buona fede o perché abbiamo taciuto dove avremmo dovuto parlare, perché all'occasione non siamo balzati in piedi e non siamo andati via, insomma, perché nella compagnia ci siamo comportati come se le fossimo appartenuti.
    Rimorso
  • 317) Il matrimonio è un istituto necessario per i vent'anni e utile, ma non necessario, per i trenta: per la vita posteriore esso diventa spesso dannoso e favorisce l'atrofia intellettuale dell'uomo.
    Matrimonio
  • 318) Perché il conoscere, l'elemento del ricercatore e del filosofo, è congiunto al piacere? Primo e soprattutto, perché in esso si acquista la coscienza della propria forza, ossia per lo stesso motivo per cui sono gradevoli, anche senza spettatori, gli esercizi ginnastici. Secondo, perché nel corso della conoscenza si superano, si vincono o almeno si crede di vincere le idee vecchie e i loro esponenti. Terzo, perché da una nuova conoscenza, sia pure molto piccola, ci sentiamo elevati al di sopra di tutti e ci sentiamo gli unici che al riguardo sanno il giusto.
    Conoscenza
  • 319) Il mezzo migliore per cominciare bene ogni giornata è: svegliandosi pensare se non si possa in questa giornata procurare una gioia almeno a una persona. Se ciò potesse valere come un sostitutivo dell'abitudine religiosa della preghiera, il prossimo trarrebbe vantaggio da questo cambiamento.
    Gioia
  • 320) Perché il legame non si spezzi devi prima averlo morso.
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  • 321) Il migliore scrittore sarà colui che ha vergogna di essere un letterato.
    Scrittori
  • 322) Perdere se stessi. Una volta che si sia trovato se stesso, bisogna essere capace di tempo in tempo di perdersi e poi di ritrovarsi: presupposto che si sia un pensatore. A questo è infatti dannoso essere legato sempre a una stessa cosa.
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  • 323) Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.
    Tempo
  • 324) Più di un uomo non è riuscito a diventare un pensatore perché la sua memoria era troppo buona.
    Memoria
  • 325) Il nichilismo è alle porte: da dove ci viene costui, il più sinistro fra tutti gli ospiti?
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  • 326) Più uno si lascia andare, più lo lasciano andare gli altri.
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  • 327) Il nobile sarcasmo di un romano, dinanzi al quale si sta facendo un vergognoso abuso della parola -verità-, ha arricchito il Nuovo Testamento dell'unica parola che abbia un valore, la quale è la sua critica, persino il suo annullamento: -che cos'è verità-?
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  • 328) Poco per volta comincio a vedere chiaro sul più universale difetto del nostro genere di formazione e di educazione: nessuno impara, nessuno tende, nessuno insegna a sopportare la solitudine.
    Solitudine
  • 329) Il non parlare mai di sé è un'ipocrisia molto distinta.
    Ipocrisia
  • 330) Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l'ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità.
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  • 331) Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi.
    Destino
  • 332) Praticando i dotti e gli artisti ci si sbaglia facilmente in direzione opposta: non di rado dietro un dotto degno di nota si trova un uomo mediocre, e dietro un mediocre artista si trova spesso addirittura - un uomo rilevantissimo.
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  • 333) Il nostro prossimo non è il nostro vicino, ma il vicino del vicino. Così pensa ogni popolo.
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  • 334) Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.
    Credere
  • 335) Meravigliosa limpidezza, colori d'autunno, uno squisito senso di benessere diffuso su tutte le cose. (parlando di Torino)
    AutunnoBenessere
  • 336) Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico.
    Paura
  • 337) Principio sommo di ogni educazione: che si dia del cibo soltanto a chi ne ha fame!
    Educazione
  • 338) Il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso.
    Nemico
  • 339) Proprio la cosa più piccola, più sommessa, più lieve, il fruscio di una lucertola, un soffio, un guizzo, uno sbatter di occhi. Di poco è fatta la miglior felicità.
    Felicità
  • 340) Il pensiero del suicidio è un energico mezzo di conforto: con esso si arriva a capo di molte cattive notti.
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  • 341) Quale luogo spaventevole ha saputo fare della terra il cristianesimo, già per il solo fatto di aver collocato ovunque il crocifisso, e per aver in tal modo designato la terra come il luogo in cui -il giusto viene martirizzato a morte-!
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  • 342) Il pericolo di colui che sempre dona è di perdere il pudore; chi sempre distribuisce, la sua mano e il suo cuore si incalliscono a forza di donare.
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  • 343) Quando i buoni amici lodano l'uomo d'ingegno, molto spesso egli se ne mostrerà lieto per cortesia e benevolenza, ma in verità la cosa gli è indifferente. Il suo vero essere è affatto inerte a tale riguardo e non è possibile smuoverlo di un passo fuori dal sole o dall'ombra in cui si trova; ma con la lode gli uomini vogliono procurare una gioia e li si rattristerebbe, se non ci si rallegrasse della loro lode.
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  • 344) Torino, amico mio, è una scoperta capitale […] sono di buon umore e lavoro dal mattino alla sera. Un piccolo pamphlet di argomento musicale mi tiene occupate le mani. Mangio come un dio, riesco a dormire nonostante il rumore delle carrozze che passano di notte.
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  • 345) Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
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  • 346) Quando la gratitudine di molti verso qualcosa getta via ogni pudore, nasce la fama.
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  • 347) Il più profondo equivoco della religione: -gli uomini malvagi non hanno religione-.
    Religione
  • 348) Quando la menzogna si accorda con il nostro carattere diciamo le bugie migliori.
    Menzogna
  • 349) Il poeta conduce solennemente i suoi pensieri sul cocchio del ritmo: di solito perché non sanno andare a piedi.
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  • 350) Quando la riconoscenza di un gran numero per uno solo perde ogni pudore, allora nasce la gloria.
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  • 351) Torino: ma che dignitosa, severa città.
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  • 352) Il popolo capisce poco ciò che è grande, cioè: la creazione. Ma esso ha comprensione per tutti gli attori e i commedianti delle grandi cause.
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  • 353) Quando la virtù ha dormito, si alza più fresca.
