Le Frasi più Belle di Jorge Mario Bergoglio

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307 Aforismi e Citazioni di Jorge Mario Bergoglio

  • Frasi famose Papa Francesco

Breve Biografia di Jorge Mario Bergoglio

Nome: Jorge Mario Bergoglio
In Arte: Papa Francesco
Luogo di Nascita: Flores, Buenos Aires ( Flores, Buenos Aires, Argentina )
Data Nascita: 17/12/1936
Data Morte:
Professione: Papa
Premi:


LE ORIGINI A seguito delle dimissioni di Benedetto XVI, la sera del 13 marzo 2013, al soglio pontificio sale il Cardinale Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco. Jorge Mario Bergoglio, nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, in una famiglia italiana – astigiana per la precisione – che agli inizi del Novecento emigra in Argentina in cerca di miglior fortuna. Per tutto il periodo che precedette l’entrata in seminario (1958), la sua vita fu all'insegna della più normale quotidianità : studi da perito chimico, una malattia polmonare invalidante, lavoro in fabbrica e come buttafuori, una fidanzata, persino un’aggressione a mano armata che lo rende leggermente claudicante. Tutto ciò, fino alla svolta da seminarista che fu il primo passo per una carriera ecclesiastica in continuo crescendo. DA SEMINARISTA A CARDINALE Scoperta la vocazione religiosa, sul finire degli anni ’50 entra nella Compagnia di Gesù, e si trasferisce in Cile, dal quale rientrerà successivamente per conseguire nel 1963 la laurea in filosofia, e insegnare quindi letteratura e filosofia presso alcuni istituti delle maggiori città argentine. Rientrato nella capitale, viene ordinato sacerdote il 13 dicembre 1969. E’ già sacerdote da alcuni anni, quando viene nominato Rettore alla Facoltà di filosofia e teologia, e quando partecipando al Consiglio Episcopale Latinoamericano,muove alcune critiche alla Teologia della Liberazione, una nuova corrente riformista, che secondo lui non tiene nel giusto conto le tradizioni culturali e religiose del mondo latinoamericano. Sul finire degli anni ’80, arriva in Germania per tentare il dottorato in Filosofia e Teologia ma senza successo, scopre però in questa occasione l’immagine di Maria che scioglie i nodi, del quale diverrà un fervente devoto e divulgatore. Nel 1992, Papa Giovanni Paolo II, lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires, nel 1997 è arcivescovo coadiutore, e nel 2001 diviene cardinale. Gli impegni da cardinale comunque, non gli impediscono di guidare la Conferenza Episcopale Argentina, nel periodo che va dal 2005 al 2011, e di ricoprire numerose altre prestigiose cariche. HABEMUS PAPAM Già in occasione del Conclave del 2005, Bergoglio, mancò per una piccola manciata di voti l'elezione a Sommo Pontefice, infatti dopo alcuni scrutini nei quali risultava sempre favoritissimo, e nonostante il sostegno di tutto il clero sudamericano, venne eletto il Cardinale Ratzinger. Le sofferte dimissioni di Ratzinger riaprono le porte del Conclave, e la sera del 13 marzo 2013 il Cardinal Bergoglio, accettando l’incarico, viene eletto Papa. Assume il nome di Francesco, non solo per omaggiare il poverello di Assisi e sottolineare il suo legame con l’Italia, ma anche e soprattutto per indicare quale sarebbe stata la chiave di lettura del suo pontificato. Dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, il suo primo saluto ai fedeli è semplice, diretto e al tempo stesso cordiale. Un approccio più confidenziale che istituzionale, quel tanto che basta per conquistare immediatamente la simpatia e l’affetto della folla. Sin da quel primo saluto, s’intuisce che Francesco sarà un Papa diverso, non solo per il nome, o perché è il primo gesuita, o perché il primo sudamericano, ma perché quel saluto affettuoso, creerà la sensazione, ed i fatti avvaloreranno tale sensazione, che Francesco cercherà di uscire dagli schemi per andare incontro a quanta più gente possibile. Ed infatti, tra i primi gesti simbolici che compie in tal senso quella prima sera, ci sono: la benedizione “Urbi et Orbi” senza i tradizionali paramenti sacri,e il tornare a dormire a Santa Marta piuttosto che negli appartamenti papali, e tra l’altro a bordo dello stesso pulmino utilizzato da tutti gli altri cardinali. Il gesto di pagare in prima persona la stanza dell’albergo dove aveva soggiornato in occasione del Conclave, supera ogni aspettativa e immaginazione, e rafforza ulteriormente l’istintiva stima e simpatia che ha suscitato sin dai primi istanti. IL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO Mantenendosi in linea con i principi che hanno ispirato la scelta del nome, Francesco punta subito a creare l’immagine di una Chiesa sobria e solidale con i più sfortunati, senza per questo sovvertire i fondamentali della dottrina. Se da un lato si attiva concretamente per alleviare le sofferenze materiali o spirituali, distribuendo denaro ai poveri, e telefonando a chi si trova in un momento di profondo sconforto, dall'altro pur dimostrando sensibilità e apertura nei confronti di tematiche tradizionalmente contrarie alla dottrina cattolica, quali l’aborto, l’omosessualità, il divorzio, sostiene con convinzione l’importanza di un padre e di una madre nell'educazione dei figli. Atteggiamento che comunque, ha sempre contraddistinto tutto il suo esercizio pastorale sin da quando era un semplice sacerdote a Buenos Aires. Oggi, come allora s’impegna per proteggere chi vive in condizioni di povertà, tema questo che gli è sempre stato particolarmente caro, esprimendo continuamente la sua totale condanna verso l’indifferenza dei paesi più ricchi che non solo non si prendono cura dei più poveri, ma spesso sono i primi artefici del disagio altrui. La sua, è una posizione di chiara denuncia verso tutte quelle politiche economiche e culturali, che in nome del profitto economico, manipolano governi, uomini, pensieri e coscienze. Un chiaro esempio è il suo famoso discorso sul pericolo di educare le nuove generazioni secondo le teorie del pensiero gender. Nuovi modi di pensare, che non nascono dalla critica, dalla riflessione, e dalla maturità individuali, ma appunto da scelte politico-culturali che spingono verso obiettivi prestabiliti. La sua idea di Chiesa al sevizio dei più deboli però, non può essere fondata solo sulla teologia e la dottrina, ed essendo un uomo pragmatico, si rende conto che per realizzarla, deve pensare a delle riforme. Inizia così, immediatamente dopo la sua elezione, una ristrutturazione interna, partendo proprio dalla Curia e istituendo un Consiglio di Cardinali con i quali progettare la revisione della Costituzione Apostolica. Anche lo IOR vede intaccata la sua celeberrima segretezza da una Pontificia Commissione, che ha il compito dopo accurate indagini, di presentare al Papa dettagliate relazioni sul suo operato. Grande attenzione ha riscosso la decisione di modificare il Codice Penale vaticano, allineandolo con le normative internazionali (abolizione dell’ergastolo – inserimento del reato di tortura – di pedofilia – di detenzione di materiale pedopornografico ), ma soprattutto l’applicazione delle normative non solo all'interno della Città del Vaticano, ma in tutta la Santa Sede. Accorgimento questo, che permette di perseguire giuridicamente anche chi vive all'estero. Una commissione laica, composta da illustri esperti di materie finanziarie, giuridiche ed economiche,incaricata di provvedere alla riforma economica, ha avuto il compito di raccogliere tutte le informazioni di questa natura che hanno attinenza con la Santa Sede, al fine di evitare quegli sprechi e abusi che i continui scandali denunciavano. Tra i provvedimenti che più hanno scosso il secolare riserbo della Chiesa Cattolica Romana, e che hanno visto Papa Francesco impegnarsi in prima persona, ci sono sicuramente tutte quelle azioni volte a punire severamente e soprattutto pubblicamente coloro i quali si sono macchiati di abusi sessuali di varia natura. In questo percorso di riforme, Francesco, ha tratto grande ispirazione e sostegno dal suo predecessore, che seppure in modo meno incisivo, aveva già tentato questa strada incontrando però eccessive ostilità. Non è un caso quindi che il rapporto tra Francesco e il Papa emerito Benedetto XVI, sia così saldo.
  • 1

    Con Cristo il cuore non invecchia mai!

     

    Gesù

  • 2

    Cristo è il centro. Cristo è il riferimento fondamentale, il cuore della chiesa. Senza di Lui, Pietro e la chiesa non esisterebbero né avrebbero ragion d'essere.

     

    Gesù

  • 3

    L'odio, l'invidia e la superbia sporcano la vita.

