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Frasi Seneca

601 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Seneca

Seneca frasi celebri

Nome: Lucio Anneo Seneca
In Arte: Seneca o Seneca il giovane
Luogo di Nascita: Cordova ( Spagna )
Data Nascita: 4 a.C.
Data Morte: 65 d.C
Professione: Filosofo
Premi:

Biografia

Lucio Anneo Seneca è sicuramente uno dei personaggi più importanti che risalgono all'epoca dell'Antica Roma. Egli nacque in Spagna, e precisamente a Cordova nel 5 d.C: apparteneva ad una famiglia del ceto equestre spagnolo. Personalità di un certo spessore fu anche il padre di Seneca, Seneca il Vecchio, il quale decise di stabilirsi a Roma per motivi di affari. Egli infatti era una delle figure di spicco per quanto riguardava l'insegnamento dei retori.

Inevitabilmente Roma diventa città fondamentale nella crescita di Seneca che, fin dalle prime fasi della sua vita, deve far fronte con una salute non certo perfetta. Infatti, come testimonia lui stesso all'interno di alcune sue epistole, Seneca soffriva di attacchi di asma continui e soprattutto di svenimenti che ne influenzavano notevolmente lo stile di vita. La formazione di Seneca, dunque, ha una netta impronta romana, come evidente anche da quelli che furono i suoi maestri: come voleva il padre, Seneca seguì l'operato di un grammaticus, oltre a frequentare la scuola cinica dei Sestii. Proprio qui ha la possibilità d'incontrare uno dei suoi più grandi maestri, Quinto Sestio.

Non solo Sestio, in quanto Lucio Anneo Seneca decise di frequentare una serie di maestri che sono diventati fondamentali per la sua formazione e soprattutto per alcune sue idee, sviluppatesi col tempo. In particolare, Seneca nutriva grande senso di ammirazione anche verso Attalo e Sozione, due figure che gli hanno permesso di approfondire i discorsi sulle dottrine di Pitagora e su tutte quelle che erano le pratiche ascetiche note. Nonostante una salute alquanto cagionevole, le conoscenze di Seneca sul mondo della medicina erano notevoli, per quelle che erano le nozioni note all'epoca. In particolare, fu proprio lui a gettare le basi a quello che è il concetto di omeostasi, ovvero di equilibrio interno del corpo umano e che viene meno nel momento in cui vi è una patologia o un disturbo.

Egli parlava di spiritus, ovvero dell'equilibrio interno al corpo umano legato a quattro elementi fondamentali come caldo, freddo, secco ed umido. Inevitabilmente Seneca finisce per interessarsi di filosofia e sviluppa un suo pensiero anche grazie alla formazione ricevuta nel corso degli anni dalla famiglia e soprattutto dai suoi maestri. La visione filosofica di Lucio Anneo Seneca è prevalentemente di stampo stoico anche se risente notevolmente della formazione ricevuta presso i Sestii: infatti furono proprio questi ad inculcare nel giovane Seneca il concetto di esame di coscienza e l'importanza.

L'uomo, stando alla sua visione, deve essere in grado di allineare il proprio stile di vita a quello che è l'elemento della natura, fondamentale, senza mai dimenticare il principio divino che è alla base della vita umana. Ma un evento fondamentale nella vita di Seneca fu il viaggio in Egitto che avvenne intorno al 20 d.C. Questa esperienza fu legata alla decisione di Tiberio di sciogliere la setta dei Sestii, quella a cui appartenevano due dei principali maestri di Seneca. Probabilmente alla base vi erano motivi politici, fatto sta che Seneca sfruttò questo viaggio non solo per scopi medici, in quanto andò per curare la sua salute, ma anche per approfondire le sue conoscenze sulla geografia dell'Egitto e sulla cultura religiosa diffusa in questo territorio. I dettagli del suo viaggio in Egitto sono parte dell'opera Naturales quaestiones.

Indubbiamente Lucio Anneo Seneca fu una personalità di un certo spessore nell'Antica Roma anche per via della sua attività politica. Al suo rientro dall'Egitto, attestato da fonti storiche intorno al 31 d.C., entrò a far parte del Senato col ruolo di questore. Fin da subito divenne una personalità in vista anche grazie alle sue grandi qualità di oratore che ne attirarono tante simpatie, ma anche antipatie importanti. Le fonti storiche dell'epoca parlano di una gelosia dell'imperatore Caligola che voleva eliminarlo intorno al 40. Fu salvato da una amante dell'imperatore che lo fece desistere facendo presente come la salute cagionevole di Seneca sarebbe potuta diventare causa di morte.