    Virtù
  • 354) E l’aria: secca, energizzante, allegra […] il primo luogo in cui sono possibile. (parlando di Torino)
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  • 355) Il prendere parte alla gioia, non il prender parte al dolore, fa l'amico.
    Amicizia
  • 356) Quando sarà che tutte queste ombre di Dio non ci offuscheranno più? Quando avremo del tutto sdivinizzato la natura! Quando potremo iniziare a naturalizzare noi uomini, insieme alla pura natura, nuovamente ritrovata, nuovamente redenta!
    Natura
  • 357) Il prete conosce soltanto un unico grande pericolo: questo è la scienza, la sana nozione di causa ed effetto.
    Scienza
  • 358) Quando si è presa la decisione di chiudere le orecchie anche al migliore degli argomenti in contrario, si ha un segno del forte carattere. Dunque un'eventuale volontà di stupidità.
    Stupidità
  • 359) Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo.
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  • 360) Quando siamo costretti a farci una diversa opinione su qualcuno, gli facciamo pagare a caro prezzo il disagio che così ci arreca.
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  • 361) Il rimorso è, come un morso di un cane a una pietra, una sciocchezza.
    RimorsoCani
  • 362) Quando una donna ha dotte inclinazioni, di solito qualcosa della sua sessualità non è in ordine. Già la sterilità predispone a una certa virilità del gusto; l'uomo è infatti, con vostra licenza, -l'animale sterile-.
    Donne
  • 363) Il saggio si comporterà senza volerlo in modo affabile con gli altri uomini, come un principe, e nonostante ogni diversità di ingegno, di classe e di costumi, facilmente li tratterà come uguali: cosa per cui, non appena essa sarà notata, gliene si vorrà.
    Saggezza
  • 364) Quando uno pensa molto e intelligentemente, non solo il suo volto, ma anche il suo corpo acquista un aspetto intelligente.
    Intelligenza
  • 365) Il senso del culto religioso è di influenzare e di esorcizzare la natura a vantaggio dell'uomo, cioè di imprimerle delle leggi che essa di per sé non possiede; mentre nel nostro tempo si vogliono conoscere le leggi della natura per adattarsi a esse.
    Religione
  • 366) Quanta verità può sopportare uno spirito, quanta verità può affrontare uno spirito? Questo è diventato per me sempre più la vera misura del valore.
    no tags
  • 367) Il serpente che non può cambiar pelle muore. Lo stesso accade agli spiriti ai quali s'impedisce di cambiare opinione: cessano di essere spiriti.
    Cambiamento
  • 368) Quanti uomini coniugati hanno vissuto quel mattino, in cui s'è fatto chiaro per essi che la loro giovane consorte è noiosa e crede il contrario! Per non parlare di quelle donne, la cui carne è volenterosa e il cui spirito è debole.
    Moglie
  • 369) Il successo conferisce spesso a un'azione tutto l'onesto splendore della buona coscienza, un insuccesso getta l'ombra del rimorso anche sull'azione più pregevole.
    Successo
  • 370) Quanto più astratta è la verità che tu vuoi insegnare, tanto più devi sedurre anche i sensi a essa.
    Verità
  • 371) Il successo non viene solo con la vittoria, ma talvolta anche già col voler vincere.
    Successo
  • 372) Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
    Lontananza
  • 373) Il tedesco è pressoché incapace del -presto- nella sua lingua: dunque, come si può logicamente concludere, è altresì incapace di molte delle più squisite e temerarie -nuances- del libero pensiero, del pensiero proprio degli spiriti liberi.
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  • 374) Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.
    Sapere
  • 375) Il vantaggio della cattiva memoria è che si gode parecchie volte delle stesse cose per la prima volta.
    Memoria
  • 376) Quanto più in alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.
    Invidia
  • 377) Il verme, se calpestato, si arronciglia. È la sua saggezza. Riduce in tal modo la probabilità di venire calpestato di nuovo. Nel linguaggio della morale: umiltà.
    Umiltà
  • 378) Quanto più lo spirito diventa gioioso e sicuro, tanto più l'uomo disimpara a ridere forte; per contro gli zampilla continuamente in viso un sorriso intelligente.
    Sorriso
  • 379) Il vero pensatore rasserena e allieta sempre, sia che egli esprima la sua serietà o il suo scherzo, la sua penetrazione umana o la sua indulgenza divina; senza atteggiamenti tetri, mani tremolanti, occhi acquosi, ma sicuramente e semplicemente, con coraggio e vigore, forse con un certo fare cavalleresco e duro, in ogni caso però come vincitore; e proprio ciò rasserena più profondamente e intimamente: vedere il dio vincitore accanto a tutti i mostri che egli ha combattuto.
    Pensare
  • 380) Quanto più pensiamo a tutto quello che fu e che sarà, tanto più pallido ci diventa quel che è ora.
    Pensare
  • 381) Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi. Voi fuggite verso il prossimo fuggendo voi stessi, e di ciò vorreste fare una virtù.
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  • 382) Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male.
    Amore
  • 383) Illusione che qualcosa sia conosciuto, quando abbiamo una formula matematica per l'accadere: è solo designato, descritto: niente di più!
    Conoscenza
  • 384) Quel che un'epoca sente come male, è di solito un contraccolpo inattuale di ciò che una volta fu sentito come bene, l'atavismo di un più antico ideale.
    Male
  • 385) In colui che vuol essere profondamente giusto, perfino la menzogna diventa filantropica.
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  • 386) Quel che uno è comincia a rivelarsi quando il suo talento scema, quando egli cessa di mostrare quel che -può-. Il talento è anche un ornamento; un ornamento è anche un mezzo per nascondersi.
    Talento
  • 387) In fondo vi è serenità soltanto dove vi è vittoria.
    SerenitàVittoria
  • 388) Quelle ragazze che vogliono procurarsi col solo loro fascino giovanile una sistemazione per tutta la vita e la cui furberia viene ancor più aizzata da madri smaliziate, vogliono esattamente la stessa cosa delle etère, solo che sono più intelligenti e più disoneste di queste ultime.
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  • 389) In fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce.
