601 Aforismi Citazioni e Frasi Celebri di Seneca

Seneca frasi celebri

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Nome: Lucio Anneo Seneca
In Arte: Seneca o Seneca il giovane
Luogo di Nascita: Cordova ( Spagna )
Data Nascita: 4 a.C.
Data Morte: 65 d.C
Professione: Filosofo
Premi:

Lucio Anneo Seneca è sicuramente uno dei personaggi più importanti che risalgono all’epoca dell’Antica Roma. Egli nacque in Spagna, e precisamente a Cordova nel 5 d.C: apparteneva ad una famiglia del ceto equestre spagnolo. Personalità di un certo spessore fu anche il padre di Seneca, Seneca il Vecchio, il quale decise di stabilirsi a Roma per motivi di affari. Egli infatti era una delle figure di spicco per quanto riguardava l’insegnamento dei retori.

Inevitabilmente Roma diventa città fondamentale nella crescita di Seneca che, fin dalle prime fasi della sua vita, deve far fronte con una salute non certo perfetta. Infatti, come testimonia lui stesso all’interno di alcune sue epistole, Seneca soffriva di attacchi di asma continui e soprattutto di svenimenti che ne influenzavano notevolmente lo stile di vita. La formazione di Seneca, dunque, ha una netta impronta romana, come evidente anche da quelli che furono i suoi maestri: come voleva il padre, Seneca seguì l’operato di un grammaticus, oltre a frequentare la scuola cinica dei Sestii. Proprio qui ha la possibilità d’incontrare uno dei suoi più grandi maestri, Quinto Sestio.

Non solo Sestio, in quanto Lucio Anneo Seneca decise di frequentare una serie di maestri che sono diventati fondamentali per la sua formazione e soprattutto per alcune sue idee, sviluppatesi col tempo. In particolare, Seneca nutriva grande senso di ammirazione anche verso Attalo e Sozione, due figure che gli hanno permesso di approfondire i discorsi sulle dottrine di Pitagora e su tutte quelle che erano le pratiche ascetiche note. Nonostante una salute alquanto cagionevole, le conoscenze di Seneca sul mondo della medicina erano notevoli, per quelle che erano le nozioni note all’epoca. In particolare, fu proprio lui a gettare le basi a quello che è il concetto di omeostasi, ovvero di equilibrio interno del corpo umano e che viene meno nel momento in cui vi è una patologia o un disturbo.

Egli parlava di spiritus, ovvero dell’equilibrio interno al corpo umano legato a quattro elementi fondamentali come caldo, freddo, secco ed umido. Inevitabilmente Seneca finisce per interessarsi di filosofia e sviluppa un suo pensiero anche grazie alla formazione ricevuta nel corso degli anni dalla famiglia e soprattutto dai suoi maestri. La visione filosofica di Lucio Anneo Seneca è prevalentemente di stampo stoico anche se risente notevolmente della formazione ricevuta presso i Sestii: infatti furono proprio questi ad inculcare nel giovane Seneca il concetto di esame di coscienza e l’importanza.

L’uomo, stando alla sua visione, deve essere in grado di allineare il proprio stile di vita a quello che è l’elemento della natura, fondamentale, senza mai dimenticare il principio divino che è alla base della vita umana. Ma un evento fondamentale nella vita di Seneca fu il viaggio in Egitto che avvenne intorno al 20 d.C. Questa esperienza fu legata alla decisione di Tiberio di sciogliere la setta dei Sestii, quella a cui appartenevano due dei principali maestri di Seneca. Probabilmente alla base vi erano motivi politici, fatto sta che Seneca sfruttò questo viaggio non solo per scopi medici, in quanto andò per curare la sua salute, ma anche per approfondire le sue conoscenze sulla geografia dell’Egitto e sulla cultura religiosa diffusa in questo territorio. I dettagli del suo viaggio in Egitto sono parte dell’opera Naturales quaestiones.

Indubbiamente Lucio Anneo Seneca fu una personalità di un certo spessore nell’Antica Roma anche per via della sua attività politica. Al suo rientro dall’Egitto, attestato da fonti storiche intorno al 31 d.C., entrò a far parte del Senato col ruolo di questore. Fin da subito divenne una personalità in vista anche grazie alle sue grandi qualità di oratore che ne attirarono tante simpatie, ma anche antipatie importanti. Le fonti storiche dell’epoca parlano di una gelosia dell’imperatore Caligola che voleva eliminarlo intorno al 40. Fu salvato da una amante dell’imperatore che lo fece desistere facendo presente come la salute cagionevole di Seneca sarebbe potuta diventare causa di morte.

Alla fine l’esilio arrivò qualche anno dopo quando il successore di Caligola, Claudio, decise di esiliarlo in Corsica. L’esilio di Seneca durò circa otto anni e al ritorno la moglie dell’imperatore Claudio decise di affidargli il ruolo di tutore per suo figlio, Nerone. Il ruolo di Seneca fu di fondamentale importanza nella crescita del giovane Nerone e soprattutto nella sua ascesa al potere: infatti fu proprio lui ad insegnargli, secondo i suoi principi e le sue ideologie, quelle che erano le nozioni base che lo avrebbero portato in alto. Il rapporto tra Seneca e Nerone fu particolarmente forte tra il 54 e il 58 e i primi cinque anni di governo del nuovo imperatore furono molto felici anche per Seneca.

Infatti, secondo quanto riportato dallo stesso Lucio Anneo Seneca, visse un periodo di ricchezza che mai ha vissuto prima. Pregevoli le sue collezioni e le ricchezze accumulate, ma col passare del tempo il rapporto Seneca-Nerone andò deteriorandosi. Oltre ad un rapporto ormai rotto, Seneca iniziò a temere per la propria vita, ecco perché nel 59 decise di ritirarsi a vita privata: questo determinò anche la donazione di tutti i suoi averi all’imperatore Nerone.

L’imperatore Nerone, anche dopo il ritiro a vita privata di Seneca, nutrì particolare insofferenza nei suoi confronti e l’occasione per farlo fuori arrivò nel 65. Infatti questa è la data della congiura di Pisone per eliminare Nerone: la congiura però fallì e molte fonti parlano di un coinvolgimento di Seneca, anche per via della forte conoscenza che aveva con Nerone. Seneca, invece, nei suoi scritti dice di essere stato solamente informato di questa congiura e di non averne minimamente preso parte. Proprio questo fu il motivo che spinse Nerone a condannare quello che fu il suo maestro: l’imperatore gli ordinò di suicidarsi e lo costrinse sottolineando come se non lo avesse fatto sarebbe stato giustiziato dai suoi uomini. Il suicidio avvenne nel 65 d.C. e fu un atto di grande coerenza dello stesso Seneca nei confronti dei suoi discepoli a cui aveva cercato di lasciare i suoi insegnamenti.

Colpito dalle lacrime degli stessi, sottolineò come il suo suicido sarebbe avvenuto dinanzi a loro per mettere alla prova quell’apatia che lui predicava come dote della persona saggia. Stando ai racconti di Tacito, la scena del suicido di Seneca fu un qualcosa di molto cruento in quanto lui stesso decise di tagliarsi le vene dei polsi, ma dato che il sangue fuoriusciva lentamente iniziò a tagliarsi le vene anche delle gambe e delle ginocchia. Aggiunse anche la somministrazione di un veleno utilizzato all’epoca a base di cicuta, oltre a farsi gettare all’interno di una vasca di acqua bollente. Proprio l’acqua calda è alla base della sua morte, avvenuta per soffocamento a causa dei vapori caldi.

  • 1) L'amore è un'amicizia impazzita.
    Amore
  • 2) Rifletti a lungo se è il caso di accogliere qualcuno come amico, ma, una volta deciso, accoglilo con tutto il cuore e parla con lui apertamente come con te stesso.
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  • 3) L'anima è più forte di ogni fortuna, indirizza da sé le cose in un senso o nell'altro ed è causa della propria felicità o infelicità.
    Anima
  • 4) Ritieniti felice allorché ogni tua gioia nascerà da te stesso.
    Felicità
  • 5) L'animo del saggio è come il mondo sulla luna: là c'è sempre il sereno.
    Saggezza
  • 6) Ritirati in te soprattutto quando sei costretto a stare tra la folla.
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  • 7) L'applauso della folla è la prova dell'empietà di una causa.
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  • 8) Ritirati in te stesso per quanto puoi; frequenta le persone che possono renderti migliore e accogli quelli che puoi rendere migliori.
    Persone
  • 9) L'arciere non deve colpire il bersaglio di quando in quando, ma deve sbagliare solo di quando in quando; non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
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  • 10) Sacra è la voce del popolo.
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  • 11) L'attesa del castigo è già una pena.
    Attesa
  • 12) Sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente.
    Futuro
  • 13) L'avversa fortuna non annienta nessuno, se non chi ha illuso la buona.
    Fortuna
  • 14) Sarà quel che dev'essere, ma ciò che è una necessità per chi si ribella, è poco più che una scelta per chi vi si adatta di buon grado.