     

    Vita

  • 4

    La Chiesa non ha natura politica, ma spirituale. È il santo popolo di Dio. Con le sue virtù e i suoi peccati. E al centro non c'è il papa. Cristo è il centro.

     

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  • 5

    Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce.

     

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  • 6

    Un popolo che non si prende cura dei bambini e degli anziani è un popolo in declino.

     

    Bambini

  • 7

    La vera amicizia consiste nel poter rivelare all'altro la verità del cuore.

     

    Amiciza vera

  • 8

    Non abbiate paura della bontà e neanche della tenerezza.

     

    Bontà

  • 9

    Stranamente, non abbiamo mai avuto più informazioni di adesso, ma continuiamo a non sapere che cosa succede.

     

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  • 10

    Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana.

     

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  • 11

    I sacramenti sono gesti del Signore. Non sono prestazioni o territori di conquista di preti o vescovi.

     

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  • 12

    L'idolo è un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell'adorazione dell'opera delle proprie mani.

     

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  • 13

    La cosa fondamentale da dire a qualsiasi uomo è di entrare dentro di sé.

     

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  • 14

    Fratelli e sorelle, Buonasera.

     

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  • 15

    Non c'è nessuna giustificazione religiosa e umana per queste cose, questo non è umano.

     

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  • 16

    L'unica guerra che tutti dobbiamo combattere è quella contro il male.

     

    Guerra

  • 17

    Seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso per ogni esser umano.

     

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  • 18

    Gesù è il sole, Maria è l'aurora che preannuncia il suo sorgere.

     

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  • 19

    A volte si può vivere senza conoscere i vicini di casa: questo non è vivere da cristiani.

     

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  • 20

    Cercare la propria felicità nell'avere cose materiali è un modo sicuro per non essere felici.

     

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  • 21

    Siamo tutti peccatori, ma viviamo la gioia del perdono di Dio e camminiamo fiduciosi nella sua misericordia.

     

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  • 22

    Cristo è sempre fedele. Preghiamo di essere anche noi sempre fedeli a Lui.

     

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  • 23

    La vera carità richiede un po' di coraggio: superiamo la paura di sporcarci le mani per aiutare i più bisognosi.

     

    Aiuto

  • 24

    La Chiesa non ha altro senso e fine se non quello di testimoniare Gesù. Non dimentichiamolo!

     

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  • 25

    Chiediamo al Signore di avere la tenerezza che ci fa vedere i poveri con comprensione e amore, senza calcoli e senza timori.

     

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  • 26

    Il perdono di Dio è più forte di ogni peccato.

     

    Perdono

    Peccato

  • 27

    Noi non diventiamo cristiani con le nostre forze. La fede è anzitutto un dono di Dio che ci viene dato nella Chiesa e attraverso la Chiesa.

     

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  • 28

    Tutti i matrimoni affrontano momenti difficili, ma queste esperienze della Croce possono rendere il cammino dell'amore ancora più forte.

     

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  • 29

    Dove vediamo odio e buio, cerchiamo di portare un pò di amore e di speranza, per dare un volto più umano alla società.

     

    Odio

  • 30

    Preghiamo veramente? Senza un rapporto costante con Dio, è difficile avere una vita cristiana autentica e coerente.

     

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  • 31

    La misericordia è la vera forza che può salvare l'uomo e il mondo dal peccato e dal male.

     

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  • 32

    Il segreto della vita cristiana è l'amore. Solo l'amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nei cuori.

     

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  • 33

    Il mistero della Croce, un mistero d'amore, si può capire in preghiera. Pregare e piangere in ginocchio davanti alla Croce.

     

    Piangere

  • 34

    Quando incontriamo la Croce, ci rivolgiamo alla Madonna: Madre nostra, dacci la fortezza di accettare ed abbracciare la Croce!

     

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  • 35

    Abbi pietà Signore! Tante volte siamo accecati dalla nostra vita comoda e non vediamo quelli che muoiono vicino a noi.

     

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  • 36

    Cari giovani, non abbiate paura di fare passi definitivi nella vita. Abbiate fiducia, il Signore non vi lascia soli!

     

    Fiducia

    Paura

  • 37

    La nostra preghiera non può ridursi ad un'ora, la domenica; è importante avere un rapporto quotidiano con il Signore.

     

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  • 38

    Non ci rassegnamo di fronte al male. Dio è Amore che ha vinto il male nella morte e risurrezione di Cristo.

     

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  • 39

    Seguire Gesù vuol dire metterlo al primo posto, spogliarci delle tante cose che soffocano il nostro cuore.

     

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  • 40

    Per conoscere il Signore, è importante frequentarlo: ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo, accostarsi ai Sacramento.

     

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  • 41

    Il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; ci parla di un Amore che sconfigge il male e il peccato.

     

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  • 42

    Essere cristiani vuol dire rinunciare a noi stessi, prendere la Croce e portarla con Gesù. Non c'è altro cammino.

     

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  • 43

    La cultura dello scarto produce molti frutti amari, dallo spreco di alimenti all'isolamento di tanti anziani.

     

    no tags

  • 44

    Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell'indifferenza; cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale.

     

    Indifferenza

    Solidarietà

  • 45

    Se i beni materiali e il denaro diventano il centro della vita, ci afferrano e ci fanno schiavi.

     

    no tags

  • 46

    Un cristiano sa affrontare le difficoltà, le prove-anche le sconfitte- con serenità e speranza nel Signore.

     

    no tags

  • 47

    La lotta contro il male è dura e lunga; è essenziale pregare con costanza e pazienza.

     

    Pazienza

  • 48

    Per restare fedeli e coerenti al Vangelo ci vuole coraggio.

     

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  • 49

    I Santi sono persone che appartengono pienamente a Dio. Non hanno paura di essere derisi, incompresi o emarginati.

     

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  • 50

    La nostra vita dev'essere incentrata sull'essenziale: su Gesù Cristo. Tutto il resto è secondario.

     

    no tags

  • 51

    Dio ci ama. Scopriamo la bellezza dell'amare e del sentirsi amati.

     

    Bellezza

  • 52

    Abbiate cura della creazione. Ma soprattutto prendetevi cura delle persone che non hanno il necessario per vivere.

     

    no tags

  • 53

    Cari giovani, siate sempre missionari del Vangelo, ogni giorno e in ogni luogo.

     

    no tags

  • 54

    Gesù ha voluto conservare le sue piaghe per farci sentire la sua misericordia. Questa è la nostra forza, la nostra speranza.

     

    no tags

  • 55

    Confessare i nostri peccati ci costa un pò, ma ci porta la pace. Noi siamo peccatori, e abbiamo bisogno del perdono di Dio.

     

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  • 56

    I Santi non sono superuomini. Sono persone che hanno l'amore di Dio nel Cuore, e trasmettono questa gioia agli altri.

     

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  • 57

    Essere santi non è un privilegio di pochi, ma è una vocazione per tutti.

     

    no tags

  • 58

    Il Regno dei cieli è per quelli che pongono la loro sicurezza nell'amore di Dio, non nelle cose materiali.

     

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  • 59

    I Sacramenti sono la presenza di Gesù Cristo in noi. Per questo è importante confessarsi e fare la Comunione.

     

    no tags

  • 60

    Vivere la carità significa non cercare il proprio interesse, ma portare i pesi dei più deboli e poveri.

     

    no tags

  • 61

    Impariamo ad essere docili alla Parola di Dio, pronti per le sorprese del Signore che ci parla.

     

    no tags

  • 62

    Per noi è difficile perdonare gli altri. Signore, donaci la tua misericordia, per perdonare sempre.

     

    no tags

  • 63

    La Chiesa chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla tenerezza e dal perdono del Padre.

     

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  • 64

    I tuoi peccati sono grandi? Dì al Signore: Perdonami, aiutami a rialzarmi, trasforma il mio cuore.

     

    no tags

  • 65

    Tutti siamo chiamati all'amicizia con Gesù. Non abbiate paura di lasciarvi amare dal Signore.

     

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  • 66

    La santità non significa fare cose straordinarie, ma fare quelle ordinarie con amore e con fede.

     

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  • 67

    La croce è il prezzo dell'amore vero. Signore, dacci la forza di accettare e portare la nostra croce.

     

    no tags

  • 68

    Cari giovani, vi invito a mettere i vostri talenti al servizio del Vangelo, con creatività e con una carità senza frontiere.

     

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  • 69

    Se vediamo qualcuno che chiede aiuto, ci fermiamo? C'è tanta sofferenza e povertà, e tanto bisogno di buoni samaritani.

     

    Povertà

  • 70

    Non si può pensare a una Chiesa senza gioia. La gioia della Chiesa è questa: annunciare a tutti il nome di Gesù.