    Gesù
  • 390) Quello che non mi uccide, mi fortifica.
    no tags
  • 391) In ogni cosa soltanto questo è impossibile: razionalità.
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  • 392) Queste persone si astengono, è vero: ma la Sensualità, quella cagna, invidiosa e torva, guarda in fuori da tutto ciò che fanno.
    Sensualità
  • 393) In ogni specie di amore femminile viene in luce anche qualcosa dell'amore materno.
    Amore
  • 394) Raramente ci si spezza una gamba finché nella vita si sale faticosamente, ciò avviene quando si comincia a farsi le cose facili e a scegliere le vie comode.
    Vita dura
  • 395) In procinto di contrarre un matrimonio bisogna porsi la domanda: credi tu di poter ben conversare fino alla vecchiaia con questa donna? Ogni altra cosa nel matrimonio è transitori, mentre la maggior parte del tempo della vita comune è presa dalla conversazione.
    Matrimonio
  • 396) Riguardo a quel che ci riesce meglio, la nostra vanità vorrebbe che proprio questo fosse per noi il più difficile a farsi. Per l'origine di talune morali.
    Vanità
  • 397) In realtà non ci sono state streghe, ma i terribili effetti della credenza nelle streghe sono stati gli stessi che se le streghe fossero realmente esistite.
    no tags
  • 398) Riguardo a sacrificio e a spirito di sacrificio le vittime la pensano diversamente dagli spettatori; ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo.
    Sacrificio
  • 399) In tutti i tempi gli uomini più profondi hanno avuto compassione degli animali, proprio perché essi soffrono della vita, ma non hanno la forza di rivolgere la punta del dolore contro se stessi e di comprendere metafisicamente la loro esistenza; il vedere il dolore senza senso suscita anzi ribellione nel più profondo dell'anima.
    Animali
  • 400) Ringraziamento. Un'anima delicata è angustiata dal sapere qualcuno obbligato a ringraziarla; un'anima gretta, dal sapersi obbligata a ringraziare qualcuno.
    Anima
  • 401) In un colloquio un po' lungo anche il più saggio diventa una volta pazzo e tre volte minchione.
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  • 402) Scortesie di lettore. La duplice scortesia del lettore nei confronti dell'autore consiste nel lodare il secondo libro di costui a spese del primo (o viceversa) e nel volere che l'autore gliene sia grato.
    Lettura
  • 403) In virtù della musica le passioni godono di sé stesse.
    Musica
  • 404) Scrivere meglio significa contemporaneamente anche pensare meglio.
    Scrivere
  • 405) Infine si ama il proprio desiderio, e non quel che si è desiderato.
    Desiderio
  • 406) Se dovessi cercare una parola che sostituisce -musica- potrei pensare soltanto a Venezia.
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  • 407) L'amore desidera, la paura evita. Da ciò dipende che non si possa essere insieme amati e onorati dalla stessa persona, almeno non nello stesso spazio di tempo. Giacché chi onora riconosce la potenza cioè la teme: il suo stato d'animo è di rispetto-paura. L'amore invece non riconosce alcuna potenza, nulla che separi, che distingua, che sopraordini o subordini. Poiché esso non onora, gli uomini avidi di onori sono in segreto o apertamente restii ad essere amati.
    Onore
  • 408) Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.
    Matrimonio
  • 409) L'amore e l'odio non sono ciechi, bensì abbagliati dal fuoco che essi stessi apportano.
    Amore
  • 410) Se l'uomo percepisce la verità in uno stato di coscienza, vedrà ovunque solo la miseria e l'assurdità della vita e un grande disgusto lo assalirà.
    Verità
  • 411) L'amore mette in evidenza le qualità elevate e nascoste di un amante quel che v'è in lui di raro, d'eccezionale: in questo senso esso inganna facilmente su quel che in lui costituisce la regola.
    Amore
  • 412) Se la curiosità non esistesse, si farebbe assai poco per il bene del prossimo. Ma la curiosità si insinua sotto il nome di dovere o di pietà nella casa dello sventurato e del bisognoso. Forse anche nel famoso amore materno v'è una buona parte di curiosità.
    Curiosità
  • 413) L'amore porta alla luce le qualità elevate e nascoste di un amante, ciò che vi è in lui di raro ed eccezionale. Così trae in inganno su ciò che in lui rappresenta la norma.
    Amore
  • 414) Se la fede non facesse felici, non sarebbe creduta: quanto poco essa varrà dunque!
    Fede
  • 415) -Bene e male sono i pregiudizi di Dio- disse il serpente.
    Pregiudizio
  • 416) L'amore verso un solo essere è una barbarie: esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri. Anche l'amore verso Dio.
    Amore
  • 417) Se la verità è donna, non sarà forse fondato il sospetto che tutti i filosofi, nella misura in cui furono dogmatici, s'intendevano poco di donne?
    Donne
  • 418) -Dio stesso non può sussistere senza uomini saggi- ha detto Lutero, e a buon diritto; ma -ancora meno può Dio sussistere senza uomini non saggi- questo il buon Lutero non l'ha detto!
    Dio
  • 419) L'amore è certamente tutto meno che un mezzo di conoscenza.
    Amore
  • 420) Se si ha carattere, si ha anche una propria tipica esperienza interiore, che ritorna sempre.
    Carattere
  • 421) -Ho fatto questo- dice la mia memoria. -Non posso aver fatto questo- dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine, è la memoria a cedere.
    Memoria
  • 422) L'amore è il pericolo per il più solo tra gli uomini, l'amore verso qualsiasi cosa, -purché vivente-!
    Amore
  • 423) Se si possiede il nostro perché della vita, si va d'accordo quasi con ogni domanda sul come.
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  • 424) A chi la castità riesce difficile, deve essere sconsigliata: affinché non diventi la strada verso l'inferno, cioè lordura e fregola dell'anima.
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  • 425) L'amore è lo stato in cui l'uomo vede le cose più diverse da come sono.
    Amore
  • 426) Se si tace per un anno, si disimpara a chiacchierare e si impara a parlare.
    Tacere
  • 427) A uno che ha molto pensato, ogni nuovo pensiero che sente o legge, appare subito in forma di catena.