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  • 15) L'eloquenza povera e scarna rende gli ascoltatori meno attenti: la lentezza e le frequenti interruzioni annoiano; tuttavia, un discorso che si fa attendere rimane più facilmente impresso di uno che scorre via veloce.
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  • 16) Sbagliamo a temere l'ultimo giorno: ogni giorno concorre in egual misura alla morte.
    Giorno
  • 17) L'esistenza sia una giusta combinazione tra moralità e morale predominante.
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  • 18) Se alle nostre lacrime non porrà termine la ragione, non lo porrà la fortuna.
    Lacrime
  • 19) L'impedimento principale al nostro sviluppo è che ci sentiamo troppo presto e facilmente contenti di noi.
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  • 20) Se giudichi il denaro un bene, ti angustierà una povertà falsa.
    DenaroPovertà
  • 21) L'inizio della salvezza è la conoscenza del peccato.
    Peccato
  • 22) Se guardiamo un pezzo di legno perfettamente diritto, immerso nell'acqua, ci sembra curvo e spezzato. Non ha importanza che cosa guardi, ma come guardi: la nostra mente si ottenebra nello scrutare la verità.
    MenteVerità
  • 23) L'ira sfrenata genera pazzia.
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  • 24) Se i ritratti dei nostri amici assenti ci sono graditi, perché rinnovano il ricordo e alleviano la nostalgia con un falso ed effimero conforto, tanto più ci è gradita una lettera, che porta le vere tracce, i veri segni dell'amico assente.
    Amicizia
  • 25) L'ira trasforma nel suo contrario tutto ciò che è ottimo e giustissimo. Non consente che si ricordi di alcun dovere colui che da essa è posseduto: fa di un padre un avversario, d'un figlio un parricida, d'una madre una matrigna, d'un cittadino un nemico, d'un re un tiranno.
    no tags
  • 26) Se il lamentarsi non risuscita nessuno, se il soffrire non muta una sorte immobile e fissa per l'eternità e la morte non ha mai mollato quel che si è preso, cessi un dolore in pura perdita.
    Dolore
  • 27) L'ira è bramosa di punire, e non è affatto conforme alla natura dell'uomo che una tal brama egli nutra nel suo cuore mansueto. La vita dell'uomo si fonda sulle buone azioni e sulla concordia, ed è spinta al patto di comune aiuto non dalla paura ma dall'amore reciproco.
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  • 28) Se l'eloquenza scaturisce senza sforzo, facile o spontanea, ben venga e tratti argomenti di grande rilievo: ma evidenzi la sostanza, non se stessa.
    no tags
  • 29) L'ira è temuta come il buio dai bimbi e una piuma rossa dalle fiere. Essa non ha in sé alcunché di saldo o di forte, ma impressiona gli animi fatui.
    no tags
  • 30) Se la felicità consistesse nella sensualità, le bestie sarebbero più felici dell'uomo, l'umana felicità invece ha sede nell'anima, non nel corpo.
    Felicità
  • 31) L'ora del destino varia da uomo a uomo, ma non tralascia nessuno: l'animo stia all'erta, senza mai temere l'inevitabile, aspettandosi sempre l'incerto.
    Destino
  • 32) Se mi arrenderò al piacere, dovrò arrendermi anche al dolore, alla fatica, alla povertà, anche l'ambizione e l'ira vorranno le mie energie, anzi sarò straziato fra tante passioni. Aspiro alla libertà, questo è il premio a cui sono rivolte tutte le mie fatiche. Mi chiedi che cosa sia la libertà? È indipendenza da ogni cosa, da qualunque circostanza esterna, da qualunque necessità.
    Libertà
  • 33) La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pie­tre non si sostenessero reciprocamente.
    Solidarietà
  • 34) L'ozio senza il conforto delle lettere è morte e sepoltura di un uomo vivo.
    Ozio
  • 35) Se non vuoi adirarti con i singoli, devi perdonare tutti.
    Perdono
  • 36) L'ubriachezza non origina i vizi, ma li mette in luce: è allora che l'uomo libidinoso non aspetta nemmeno di entrare in camera da letto, ma soddisfa subito le sue voglie; che l'impudico rivela apertamente i suoi istinti morbosi; che l'insolente non tiene più a freno la lingua e le mani. Cresce la superbia dell'arrogante, la crudeltà del violento, la malevolenza dell'invidioso; ogni vizio viene fuori ingigantito.
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  • 37) Se saprai richiamarti agli studi, fuggirai ogni forma di fastidio della vita e non desidererai che venga la notte per noia della luce, non sarai di peso a te stesso né di troppo per gli altri; attrarrai molti nella tua amicizia e tutti i migliori verranno da te.
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  • 38) L'ubriachezza non è altro che una pazzia volontaria.
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  • 39) Se una sofferenza ci tormenta senza aiutarci, bisogna smetterla prima possibile e allontanare dal cuore conforti illusori e l'amara voluttà del dolore.
    Sofferenza
  • 40) L'unico bene è l'onestà, gli altri sono beni falsi e fittizi.
    Onestà
  • 41) Se uno non sa di sbagliare, non vuole correggersi: devi coglierti in fallo, prima di correggerti.
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  • 42) L'unico bene, la condizione fondamentale per una vita felice, è la fiducia in se stessi... nè può renderti felice la bellezza o la forza del corpo: nessuno di quei beni resiste al passare del tempo.
    Fiducia
  • 43) Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
    Morte
  • 44) L'unico tempo certo è quello passato.
    Passato
  • 45) Se uno segue le orme di un altro, non trova niente, anzi neppure cerca.
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  • 46) L'uomo che non si gonfia nella buona sorte, neppure si angustia quando il vento cambia.
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  • 47) Se uno sente il bisogno della ricchezza, teme di perderla; ma nessuno può godere di un bene che gli dà preoccupazione.
    Ricchezza
  • 48) L'uomo che non solo decide di morire, ma trova anche il modi di farlo, è grande.
    Morte
  • 49) Se uno vuole arrivare a destinazione, deve seguire una sola strada, non vagare qua e là: questo non è avanzare, ma andare errando.
    Strada
  • 50) L'uomo più potente è quello che è padrone di se stesso.
    Essere
  • 51) Se uno vuole quanto basta, ha ciò che vuole.
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  • 52) L'uomo più ricco è quello a cui la fortuna non trova niente da dare.
    Fortuna
  • 53) Se vivrai secondo natura, non sarai mai povero; se vivrai secondo le opinioni, non sarai mai ricco.
    Vivere
  • 54) Chi ha fatto un beneficio taccia: lo dica chi lo ha ricevuto.
    Beneficenza
  • 55) L'uomo saggio è anche moderato; l'uomo moderato è anche tenace; l'uomo tenace è imperturbabile, l'uomo imperturbabile non è mai triste; chi non è mai triste è felice; quindi, il saggio è felice e la saggezza è sufficiente per avere una vita felice.
    Saggezza
  • 56) Se volete evitare il timore, pensate che bisogna temere ogni cosa.
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  • 57) L'uomo è un animale dotato di ragione: il suo bene lo attua appieno, se adempie al fine per cui è nato. Che cosa esige da lui questa ragione? Una cosa facilissima: che viva secondo la natura che gli è propria.
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  • 58) Se vuoi credere a coloro che penetrano più profondamente la verità, tutta la vita è un supplizio. Gettàti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita giù con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l'uno contro l'altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare così tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi è altro porto che la morte.
    Verità
  • 59) L'utilità dà la misura del necessario: ma il superfluo in che modo si può misurarlo?
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  • 60) Se vuoi essere amato, ama.
    Amore
  • 61) La calamità è l'opportunità della virtù.
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  • 62) Se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che avverrà senz'altro quello che temi e, qualunque sia quel male, misuralo con te stesso e poi valuta attentamente la tua paura: sicuramente ti renderai conto che il male temuto o non è grave o non durerà a lungo.
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  • 63) La condizione dell'uomo poggia su buone basi: nessuno è infelice se non per sua colpa. Ti piace vivere? Vivi; se no, puoi tornare da dove sei venuto.
    Infelicità
  • 64) Se vuoi rendere ricca una persona, non devi aumentargli i beni, ma diminuirne i desideri.
    Desiderio
  • 65) La cosa migliore è disprezzare subito i primi sintomi dell'ira e opporci al suo stesso nascere e impegnarci a non cadere in suo possesso. Poiché se comincia a portarci fuori strada, è difficile il ritorno alla salvezza, in quanto la ragione non ha voce una volta che la passione è entrata in noi e la nostra volontà le ha riconosciuto qualche diritto.
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  • 66) Se vuoi sottomettere a te ogni cosa, sottomettiti alla ragione; farai da guida a molti se la ragione farà da guida a te.
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  • 67) La filosofia insegna ad agire, non a parlare, ed esige che si viva secondo le sue leggi, perché la vita non sia in contrasto con le parole, né con sé stessa, e tutte le nostre azioni si uniformino a un unico principio.
    Filosofia
  • 68) Se vuoi valutare te stesso, metti da parte il denaro, la casa, la tua posizione, esaminati all'interno.