     

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  • 71

    Non temere di accostarti alla Confessione: in questo Sacramento incontri Gesù che ti perdona.

     

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  • 72

    Ecco la speranza cristiana: il futuro è nelle mani di Dio.

     

    Futuro

    Speranza

  • 73

    L'amore di Dio non è generico. Dio posa il suo sguardo d'amore su ogni uomo e ogni donna, con un nome e cognome.

     

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  • 74

    Preghiamo che Dio ci conceda un mondo in cui mai nessuno debba morire di fame.

     

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  • 75

    Cerchiamo di vivere il Natale in maniera coerente col Vangelo, accogliendo Gesù al centro della nostra vita.

     

    Natale

  • 76

    L'Avvento è un cammino verso Betlemme. Lasciamoci attrarre dalla luce di Dio fatto uomo.

     

    no tags

  • 77

    Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.

     

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  • 78

    A volte ci sembra che Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio. In realtà Dio ha parlato, ha risposto, e la sua risposta è la Croce di Cristo: una Parola che è amore, misericordia, perdono.

     

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  • 79

    Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia.

     

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  • 80

    La casa è un luogo decisivo nella vita, dove la vita cresce e si può realizzare, perché è un luogo in cui ogni persona impara a ricevere amore e a donare amore. Questa è la casa.

     

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  • 81

    Gesù Cristo non ci vuole come principi che guardano in modo sprezzante, ma come uomini e donne del popolo.

     

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  • 82

    Una persona che lavora dovrebbe avere anche il tempo per ritemprarsi, stare con la famiglia, divertirsi, leggere, ascoltare musica, praticare uno sport. Quando un'attività non lascia spazio a uno svago salutare, a un riposo riparatore, allora diventa una schiavitù.

     

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  • 83

    Che un nonno, una nonna, che forse non può più parlare, che è paralizzato, e il nipote o il figlio arriva e gli prende la mano, e in silenzio la accarezza, niente di più. Questa è la cura della vita.

     

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  • 84

    Il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un'altra persona, dalla convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire; presuppone fare spazio, nel nostro cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte. Dialogare significa un’accoglienza cordiale e non una condanna preventiva. Per dialogare bisogna sapere abbassare le difese, aprire le porte di casa e offrire calore umano.

     

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  • 85

    Se domani venisse una spedizione di marziani, per esempio, e alcuni di loro venissero da noi. Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini... E uno dicesse: ''Ma, io voglio il Battesimo!'. Cosa accadrebbe? (domanda rivolta da Papa Francesco ai partecipanti alla messa per spiegare l'infinita bontà di Dio).

     

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  • 86

    La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui.

     

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  • 87

    Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale!.

     

    no tags

  • 88

    Non c’è nessuna giustificazione religiosa e umana per queste cose, questo non è umano (in riferimento agli attentati di Parigi, 13/11/2015).

     

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  • 89

    La fede è un dono gratuito di Dio che chiede l’umiltà e il coraggio di fidarsi e affidarsi, per vedere il luminoso cammino dell’incontro tra Dio e gli uomini, la storia della salvezza.

     

    Fede

    Umiltà

  • 90

    Dio dona forza alla nostra debolezza, ricchezza alla nostra povertà, conversione e perdono al nostro peccato.

     

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  • 91

    Un cristiano se non è rivoluzionario, non è un cristiano. Non capisco le comunità cristiane che sono chiuse in parrocchia. Uscire per annunziare il Vangelo. [...] A noi cristiani il Signore ci vuole pastori e non pettinatori di pecorelle.

     

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  • 92

    Mi interessa unicamente fare in modo che quelli che sono schiavi di una mentalità individualista, indifferente ed egoista, possano liberarsi da quelle indegne catene e raggiungano uno stile di vita e di pensiero più umano, più nobile, più fecondo, che dia dignità al loro passaggio su questa terra.

     

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  • 93

    Apriamo la porta allo Spirito, facciamoci guidare da Lui, lasciamo che l’azione continua di Dio ci renda uomini e donne nuovi, animati dall'amore di Dio, che lo Spirito Santo ci dona!.

     

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  • 94

    Ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev'essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile.

     

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  • 95

    Nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore.

     

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  • 96

    Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo più davanti al dramma degli altri né ci interessa...

     

    Indifferenza

  • 97

    Siamo invitati a chiedere allo Spirito Santo il dono della gioia e della felicità perché essa è un frutto dello Spirito Santo.

     

    no tags

  • 98

    Lo stesso mistero della Trinità ci ricorda che siamo stati creati a immagine della comunione divina, per cui non possiamo realizzarci né salvarci da soli.

     

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  • 99

    L'idolo è un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell'adorazione dell’opera delle proprie mani.

     

    no tags

  • 100

    Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

     

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  • 101

    Buona domenica e buon pranzo!

     

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  • 102

    Una volta venne da me una signora anziana, molto umile, le dissi: -nonna – da noi le signore anziane si chiamano cosi – nonna, vuole confessarsi?- -Si, mi rispose lei.- Le chiesi: -Lei è convinta del perdono del Signore?- e lei: - Sono certa, perchè Dio perdona tutto.- Allora le chiesi: -Come fa a essere cosi sicura?- e lei: -Se Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe.-

     

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  • 103

    Non dobbiamo avere paura della bontà e neanche della tenerezza.

     

    Bontà

  • 104

    Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.

     

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  • 105

    Per favore, siate custodi della creazione, dell’altro, dell’ambiente.

     

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  • 106

    Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma: Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo.

     

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  • 107

    Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore.

     

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  • 108

    Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.

     

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  • 109

    Fratelli e sorelle, buongiorno. Dopo il primo incontro di mercoledì scorso oggi posso rivolgere di nuovo mio saluto a tutti e sono felice di farlo di domenica, il giorno del Signore è bello per i cristiani parlarci e salutarci di domenica e oggi lo facciamo in una piazza che grazie ai media ha le dimensioni del mondo.

     

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  • 110

    I cardinali non sono gli agenti di una ONG, ma sono servitori del Signore, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, che è Colui che fa la vera differenza tra i carismi, e che allo stesso tempo nella Chiesa li conduce all’unità. Il cardinale deve entrare nella dinamica della differenza dei carismi e allo stesso tempo guardare all’unità.

     

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  • 111

    Il nostro cuore si edifica sulla memoria di quegli uomini e quelle donne che ci hanno fatto avvicinare a sorgenti di vita e di speranza a cui potranno attingere anche quelli che ci seguiranno. È la memoria dell’eredità ricevuta che dobbiamo, a nostra volta, trasmettere ai nostri figli.

     

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  • 112

    Se c’è un prete pedofilo è perchè porta in sè la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha.

     

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  • 113

    Così, per grazia, si può perseverare nel cammino, fino alla fine: l’uomo-bambino si abbandona fra le braccia di Gesù mentre chiede che passi questo calice, e viene preso e portato in braccio, con le mani giunte e gli occhi aperti. Lasciandosi sorprendere ancora una volta, per il dono più grande.

     

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  • 114

    Vorrei che tutti noi, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

     

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  • 115

    Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L’aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto.

     

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  • 116

    La vecchiaia è la sede della sapienza della vita.

     

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  • 117

    Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco: come Francesco da Assisi, uomo di povertà, uomo di pace. L’uomo che ama e custodisce il Creato; e noi oggi abbiamo una relazione non tanto buona col Creato.

     

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  • 118

    Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

     

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  • 119

    Benedetto XVI in questi anni di pontificato ha rinvigorito la Chiesa col suo magistero, la sua umiltà e la sua mitezza. Il ministero petrino ha avuto in lui interprete sapiente e umile. A lui è destinata una imperitura e affettuosa riconoscenza. Benedetto XVI ha acceso nei nostri cuori una fiamma che continuerà ad ardere.

     

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  • 120

    Non cediamo al pessimismo. Non passiamo a quella amarezza che il diavolo ci porge ogni giorno.

     

    Pessimismo

  • 121

    I sacramenti sono per la vita degli uomini e delle donne così come sono.

     

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  • 122

    Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… Ma siamo qui.

     

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  • 123

    Guardare la nostra gente non per come dovrebbe essere ma per com’è e vedere cosa è necessario.

     

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  • 124

    In un mondo che non riusciamo a interessare con le parole che noi diciamo, solo la Sua presenza che ci ama e che ci salva può interessare. Il fervore apostolico si rinnova perché testimoni di Colui che ci ha amato per primo.

     

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  • 125

    Come indurisce il cuore la coscienza isolata!

     

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  • 126

    Le nostre certezze possono diventare un muro, un carcere che imprigiona lo Spirito Santo.