    Pensiero
  • 428) L'anima tedesca è tutta un intrico di labirinti, in essa ci sono caverne, nascondigli, trabocchetti; molta parte ha nel suo disordine l'attrattiva del misterioso; ben conosce il tedesco i segreti sentieri che portano al caos.
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  • 429) Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell'aldilà nel nulla si è tolto il centro di gravità alla vita in generale.
    Vita
  • 430) A volte bastano già occhiali più forti per guarire gli innamorati; e chi avesse forza d'immaginazione sufficiente per figurarsi un volto, una figura più vecchia di vent'anni, passerebbe forse attraverso la vita affatto indisturbato.
    Amore
  • 431) L'animale della terra che soffre di più fu quello che inventò il riso.
    Sofferenza
  • 432) Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.
    no tags
  • 433) Abbastanza spesso il criminale non è all'altezza della sua azione: egli la immeschinisce e la calunnia.
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  • 434) L'architettura è una specie di oratoria della potenza per mezzo delle forme.
    Architettura
  • 435) Se un uomo ha una fede robusta può indulgere al lusso dello scetticismo.
    Lusso
  • 436) Abbiamo dimenticato gli animali feroci: vi sono stati millenni durante i quali gli uomini pensarono ad essi nella veglia e nel sonno.
    Animali
  • 437) L'arroganza nelle persone di merito offende ancor più che l'arroganza degli uomini senza merito: perché già il merito offende.
    Arroganza
  • 438) Se uno attraversa il fuoco per la sua dottrina che mai prova ciò! Cosa maggiore è che la dottrina propria venga dal rogo di se stessi.
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  • 439) Accettare una credenza semplicemente perché essa è costume, significa: essere disonesti, essere vili, essere pigri. E così disonestà, viltà e pigrizia sarebbero i presupposti dell'eticità?
    Credere
  • 440) L'asceta fa una necessità della virtù.
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  • 441) Se uno ha molto da cacciarvi dentro, una giornata ha cento tasche.
    Giorno
  • 442) Agli uomini dei quali mi importa qualcosa io auguro sofferenze, abbandono, malattie, maltrattamenti, disprezzo, io desidero che non restino loro sconosciuti il profondo disprezzo di sé, il martirio della diffidenza di sé, la miseria del vinto: non ho compassione di loro, perché auguro loro la sola cosa che oggi possa dimostrare se un uomo abbia o non abbia valore, gli auguro di resistere.
    AbbandonoSofferenza
  • 443) L'assurdità di una cosa non è una ragione contro la sua esistenza, ne è piuttosto una condizione.
    no tags
  • 444) Se vi fossero degli dèi, come potrei sopportare di non essere dio! Dunque non vi sono dèi.
    Dèi
  • 445) Ai sognatori dell'immortalità. A questa bella vostra coscienza di voi stessi augurate dunque un'eterna durata? non è un'improntitudine? Non pensate allora a tutte le altre cose che in questo caso dovrebbero sopportarvi per tutta l'eternità, come vi hanno sopportato fino a oggi, con una pazienza più che cristiana?
    Immortalità
  • 446) L'attore non prova il sentimento che esprime. sarebbe perduto se lo provasse.
    Attore
  • 447) Se vi è stato fatto un grande torto, fatene subito cinque piccoli, per giunta! Orribile a vedersi è colui che in solitudine geme sotto il torto.
    no tags
  • 448) Al migliore amico toccherà probabilmente la migliore moglie, perché il buon matrimonio riposa sul talento dell'amicizia.
    Matrimonio
  • 449) L'aumento di saggezza si può misurare con esattezza in base alla diminuzione di bile.
    Saggezza
  • 450) Sei uno che sta a guardare? O uno che si mette all'opera? O uno che distoglie lo sguardo e si trae in disparte. Terzo caso di coscienza.
    Coscienza
  • 451) Al mondo vi è un'unica via che nessuno oltre a te può fare: dove porta? Non domandare: seguila.
    Strada
  • 452) L'autore deve chiuder bocca, quando apre bocca la sua opera.
    Arte
  • 453) Sei uno schiavo? Allora sei incapace di essere amico. Sei un tiranno? Allora sei incapace di avere amici. Per troppo tempo nella donna si è celato uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è ancora capace di amicizia: essa conosce solo l'amore.
    Amore
  • 454) Al nostro istinto più forte, al nostro interno tiranno, si assoggetta non solo la nostra ragione, ma anche la nostra coscienza.
    Istinto
  • 455) L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.
    Scrittori
  • 456) Senza crudeltà non v'è festa: così insegna la più antica, la più lunga storia dell'uomo e anche nella pena v'è tanta aria di festa!
    Crudeltà
  • 457) Alcuni mariti hanno sospirato sul rapimento delle loro mogli; la maggior parte nel fatto che nessuno gliele abbia volute rapire.
    no tags
  • 458) L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
    Scrittori
  • 459) Senza musica la vita sarebbe un errore.
    Musica
  • 460) Alle persone che non amiamo imputiamo a colpa le gentilezze che ci fanno.
    Gentilezza
  • 461) L'enorme aspettativa riguardo l'amore sessuale e la vergogna per questa aspettativa rovinano sin dall'inizio alle donne ogni prospettiva.
    Sesso
  • 462) Si -deve- dare il contraccambio, nel bene come nel male: ma perché proprio alla persona che ci fece del bene o del male?
    Bene
  • 463) Ammesso che in genere si creda, il cristiano ordinario è una pietosa figura, un uomo che veramente non sa contare neanche fino a tre, e che del resto, proprio a causa della sua irresponsabilità, non meriterebbe di essere punito così duramente come il Cristianesimo gli promette.
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  • 464) L'essere confutabile non è certo la minore attrattiva di una teoria, proprio per questo attira i cervelli più sottili.
    no tags
  • 465) Si ama il proprio desiderio e non la cosa desiderata.
    Desiderio
  • 466) Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.
    Inferno
  • 467) L'immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita.
    Immortalità
  • 468) Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: -Io, lo Stato, sono il popolo-.
    Stato
  • 469) Anche allo scrittore più onesto scappa una parola di troppo, quando vuole arrotondare un periodo.