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  • 69) La filosofia non respinge né preferisce nessuno: splende a tutti.
    Filosofia
  • 70) Seguite questa sana e salutare regola di vita: concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.
    Salute
  • 71) La filosofia non è un'arte che cerca il favore popolare e non è fatta per essere ostentata; non consiste nelle parole, ma nei fatti.
    Filosofia
  • 72) Senza un avversario la virtù marcisce.
    Virtù
  • 73) La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione.
    FortunaTalento
  • 74) Si può capire il carattere di una persona dal modo in cui accoglie le lodi.
    Carattere
  • 75) La fortuna teme i forti e opprime i deboli.
    Fortuna
  • 76) Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.
    Futuro
  • 77) La gloria insegue preferibilmente quelli che la sfuggono.
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  • 78) Siamo giunti a tanto meschine insulsaggini che ci tormenta non solo il dolore, ma il pensiero del dolore, come accade solitamente ai bambini, i quali sono spaventati dall'ombra.
    Dolore
  • 79) La gloria è l'ombra della virtù: la seguirà anche contro il suo volere.
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  • 80) Siamo tutti schiavi dello stesso destino; se uno nasce, deve morire.
    Destino
  • 81) La lealtà comprata col denaro, dal denaro può essere distrutta.
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  • 82) Siamo tutti sconsiderati e incauti, insicuri, brontoloni, ambiziosi (ma perché cerco di nascondere con parole troppo blande la piaga di tutti?), siamo tutti malvagi. Pertanto qualunque vizio venga rimproverato a un altro, ciascuno se lo ritroverà in seno.
    Essere
  • 83) La libertà è l'affrancamento dalle passioni.
    Libertà
  • 84) Siate persuasi che è ben difficile essere sempre il medesimo uomo.
    Essere
  • 85) La lunghezza della vita non si misura dai capelli bianchi o dalle rughe: non è un vivere questo, è solo un esistere a lungo.
    Vita
  • 86) Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero.
    Sapere
  • 87) La memoria rinnova l'angoscia della paura, il prevedere il futuro ce l'anticipa; nessuno è infelice solo per il presente.
    Memoria
  • 88) Smetterai di temere quando avrai smesso di sperare.
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  • 89) La menzogna è uno schermo sottile; se guardi con attenzione, è trasparente.
    Menzogna
  • 90) Soli, saremo migliori.
    Solitudine
  • 91) La metà della vita la passiamo dormendo.
    Dormire
  • 92) Solo il saggio è contento delle cose sue; gli sciocchi, invece, sono tormentati dal disgusto di se stessi.
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  • 93) La morte che tanto temiamo e rifiutiamo interrompe la vita, non la elimina.
    Morte
  • 94) Sono nato per un solo cantuccio, la mia patria è il mondo intero.
    Mondo
  • 95) La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.
    Morte
  • 96) Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà.
    Paura
  • 97) La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l'ultima morte.
    Morte
  • 98) Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi, non vanno da sé, ma sono trasportati.
    Decisione
  • 99) La morte pareggia tutto.
    Morte
  • 100) Spesso il vivere bene consiste proprio nel non vivere a lungo.
    Vivere
  • 101) La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre.
    Morte
  • 102) Spesso un piccolo dono produce grandi effetti.
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  • 103) La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.
    Morte
  • 104) Spesso vogliamo una cosa e preghiamo per un'altra, senza ammettere la verità neanche agli dei.
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  • 105) La morte è il non-essere. Dopo di me accadrà ciò che è stato prima di me. Se prima non abbiamo sofferto, vuol dire che non soffriremo dopo. Siamo come una lucerna che, spegnendosi, non può stare peggio di quando non era accesa. Solo nel breve intermezzo possiamo essere sensibili al male.
    Morte
  • 106) Spesso è inutile e vana la volontà non di chi intraprende cose facili, ma di chi vuole che siano facili le cose che ha intraprese.
    Volontà
  • 107) La natura del dolore è eccellente, perché, se si protrae, non può essere grande, e se è grande, non può protrarsi.
    Dolore
  • 108) Stolto è colui che giudica gli uomini dal vestito o dalla condizione sociale.
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  • 109) La nostra condizione è buona al momento della nascita; è colpa nostra se la peggioriamo. La natura ha agito in modo che non ci vuole molto per vivere bene: ognuno è in grado di rendersi felice.
    FelicitàBenessere
  • 110) Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere.
    Coraggio
  • 111) La nostra insensatezza è evidente: secondo noi compriamo unicamente ciò per cui sborsiamo del denaro, e definiamo gratuito quello per cui paghiamo di persona.
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  • 112) Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!
    Amore
  • 113) La nostra vita è quasi un nulla; e tuttavia, pazzi, facciamo progetti a lungo termine.
    Vita
  • 114) Ti stupisci che fuggire non ti serva? I mali che fuggi sono in te.
    Male
  • 115) La punizione più grande per l'uomo perverso consiste nel dispiacere a sé e ai suoi.
    Dispiacere
  • 116) Ti stupisci come di un fatto inaudito, perché, pur avendo viaggiato a lungo e in tanti posti diversi, non ti sei scrollato di dosso la tua tristezza e il tuo malessere spirituale? Devi cambiare animo, non cielo.
    Anima
  • 117) -Questo l'ha detto Zenone-; e tu, cosa dici? -Questo Cleante-; e tu? Fino a quando ti muoverai sotto la guida di un altro? Prendi il comando e pronuncia frasi che meritino di essere imparate a memoria, tira fuori anche qualcosa di tuo.
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  • 118) La qualità migliore di un animo generoso è l'istinto al bene. Nessun uomo di spirito elevato si compiace di cose abiette e sordide: lo attira e lo esalta la bellezza delle cose grandi.
    Qualità
  • 119) Tra chi ha un amico e chi lo cerca c'è differenza, come tra il contadino che miete e quello che semina.
    Amicizia
  • 120) A me bastano poche persone, anzi una sola o addirittura nessuna.
    Persone
  • 121) La ragione dà tempo a entrambi i contendenti, quindi chiede un rinvio anche per se stessa, per avere il tempo di appurare la verità: l'ira ha fretta. La ragione vuol pronunciare un verdetto giusto, l'ira vuole che sembri giusto il verdetto che ha pronunciato. La ragione valuta unicamente la questione di cui tratta, l'ira si lascia impressionare da cose futili ed estranee alla causa.
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  • 122) Traversare gli oceani, cambiare città, a cosa serve? Se vuoi liberarti dai tuoi affanni non devi trasferirti altrove, ma diventare un altro.
    Cambiamento
  • 123) A volte domandiamo insistentemente cose che rifiuteremmo se qualcuno ce le offrisse.
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  • 124) La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dalle persone sagge, utile dai governanti.
    Religione
  • 125) Tre sono le dimensioni temporali: passato, presente, futuro; di questi, solo il passato ci appartiene veramente.
    Passato
  • 126) Abbandona ogni preoccupazione per la tua esistenza e te la renderai piacevole.
    Abbandono
  • 127) La saggezza non si prende in prestito, e nemmeno si compra. La stupidità, invece, si compra quotidianamente.
    SaggezzaStupidità
  • 128) Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.
    Libri
  • 129) Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi, se fosse tutta messa bene a frutto.
    Vita
  • 130) La saggezza procura subito la ricchezza: la dà rendendola superflua.
    Saggezza
  • 131) Troverai anche uomini che hanno fatto professione di saggezza e sostengono che non si debba fare violenza a sé stessi; per loro il suicidio è un delitto: bisogna aspettare il termine fissato dalla natura. Non si accorgono che in questo modo si precludono la via della libertà? Averci dato un solo ingresso alla vita, ma diverse vie di uscita è quanto di meglio abbia stabilito la legge divina. Dovrei aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo, quando posso invece sottrarmi ai tormenti e stroncare le avversità?
    Morte
  • 132) Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro.
    Vizio
  • 133) La sensazione più dolce che si prova alla presenza di un amico, il riconoscerlo, ce la dà l'impronta della sua mano nella lettera.
    Amicizia
  • 134) Tu vorresti insegnarmi come conservare i miei beni e la mia condizione; ma io desidererei piuttosto imparare come potrei perderli ed essere ugualmente felice.
    Felicità
  • 135) Accogli serenamente l'inevitabile.
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  • 136) La sfrontatezza degli uomini è tale che, sebbene abbiano ricevuto molto, si sentono come offesi, perché avrebbero potuto ricevere di più.
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  • 137) Tutta l'arte è imitazione della natura.
    Arte
  • 138) Affrettati a vivere bene e pensa che ogni giorno è in sé stesso una vita.
    Vivere
  • 139) La solitudine è per lo spirito, ciò che il cibo è per il corpo.
    Solitudine
  • 140) Tutti muoiono nel giorno stabilito dal destino. Non perdi nulla del tempo che ti è stato assegnato; quello che lasci non ti appartiene.