Alla fine l'esilio arrivò qualche anno dopo quando il successore di Caligola, Claudio, decise di esiliarlo in Corsica. L'esilio di Seneca durò circa otto anni e al ritorno la moglie dell'imperatore Claudio decise di affidargli il ruolo di tutore per suo figlio, Nerone. Il ruolo di Seneca fu di fondamentale importanza nella crescita del giovane Nerone e soprattutto nella sua ascesa al potere: infatti fu proprio lui ad insegnargli, secondo i suoi principi e le sue ideologie, quelle che erano le nozioni base che lo avrebbero portato in alto. Il rapporto tra Seneca e Nerone fu particolarmente forte tra il 54 e il 58 e i primi cinque anni di governo del nuovo imperatore furono molto felici anche per Seneca.

Infatti, secondo quanto riportato dallo stesso Lucio Anneo Seneca, visse un periodo di ricchezza che mai ha vissuto prima. Pregevoli le sue collezioni e le ricchezze accumulate, ma col passare del tempo il rapporto Seneca-Nerone andò deteriorandosi. Oltre ad un rapporto ormai rotto, Seneca iniziò a temere per la propria vita, ecco perché nel 59 decise di ritirarsi a vita privata: questo determinò anche la donazione di tutti i suoi averi all'imperatore Nerone.

L'imperatore Nerone, anche dopo il ritiro a vita privata di Seneca, nutrì particolare insofferenza nei suoi confronti e l'occasione per farlo fuori arrivò nel 65. Infatti questa è la data della congiura di Pisone per eliminare Nerone: la congiura però fallì e molte fonti parlano di un coinvolgimento di Seneca, anche per via della forte conoscenza che aveva con Nerone. Seneca, invece, nei suoi scritti dice di essere stato solamente informato di questa congiura e di non averne minimamente preso parte. Proprio questo fu il motivo che spinse Nerone a condannare quello che fu il suo maestro: l'imperatore gli ordinò di suicidarsi e lo costrinse sottolineando come se non lo avesse fatto sarebbe stato giustiziato dai suoi uomini. Il suicidio avvenne nel 65 d.C. e fu un atto di grande coerenza dello stesso Seneca nei confronti dei suoi discepoli a cui aveva cercato di lasciare i suoi insegnamenti.

Colpito dalle lacrime degli stessi, sottolineò come il suo suicido sarebbe avvenuto dinanzi a loro per mettere alla prova quell'apatia che lui predicava come dote della persona saggia. Stando ai racconti di Tacito, la scena del suicido di Seneca fu un qualcosa di molto cruento in quanto lui stesso decise di tagliarsi le vene dei polsi, ma dato che il sangue fuoriusciva lentamente iniziò a tagliarsi le vene anche delle gambe e delle ginocchia. Aggiunse anche la somministrazione di un veleno utilizzato all'epoca a base di cicuta, oltre a farsi gettare all'interno di una vasca di acqua bollente. Proprio l'acqua calda è alla base della sua morte, avvenuta per soffocamento a causa dei vapori caldi.

La vita, senza una meta, è vagabondaggio.

 Seneca

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1) Colui che è coraggioso è libero.
  Coraggio   Libertà
 

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2) Le amicizie fatte per opportunismo saranno gradite finché saranno utili.
  Amicizia   Opportunismo
 

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3) La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pie­tre non si sostenessero reciprocamente.
  Solidarietà
 

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4) Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.
  Motivazionali
 

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5) Chi ha fatto un beneficio taccia: lo dica chi lo ha ricevuto.
  Beneficenza
 

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6) Gli uomini non vivono, ma sono sempre in attesa di vivere: rimandano tutto al futuro.
  Attesa
 

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7) Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza.
  Speranza
 

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8) Le avversità non le affrontiamo perché sono difficili, ma sono difficili perché non le affrontiamo.
  no tags
 

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9) Dove fuggi, uomo, porti sempre dietro te stesso.
  no tags
 

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10) Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta:nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.
  no tags
 

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11) Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.
  no tags
 

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12) Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l' ultimo .
  no tags
 

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13) È vivo chi è utile a molti, è vivo chi fa buon uso di sé stesso; quelli che si nascondono, immobili nel loro torpore, stanno in casa loro come in una tomba.
  Casa
 

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14) È vergognoso vivere di rapina, morire di rapina, invece, è bellissimo.
  no tags
 

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15) È vergognoso dire una cosa e pensarne un'altra: ma scrivere una cosa e pensarne un'altra lo è ancora di più.
  Vergogna
 

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16) È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione; se uno dice: -Ho vissuto,- ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno.
  Felicità
 

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17) È una grande ricchezza la povertà regolata dalla legge di natura.
  Povertà
 

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18) È un infame chi pretende dalla moglie il pudore, ma seduce le donne altrui.
  no tags
 