    Scrittori
  • 470) L'irrazionalità di una cosa non è affatto una ragione contro la sua esistenza, ma piuttosto una condizione di questa.
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  • 471) Si comincia a diffidare delle persone molto avvedute, quand'esse si mostrano imbarazzate.
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  • 472) Anche i propri pensieri non è possibile restituirli completamente in parole.
    Pensiero
  • 473) L'obiezione, il saltare di lato, la gaia diffidenza, il piacere della beffa sono segni di salute: tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia.
    Diffidenza
  • 474) Si critica più aspramente un uomo, un libro, quando se ne disegna l'ideale.
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  • 475) Anche il concubinato è stato corrotto per mezzo del matrimonio.
    Matrimonio
  • 476) L'opinione piacevole viene accolta come vera: questa è la prova del piacere (o come dice la Chiesa, la prova della forza), di cui tutte le religioni vanno così fiere, mentre se ne dovrebbero vergognare.
    Religione
  • 477) Si danno casi in cui otteniamo una cosa da un uomo solo offendendolo e inimicandocelo: questo sentimento di avere un nemico lo tormenta tanto, che egli approfitta volentieri del primo segno di una disposizione più mite per riconciliarsi e sacrifica sull'altare della riconciliazione quella cosa che per lui prima rappresentava tanto, che non voleva darla a nessun costo.
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  • 478) Anche l'anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine, per i più boriosi, il buon Dio.
    Anima
  • 479) L'ottimista è altrettanto décadent del pessimista e forse ancora più dannoso.
    Ottimismo
  • 480) Si desidera che ci diventi piuttosto nemico l'amico di cui non si possono appagare le speranze.
    Amicizia
  • 481) Anche per i più grandi uomini di stato fare politica vuol dire improvvisare e sperare nella fortuna.
    Politica
  • 482) L'ozio è il cominciamento di ogni psicologia. Come? La psicologia sarebbe forse un vizio?
    OzioPsicologia
  • 483) Si dimentica la propria colpa, quando la si è confessata a un altro, ma di solito non la dimentica l'altro.
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  • 484) Anche per la sozzura dell'anima c'è bisogno di canali di scolo e di pure acque detergenti che entro vi scorrano.
    Anima
  • 485) L'uomo autentico vuole due cose: gioco e pericolo. Perciò vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.
    Uomini
  • 486) Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si scaccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni, lusinghi la nostra presunzione noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi.
    Inganno
  • 487) Ancor sempre, contro l'amore è d'aiuto, nella maggioranza dei casi, quell'antico radicale rimedio: esser riamati.
    Amore
  • 488) L'uomo cerca un ostetrico delle proprie idee, l'altro qualcuno cui egli possa recare aiuto: così nasce un buon dialogo.
    Aiuto
  • 489) Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri.
    Scrittori
  • 490) Ancora oggi l'uomo è più scimmia di qualsiasi scimmia.
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  • 491) L'uomo che non vuole appartenere alla massa non deve far altro che cessare di essere accomodante verso se stesso; segua la sua coscienza che gli grida: -Sii te stesso!-.
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  • 492) Si fa bene a mettere i guanti quando si legge il Nuovo Testamento. La vicinanza di tanta sozzura quasi vi ci costringe.
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  • 493) Apparenza dell'eroismo. Gettarsi in mezzo ai nemici può essere il segno distintivo della viltà.
    Apparenza
  • 494) L'uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza.
    Educazione
  • 495) Si impara più presto a scrivere in modo grandioso che a scrivere in modo lieve e semplice.
    Scrivere
  • 496) Non esistono fatti, ma solo interpretazioni.
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  • 497) Avere ragione è una ragione in più per non aver alcun successo.
    RagioneSuccesso
  • 498) L'uomo di fede, il credente di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente, un uomo che non può disporre se stesso come scopo, che non può in generale disporre scopi derivandoli da se stesso. Il credente non si appartiene, egli può essere soltanto un mezzo, egli deve essere usato, sente la necessità che qualcuno lo usi.
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  • 499) Si mente, sì, con la bocca, ma con il ghigno che si fa in quel momento si dice pur sempre la verità.
    Verità
  • 500) Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio,dice Aristotele.Manca il terzo caso:bisogna essere l'uno e l'altro,un filosofo.
    no tags
  • 501) Ben poche sono le donne oneste che non siano stanche di questo ruolo.
    Donne
  • 502) L'uomo ordinario è coraggioso e invulnerabile, come un eroe, quando non vede il pericolo, quando non ha occhi per esso. Viceversa: l'eroe ha l'unico punto vulnerabile nel dorso, cioè dove non ha occhi.
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  • 503) Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.
    Domande
  • 504) L'uomo é difficile da scoprire, ed egli è per se stesso la più difficile delle scoperte.
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  • 505) Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
    no tags
  • 506) L'uomo preferisce ancora volere il nulla, piuttosto che non volere.
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  • 507) Si paga caro l'acquisto della potenza; la potenza instupidisce.
    no tags
  • 508) L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo?
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  • 509) Bisogna avere buona memoria per poter mantenere le promesse.
    Promessa
  • 510) L'uomo sarebbe soltanto un errore di Dio? Ma non sarà forse Dio che è soltanto un errore dell'uomo?
    Dio
  • 511) Si riconosce un filosofo dal rifuggire tre cose abbaglianti e chiassose: la gloria, i principi e le donne: e con ciò non è detto che non siano queste a venire da lui.
    Filosofia
  • 512) Quanto manca alla vetta ? - Tu sali e non pensarci.
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  • 513) Bisogna congedarsi dalla vita come Odisseo da Nausicaa, piuttosto benedicendola che restando innamorati di essa.
    Vita
  • 514) L'uomo si comporta involontariamente in maniera nobile, quando si è abituato a non voler nulla dagli uomini e a sempre dar loro.
    Uomini
  • 515) Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.
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  • 516) La Chiesa é esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.
    no tags
  • 517) Bisogna essere nati per il proprio medico, altrimenti si perisce a causa del proprio medico.
    Medicina
  • 518) L'uomo è per la donna un mezzo: lo scopo è sempre il figlio.