    Destino
  • 141) Alcuni filosofi hanno definito l'ira come una follia di breve durata; infatti è ugualmente incapace di controllarsi, dimentica del buon contegno e dei vincoli di parentela, cocciutamente impegnata a dar compimento alle proprie iniziative, chiusa ai consigli della ragione, sconvolta da motivi futili, incapace di distinguere la giustizia e la verità, in tutto simile alle frane che si infrangono su ciò che travolgono.
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  • 142) La sorte non ha innalzato nessuno tanto da non ritorcere contro di lui quanto gli aveva concesso di fare. Non fidarti della momentanea bonaccia: fa presto il mare ad agitarsi; nello stesso giorno le barche affondano là dove si erano spinte per diporto.
    Mare
  • 143) Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos'è che rende felice la vita, sono avvolti dall'oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice che più la si ricerca con affanno più ci se ne allontana.
    Felicità
  • 144) Alcuni si immergono nei piaceri e, abituatisi, non ne possono più fare a meno e sono davvero infelici perché arrivano al punto che per loro il superfluo diventa necessario.
    Piacere
  • 145) La sorte produce spesso mediocrità destinate alla massa, ma alle cose straordinarie dà pregio il fatto stesso di essere rare.
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  • 146) Tutto ciò che eccede il bisogno è un peso superfluo e pesante a reggersi.
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  • 147) Alessandro, re dei Macedoni, aveva incominciato a studiare la geometria per sapere, infelice, quanto fosse piccola la terra di cui aveva occupato una minima parte.
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  • 148) La vecchiaia e' una malattia incurabile.
    Vecchiaia
  • 149) Tutto ciò che è incerto è in balia delle congetture e dell'arbitrio di un animo terrorizzato. Perciò niente è così dannoso, così irrefrenabile come il panico; le altre forme di timore sono irrazionali, questa è dissennata.
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  • 150) Alla morte pensaci, per non temerla mai.
    Morte
  • 151) La vecchiaia segue la giovinezza, e la morte la vecchiaia. Se uno non vuole morire, non vuole vivere.
    Morte
  • 152) Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
    Vivere
  • 153) Alla sapienza non si può nuocere, il tempo non la cancella, nessuna cosa la può sminuire.
    Sapienza
  • 154) La vera felicità risiede nella virtù.
    Felicità
  • 155) Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno.
    Morte
  • 156) Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.
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  • 157) La vera felicità è non aver bisogno di felicità.
    Felicità
  • 158) Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
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  • 159) Anche da un piccolo corpo può uscire uno spirito veramente forte e virtuoso.
    Spirito
  • 160) La vera gioia è austera.
    Gioia
  • 161) Un animo grande disprezza la grandezza e preferisce la moderazione agli eccessi; quella è utile e vitale, questi, invece, nocciono, proprio perché sono superflui.
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  • 162) Anche la sfortuna è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio.
    Sfortuna
  • 163) La verità non muore mai.
    Verità
  • 164) Un bene che può essere dato, può anche essere tolto.
    Bene
  • 165) Anche la vita, se manca il coraggio di morire, è una schiavitù.
    Coraggio
  • 166) La violenza ha le proprie radici nella debolezza.
    Violenza
  • 167) Un crimine che riporta successo e fortuna è chiamato virtù.
    Virtù
  • 168) Anche nel dolore v'è un certo decoro, e lo deve serbare chi è saggio.
    Dolore
  • 169) La virtù non resta mai in incognito, per quanto nascosta, ma manda segni di sé: chiunque ne sarà degno, la recupererà dalle tracce.
    Virtù
  • 170) Un grande amore si permette delle deroghe al buon senso.
    Amore
  • 171) Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza e metti fine alla tua angoscia.
    Speranza
  • 172) La virtù è fatta di armonia: tutte le opere del saggio sono a essa conformi e consone. Questa, però viene a mancare se lo spirito, che deve mantenersi al di sopra di tutto, si lascia sopraffare dai lutti o dal rimpianto. Tutte le ansie, le preoccupazioni, l'inerzia operativa sono contrarie alla virtù; la virtù è serena, libera, imperturbabile, pronta al combattimento.
    Virtù
  • 173) Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta.
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  • 174) Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita. Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell'ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre.
    Morte
  • 175) La virtù è ricompensa a se stessa.
    Virtù
  • 176) Un malfattore può avere la fortuna di rimanere nascosto; ma non ne ha mai la certezza.
    Certezza
  • 177) Attraversa pure il mare, lascia che scompaiano terre e città all'orizzonte, i tuoi vizi ti seguiranno dovunque andrai.
    Mare
  • 178) La vita degli sciocchi è spiacevole, inquieta, tutta proiettata al futuro.
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  • 179) Un pilota abile naviga pure se la velatura è a brandelli e, se ha perso le sartie, segue ugualmente la rotta con quel che resta della nave.
    no tags
  • 180) Attraverso le asperità, alle stelle.
    Difficoltà
  • 181) La vita non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene.
    Vita
  • 182) Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl'importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere.
    Fame
  • 183) Le amicizie fatte per opportunismo saranno gradite finché saranno utili.
    AmiciziaOpportunismo
  • 184) Averci dato un solo ingresso alla vita, ma diverse vie di uscita è quanto di meglio abbia stabilito la legge divina. Dovrei aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo, quando posso invece sottrarmi ai tormenti e stroncare le avversità?
    Vita
  • 185) La vita più breve e più tormentata è quella di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente e temono il futuro.
    Vita
  • 186) Un tempo si cercava l'amicizia, oggi il profitto.
    Amicizia
  • 187) Avere amici tutti sarebbe faticoso: è sufficiente non averli nemici.
    Amicizia finita
  • 188) La vita senza una meta, è un vagabondaggio.
    Vita
  • 189) Un tetto di foglie copre bene quanto uno d'oro.
    no tags
  • 190) Bisogna cercare un bene che non si guasti giorno per giorno, che non conosca ostacoli. Qual è? Lo spirito, ma deve essere retto, onesto, grande.
    Spirito
  • 191) La vita è abbastanza lunga per chi, come il saggio, sa vivere intensamente ogni istante. A lamentarsi della brevità della vita è invece lo stolto, poiché, in realtà, egli non domina le cose ma ne è dominato e vive in una condizione di perenne alienazione: egli non è padrone di se, né del suo tempo e paradossalmente giunge spesso alla fine della sua vita senza aver realmente vissuto.
    Vita
  • 192) Un uomo che soffre prima del necessario soffre più del necessario.
    Sofferenza
  • 193) Bisogna fare attenzione a non seguire, come pecore, il gregge di chi ci precede, perché non si va dove si deve andare, si va dove vanno tutti.
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  • 194) La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata.
    Vita
  • 195) Un viaggio è incompiuto se ci si ferma a mezza strada o prima del punto stabilito; la vita non è incompiuta, se è virtuosa.
    Vita
  • 196) Bisogna mirare alla libertà. E c'è un solo modo per ottenerla: l'indifferenza verso la sorte.
    Libertà
  • 197) La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.
    Vita
  • 198) Una bella donna non è colei di cui si lodano le belle gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
    Donne
  • 199) Bisogna perseverare e rinvigorire il nostro spirito con una assidua applicazione, finché la tendenza al bene diventi saggezza.
    Saggezza
  • 200) La vita è lunga se è piena.
    Vita
  • 201) Una donna o ama o odia, non ha una via di mezzo. Il pianto della donna è menzogna. Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime, le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze. Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
    Donne
  • 202) Breve è la vita che viviamo davvero. Tutto il resto è tempo.
    Vita
  • 203) La vita è tanto breve, e noi la rendiamo ancora più breve con la nostra incostanza, ricominciandola di continuo ora in un modo, ora in un altro: la riduciamo in pezzi e la laceriamo.
    Vita
  • 204) Una grande fortuna è una grande schiavitù.
    Fortuna
  • 205) C'è niente di più stolto del pensiero di quegli uomini, che si piccano di essere previdenti? Le loro occupazioni sono più laboriose: per poter vivere meglio, organizzano la vita a spese della vita.
    Vita
  • 206) La vita è tutta una serie di mali, che a nessuno concedono lunga pace, al massimo una tregua.
    Vita
  • 207) Una mano lava l'altra.
    Aiuto
  • 208) C'è un duplice vantaggio nell'insegnare, perché, mentre si insegna, si impara.
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  • 209) La vita, senza una meta, è vagabondaggio.
    Vita
  • 210) Una mente notevole possiede un regno.
    Mente
  • 211) C'è una grande differenza tra il non volere e il non saper peccare.
    Peccato
  • 212) La volontà non si impara.
    VolontàBrevi
  • 213) Una parte della salute sta nel voler essere curati.
    Salute
  • 214) Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.
    Motivazionali
  • 215) Capita che un agire ponderato conti più di un pensare assennato.
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  • 216) Le cose grandi vanno giudicate con animo grande, altrimenti si finisce per vedere in esse i didetti che sono in noi.
    Giudicare
  • 217) Una piccola somma data in prestito crea un debitore, una grossa crea un nemico.
    Denaro
  • 218) Cerca di capire cosa è necessario e che cosa è superfluo. Il necessario ti si offrirà spontaneamente dappertutto, il superfluo dovrai cercarlo sempre con grandi sforzi.