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19) È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo.
  no tags
 

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20) È tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte.
  Morte
 

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21) È sicuramente meglio conoscere cose che non servono a niente, piuttosto che non conoscere niente.
  Conoscenza
 

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22) È ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte.
  Morte
 

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23) È proprio una vergogna per un individuo assennato che il rimedio al dolore sia la stanchezza di soffrire: è meglio che sia tu a lasciare il dolore, non il dolore te.
  Dolore
 

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24) È proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose: la varietà di cibi non nutre, intossica.
  Cibo
 

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25) È più facile non acquistare che perdere, e perciò vedrai più felici coloro che mai la fortuna si è voltata a guardare di quelli che ha abbandonato.
  Fortuna
 

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26) È necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive.
  Imparare
 

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27) È necessario che tu viva per un'altra persona se vuoi vivere per te stesso.
  Vivere
 

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28) È naturale ammirare più le cose nuove che le grandi.
  no tags
 

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29) È meglio non ricevere gratitudine piuttosto che non fare del bene.
  Bene
 

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30) È meglio imparare delle cose inutili che non imparare niente.
  Imparare
 

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31) È l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.
  Anima
 

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32) È inevitabile tanto perdere la vita, quanto perdere i beni e, se lo comprendiamo, questo è proprio un conforto. Impara a perdere tutto serenamente: dobbiamo morire.
  no tags
 

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33) È il povero che conta le sue pecore.
  Povertà
 

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34) È grande chi usa vasellami di argilla come se fossero di argento, ma non lo è meno chi usa l'argento come se fosse argilla; solo i deboli non sono in grado di reggere la ricchezza.
  Ricchezza
 

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35) È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
  no tags
 

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36) È già molto non essere corrotti dal contatto con la ricchezza; è grande chi ci vive in mezzo da povero.
  Ricchezza   Povertà
 

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37) È felice chi giudica rettamente. È felice chi è contento della sua condizione, qualsiasi essa sia, e gode di quello che ha. È felice chi affida alla ragione la condotta di tutta la sua vita.
  Felicità
 

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38) È dunque felice una vita consona alla propria natura. Questo può accadere solo se, prima di tutto, la mente è sana anzi nel pieno possesso delle sue facoltà, se è veramente forte, decisamente paziente, adattabile alle circostanze, attenta al corpo e a tutto ciò che lo riguarda ma senza ansie, amante dei vantaggi che migliorano la qualità della vita ma con distacco e pronta a servirsi dei doni della sorte senza diventarne schiava. Capisci da te, anche se non aggiungo altro, che ne deriva una serenità durevole e la libertà, se si sono rimosse le cause dell'irritazione o del timore.
  Vita
 

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39) È di gran sollievo pensare che il male che ti è accaduto, tutti prima di te l'han sofferto, e tutti lo soffriranno.
  Male
 

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40) È debole e vile chi si dà la morte per paura del dolore, e insensato chi vive per soffrire.
  no tags
 

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41) È davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta.
  no tags
 

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42) È cosa iniqua non stendere la mano verso chi è caduto.
  Carità
 

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43) È cosa egregia imparare a morire.
  Morte
 

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44) È cosa di uomo grande e al di sopra degli errori umani non farsi sottrarre nulla del proprio tempo, e la sua vita è lunghissima proprio perché, qualunque fu la sua durata, è stata tutta per lui.
  Vita
 

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45) Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino.
  Bene
 

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46) Vuoi ottenere la vera libertà? Renditi schiavo della filosofia.
  Libertà
 

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47) Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa.
  Cibo
 

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48) Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto!
  Mente
 

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49) Vivi una vita ritirata, ma nascondila agli altri.
  Vita
 

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50) Vivi in modo da non avere segreti nemmeno per i tuoi nemici.
  Segreti
 

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51) Vivi con gli uomini come se Dio ti vedesse, parla con Dio come se gli uomini ti udissero.
  Dio
 

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52) Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.
  Morte
 

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53) Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
  Morte
 

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54) Vale la pena sperimentare anche l'ingratitudine pur di trovare una persona grata.
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55) Uno solo è il bene, causa e fondamento della felicità: la fiducia in sé stessi.
  Fiducia
 

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56) Uno assiste l'amico ammalato: bravo! Ma lo fa per ereditare: è un avvoltoio, aspetta il cadavere. Le stesse azioni possono essere oneste o disoneste: quello che conta è il perché o il modo in cui sono fatte.
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57) Una vita più lunga non è necessariamente migliore, ma una morte attesa più a lungo è senz'altro peggiore.
  Morte
 

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58) Una piccola somma data in prestito crea un debitore, una grossa crea un nemico.
  Denaro
 

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59) Una parte della salute sta nel voler essere curati.
  Salute
 