    Figli
  • 519) Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
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  • 520) La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.
    no tags
  • 521) Anima mia, alla tua zolla detti da bere ogni saggezza, tutti i vini nuovi e anche tutti i forti vini della saggezza, vecchi di immemorabile vecchiezza. Anima mia, io ti innaffiai con ogni sole e notte e silenzio e anelito: – e così tu crescesti per me come una vite. Anima mia, ora sei traboccante di ricchezza e greve, una vite dalle gonfie mammelle e dai grappoli densi, bruni come l’oro: – – densa e compressa di felicità, in attesa per la tua sovrabbondanza, e vergognosa perfino del tuo aspettare.
    Vino
  • 522) Bisogna separarsi da qualsiasi cosa costringa uno a ripetere continuamente No.
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  • 523) L'uomo è più sensibile al disprezzo degli altri che a quello di se stesso.
    Disprezzo
  • 524) Si è maggiormente in pericolo di essere investiti quando si è appena scansata una vettura.
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  • 525) L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo.
    no tags
  • 526) Solleticata da venti sottili come da vini frizzanti, la mia anima sternutisce, – sternutisce e grida a se stessa giubilante: Salute! Così parlò Zarathustra.
    Vino
  • 527) Buddha dice: -Non adulare il tuo benefattore!-. Si ripeta questa sentenza in una chiesa cristiana: all'istante purificherà l'aria di tutto quanto è cristiano.
    Religione
  • 528) L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, un cavo al di sopra di un abisso.
    Uomini
  • 529) Si è stati cattivi spettatori della vita, se non si è vista anche la mano che delicatamente uccide.
    Vita
  • 530) Che cosa è verità? Inerzia,l'ipotesi che ci rende soddisfatti, il minimo dispendio di forza intellettuale.
    no tags
  • 531) Voluttà: solo per gli appassiti un veleno dolciastro, ma per coloro che hanno una volontà leonina la grande corroborazione del cuore, e il vino dei vini degno di venerante riguardo.
    Vino
  • 532) C'è da dubitare che un gran viaggiatore abbia trovato in qualche parte del mondo zone più brutte che nella faccia umana.
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  • 533) L'uomo, l'animale più coraggioso e più abituato al dolore, in sé non nega la sofferenza; la vuole, la ricerca perfino, posto che gli si indichi un senso di essa, un -perché- del soffrire. L'assurdità della sofferenza, non la sofferenza, è stata la maledizione che fino ad oggi è dilagata su tutta l'umanità e l'ideale ascetico offrì ad essa un senso!
    Sofferenza
  • 534) Siamo come vetrine di noi stessi, continuamente, mettiamo in ordine, copriamo o mettiamo in mostra le pretese qualità che altri ci attribuiscono, e lo facciamo per ingannare noi stessi.
    Essere
  • 535) La decisione cristiana di trovare il mondo brutto e cattivo, ha reso brutto e cattivo il mondo.
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  • 536) Cercavo grandi uomini ho trovato sempre e soltanto le scimmie dei loro ideali.
    no tags
  • 537) La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò, e contro cui insegnò a combattere ai suoi discepoli.
    no tags
  • 538) Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l'uomo avrà conosciuto sé stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell'uomo.
    Conoscenza
  • 539) Profeti del tempo. Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà.
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  • 540) Certe madri hanno bisogno di figli infelici, altrimenti la loro bontà di madri non può manifestarsi.
    Mamma
  • 541) La altrui vanità urta il nostro gusto solo allorquando urta la nostra vanità.
    Vanità
  • 542) Solo gli animali più acuti e attivi sono capaci di provare noia. Un tema per un grande poeta sarebbe la noia di Dio il settimo giorno della creazione.
    Noia
  • 543) Tutta la vita umana è profondamente immersa nella non verità.
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  • 544) Certi sono vecchi da giovani: ma una tarda giovinezza è lunga giovinezza.
    Giovinezza
  • 545) La caratteristica dei Tedeschi è che per loro il problema «che cos'è tedesco?» resta sempre aperto.
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  • 546) Solo il cristianesimo ha dipinto il diavolo sulla parete del mondo; solo il cristianesimo ha portato il peccato nel mondo. La credenza nei rimedi, che contro di esso offrì, è stata ormai a poco a poco scossa fin nelle più profonde radici: ma ancora sussiste la credenza nella malattia, che esso ha insegnata e diffusa.
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  • 547) Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l'uomo possa elevarsi.
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  • 548) Certo non ha còlto nella verità, colui che per raggiungerla lanciò la parola della -volontà di esistere-: questa volontà non esiste! Infatti: ciò che non è, non può volere; ma ciò che è nell'esistenza, come potrebbe ancora volere l'esistenza! Solo dove è vita, è anche volontà: ma non volontà di vita, bensì così ti insegno io volontà di potenza!
    Volontà
  • 549) La castità è in alcuni una virtù, ma in molti sfiora il vizio. Certo, costoro sono astinenti: ma la cagna sensualità guarda con invidia da tutto quanto essi fanno. Fin sulle vette della loro virtù e fin nella fredda interiorità dello spirito, li segue la bestia con la sua insoddisfazione.
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  • 550) Soltanto di rado anche il più coraggioso tra noi possiede il coraggio di ciò che veramente sa.
    Coraggio
  • 551) Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?
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  • 552) La cattiveria è rara. Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con sé stessi per essere cattivi.
    CattiveriaUomini
  • 553) Sorge all'orizzonte il contrario del mondo che veneriamo, e del mondo che viviamo e che siamo. Non resta, che o eliminare le nostre venerazioni o eliminare noi stessi. Quest'ultima cosa è il nichilismo.
    no tags
  • 554) Che cos'è dunque la verità? Un mobile esercizio di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete.
    Verità
  • 555) La compassione è chiamata virtù solo dai décadents.
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  • 556) Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa.
    Antipatia
  • 557) Che cos'è il genio? Volere un alto fine e i mezzi per esso.
    Genialità
  • 558) La danza in tutte le sue forme, non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole, e devo aggiungere che bisogna saper danzare con la penna?