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  • 219) Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo.
    Difficoltà
  • 220) Una vita più lunga non è necessariamente migliore, ma una morte attesa più a lungo è senz'altro peggiore.
    Morte
  • 221) Certe cose proprio per questo sono meno da temere, perché fanno molta paura. Nessun male è grande se è l'ultimo.
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  • 222) Le donne hanno tutto il diritto di fingere di non pensare.
    Donne
  • 223) Uno assiste l'amico ammalato: bravo! Ma lo fa per ereditare: è un avvoltoio, aspetta il cadavere. Le stesse azioni possono essere oneste o disoneste: quello che conta è il perché o il modo in cui sono fatte.
    no tags
  • 224) Certi animali, per non essere scovati, confondono le loro orme intorno alla tana: devi fare lo stesso, altrimenti non mancheranno i seccatori.
    no tags
  • 225) Le donne nella libidine poi non sono da meno dei maschi: destinate per natura a un ruolo passivo, hanno escogitato un genere così perverso di impudicizia da montare gli uomini.
    Donne
  • 226) Uno solo è il bene, causa e fondamento della felicità: la fiducia in sé stessi.
    Fiducia
  • 227) Certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza.
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  • 228) Le idee migliori sono proprietà di tutti.
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  • 229) Vale la pena sperimentare anche l'ingratitudine pur di trovare una persona grata.
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  • 230) Certo qualcosa di simile all'amicizia è nell'amore, che si potrebbe chiamare una folle amicizia.
    Amore
  • 231) Le nostre malattie sono nuove, come nuovo è il nostro genere di vita.
    Malattia
  • 232) Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
    Morte
  • 233) Che c'è di tanto ridicolo quanto cercare la morte, se proprio per paura della morte ti sei reso la vita impossibile?
    Morte
  • 234) Le paure aumenteranno proporzionalmente ai successi.
    Paura
  • 235) Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.
    Morte
  • 236) Che cosa aspetti? Di aver esaudito tutti i tuoi desideri? Non arriverà mai quel momento.
    Desiderio
  • 237) Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano.
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  • 238) Vivi con gli uomini come se Dio ti vedesse, parla con Dio come se gli uomini ti udissero.
    Dio
  • 239) Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
    Vivere
  • 240) Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
    Dolore
  • 241) Vivi in modo da non avere segreti nemmeno per i tuoi nemici.
    Segreti
  • 242) Che differenza c'è se ci cade addosso il casotto delle sentinelle o un monte? Nessuna. Eppure c'è chi teme di più quest'ultima evenienza, sebbene entrambe siano ugualmente mortali: abbiamo più paura delle cause che degli effetti.
    Paura
  • 243) Lo stolto può salire con fatica alla saggezza, il saggio non può ripiombare nella stoltezza.
    no tags
  • 244) Vivi una vita ritirata, ma nascondila agli altri.
    Vita
  • 245) Che giovano a quell'uomo ottant'anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
    Vivere
  • 246) Lo stolto, tra gli altri mali, ha anche questo: incomincia sempre a vivere.
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  • 247) Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto!
    Mente
  • 248) Che senso ha piangere su singoli aspetti della vita? La vita intera è un pianto: ti incalzeranno nuovi mali, prima di aver saldato il conto coi vecchi.
    Vita
  • 249) Lunga è la via dell'insegnare per mezzo della storia, breve ed efficace per mezzo dell'esempio.
    no tags
  • 250) Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa.
    Cibo
  • 251) Chi accoglie un beneficio con animo grato paga la prima rata del suo debito.
    Beneficenza
  • 252) Ma se sei uomo, ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce.
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  • 253) Vuoi ottenere la vera libertà? Renditi schiavo della filosofia.
    Libertà
  • 254) Chi domanda timorosamente, insegna a rifiutare.
    Domande
  • 255) Mantenere i propositi fatti richiede più impegno che concepire onesti propositi.
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  • 256) Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino.
    Bene
  • 257) Chi ha molto da fare non ha tempo di abbandonarsi alla dissolutezza. Senza dubbio il lavoro cancella i vizi generati dall'ozio.
    Lavoro
  • 258) Mentre perdiamo il nostro tempo tra indugi e rinvii, la vita passa.
    Vita
  • 259) È cosa di uomo grande e al di sopra degli errori umani non farsi sottrarre nulla del proprio tempo, e la sua vita è lunghissima proprio perché, qualunque fu la sua durata, è stata tutta per lui.
    Vita
  • 260) Chi ha paura di essere ingannato insegna a ingannare e i suoi sospetti autorizzano ad agire disonestamente.
    Inganno
  • 261) Metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va.
    VitaFuturo
  • 262) È cosa egregia imparare a morire.
    Morte
  • 263) Chi muore sereno come è nato ha conquistato la saggezza.
    Saggezza
  • 264) Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza? Primo avere il necessario, secondo quanto basta.
    Ricchezza
  • 265) È cosa iniqua non stendere la mano verso chi è caduto.
    Carità
  • 266) Chi non si ritiene molto felice, anche se è padrone del mondo, è un poveretto.
    Felicità
  • 267) Mi piace passare in campo altrui, ma come esploratore, non come disertore.
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  • 268) È davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta.
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  • 269) Chi non vuole morire non vuole vivere.
    Morte
  • 270) Mi spezzerò, ma non mi piegherò.
    no tags
  • 271) È debole e vile chi si dà la morte per paura del dolore, e insensato chi vive per soffrire.
    no tags
  • 272) Chi non è in grado di vivere il presente, è in balia del futuro.
    Futuro
  • 273) Molti imparano non per la vita ma per la scuola.
    Imparare
  • 274) È di gran sollievo pensare che il male che ti è accaduto, tutti prima di te l'han sofferto, e tutti lo soffriranno.
    Male
  • 275) Chi si adatta bene alla povertà è ricco.
    Povertà
  • 276) Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce.
    Vita
  • 277) È dunque felice una vita consona alla propria natura. Questo può accadere solo se, prima di tutto, la mente è sana anzi nel pieno possesso delle sue facoltà, se è veramente forte, decisamente paziente, adattabile alle circostanze, attenta al corpo e a tutto ciò che lo riguarda ma senza ansie, amante dei vantaggi che migliorano la qualità della vita ma con distacco e pronta a servirsi dei doni della sorte senza diventarne schiava. Capisci da te, anche se non aggiungo altro, che ne deriva una serenità durevole e la libertà, se si sono rimosse le cause dell'irritazione o del timore.
    Vita
  • 278) Chi è amico ama, ma chi ama non sempre è un amico; e pertanto l'amicizia giova sempre, l'amore, invece, può a volte anche nuocere.
    Amicizia
  • 279) Moriamo peggiori di quando siamo nati. La colpa è nostra, non della natura.
    Morte
  • 280) È felice chi giudica rettamente. È felice chi è contento della sua condizione, qualsiasi essa sia, e gode di quello che ha. È felice chi affida alla ragione la condotta di tutta la sua vita.
    Felicità
  • 281) Chi è dappertutto, non è da nessuna parte.
    Essere
  • 282) Morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.
    Morte
  • 283) È già molto non essere corrotti dal contatto con la ricchezza; è grande chi ci vive in mezzo da povero.
    RicchezzaPovertà
  • 284) Chi è diventato amico per convenienza, per convenienza finirà di esserlo. Se nell'amicizia si ricerca un utile, per ottenerlo si andrà contro l'amicizia stessa.
    Amicizia
  • 285) Nasciamo diversi, moriamo uguali.
    Uguaglianza
  • 286) È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
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  • 287) Chi è impreparato, teme anche le piccolezze.
    no tags
  • 288) Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime, le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze. Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
    Donne
  • 289) È grande chi usa vasellami di argilla come se fossero di argento, ma non lo è meno chi usa l'argento come se fosse argilla; solo i deboli non sono in grado di reggere la ricchezza.
    Ricchezza
  • 290) Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.
    Male
  • 291) Nelle mete che ci prefiggiamo e a cui tendiamo con grande sforzo, dobbiamo osservare che non c'è nessun vantaggio o che gli svantaggi sono superiori; alcune sono superflue, altre non meritano tanto impegno.
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  • 292) È il povero che conta le sue pecore.
    Povertà
  • 293) Chi è nobile? Chi dalla natura è stato ben disposto alla virtù.
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  • 294) Nessun male è grande se è l'ultimo.
    Male
  • 295) È inevitabile tanto perdere la vita, quanto perdere i beni e, se lo comprendiamo, questo è proprio un conforto. Impara a perdere tutto serenamente: dobbiamo morire.
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  • 296) Chi è padrone di sé non perde niente.
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  • 297) Nessuna azione sarà considerata innocente, a meno che la volontà non lo sia stata, perché l'azione è stata dettata dalla volontà.
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  • 298) È l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.
    Anima
  • 299) Chi è più infelice dell'uomo che dimentica i benefici e ricorda i torti?
    Infelicità
  • 300) Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla.
    Amicizia
  • 301) È meglio imparare delle cose inutili che non imparare niente.