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60) Una mente notevole possiede un regno.
  Mente
 

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61) Una mano lava l'altra.
  Aiuto
 

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62) Una grande fortuna è una grande schiavitù.
  Fortuna
 

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63) Una donna o ama o odia, non ha una via di mezzo. Il pianto della donna è menzogna. Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime, le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze. Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
  Donne
 

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64) Una bella donna non è colei di cui si lodano le belle gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
  Donne
 

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65) Un viaggio è incompiuto se ci si ferma a mezza strada o prima del punto stabilito; la vita non è incompiuta, se è virtuosa.
  Vita
 

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66) Un uomo che soffre prima del necessario soffre più del necessario.
  Sofferenza
 

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67) Un tetto di foglie copre bene quanto uno d'oro.
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68) Un tempo si cercava l'amicizia, oggi il profitto.
  Amicizia
 

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69) Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl'importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere.
  Fame
 

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70) Un pilota abile naviga pure se la velatura è a brandelli e, se ha perso le sartie, segue ugualmente la rotta con quel che resta della nave.
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71) Un malfattore può avere la fortuna di rimanere nascosto; ma non ne ha mai la certezza.
  Certezza
 

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72) Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta.
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73) Un grande amore si permette delle deroghe al buon senso.
  Amore
 

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74) Un crimine che riporta successo e fortuna è chiamato virtù.
  Virtù
 

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75) Un bene che può essere dato, può anche essere tolto.
  Bene
 

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76) Un animo grande disprezza la grandezza e preferisce la moderazione agli eccessi; quella è utile e vitale, questi, invece, nocciono, proprio perché sono superflui.
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77) Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
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78) Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno.
  Morte
 

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79) Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
  Vivere
 

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80) Tutto ciò che è incerto è in balia delle congetture e dell'arbitrio di un animo terrorizzato. Perciò niente è così dannoso, così irrefrenabile come il panico; le altre forme di timore sono irrazionali, questa è dissennata.
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81) Tutto ciò che eccede il bisogno è un peso superfluo e pesante a reggersi.
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82) Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos'è che rende felice la vita, sono avvolti dall'oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice che più la si ricerca con affanno più ci se ne allontana.
  Felicità
 

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83) Tutti muoiono nel giorno stabilito dal destino. Non perdi nulla del tempo che ti è stato assegnato; quello che lasci non ti appartiene.
  Destino
 

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84) Tutta l'arte è imitazione della natura.
  Arte
 

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85) Tu vorresti insegnarmi come conservare i miei beni e la mia condizione; ma io desidererei piuttosto imparare come potrei perderli ed essere ugualmente felice.
  Felicità
 

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86) Troverai anche uomini che hanno fatto professione di saggezza e sostengono che non si debba fare violenza a sé stessi; per loro il suicidio è un delitto: bisogna aspettare il termine fissato dalla natura. Non si accorgono che in questo modo si precludono la via della libertà? Averci dato un solo ingresso alla vita, ma diverse vie di uscita è quanto di meglio abbia stabilito la legge divina. Dovrei aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo, quando posso invece sottrarmi ai tormenti e stroncare le avversità?
  Morte
 

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87) Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.
  Libri
 

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88) Tre sono le dimensioni temporali: passato, presente, futuro; di questi, solo il passato ci appartiene veramente.
  Passato
 

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89) Traversare gli oceani, cambiare città, a cosa serve? Se vuoi liberarti dai tuoi affanni non devi trasferirti altrove, ma diventare un altro.
  Cambiamento
 

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90) Tra chi ha un amico e chi lo cerca c'è differenza, come tra il contadino che miete e quello che semina.
  Amicizia
 

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91) Ti stupisci come di un fatto inaudito, perché, pur avendo viaggiato a lungo e in tanti posti diversi, non ti sei scrollato di dosso la tua tristezza e il tuo malessere spirituale? Devi cambiare animo, non cielo.
  Anima
 

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92) Ti stupisci che fuggire non ti serva? I mali che fuggi sono in te.
  Male
 

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93) Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!
  Amore
 

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94) Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere.
  Coraggio
 

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95) Stolto è colui che giudica gli uomini dal vestito o dalla condizione sociale.
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96) Spesso è inutile e vana la volontà non di chi intraprende cose facili, ma di chi vuole che siano facili le cose che ha intraprese.
  Volontà
 

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97) Spesso vogliamo una cosa e preghiamo per un'altra, senza ammettere la verità neanche agli dei.
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98) Spesso un piccolo dono produce grandi effetti.
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99) Spesso il vivere bene consiste proprio nel non vivere a lungo.
  Vivere
 

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100) Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi, non vanno da sé, ma sono trasportati.
  Decisione
 

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