    Danza
  • 559) Spesso la sensualità affretta troppo il crescere dell'amore, di modo che la radice resta debole e facilmente può essere divelta.
    Sensualità
  • 560) Che cos'è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a sé stessi.
    Libertà
  • 561) La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il mondo ha reso il mondo brutto e malvagio.
    Mondo
  • 562) Spesso nei rapporti tra noi e un'altra persona il giusto equilibrio dell'amicizia ritorna, se poniamo qualche granello di torto nel nostro piatto della bilancia.
    Amicizia
  • 563) Che cos'è la verità? Inerzia; l'ipotesi che ci soddisfa; il minimo dispendio di forza spirituale.
    Verità
  • 564) La differenza fondamentale tra le due religioni della décadence: il buddhismo non promette, ma mantiene; il cristianesimo promette tutto e non mantiene nulla.
    Religione
  • 565) Spesso, fra i ricchi, la generosità è soltanto una forma di timidezza.
    GenerositàTimidezza
  • 566) Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per il superuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.
    no tags
  • 567) La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad affascinare.
    Donne
  • 568) Spirito è la vita che taglia nella propria carne: nel suo patire essa accresce il suo sapere.
    Spirito
  • 569) Che cos'è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno.
    Vergogna
  • 570) La donna intende i bambini meglio di un uomo, ma l'uomo è più bambino della donna. Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che vuol giocare.
    Bambini
  • 571) Stanchezza, che d'un sol balzo vuol attingere le ultime cose, con salto mortale: una misera ignorante stanchezza, che non vuol più nemmeno volere: essa ha creato tutti gli dèi e i mondi dietro il mondo.
    Dèi
  • 572) Che cosa desideriamo noi vedendo la bellezza? Desideriamo di essere belli, crediamo che a ciò vada congiunta molta felicità. Ma questo è un errore.
    Bellezza
  • 573) La donna non è capace di amicizia, conosce solo l'amore.
    Donne
  • 574) Sui monti la via più diretta è quella da vetta a vetta: ma per questo occorre che tu abbia gambe lunghe.
    Strada
  • 575) Che cosa può soltanto essere la conoscenza? Interpretazione, non spiegazione.
    Conoscenza
  • 576) La donna perfetta è un tipo umano più alto dell'uomo perfetto: anche qualcosa di molto più raro.
    Perfezione
  • 577) Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice.
    Animali
  • 578) Che cosa rende eroici? Muovere incontro al proprio supremo dolore e insieme alla propria suprema speranza.
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  • 579) La donna è stata il secondo errore di Dio.
    Donne
  • 580) Tu gli hai offerto un'occasione di mostrare grandezza di carattere ed egli non l'ha sfruttata. Non te lo perdonerà mai.
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  • 581) Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al: perché?
    no tags
  • 582) La duplice scortesia del lettore nei confronti dell'autore consiste nel lodare il secondo libro di costui a spese del primo (o viceversa) e nel volere che l'autore gliene sia grato.
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  • 583) Tutte le cose buone sono forti stimolanti della vita, persino ogni buon libro che sia scritto contro la vita.
    no tags
  • 584) Che differenza resta tra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato.
    Inganno
  • 585) La familiarità del superiore amareggia perché non può essere ricambiata.
    Superiorità
  • 586) Tutte le cose che sono veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili.
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  • 587) Che esista un dimenticare, non è ancora dimostrato; sappiamo soltanto che la rammemorazione non sta in nostro potere.
    Dimenticare
  • 588) La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione.
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  • 589) Tutti coloro che di regola hanno successo, posseggono una profonda scaltrezza nel far apparire sempre solo come forze le loro deficienze e debolezze; per cui le devono conoscere in modo straordinariamente chiaro e preciso.
    Successo
  • 590) Che significa vivere? Vivere, ecco quel che significa: respingere da sé senza tregua qualcosa che vuole morire; vivere vuol dire essere crudeli e spietati contro tutto ciò che sta diventando debole e vecchio in noi.
    Vivere
  • 591) La felicità del bambino è un mito nella stessa misura della felicità degli iperborei, di cui narrarono i Greci.
    Felicità
  • 592) Tutti gli ideali sono pericolosi, perché avviliscono e condannano il reale; tutti sono veleni, ma temporaneamente indispensabili come rimedi.
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  • 593) Checché ne dicano i suoi detrattori, una bella donna ha qualcosa in comune con la verità: entrambe danno più felicità quando si desiderano che quando si possiedono.
    Donne
  • 594) La felicità dell'uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: egli vuole.
    Felicità
  • 595) Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi.
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  • 596) Chi annette al fatto di essere creduto una tale importanza da garantire il cielo a compenso di questa fede e da garantirlo a chiunque, fosse pure un ladrone crocifisso, costui deve aver sofferto un dubbio orrendo e avere conosciuto ogni specie di crocifissione: altrimenti non comprerebbe a sì caro prezzo i suoi credenti.
    Fede
  • 597) La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
    Felicità
  • 598) Tutto ciò che è abituale intesse intorno a noi una rete di ragnatele che diventa sempre più salda; e ben tosto ci accorgiamo che i fili sono divenuti corde e che noi stessi vi stiamo in mezzo come un ragno che vi si sia impigliato e che debba nutrirsi del suo stesso sangue. Perciò lo spirito libero odia tutte le abitudini e regole, tutto ciò che è durevole e definitivo, perciò lacera sempre di nuovo, con dolore, la rete intorno a sé: benché in conseguenza di ciò sia destinato a soffrire numerose, piccole e grandi ferite giacché quei fili egli li deve strappare da sé, dal proprio corpo, dalla propria anima. Egli deve imparare ad amare là dove prima odiava, e viceversa.
    Spirito
  • 599) Chi cerca di ottenere di proposito la confidenza di un'altra persona, di solito non è sicuro di possederne la fiducia. Chi è sicuro della fiducia, annette scarso valore alla confidenza.
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  • 600) La fiamma non è così chiara a se stessa come agli altri a cui fa luce: così anche il saggio.
    Saggezza
  • 601) Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.
    Amore
  • 602) Chi cerca lo spirito non ha spirito.
    Spirito
  • 603) La follia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.