    Imparare
  • 302) Chi è temuto teme: non può starsene tranquillo chi è oggetto della paura altrui.
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  • 303) Nessuno diventa più forte adirandosi, tranne colui che senz'ira non sarebbe stato forte.
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  • 304) È meglio non ricevere gratitudine piuttosto che non fare del bene.
    Bene
  • 305) Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri.
    MenteAffari
  • 306) Nessuno ha concluso niente: rimandiamo sempre tutto al futuro.
    Futuro
  • 307) È naturale ammirare più le cose nuove che le grandi.
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  • 308) Chiedi perché questa fuga non ti sia di aiuto? Tu fuggi con te stesso.
    Fuga
  • 309) Nessuno ha più gusto all'ingiuria di colui che è più vulnerabile ad essa, ma questo gusto è contagioso, e domani qualcun altro riderà di colui che oggi si prende gioco di me.
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  • 310) È necessario che tu viva per un'altra persona se vuoi vivere per te stesso.
    Vivere
  • 311) Chiunque fa del bene ad un'altro, lo fa anche a se stesso.
    Bene
  • 312) Nessuno mai condannò la sapienza alla povertà.
    SapienzaPovertà
  • 313) È necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive.
    Imparare
  • 314) Ci sono tre cose da evitare con cura: l'odio, l'invidia e il disprezzo.
    no tags
  • 315) Nessuno può elargire benefici con tanta avvedutezza da non ingannarsi di frequente: cadano pure nel vuoto, purché qualche volta non vadano perduti.
    Inganno
  • 316) È più facile non acquistare che perdere, e perciò vedrai più felici coloro che mai la fortuna si è voltata a guardare di quelli che ha abbandonato.
    Fortuna
  • 317) Ci vuole altrettanta magnanimità per riconoscere un favore ricevuto che per renderlo.
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  • 318) Nessuno può portare a lungo la maschera.
    Maschera
  • 319) È proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose: la varietà di cibi non nutre, intossica.
    Cibo
  • 320) Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
    Vita
  • 321) Nessuno può vivere felice se bada solo a sé stesso, se volge tutto al proprio utile: devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te.
    Vivere
  • 322) È proprio una vergogna per un individuo assennato che il rimedio al dolore sia la stanchezza di soffrire: è meglio che sia tu a lasciare il dolore, non il dolore te.
    Dolore
  • 323) Ciascuno è vittima delle proprie illusioni.
    Illusione
  • 324) Nessuno può vivere felicemente e neppure in maniera tollerabile senza l'amore della saggezza: una perfetta saggezza rende felice la vita, ma tollerabile la rende anche una saggezza imperfetta.
    Saggezza
  • 325) È ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte.
    Morte
  • 326) Ciò che consideri una vetta è soltanto un gradino.
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  • 327) Nessuno scrive nel calendario i favori.
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  • 328) È sicuramente meglio conoscere cose che non servono a niente, piuttosto che non conoscere niente.
    Conoscenza
  • 329) Ciò che danneggia deve essere più forte di ciò che viene danneggiato; ma la malvagità non è più forte della virtù; il saggio, dunque, non può essere danneggiato.
    Saggezza
  • 330) Nessuno si preoccupa di vivere bene, ma di vivere a lungo.
    VivereBenessere
  • 331) È tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte.
    Morte
  • 332) Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani.
    Cuore
  • 333) Nessuno versa il sangue di un altro per il gusto di uccidere, o almeno pochi; la maggior parte agisce più per calcolo che per odio.
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  • 334) È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo.
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  • 335) Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall'ambizione che dalla generosità.
    AmbizioneGenerosità
  • 336) Nessuno è infelice se non per colpa sua.
    Infelicità
  • 337) È un infame chi pretende dalla moglie il pudore, ma seduce le donne altrui.
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  • 338) Colui al quale il delitto porta giovamento, quello ne è l'autore.
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  • 339) Nessuno è obbligato a correre sulla via del successo.
    Successo
  • 340) È una grande ricchezza la povertà regolata dalla legge di natura.
    Povertà
  • 341) Colui al quale è troppo caro il proprio corpo, tiene in poco conto la virtù.
    Virtù
  • 342) Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici.
    Infelicità
  • 343) È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione; se uno dice: -Ho vissuto,- ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno.
    Felicità
  • 344) Comandare non significa dominare ma compiere un dovere.
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  • 345) Nessuno è tanto debole da non sperare di poter punire anche un uomo potentissimo: a nuocere siamo bravi tutti.
    Debolezza
  • 346) È vergognoso dire una cosa e pensarne un'altra: ma scrivere una cosa e pensarne un'altra lo è ancora di più.
    Vergogna
  • 347) Come al saggio si addice un incedere contegnoso, così gli si addice un eloquio cauto, non avventato.
    Saggezza
  • 348) Nessuno è tanto vecchio da non poter sperare in un altro giorno di vita. E un solo giorno è un momento della vita.
    Vecchiaia
  • 349) È vergognoso vivere di rapina, morire di rapina, invece, è bellissimo.
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  • 350) Come certi scogli protesi verso il mare profondo fanno sì che questo vi si infranga, ed essi, pur colpiti per tanti secoli, non mostrano alcun segno della furia marina, così l'animo del sapiente è saldo e racchiude in sé tale vigore da essere al riparo dall'offesa.
    Sapienza
  • 351) Niente ci appartiene, solo il tempo è nostro.
    Tempo
  • 352) È vivo chi è utile a molti, è vivo chi fa buon uso di sé stesso; quelli che si nascondono, immobili nel loro torpore, stanno in casa loro come in una tomba.
    Casa
  • 353) Come le malattie croniche rendono i pazienti brontoloni e intrattabili e provocano la loro rabbia alla minima contrarietà, così uno stato ininterrotto di ebbrezza imbestialisce gli animi. Infatti, poiché gli ubriaconi sono spesso fuori di sé, la condizione di follia perdura e i vizi acquisiti sotto l'azione del vino conservano il loro vigore anche senza vino.
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  • 354) Niente costa di più di ciò che si è comperato con le preghiere.
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  • 355) Come mai ad alcuno qualche cosa può parer sicura, se il mondo stesso è continuamente scosso, e se anche le sue parti più solide traballano?
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  • 356) Niente dura sempre, poche cose a lungo; varia solo il loro modo di essere fragili, il loro modo di finire, ma tutto ciò che ha avuto un inizio avrà anche una fine.
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  • 357) Come non è affatto lodevole tendere a cose concrete senza amore alcuno delle virtù e senza cura della propria mente, e limitarsi al puro e semplice operare, così è un bene imperfetto e fiacco la virtù confinata in un ritiro inattivo, che non dimostra mai ciò che ha imparato.
    Virtù
  • 358) Niente è così stupido ed infelice quanto attendersi una disgrazia. Che follia, anticiparsi il male prima che questo capiti!
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  • 359) Come se già non bastassero i numerosi mali che ci affliggono, passiamo da un vizio all'altro, e questo è il guaio peggiore: restassimo almeno attaccati a un vizio solo, quello che ci è più familiare e che abbiamo ormai sperimentato! Così a questo inconveniente si aggiunge pure il tormento che ci rode nel constatare come le nostre scelte, oltre che cattive, siano anche incostanti.
    Vizio
  • 360) Noi abbiamo più buon senso quando le cose vanno male: quando vanno a gonfie vele, ci tolgono la capacità d'intendere.
    no tags
  • 361) Come si troverebbero bene certe persone se si staccassero da sé stesse! E invece si opprimono, si affliggono, si guastano, si spaventano, tutto da soli.
    Solitudine
  • 362) Noi siamo l'uno per l'altro un teatro sufficientemente grande.
    Amicizia
  • 363) Come tutti i vizi mettono radici profonde, se non sono estirpati sul nascere, così i sentimenti di tristezza e di infelicità, che dilaniano se stessi, finiscono per nutrirsi del loro amaro, e il dolore si fa una perversa voluttà di soffrire.
    Tristezza
  • 364) Noi, quando chiediamo un favore, lo valutiamo moltissimo, quando poi lo abbiamo ottenuto, lo disprezziamo.
    no tags
  • 365) Come è dolce aver estenuato e abbandonato le passioni!
    Passione
  • 366) Non abbiamo nessuna certezza neppure per un giorno intero.
    Certezza
  • 367) Come è insensato disporre della propria vita, se non siamo padroni neppure del domani!
    no tags
  • 368) Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto.
    Tempo
  • 369) Comincia a vivere subito e considera ogni giorno come una vita a sé.
    Vivere
  • 370) Non avere niente che ci infiammi e ci sproni, niente che metta alla prova la nostra fermezza d'animo con le sue minacce e i suoi assalti, ma giacere in una tranquillità imperturbata non è quiete: è apatia.
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  • 371) Comportati con il tuo inferiore come vorresti che il tuo superiore agisse con te.
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  • 372) Non bisogna guardare quale sia il premio di una giusta azione: il premio maggiore consiste nella giustizia.