     

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  • 127

    Il coraggio apostolico è seminare. Seminare la Parola. Renderla a quel lui e a quella lei per i quali è data. Dare loro la bellezza del Vangelo, lo stupore dell’incontro con Gesù… e lasciare che sia lo Spirito Santo a fare il resto.

     

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  • 128

    Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell’orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l’orizzonte che è di Dio.

     

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  • 129

    I preti clericalizzano i laici e i laici ci pregano di essere clericalizzati.

     

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  • 130

    Il restare, il rimanere fedeli implica un’uscita. Proprio se si rimane nel Signore si esce da sé stessi. Paradossalmente proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita.

     

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  • 131

    Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l’unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l’unità facciamo l’uniformità, l’omologazione.

     

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  • 132

    Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l’allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza.

     

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  • 133

    Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo.

     

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  • 134

    A volte le lacrime sono gli occhiali per vedere Gesù.

     

    Lacrime

  • 135

    «Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!»

     

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  • 136

    A cosa servono alla Chiesa i conventi chiusi? I conventi dovrebbero servire alla carne di Cristo e i rifugiati sono la carne di Cristo.

     

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  • 137

    A me fa male quando vedo un prete o una suora con un'auto di ultimo modello: ma non si può! Non si può andare con auto costose. La macchina è necessaria per fare tanto lavoro, ma prendetene una umile. Se ne volete una bella pensate ai bambini che muoiono di fame.

     

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  • 138

    A me piace dire che in una società ben costituita, i privilegi devono essere solo per i bambini e per gli anziani.

     

    Bambini

  • 139

    Anche le potenze demoniache, ostili all'uomo, si arrestano impotenti di fronte all'intima unione d'amore tra Gesù e chi lo accoglie con fede. Questa realtà dell'amore fedele che Dio ha per ciascuno di noi ci aiuta ad affrontare con serenità e forza il cammino di ogni giorno, che a volte è spedito, a volte invece è lento e faticoso.

     

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  • 140

    Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L'aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto.

     

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  • 141

    Cari amici, la gioia! Non abbiate paura di essere gioiosi! Non abbiate paura della gioia! Quella gioia che ci dà il Signore quando lo lasciamo entrare nella nostra vita, lasciamo che Lui entri nella nostra vita e ci inviti ad andare fuori noi alle periferie della vita e annunciare il Vangelo. Non abbiate paura della gioia. Gioia e coraggio!.

     

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  • 142

    C'è chi dice: "Ma padre, io sono un benefattore della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla Chiesa". Ma con l'altra mano, ruba: allo Stato, ai poveri. È un ingiusto. Questa è la doppia vita. E questo merita, lo dice Gesù non lo dico io, che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Non parla di perdono, qui Gesù. [...] tutti noi dobbiamo dirci peccatori. Sì, tutti lo siamo. Corrotti no. Il corrotto è fisso in uno stato di sufficienza, non sa cosa sia l'umiltà. Gesù, a questi corrotti, diceva: "La bellezza di essere sepolcri imbiancati", che appaiono belli, all'esterno, ma dentro sono pieni di ossa morte e di putredine. E un cristiano che si vanta di essere cristiano, ma non fa vita da cristiano, è uno di questi corrotti. Tutti conosciamo qualcuno che è in questa situazione e quanto male fanno alla Chiesa! Cristiani corrotti, preti corrotti. Quanto male fanno alla Chiesa! Perché non vivono nello spirito del Vangelo, ma nello spirito della mondanità.

     

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  • 143

    Chi non è con Gesù, è contro Gesù. Non ci sono atteggiamenti a metà.

     

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  • 144

    E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del "pensiero unico". Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: "A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione".

     

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  • 145

    È una contraddizione che un cristiano sia antisemita. Un po' le sue radici sono ebree. Un cristiano non può essere antisemita! L'antisemitismo sia bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ogni donna!.

     

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  • 146

    I peccatori saranno perdonati. I corrotti no [...]. Apritevi all'amore. [voi parlamentari] Non scaricate sul popolo pesi che voi non sfiorate neppure con un dito.

     

    Peccato

  • 147

    ... il Catechismo insegna che le sperimentazioni sugli animali sono legittime solo se «si mantengono in limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o a salvare vite umane». Ricorda con fermezza che il potere umano ha dei limiti e che «è contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita». Qualsiasi uso e sperimentazione «esige un religioso rispetto dell'integrità della creazione».

     

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  • 148

    Il diavolo c'è anche nel ventunesimo secolo.

     

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  • 149

    Il Kenya è stato benedetto non soltanto con una immensa bellezza, nelle sue montagne, nei suoi fiumi e laghi, nelle sue foreste, nelle savane e nei luoghi semi-deserti, ma anche con un'abbondanza di risorse naturali. La gente del Kenya apprezza grandemente questi tesori donati da Dio ed è conosciuta per la propria cultura della conservazione, che le rende onore.

     

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  • 150

    Il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell'unione di due persone dello stesso sesso.

     

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  • 151

    Il problema morale dell'aborto è di natura pre-religiosa perché è nel momento del concepimento che risiede il codice genetico della persona. Lì è già presente l'essere umano. Ecco perché separo il tema dell'aborto da qualsiasi concezione religiosa. Perché è piuttosto un problema scientifico. Impedire lo sviluppo di un essere che ha già in sé l'intero codice genetico di un individuo non è etico. Il diritto alla vita è il primo dei diritti umani. Abortire equivale a uccidere chi non ha modo di difendersi.

     

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  • 152

    Il Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante. Anche, questo è valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto...? Più importante è l'adorazione: tutta al comunità riunita guarda l'altare dove si celebra il sacrificio e adora.

     

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  • 153

    Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta di identità in Vaticano dei gay, dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi. Ma bisogna distinguere tra una persona così e il fatto che esistono delle lobby. Le lobby non sono buone. Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volontà chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che non si devono discriminare queste persone per questo. Il problema non è avere questa tendenza. Sono fratelli. In questo caso il problema è fare lobby, lobby di persone con questa tendenza, ma potrebbero essere lobby di avari, di massoni.

     

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  • 154

    L'aborto non è un "male minore". È un crimine. È fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia. È un crimine, è un male assoluto. [...] Non bisogna confondere il male di evitare la gravidanza, da solo, con l'aborto. L'aborto non è un problema teologico: è un problema umano, è un problema medico. Si uccide una persona per salvarne un'altra – nel migliore dei casi – o per passarsela bene. È contro il Giuramento di Ippocrate che i medici devono fare. È un male in se stesso, ma non è un male religioso, all'inizio, no, è un male umano. Ed evidentemente, siccome è un male umano – come ogni uccisione – è condannato. Invece, evitare la gravidanza non è un male assoluto [...]

     

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  • 155

    L'ideologia gender è demoniaca.

     

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  • 156

    L'illegalità è come una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male.

     

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  • 157

    L'importante è come giudichiamo le cose: con la luce che viene dal vero tesoro nel nostro cuore? O con le tenebre di un cuore di pietra?.

     

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  • 158

    L'occhio è l'intenzione del cuore.

     

    Occhi

  • 159

    La celebrazione liturgica non è un atto sociale, un buon atto sociale; non è una riunione dei credenti per pregare assieme. È un'altra cosa. Nella liturgia, Dio è presente.

     

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  • 160

    La Chiesa ha la forma di una famiglia speciale, non di una setta esclusiva, chiusa e la Chiesa non può che avere la forma di una casa accogliente, con le porte aperte, sempre, le chiese e le parrocchie con le porte chiuse non si devono chiamare chiese, ma musei.

     

    Famiglia

  • 161

    La Chiesa offre una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell'unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà, inoltre, riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana. Infine, vogliamo riaffermare che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un'economia a misura d'uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta.

     

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  • 162

    La felicità non si commercia, non è una app da scaricare sul telefonino.

     

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  • 163

    La liturgia è tempo di Dio e spazio di Dio, e noi dobbiamo metterci lì, nel tempo di Dio, nello spazio di Dio e non guardare l'orologio.

     

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  • 164

    La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo.

     

    Invidia

  • 165

    [Sul genocidio armeno] La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come «il primo genocidio del XX secolo»; essa ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana –, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi.

     

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  • 166

    La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio.

     

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  • 167

    Le madri sono l'antidoto più forte al dilagare dell'individualismo egoistico.

     

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  • 168

    Noi cristiani forse abbiamo perso un po' il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio.

     

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  • 169

    Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia. Forse non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede. Questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, nel pane e nel vino consacrati, è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a Lui e con Lui.

     

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  • 170

    Non possiamo insegnare alle future generazioni che è la stessa cosa prepararsi a un progetto di famiglia assumendo l'impegno di una relazione stabile tra uomo e donna e convivere con una persona dello stesso sesso. Stiamo attenti a che, cercando di mettere davanti un preteso diritto degli adulti che lo nasconde, non ci capiti di lasciare da parte il diritto prioritario dei bambini – gli unici che devono essere privilegiati – a fruire di modelli di padre e di madre, ad avere un papà e una mamma.