    Follia
  • 604) Tutto ciò che è profondo ama la maschera, e le cose più profonde nutrono addirittura odio per quel che è immagine e somiglianza.
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  • 605) Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna.
    Cattiveria
  • 606) La forte fede dimostra solo la sua forza, non la verità della cosa creduta.
    Fede
  • 607) Tutto ciò che è troppo stupido per essere detto può essere cantato.
    Stupidità
  • 608) Chi conosce il lettore, non fa più nulla per il lettore. Ancora un secolo di lettori e anche lo spirito emanerà fetore. Che a tutti sia lecito leggere, finisce per corrompere non solo lo scrivere ma anche il pensare.
    Lettura
  • 609) La forte speranza è uno stimolante vitale molto più grande di qualsiasi particolare felicità che si stia davvero realizzando. Si deve sostenere i sofferenti con una speranza che non possa essere contraddetta da alcuna realtà che non possa venire cancellata da un adempimento: una speranza ultraterrena.
    Speranza
  • 610) Tutto ciò che è umano merita, riguardo alla sua genesi, la considerazione ironica; perciò l'ironia nel mondo è così superflua.
    Ironia
  • 611) Chi continua a esultare sul rogo, non trionfa sul dolore, bensì sul fatto che, contrariamente a quanto si aspettava, non sente alcun dolore. Una allegoria.
    Dolore
  • 612) La grandezza dell'uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell'uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto.
    Uomini
  • 613) Tutto nella donna è un enigma, e tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza.
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  • 614) Chi disprezza sé stesso si apprezza tuttavia ancora come disprezzatore.
    Disprezzo
  • 615) La madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia.
    Gioia
  • 616) Un aforisma, modellato e fuso con vigore, per il fatto che viene letto non è ancora -decifrato-; deve invece prendere inizio, a questo punto, la sua interpretazione, per cui occorre un'arte dell'interpretazione.
    Aforismi
  • 617) Chi ha avuto sempre molti riguardi per sé, finisce per ammalarsi dei suoi molti riguardi. Sia lodato ciò che rende duri!
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  • 618) La maestria è raggiunta quando, nell'esecuzione, non si sbaglia, né si indugia.
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  • 619) Un idealista è incorreggibile: se è allontanato dal suo paradiso farà un ideale del suo inferno.
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  • 620) Chi ha contemplato l'ideale di un altro, ne è il giudice inesorabile e per così dire la cattiva coscienza.
    Contemplazione
  • 621) La mancanza di confidenza tra amici è un errore che non può essere biasimato senza diventare irrimediabile.
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  • 622) Un matrimonio si dimostra buono se sopporta per una volta un'eccezione.
    Matrimonio
  • 623) Chi ha in sé abbastanza tragedia e commedia, se ne sta preferibilmente lontano dal teatro.
    Teatro
  • 624) La mia formula per la grandezza dell'uomo è amor fati: non volere nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l'eternità.
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  • 625) Un mezzo sicuro per irritare la gente e metterle in testa pensieri cattivi è quello di farla aspettare a lungo. Ciò rende immorali.
    Attesa
  • 626) Chi in una lotta non ha nessuna speranza di vincere o è manifestamente inferiore, vuole tanto più che la sua maniera di lottare venga ammirata.
    Lottare
  • 627) La mia umanità non consiste nel partecipare ai sentimenti degli uomini, ma nella capacità di sopportare questa partecipazione.
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  • 628) Un moralista è il contrario di un predicatore di morale; è un pensatore che vede la morale come sospetta, dubbiosa, insomma come un problema. Mi spiace di dover aggiungere che il moralista, per questa stessa ragione, è lui stesso una persona sospetta.
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  • 629) Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.
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  • 630) La morale e la civiltà vogliono che l'uomo abbia “meno dolore” ma non “più felicità”.
    Dolore
  • 631) Un politico divide l'umanità in due classi: strumenti e nemici. Il ché significa che ne conosce una sola, la seconda.
    Politica
  • 632) Chi nella vita preferisce il bello all'utile, finisce certo, come il bimbo che preferisce le caramelle al pane, col rovinarsi lo stomaco e con guardare il mondo con molta tetraggine.
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  • 633) La morale ha preservato dal nichilismo i falliti, conferendo a tutti un valore infinito, un valore metafisico, e inserendo tutti in un ordinamento che non concorda con quello della potenza e gerarchia terrena.
    Moralità
  • 634) Un popolo è il giro vizioso della natura per giungere a sei, a sette grandi uomini. Sì: e per poi scantonarli.
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  • 635) Chi non sa trovare la via per il proprio ideale, vive in maniera più frivola e sfrontata dell'uomo senza ideale.
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  • 636) La morale in Europa oggi è la morale del branco.
    Moralità
  • 637) Un pò di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l'ammalato.
    Salute
  • 638) Chi pensa molto, chi pensa cioè oggettivamente, dimentica facilmente le proprie vicende, ma non dimentica i pensieri che da quelle sono suscitati.
    Pensare
  • 639) La moralità è l'istinto del gregge nel singolo.
    MoralitàIstinto
  • 640) Un tempo si cercava di dimostrare che Dio non esiste, oggi si mostra come ha potuto avere origine la fede nell'esistenza di un Dio, e per quale tramite questa fede ha avuto il suo peso e la sua importanza: in tal modo una controdimostrazione della non esistenza di Dio diventa superflua. Quando una volta si erano confutate le prove addotte -per dimostrare l'esistenza di Dio-, restava sempre il dubbio che si potessero trovare ancora prove migliori di quelle già confutate: a quel tempo gli atei non erano capaci di far tavola rasa.
    Dio
  • 641) Chi pensa profondamente sa di aver sempre torto, comunque agisca e giudichi.
    Pensare
  • 642) La nobiltà e l'onore sono soltanto nell'otium e nel bellum.
    no tags
  • 643) Un uomo appare ricco di carattere molto più spesso perché segue sempre il suo temperamento, che non perché segue sempre i suoi principi.
    Carattere
Fonti

Per eventuali fonti non citate si prega di fare riferimento alla pagina dei Ringraziamenti

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