    Giustizia
  • 373) Compra solo ciò che è necessario, perché ciò che non è necessario anche se costa solo un centesimo, è molto caro.
    no tags
  • 374) Non c'è cosa che per noi comporti mali peggiori del conformarsi all'opinione pubblica, considerando migliore quello che è accolto da più largo consenso.
    no tags
  • 375) Con un amico decidi tranquillamente di tutto, ma prima decidi se è un amico: una volta che hai fatto amicizia, ti devi fidare; prima, però, devi decidere se è vera amicizia.
    Amicizia vera
  • 376) Non c'è cosa tanto avversa in cui un animo giusto non sappia trovare qualche consolazione.
    Consolazione
  • 377) Concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.
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  • 378) Non c'è età più adatta alla saggezza di quella che è arrivata al dominio di sé attraverso svariate esperienze, dopo lunghi e frequenti pentimenti.
    Saggezza
  • 379) Conta più lo stato d'animo che il luogo dove tu arrivi, perciò l'animo non va reso schiavo di nessun posto.
    Anima
  • 380) Non c'è gioia per chi procura l'infelicità altrui.
    Infelicità
  • 381) Continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima, o almeno arriverai in alto ad un punto che tu solo comprenderai non essere la cima.
    Volontà
  • 382) Non c'è mai grande ingegno senza una vena di pazzia.
    no tags
  • 383) Correre qua e là non ti servirà a niente: tu vai in giro con le tue passioni, i tuoi mali ti seguono.
    Male
  • 384) Non c'è motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma è stato al mondo a lungo.
    Vivere
  • 385) Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
    Morte
  • 386) Non c'è nessun motivo di vivere, nessun limite alle sventure, se si teme tutto quello che può accadere.
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  • 387) Crediamo facilmente alle supposizioni; non mettiamo a fuoco le cause delle nostre paure e non ce le scuotiamo di dosso; ci agitiamo e voltiamo le spalle come soldati che abbandonano l'accampamento per il polverone sollevato da un branco di pecore in fuga.
    Paura
  • 388) Non c'è niente che giovi quanto starsene tranquilli e parlare pochissimo con gli altri e il più possibile con sé stessi.
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  • 389) Critica te stesso; ti abituerai a dire e ad ascoltare la verità.
    Verità
  • 390) Non c'è vizio che non possa trovar difesa.
    Vizio
  • 391) Da un uomo grande c'è qualcosa da imparare anche quando tace.
    Imparare
  • 392) Non chi ha poco è povero, ma chi desidera più di quello che ha.
    Povertà
  • 393) Della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto.
    no tags
  • 394) Non credere che si possa diventare felici procurando l'infelicità altrui.
    InfelicitàFelicità
  • 395) Della ricchezza gode soprattutto l'uomo che non ne sente affatto il bisogno.
    Ricchezza
  • 396) Non devi farti simile ai malvagi perché sono molti, ne farti nemico ai molti perché sono diversi da te.
    Essere
  • 397) Dev'essere proposito eguale dell'insegnante e del discepolo: che uno voglia giovare e l'altro apprendere.
    no tags
  • 398) Non deviare dalla natura e il formarci sulle sue leggi e sui suoi esempi, è sapienza.
    Sapienza
  • 399) Devi imparare finché non sai; anzi, a credere al proverbio, finché vivi.
    Imparare
  • 400) Non dobbiamo cercare di vivere a lungo, ma di vivere abbastanza; vivere a lungo dipende dal destino, dalla nostra anima vivere quanto basta.
    VivereAnima
  • 401) Devi riflettere se la tua natura sia più adatta all'attività o a un ritiro dedito agli studi, e devi volgerti là dove ti condurranno le capacità del tuo ingegno.
    no tags
  • 402) Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo.
    no tags
  • 403) Di ciò che possediamo niente è necessario.
    no tags
  • 404) Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo, ma di aver vissuto abbastanza.
    Vivere
  • 405) Di tempo non ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. L'uomo grande non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene.
    Tempo
  • 406) Non dà gioia il possesso di nessun bene, se non puoi dividerlo con altri.
    Bene
  • 407) Dio ha posto la vita su un piano inclinato.
    Vita
  • 408) Non esiste alcun bene duraturo all'infuori di quello che l'animo trova dentro di se.
    Anima
  • 409) Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente.
    Futuro
  • 410) Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
    CertezzaCertezzaMotivazionali
  • 411) Disgraziato l'animo ansioso del futuro.
    FuturoAnsia
  • 412) Non fa differenza tra desiderare e avere.
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  • 413) Diventa un buon vino quello che, nuovo, sembrava acerbo e aspro; mentre il vino gradevole già nella botte non regge all'invecchiamento.
    Vino
  • 414) Non fidarti della momentanea bonaccia: fa presto il mare ad agitarsi.
    FiduciaMare
  • 415) Dobbiamo pensare quanto più lieve dolore sia non avere che perdere: e comprenderemo che la povertà ha tanto meno materia di sofferenze quanto minore ne ha di danni.
    Povertà
  • 416) Non giudicare gli uomini dalla diversità dei monumenti funebri e delle tombe che adornano le strade: la cenere rende tutti uguali.
    Giudicare
  • 417) Dove ci porta la morte? Ci porta in quella pace dove noi fummo prima di nascere. La morte è il non-essere: è ciò che ha preceduto l'esistenza. Sarà dopo di me quello che era prima di me. Se la morte è uno stato di sofferenza, doveva essere così prima che noi venissimo alla luce: ma non sentimmo, allora, alcuna sofferenza. Tutto ciò che fu prima di noi è la morte. Nessuna differenza è tra il non-nascere e il morire, giacché l'effetto è uno solo: non essere.
    Morte
  • 418) Non importa morire presto o tardi, ma morire bene o male; morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.
    Morte
  • 419) Dovunque c'è l'uomo, c'è l'occasione per fare del bene.
    Bene
  • 420) Non invidiamo quelli che stanno più in alto: quelle che sembravano vette si sono rivelate dirupi.
    Invidia
  • 421) Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
    Morte
  • 422) Non perdi nulla del tempo che ti è stato assegnato; quello che lasci non ti appartiene.
    Tempo
  • 423) Ecco l'unico motivo per cui non possiamo lamentarci della vita: non trattiene nessuno.
    Vita
  • 424) Non puoi credere che uno diventi felice se rende infelici gli altri.
    Felicità
  • 425) Ecco una delle cause dei nostri mali: viviamo imitando il prossimo e non ci facciamo regolare dalla ragione, ma trascinare dall'abitudine.
    Male
  • 426) Non puoi fuggire le necessità, ma le puoi vincere.
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  • 427) Ecco una gran cosa, avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un dio.
    Essere
  • 428) Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque.
    Morte
  • 429) Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta: nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.
    Mondo
  • 430) Non puoi sfuggire al destino, puoi solo vincerlo.
    Destino
  • 431) Esistono diritti non scritti, ma più sicuri che tutti gli scritti.
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  • 432) Non può vivere una vita serena chi si preoccupa troppo di prolungarla e annovera fra i grandi beni i molti anni vissuti.
    Serenità
  • 433) Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla.
    Vita
  • 434) Non renderti più gravosi i tuoi mali, non opprimerti con i lamenti: il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione.
    Dolore
  • 435) Evitate tutto ciò che piace al volgo e che viene dal caso; fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna.
    no tags
  • 436) Non riceviamo una vita breve, ma tale l'abbiamo resa, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come ricchezze grandi e regali in mano a un cattivo padrone si volatizzano in un attimo, ma, per quanto modeste, se affidate a un buon amministratore, aumentano con l'impiego, così la durata della nostra vita per chi sa bene gestirla è molto estesa.
    Vita
  • 437) Facciamo in modo che la nostra vita, come tutte le cose preziose, non conti per la sua estensione, ma per il suo peso; misuriamola dalle azioni, non dal tempo.
    Vita
  • 438) Non rinviamo niente: chiudiamo ogni giorno il bilancio con la vita. Il difetto maggiore dell'esistenza è di essere sempre incompiuta e che sempre se ne rimanda una parte.
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  • 439) Fai ogni cosa come se qualcuno ti guardasse.
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  • 440) Non scopriremo mai niente, se ci accontentiamo delle scoperte già fatte.
    no tags
  • 441) Fare naufragio, finire sotto una vettura sono casi rari, anche se gravi: mentre dall'uomo viene all'uomo un pericolo costante.
    Pericolo
  • 442) Non sempre la vita va conservata: il bene non consiste nel vivere, ma nel vivere bene.
    Vita
  • 443) Fate presto a godere dei vostri figli e a farli godere di voi, tracannate senza indugio ogni gioia: nessuno vi assicura questa notte è un rinvio troppo lungo, nessuno quest'ora.
    Figli
  • 444) Non si compie un'azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell'averla compiuta.
    no tags
  • 445) Felice è l'uomo per cui non esistono il bene e il male ma solo l'animo buono o malvagio, che pratica il bene, si contenta della virtù, non si lascia esaltare né abbattere dagli eventi, non conosce bene più grande di quello che può procurarsi da solo e pensa che il vero piacere sta proprio nel disprezzare i piaceri.