     

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  • 171

    Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione.

     

    Famiglia

  • 172

    Ma voi pensate che oggi non si facciano, i sacrifici umani? Se ne fanno tanti, tanti! E ci sono delle leggi che li proteggono.

     

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  • 173

    Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo a una storia d'amore. Ognuno di noi è un anello in questa catena d'amore. E se non capiamo questo, non capiamo nulla di cosa sia la Chiesa. È una storia d'amore.

     

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  • 174

    Non c'è festa senza vino, immaginatevi di finire le nozze di Cana bevendo tè.

     

    Vino

  • 175

    Non esiste l'amore a puntate, l'amore a porzioni. L'amore è totale e quando si ama, si ama fino all'estremo.

     

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  • 176

    ... il progresso economico e sociale equo si può ottenere solo congiungendo le capacità scientifiche e tecniche a un impegno di solidarietà costante, accompagnato da una gratuità generosa e disinteressata a tutti i livelli.

     

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  • 177

    ... invito a promuovere insieme una vera mobilitazione etica mondiale che, al di là di ogni differenza di credo o di opinione politica, diffonda e applichi un ideale comune di fraternità e di solidarietà, specialmente verso i più poveri e gli esclusi.

     

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  • 178

    ... io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l'uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l'unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti.

     

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  • 179

    ... la promozione di un'apertura generosa, efficace e concreta alle necessità degli altri deve essere sempre al di sopra dei sistemi e delle teorie economiche e sociali.

     

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  • 180

    [...] una parte importante dell'umanità continua ad essere esclusa dai benefici del progresso e, di fatto, relegata a esseri umani di seconda categoria.

     

    Progresso

  • 181

    A tutti i responsabili chiedo di compiere ogni sforzo di creatività e di generosità per riaccendere la speranza nei cuori di questi nostri fratelli e nel cuore di tutte le persone disoccupate a causa dello spreco e della crisi economica.

     

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  • 182

    Al centro della fede biblica, c'è l'amore di Dio, la sua cura concreta per ogni persona, il suo disegno di salvezza che abbraccia tutta l'umani­tà e l'intera creazione e che raggiunge il vertice nell'Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Quando questa realtà viene oscurata, vie­ne a mancare il criterio per distinguere ciò che rende preziosa e unica la vita dell'uomo. Egli perde il suo posto nell'universo, si smarrisce nella natura, rinunciando alla propria responsabilità morale, oppure pretende di essere arbitro assoluto, attribuendosi un potere di manipolazione senza limiti.

     

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  • 183

    Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l'amore.

     

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  • 184

    Andare verso i poveri non significa che noi dobbiamo diventare pauperisti, o una sorta di "barboni spirituali"! No, no, non significa questo! Significa che dobbiamo andare verso la carne di Gesù che soffre.

     

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  • 185

    Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario.

     

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  • 186

    Cari amici, spalanchiamo la porta della nostra vita alla novità di Dio che ci dona lo Spirito Santo, perché ci trasformi, ci renda forti nelle tribolazioni, rafforzi la nostra unione con il Signore, il nostro rimanere saldi in Lui: questa è una vera gioia!

     

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  • 187

    Che dolce è stare davanti a un crocifisso, o in ginocchio davanti al Santissimo, e semplicemente essere davanti ai suoi occhi! Quanto bene ci fa lasciare che Egli torni a toccare la nostra esistenza e ci lanci a comunicare la sua nuova vita!

     

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  • 188

    Chi segue Cristo, riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci può dare. San Francesco viene associato da molti alla pace, ed è giusto, ma pochi vanno in profondità. Qual è la pace che Francesco ha accolto e vissuto e ci trasmette? Quella di Cristo, passata attraverso l'amore più grande, quello della Croce. È la pace che Gesù Risorto donò ai discepoli quando apparve in mezzo a loro. La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo... Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un'idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi "prende su di sé" il suo "giogo", cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore.

     

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  • 189

    Chi sono io per prendermi cura degli altri? Questa affermazione, vi ricordate, chi l'ha fatta per primo? Caino. «Sono forse io colui che deve nutrire suo fratello?» Questa affermazione criminale, questa frase di morte è un peccato che viene dall'infanzia delle persone che crescono in un modo di pensare egoistico inculcato in loro, sono uomini e donne educati in questo modo.

     

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  • 190

    Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l'allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza.

     

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  • 191

    Con Cristo il cuore non invecchia mai!

     

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  • 192

    Così, per grazia, si può perseverare nel cammino, fino alla fine: l'uomo-bambino si abbandona fra le braccia di Gesù mentre chiede che passi questo calice, e viene preso e portato in braccio, con le mani giunte e gli occhi aperti. Lasciandosi sorprendere ancora una volta, per il dono più grande.

     

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  • 193

    Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l'orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l'orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio.

     

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  • 194

    Dall'altra parte vi sarebbero poi le verità del singolo, che consistono nell'essere autentici davanti a quello che ognuno sente nel suo interno, valide solo per l'individuo e che non possono essere proposte agli altri con la pretesa di servire il bene comune.

     

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  • 195

    Dare la vita è aprire il cuore, e prendersi cura della vita è spendersi con tenerezza e calore per gli altri, portare nel mio cuore l'interesse per gli altri.

     

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  • 196

    Dio non desidera una casa costruita dall'uomo, ma desidera la fedeltà alla sua Parola, al suo disegno; ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito.

     

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  • 197

    Dobbiamo tenere viva nel mondo la sete dell'assoluto, non permettendo che prevalga una visione della persona umana ad una sola dimensione, secondo cui l'uomo si riduce a ciò che produce e a ciò che consuma: è questa una delle insidie più pericolose per il nostro tempo.

     

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  • 198

    È impossibile credere da soli. La fede non è solo un'opzione individuale che avviene nell'interiorità del credente, non è rapporto isolato tra l'"io" del fedele e il "Tu" divino, tra il soggetto autonomo e Dio. Essa si apre, per sua natura, al "noi", avviene sempre all'interno della comunione della Chiesa.

     

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  • 199

    È nel dono di sé, nell'uscire da se stessi, che si ha la vera gioia.

     

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  • 200

    E questo è un po' la missione delle donne: delle mamme, delle donne! Dare testimonianza ai figli, ai nipotini, che Gesù è vivo, è il vivente, è risorto. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell'aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell'amore.

     

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  • 201

    È urgente ricuperare uno spirito contemplativo, che ci permetta di riscoprire ogni giorno che siamo depositari di un bene che umanizza, che aiuta a condurre una vita nuova. Non c'è niente di meglio da trasmettere agli altri.

     

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  • 202

    Esiste anche un'altra povertà! È la povertà spirituale dei nostri giorni, che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, chiama la "dittatura del relativismo", che lascia ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini.

     

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  • 203

    Francesco d'Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso, se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti, a partire dalla natura che accomuna ogni essere umano su questa terra.

     

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  • 204

    Guardare la nostra gente non per come dovrebbe essere ma per com'è e vedere cosa è necessario.

     

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  • 205

    Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio». Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.

     

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  • 206

    I cardinali non sono gli agenti di una ONG, ma sono servitori del Signore, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, che è Colui che fa la vera differenza tra i carismi, e che allo stesso tempo nella Chiesa li conduce all'unità. Il cardinale deve entrare nella dinamica della differenza dei carismi e allo stesso tempo guardare all'unità.

     

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  • 207

    I giovani hanno il desiderio di una vita grande. L'incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l'orizzonte dell'esistenza, le dona una speranza solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all'amore, e assicura che quest'amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità.

     

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  • 208

    I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l'anima e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale.

     

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  • 209

    I preti clericalizzano i laici e i laici ci pregano di essere clericalizzati.

     

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  • 210

    I sacramenti sono per la vita degli uomini e delle donne così come sono. Che magari non fanno tanti discorsi, eppure il loro sensus fidei coglie la realtà dei sacramenti con più chiarezza di quanto succede a tanti specialisti.

     

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  • 211

    Il "sì" di Maria, già perfetto all'inizio, è cresciuto fino all'ora della Croce. Lì la sua maternità si è dilatata abbracciando ognuno di noi, la nostra vita, per guidarci al suo Figlio. Maria è vissuta sempre immersa nel mistero del Dio fatto uomo, come sua prima e perfetta discepola, meditando ogni cosa nel suo cuore alla luce dello Spirito Santo, per comprendere e mettere in pratica tutta la volontà di Dio.

     

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  • 212

    Il credente è trasformato dall'Amore, a cui si è aperto nella fede, e nel suo aprirsi a questo Amore che gli è offerto, la sua esistenza si dilata oltre sé.

     

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  • 213

    Il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore, perché è l'Amore di Dio incarnato, e l'Amore non muore, anzi, sconfigge il male e la morte. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ri-creato, diventa una «nuova creatura».

     

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  • 214

    Il denaro deve servire e non governare!

     

    Brevi

  • 215

    Il diavolo ogni giorno getta nei nostri cuori semi di pessimismo e di amarezza, e se uno si scoraggia, noi ci scoraggiamo. "Non va! Abbiamo fatto questo, non va; abbiamo fatto quell'altro e non va! E guarda quella religione come attira tanta gente e noi no!". È il diavolo che mette questo. Dobbiamo prepararci alla lotta spirituale. Questo è importante. Non si può predicare il Vangelo senza questa lotta spirituale: una lotta di tutti i giorni contro la tristezza, contro l'amarezza, contro il pessimismo; una lotta di tutti i giorni! Seminare non è facile. È più bello raccogliere, ma seminare non è facile, e questa è la lotta di tutti i giorni dei cristiani.

     

    Pessimismo

  • 216

    Il matrimonio è come se fosse un primo sacramento dell'umano, ove la persona scopre se stessa, si auto-comprende in relazione agli altri e in relazione all'amore che è capace di ricevere e di dare. L'amore sponsale e familiare rivela anche chiaramente la vocazione della persona ad amare in modo unico e per sempre, e che le prove, i sacrifici e le crisi della coppia come della stessa famiglia rappresentano dei passaggi per crescere nel bene, nella verità e nella bellezza. Nel matrimonio ci si dona completamente senza calcoli né riserve, condividendo tutto, doni e rinunce, confidando nella Provvidenza di Dio.

     

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  • 217

    Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione, ha avuto in Benedetto XVI un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo, Cristo risorto, presente e vivo nell'Eucaristia.

     

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  • 218

    Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia. Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l'identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.

     

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  • 219

    Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all'unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell'amore di Dio, dal riconoscimento e dall'accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore.

     

    Famiglia

  • 220

    Il restare, il rimanere fedeli implica un'uscita. Proprio se si rimane nel Signore si esce da sé stessi. Paradossalmente proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita.

     

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  • 221

    Il Signore opera un cambiamento in colui che gli è fedele, gli fa alzare lo sguardo da sé stesso. Questa è la missione, questa è la testimonianza.

     

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  • 222

    Il trono regale di Gesù Cristo è il legno della Croce.

     

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  • 223

    Il Vangelo di oggi indica gli elementi di questo cammino spirituale: la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Tutti e tre comportano la necessità di non farsi dominare dalle cose che appaiono: quello che conta non è l'apparenza; il valore della vita non dipende dall'approvazione degli altri o dal successo, ma da quanto abbiamo dentro.

     

    Apparenza

  • 224

    Il vero potere è il servizio.

     

    Potere

  • 225

    La Chiesa non è un negozio, non è un'agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ONG, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo.

     

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  • 226

    La credibilità di un sistema sanitario non si misura solo per l'efficienza, ma soprattutto per l'attenzione e l'amore verso le persone, la cui vita sempre è sacra e inviolabile.

     

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  • 227

    La cultura della morte non è interessata alla vita, ma all'egoismo. Uno è interessato a sopravvivere, ma non a dare la vita, ad avere cura della vita, ad offrire la vita.

     

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  • 228

    La difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. È un fine in sé stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficoltà. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana.

     

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  • 229

    La donna non è una "replica" dell'uomo; viene direttamente dal gesto creatore di Dio. L'immagine della "costola" non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari e che hanno anche questa reciprocità. E il fatto che — sempre nella parabola — Dio plasmi la donna mentre l'uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell'uomo, ma di Dio. Suggerisce anche un'altra cosa: per trovare la donna — e possiamo dire per trovare l'amore nella donna —, l'uomo prima deve sognarla e poi la trova.

     

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  • 230

    La famiglia è il motore del mondo e della storia. Ciascuno di noi costruisce la propria personalità in famiglia, crescendo con la mamma e il papà, i fratelli e le sorelle, respirando il calore della casa. La famiglia è il luogo dove riceviamo il nome, è il luogo degli affetti, lo spazio dell'intimità, dove si apprende l'arte del dialogo e della comunicazione interpersonale.

     

    Famiglia

  • 231

    La famiglia non è la somma delle persone che la costituiscono, ma una «comunità di persone». E una comunità è di più che la somma delle persone. È il luogo dove si impara ad amare, il centro naturale della vita umana. È fatta di volti, di persone che amano, dialogano, si sacrificano per gli altri e difendono la vita, soprattutto quella più fragile, più debole.

     

    Famiglia

  • 232

    La fede ci insegna a vedere che in ogni uomo c'è una benedizione per me, che la luce del volto di Dio mi illumina attraverso il volto del fratello.

     

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  • 233

    La fede di Maria è il compimento della fede d'Israele, in lei è proprio concentrato tutto il cammino, tutta la strada di quel popolo che aspettava la redenzione, e in questo senso è il modello della fede della Chiesa, che ha come centro Cristo, incarnazione dell'amore infinito di Dio.

     

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  • 234

    La Morte e la Risurrezione di Gesù sono proprio il cuore della nostra speranza.

     

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  • 235

    La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall'aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti!

     

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  • 236

    La nuova logica della fede è centrata su Cristo. La fede in Cristo ci salva perché è in Lui che la vita si apre radicalmente a un Amore che ci precede e ci trasforma dall'interno, che agisce in noi e con noi. (20)

     

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  • 237

    La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri. È proprio la nostra testimonianza.

     

    Certezza

  • 238

    La trasmissione della fede avviene in primo luogo attraverso il Battesimo. Potrebbe sembrare che il Battesimo sia solo un modo per simbolizzare la confessione di fede, un atto pedagogico per chi ha bisogno di immagini e gesti, ma da cui, in fondo, si potrebbe prescindere.

     

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  • 239

    La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell'esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l'unico Salvatore di tutto l'uomo e di tutti gli uomini.

     

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  • 240

    La vita è sempre un dare ed è costoso prendersi cura della vita. Oh quanto costa! Costa lacrime. Ma come è bella la cura per la vita, permettere che la vita cresca, dare la vita come Gesù, e dare in abbondanza, per non permettere che anche uno solo di questi più piccoli vada perso.

     

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  • 241

    L'adorazione dell'antico vitello d'oro ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l'economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l'essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo.

     

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  • 242

    Lei mi voleva chiedere: qual è la sua droga? Be', il mate mi aiuta. Ma non ho assaggiato la coca, questo è chiaro eh?

     

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  • 243

    L'essere genitori si fonda nella diversità di essere, come ricorda la Bibbia, maschio e femmina. Questa è la "prima" e più fondamentale differenza, costitutiva dell'essere umano. E' una ricchezza. Le differenze sono ricchezze. C'è tanta gente che ha paura delle differenze, ma sono ricchezze.

     

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  • 244

    L'evangelizzazione chiede da noi un vero coraggio anche per questa lotta interiore, nel nostro cuore, per dire con la preghiera, con la mortificazione, con la voglia di seguire Gesù, con i Sacramenti che sono un incontro con Gesù, per dire a Gesù: grazie, grazie per la tua grazia. Voglio portarla agli altri.

     

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  • 245

    Ma è una strada piena di lupi e, forse per questo motivo, potranno condurci davanti ai tribunali, forse per questo motivo, per la cura della vita, ci potranno uccidere. Dovremmo pensare ai martiri cristiani. Li hanno uccisi perché predicavano questo Vangelo della vita, questo Vangelo che Gesù ha portato. Ma Gesù ci dà la forza. Andate avanti! Non siate sciocchi, ricordate, un cristiano non può permettersi il lusso di essere sciocco.

     

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  • 246

    Mi preoccupa ogni tipo di divisione. L'indipendenza di un popolo attraverso la secessione equivale a uno uno smembramento. Pensiamo alla Jugoslavia. Ovviamente ci sono popoli e culture così differenti che non possono essere tenuti uniti neanche con la colla. Il caso jugoslavo è molto chiaro, ma mi chiedo se la stessa cosa valga per altri, per popoli che sono rimasti uniti fino a ora. Bisogna valutare caso per caso. La Scozia, la Padania, la Catalogna. Ci saranno casi giusti e casi sbagliati, ma la secessione di una nazione senza una storia di unità forzata va presa con le pinze.

     

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  • 247

    Mossi dal desiderio di illuminare tutta la realtà a partire dall'amore di Dio manifestato in Gesù, cercando di amare con quello stesso amore, i primi cristiani trovarono nel mondo greco, nella sua fame di verità, un partner idoneo per il dialogo. L'incontro del messaggio evangelico con il pensiero filosofico del mondo antico costituì un passaggio decisivo affinché il Vangelo arrivasse a tutti i popoli, e favorì una feconda interazione tra fede e ragione, che si è andata sviluppando nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni. Il beato Giovanni Paolo II, nella sua Lettera enciclica Fides et ratio, ha mostrato come fede e ragione si rafforzino a vicenda. (32)

     

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  • 248

    Nella Chiesa l'armonia la fa lo Spirito Santo.

     

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  • 249

    Non andiamo da tanti sepolcri che oggi ti promettono qualcosa, bellezza, e poi non ti danno niente!

     

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  • 250

    Non ci sono difficoltà, tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti alla vite, se non perdiamo l'amicizia con Lui, se gli facciamo sempre più spazio nella nostra vita. Questo anche e soprattutto se ci sentiamo poveri, deboli, peccatori, perché Dio dona forza alla nostra debolezza, ricchezza alla nostra povertà, conversione e perdono al nostro peccato.

     

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  • 251

    Non devo scandalizzarmi, perché la Chiesa è mia madre: devo guardare ai peccati e alle mancanze come guarderei ai peccati e alle mancanze di mia mamma. E quando io mi ricordo di lei, mi ricordo innanzitutto di tante cose belle e buone che ha compiuto, non tanto delle mancanze o dei suoi difetti. Una madre si difende con il cuore pieno d'amore, prima che con la parole. Mi chiedo se nel cuore di molti che entrano in questa dinamica degli scandali ci sia l'amore per la Chiesa.

     

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  • 252

    Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa.

     

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  • 253

    Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che frammentano il tempo, trasformandolo in spazio. Il tempo è sempre superiore allo spazio. Lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza.

     

    Tempo

  • 254

    Non possiamo annunciare altro che la vita, dal principio alla fine. Tutti noi dobbiamo curare la vita, amare la vita, con tenerezza, calore.

     

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  • 255

    Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri.

     

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  • 256

    Non si può perseverare in un'evangelizzazione piena di fervore se non si resta convinti, in virtù della propria esperienza, che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni, non è la stessa cosa poterlo ascoltare o ignorare la sua Parola, non è la stessa cosa poterlo contemplare, adorare, riposare in Lui, o non poterlo fare. Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione.

     

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  • 257

    Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo!

     

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  • 258

    Oggi, in particolare, la coscienza della dignità di ogni fratello, la cui vita è sacra e inviolabile dal suo concepimento alla fine naturale, deve portarci a condividere, con totale gratuità, i beni che la provvidenza ha posto nelle nostre mani, siano essi ricchezze materiali che opere di intelligenza e di spirito, e a restituire con generosità e abbondanza ciò che ingiustamente possiamo aver negato agli altri.

     

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  • 259

    Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la "cultura dello scarto"! Non si possono scartare!

     

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  • 260

    Per un figlio non c'è insegnamento e testimonianza più grande che vedere i propri genitori che si amano con tenerezza, si rispettano, sono gentili tra di loro, si perdonano a vicenda: ciò che riempie di gioia e di felicità vera il cuore dei figli. I figli, prima di abitare una casa fatta di mattoni, abitano un'altra casa, ancora più essenziale: abitano l'amore reciproco dei genitori.

     

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  • 261

    Purtroppo, spesso si è cercato di oscurare la fede nella Risurrezione di Gesù, e anche fra gli stessi credenti si sono insinuati dubbi. Un po' quella fede "all'acqua di rose", come diciamo noi; non è la fede forte. E questo per superficialità, a volte per indifferenza, occupati da mille cose che si ritengono più importanti della fede, oppure per una visione solo orizzontale della vita. Ma è proprio la Risurrezione che ci apre alla speranza più grande, perché apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di Dio, alla felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte possono essere vinti. E questo porta a vivere con più fiducia le realtà quotidiane, affrontarle con coraggio e con impegno.

     

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  • 262

    Quando ci chiudiamo in una qualsiasi forma di egoismo o di auto-compiacimento; quando ci lasciamo sedurre dai poteri terreni e dalle cose di questo mondo, dimenticando Dio e il prossimo; quando poniamo le nostre speranze in vanità mondane, nel denaro, nel successo. Allora la Parola di Dio ci dice: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo?". Perché stai cercando lì? Quella cosa non ti può dare vita! Sì, forse ti darà un'allegria di un minuto, di un giorno, di una settimana, di un mese... e poi?

     

    Egoismo

  • 263

    Quando i fidanzati vengono a sposarsi, a me piace dire a lui, dopo aver parlato del Vangelo: “Ma non dimenticarti che la tua vocazione è fare la tua sposa più donna!”; e a lei dico: “La tua vocazione è fare tuo marito più uomo!”. E così si amano, ma si amano nel farsi, nelle differenze, più uomo e più donna. E questo è il lavoro artigianale del matrimonio, della famiglia di ogni giorno: far crescere l'altro. Far crescere l'altro. Pensare all'altro: il marito alla moglie, la moglie al marito. Questa è comunione.

     

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  • 264

    Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

     

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  • 265

    Questo uomo anziano, questa donna anziana, sono inutili; scarichiamoli, cerchiamo di mandarli nelle case di cura, come si fa con l'impermeabile d'estate con tre naftaline in tasca, negli ospizi perché pensiamo che ora sono da scartare, perché sono inutili. Questo bambino che è in arrivo è un peso per la famiglia: «Oh no, a cosa serve? Non ho idea. Scartiamolo e rimandiamolo al mittente». Questo è ciò che la cultura della morte ci predica.

     

    Vecchiaia

  • 266

    Qui pure c'è l'invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un'invidia che cerca astutamente di distruggere l'immagine di Dio, cioè l'uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio.

     

    Invidia

  • 267

    Richiamare la connessione della fede con la verità è oggi più che mai necessario, proprio per la crisi di verità in cui viviamo. Nella cultura contemporanea si tende spesso ad accettare come verità solo quella della tecnologia: è vero ciò che l'uomo riesce a costruire e misurare con la sua scienza, vero perché funziona, e così rende più comoda e agevole la vita. Questa sembra oggi l'unica verità certa, l'unica condivisibile con altri, l'unica su cui si può discutere e impegnarsi insieme.

     

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  • 268

    Sai come si suicida un argentino? Si arrampica sul proprio ego e poi si butta giù. 

     

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  • 269

    Sappiamo quanta violenza abbia prodotto nella storia recente il tentativo di eliminare Dio e il divino dall'orizzonte dell'umanità, e avvertiamo il valore di testimoniare nelle nostre società l'originaria apertura alla trascendenza che è insita nel cuore dell'uomo. In ciò, sentiamo vicini anche tutti quegli uomini e donne che, pur non riconoscendosi appartenenti ad alcuna tradizione religiosa, si sentono tuttavia in ricerca della verità, della bontà e della bellezza, questa verità, bonta e bellezza di Dio, e che sono nostri preziosi alleati nell'impegno a difesa della dignità dell'uomo, nella costruzione di una convivenza pacifica fra i popoli e nel custodire con cura il creato.

     

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  • 270

    Se andiamo in fondo alla strada della vita ci possono accadere cose brutte, ma non importa. Ne vale la pena. Lui per primo ci ha aperto la strada. Quindi, andate avanti e non scoraggiatevi. Prendetevi cura della la vita. Ne vale la pena!

     

    Strada

  • 271

    Se la Chiesa segue il suo Signore, esce da sé stessa, con coraggio e misericordia: non rimane chiusa nella propria autoreferenzialità. Il Signore opera un cambiamento in colui che gli è fedele, gli fa alzare lo sguardo da sé stesso. Questa è la missione, questa è la testimonianza.

     

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  • 272

    Se l'amore ha bisogno della verità, anche la verità ha bisogno dell'amore. Amore e verità non si possono separare. Senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona. La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall'amore. Chi ama capisce che l'amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata.

     

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  • 273

    Senza un amore affidabile nulla potrebbe tenere veramente uniti gli uomini. L'unità tra loro sarebbe concepibile solo come fondata sull'utili­tà, sulla composizione degli interessi, sulla paura, ma non sulla bontà di vivere insieme, non sulla gioia che la semplice presenza dell'altro può suscitare.

     

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  • 274

    Sì, il nostro cuore si edifica sulla memoria di quegli uomini e quelle donne che ci hanno fatto avvicinare a sorgenti di vita e di speranza a cui potranno attingere anche quelli che ci seguiranno. È la memoria dell'eredità ricevuta che dobbiamo, a nostra volta, trasmettere ai nostri figli.

     

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  • 275

    Solo lo Spirito Santo può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l'unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l'unità facciamo l'uniformità, l'omologazione.

     

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  • 276

    Sono sicuro che ho raccontato questa storia, una storia che io ho sentito da bambino, a casa mia. Racconto che in una famiglia il nonno abitava lì, col figlio, la nuora, i nipotini. Ma il nonno era invecchiato, aveva avuto un piccolo ictus, era anziano e quando era a tavola e mangiava, si sporcava un po'. Il papà aveva vergogna di suo padre. E diceva: “Ma, non possiamo invitare gente a casa…”. E ha deciso di fare un tavolo piccolo, in cucina, perché il nonno prendesse il pasto da solo in cucina. La cosa è andata così… Alcuni giorni dopo, arriva a casa dopo il lavoro e trova suo figlio – 6-7 anni – che giocava con legni, col martello, con i chiodi… “Ma cosa fai, ragazzo?” - “Sto facendo un tavolino…” - “E perché?” - “Perché quando tu sarai vecchio, potrai mangiare da solo come mangia il nonno!”.

     

    Cucina

  • 277

    Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo.

     

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  • 278

    Una diffusa mentalità dell'utile, la "cultura dello scarto", che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. La nostra risposta a questa mentalità è un "sì" deciso e senza tentennamenti alla vita.

     

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  • 279

    Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell'orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l'orizzonte che è di Dio.

     

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  • 280

    Vedete, la novità di Dio non assomiglia alle novità mondane, che sono tutte provvisorie, passano e se ne ricerca sempre di più. La novità che Dio dona alla nostra vita è definitiva, e non solo nel futuro, quando saremo con Lui, ma anche oggi: Dio sta facendo tutto nuovo, lo Spirito Santo ci trasforma veramente e vuole trasformare, anche attraverso di noi, il mondo in cui viviamo. Apriamo la porta allo Spirito, facciamoci guidare da Lui, lasciamo che l'azione continua di Dio ci renda uomini e donne nuovi, animati dall'amore di Dio, che lo Spirito Santo ci dona! Che bello se ognuno di voi, alla sera potesse dire: oggi a scuola, a casa, al lavoro, guidato da Dio, ho compiuto un gesto di amore verso un mio compagno, i miei genitori, un anziano! Che bello!

     

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  • 281

    Vorrei che tutti noi, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l'unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

     

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  • 282

    A Natale Dio ci dona tutto Sé stesso donando il suo Figlio, l'Unico, che è tutta la sua gioia.

     

    Natale

  • 283

    A questo ci chiama il Natale: a dare gloria a Dio, perché è buono, è fedele, è misericordioso. In questo giorno auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù. Auguro a tutti di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo.

     

    Natale

  • 284

    Che lo Spirito Santo illumini oggi i nostri cuori, perché possiamo riconoscere nel Bambino Gesù, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, la salvezza donata da Dio a ognuno di noi, a ogni uomo e a tutti i popoli della terra.

     

    Natale

  • 285

    Ci affidiamo all'intercessione della nostra Madre e di san Giuseppe, per vivere un Natale veramente cristiano, liberi da ogni mondanità, pronti ad accogliere il Salvatore, il Dio-con-noi.

     

    Natale

  • 286

    Come per i pastori di Betlemme, possano anche i nostri occhi riempirsi di stupore e meraviglia, contemplando nel Bambino Gesù il Figlio di Dio.

     

    Natale

  • 287

    Dice il profeta Isaia: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce». La vide la gente semplice, la gente disposta ad accogliere il dono di Dio. Al contrario, non la videro gli arroganti, i superbi, coloro che stabiliscono le leggi secondo i propri criteri personali, quelli che assumono atteggiamenti di chiusura. Guardiamo il presepe e preghiamo, chiedendo alla Vergine Madre: “O Maria, mostraci Gesù!”.

     

    Natale

  • 288

    Dove nasce Dio, nasce la speranza: Lui porta la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace. E dove nasce la pace, non c'è più posto per l'odio e per la guerra.

     

    Natale

  • 289

    Gesù, il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo, è nato per noi. È nato a Betlemme da una vergine, realizzando le antiche profezie. La vergine si chiama Maria, il suo sposo Giuseppe. Sono le persone umili, piene di speranza nella bontà di Dio, che accolgono Gesù e lo riconoscono. Così lo Spirito Santo ha illuminato i pastori di Betlemme, che sono accorsi alla grotta e hanno adorato il Bambino.

     

    Natale

  • 290

    Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero di questa notte viene veramente da Dio. Non c'è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c'è spazio per l'indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore.

     

    Natale

  • 291

    Guardando il Bambino nel presepe, Bambino di pace, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati… Le guerre spezzano e feriscono tante vite!

     

    Natale

  • 292

    Il dono prezioso del Natale è la pace, e Cristo è la nostra vera pace. E Cristo bussa ai nostri cuori per donarci la pace, la pace dell'anima. Apriamo le porte a Cristo!

     

    Natale

  • 293

    Il Signore ci ripete: «Non temete». Come hanno detto gli angeli ai pastori: «Non temete». E anch'io ripeto a tutti voi: Non temete! Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia: il nostro Padre ci perdona sempre. Egli è la nostra pace. Amen.

     

    Natale

    Angeli

  • 294

    In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere. Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi? “Ma io cerco il Signore” – potremmo ribattere. Tuttavia, la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza. Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene?

     

    Natale

  • 295

    In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall'umile grotta di Betlemme, invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Gesù, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi. Buon Natale a tutti!

     

    Natale

  • 296

    In una società spesso ebbra di consumo e di piacere, di abbondanza e lusso, di apparenza e narcisismo, Lui ci chiama a un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l'essenziale. In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato, c'è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio. Dentro una cultura dell'indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera.

     

    Natale

  • 297

    La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. È venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l'Amore fattosi carne.

     

    Natale

  • 298

    Lungo il cammino della storia, la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione. In questo consiste l'annuncio della notte di Natale.

     

    Natale

  • 299

    O Bambino di Betlemme, tocca il cuore di quanti sono coinvolti nella tratta di esseri umani, affinché si rendano conto della gravità di tale delitto contro l'umanità. Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini che vengono rapiti, feriti e uccisi nei conflitti armati, e a quanti vengono trasformati in soldati, derubati della loro infanzia.

     

    Natale

  • 300

    Oggi il Figlio di Dio è nato: tutto cambia. Il Salvatore del mondo viene a farsi partecipe della nostra natura umana, non siamo più soli e abbandonati. La Vergine ci offre il suo Figlio come principio di vita nuova. La luce vera viene a rischiarare la nostra esistenza, spesso rinchiusa nell'ombra del peccato.

     

    Natale

  • 301

    Questo Bambino ci insegna che cosa è veramente essenziale nella nostra vita. Nasce nella povertà del mondo, perché per Lui e la sua famiglia non c'è posto in albergo. Trova riparo e sostegno in una stalla ed è deposto in una mangiatoia per animali. Eppure, da questo nulla, emerge la luce della gloria di Dio. A partire da qui, per gli uomini dal cuore semplice inizia la via della vera liberazione e del riscatto perenne.

     

    Natale

  • 302

    Il mio prossimo è anche il migrante che ha fede e nazionalità diverse e che vogliono cacciare.

    » Angelus 

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  • 303

    Chi parla male del prossimo è un ipocrita che non ha il coraggio di guardare i propri difetti.

     

    Ipocrisia

    Difetti

  • 304

    Nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è -solidarietà-, saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto.

     

    Solidarietà

  • 305

    Tutti voi avete una cassa, una scatola, e dentro c’è un tesoro. E il vostro impegno è quello di aprire la scatola, togliere il tesoro, farlo crescere e darlo agli altri, e accogliere il tesoro degli altri. Ognuno di noi ha in sé un tesoro. Se lo teniamo chiuso, rimane chiuso lì; se lo condividiamo con gli altri, il tesoro si moltiplica.

     

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  • 306

    Dobbiamo recuperare tutti il senso del dono, della gratuità, della solidarietà. Un capitalismo selvaggio ha insegnato la logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento senza guardare alle persone… e i risultati li vediamo nella crisi che stiamo vivendo!

     

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  • 307

    Solo l'educazione alla fraternità, a una solidarietà concreta, può superare la -cultura dello scarto-, che non riguarda solo il cibo e i beni, ma prima di tutto le persone che vengono emarginate da sistemi tecno-economici dove al centro, senza accorgerci, spesso non c'è più l’uomo, ma i prodotti dell'uomo.

     

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2019-01-06T10:33:16+02:00