    Felicità
  • 446) Non si scoprirebbe mai niente se ci si considerasse soddisfatti di quello che si è scoperto.
    no tags
  • 447) Fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole.
    Fortuna
  • 448) Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi?
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  • 449) Fidarsi di un malvagio è dargli mezzo per nuocere.
    Malvagità
  • 450) Non si trova nessuno che voglia dividere il suo denaro: ma a quanti ciascuno distribuisce la sua vita! Sono stretti nel tenere la borsa; appena si tratta di perdere tempo, sono larghissimi in quella sola cosa in cui è virtù l'avarizia.
    Avarizia
  • 451) Giammai sarai felice finché ti tormenterai perché un altro è più felice.
    Felicità
  • 452) Non sono né gli anni né i giorni a farci vivere a lungo, ma l'animo.
    Anima
  • 453) Gioiosi e a testa alta affrettiamoci con passo sicuro dovunque ci porteranno le circostanze, percorriamo qualunque terra: non c'è esilio nell'àmbito dell'universo, perché nulla di ciò che si trova nell'universo è estraneo all'uomo.
    Universo
  • 454) Non vi fu mai grande ingegno senza un pò di pazzia.
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  • 455) Gli antichi ci hanno insegnato a seguire la vita migliore e non la più piacevole, in modo che il piacere sia compagno e non guida di una buona e retta volontà.
    Vita
  • 456) Gli infanti, i fanciulli, i pazzi non temono la morte; e allora è proprio vergognoso che la ragione non sia in grado di darci quella serenità interiore a cui porta l'assenza di raziocinio.
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  • 457) Non viene dall'esterno il nostro male: è dentro di noi, sta nelle stesse nostre viscere e, perciò, difficilmente possiamo guarire: ignoriamo di essere malati.
    Male
  • 458) Gli infelici credono facilmente in ciò che desiderano molto.
    Infelicità
  • 459) Non è bella la donna di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella la cui bellezza nel suo insieme distoglie dall'ammirare le singole parti.
    Bellezza
  • 460) Gli insulti degli ignoranti bisogna ascoltarli senza scomporsi, e se uno aspira alla virtù deve disprezzare il disprezzo stesso.
    Ignoranza
  • 461) Non è generoso chi è generoso con la roba altrui.
    Generosità
  • 462) Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
    Credere
  • 463) Non è gran cosa comportarsi da forte nella buona fortuna, quando la vita va a gonfie vele;anche la maestria del pilota non si rivela col mare calmo e il vento in poppa: ci vuole un'avversità che metta il cuore alla prova.
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  • 464) Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
    Invidia
  • 465) Non è grande nessuno di quegli uomini che le ricchezze e gli onori mettono in una condizione privilegiata. E perché, allora, sembra grande? Perché lo misuri insieme al piedistallo.
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  • 466) Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza.
    Speranza
  • 467) Gode maggiormente delle ricchezze chi meno ne sente il bisogno.
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  • 468) Non è il caso che tu creda di aver perso tempo e fatica, se hai imparato per te stesso.
    Imparare
  • 469) Godi del presente, non dipendere dal passato.
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  • 470) Non è la deformità del corpo a rendere brutta l'anima, ma la bellezza dell'anima a far bello il corpo.
    Anima
  • 471) Godiamo avidamente della presenza degli amici, perché non sappiamo per quanto tempo ci possa toccare.
    Amicizia
  • 472) Non è magnanimo chi è generoso con la roba altrui.
    Generosità
  • 473) Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire.
    ProgressoVolontà
  • 474) Non è mai poco quello che è abbastanza.
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  • 475) Gran parte della libertà consiste nel saper dominare l'appetito.
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  • 476) Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili.
    Difficoltà
  • 477) Ha più valore superare le difficoltà che moderare le gioie.
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  • 478) Non è tuo ciò che la fortuna ha fatto tuo.
    Fortuna
  • 479) Colui che è coraggioso è libero.
    CoraggioLibertà
  • 480) Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
    Morte
  • 481) Non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
    Arte
  • 482) I desideri naturali hanno limiti ben definiti, quelli nati da una falsa opinione non ne hanno: il falso non ha confini.
    Desiderio
  • 483) Non è vero che abbiamo poco tempo, abbiamo troppo tempo che non riusciamo a utilizzare.
    Tempo
  • 484) I dolori leggeri concedono di parlare: i grandi dolori rendono muti.
    Dolore
  • 485) Nulla in natura è tanto sacro da non trovare un sacrilego, ma non per questo gli esseri divini sono meno in alto.
    Natura
  • 486) I mali che fuggi sono in te.
    Male
  • 487) Nulla è eterno e solo poche cose sono durevoli.
    Eternità
  • 488) I mali incerti sono quelli che ci tormentano di più.
    Male
  • 489) Nulla è più contrario alla guarigione del cambiare spesso i rimedi.
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  • 490) I piaceri del palato sono simili ai ladri egiziani, che strangolano con un abbraccio.
    Cibo
  • 491) Nulla è più estraneo all'uomo affaccendato del vivere: di nulla è meno facile la conoscenza.
    Conoscenza
  • 492) I piccoli delitti vengono puniti, quelli grandi portati in trionfo.
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  • 493) Occorre saper sdrammatizzare ogni cosa e sopportarla con animo indulgente: è più degno di un uomo ridere della vita che piangerne.
    Vita
  • 494) I più ondeggiano infelici tra il timore della morte e le angosce della vita: non vogliono vivere, né sanno morire.
    Vita
  • 495) Ogni criminale è il boia di se stesso.
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  • 496) I precetti sono come i semi: danno grossi risultati, eppure sono piccola cosa.
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  • 497) Ogni crudeltà nasce da durezza di cuore e debolezza.
    Crudeltà
  • 498) I rapporti con una gran quantità di persone sono deleteri: c'è sempre qualcuno che ci suggerisce un vizio o ce lo trasmette o ce lo attacca a nostra insaputa.
    Vizio
  • 499) Ogni evento che si è aspettato a lungo, giunge più sopportabile.
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  • 500) I vizi di molta gente rimangono nascosti perché sono deboli; quando avranno forze sufficienti, la loro audacia sarà pari a quella dei vizi che la prosperità ha reso già manifesti.
    Vizio
  • 501) Ogni favore bisogna ricambiarlo con lo stesso spirito con cui è fatto, senza considerarne l'entità, ma la volontà che lo ha originato.
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  • 502) I vizi si insinuano più facilmente attraverso i piaceri.
    Vizio
  • 503) Ogni futuro è incerto e più certo è il peggio.
    Futuro
  • 504) I vizi ti allettano con una ricompensa: al servizio della virtù devi vivere gratuitamente.
    Vizio
  • 505) Ogni giorno deve essere organizzato come se fosse l'ultimo e concludesse la nostra vita.
    Giorno
  • 506) I vizi: è più facile sradicarli che tenerli a freno.
    Vizio
  • 507) Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire. In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore.
    Piacere
  • 508) Il cielo è minaccioso prima che si scateni la tempesta, gli edifici scricchiolano prima di crollare, un incendio lo preannuncia il fumo: il danno che proviene dall'uomo è improvviso e si mimetizza con più cura quanto più è vicino.
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  • 509) Ogni tanto è bello fare pazzie.
    Pazzia
  • 510) Il culmine di una vita felice è una sicura tranquillità e una inalterata fiducia in essa.
    Felicità
  • 511) Ogni tipo di ambizione ha questo grave difetto: non guarda indietro.
    Ambizione
  • 512) Il delitto coronato da successo prende il nome di virtù.
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  • 513) Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme.
    Vita
  • 514) Il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare.
    Destino
  • 515) Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
    Infelicità
  • 516) Il destino guida chi lo segue di buona voglia, trascina chi si ribella.
    Destino
  • 517) Pensa a chi vuoi, giovani, vecchi, uomini maturi: li troverai ugualmente timorosi della morte, ugualmente ignari della vita.
    Vita
  • 518) Il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione.
    Dolore
  • 519) Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle.
    Mente
  • 520) Il dolore. Se ti posso sopportare, sei leggero; se non posso, durerai poco.
    Dolore
  • 521) Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi.
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  • 522) Il fuoco è la prova dell'oro, la sventura quella dell'uomo forte.
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  • 523) Per il desiderio nulla è abbastanza, per la natura è abbastanza anche il poco.
    Desiderio
  • 524) Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.
    LavoroOzio
  • 525) Per l'uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia: lo congeda a suo piacimento.
    Fortuna
  • 526) Il libro ti muta nell'essenza.
    Libri
  • 527) Per molti fu causa di timore l'essere temuti.
    no tags
  • 528) Il linguaggio della verità è semplice.
    Verità
  • 529) Per molti la ricchezza non ha segnato la fine delle loro miserie, ma solo un cambiamento.
    Ricchezza
  • 530) Il maggior ostacolo al vivere è l'attesa, chi dipende dal domani, perde l'oggi. Predisponi ciò che è in potere della fortuna, lasci andare ciò che è in tuo potere. Dove miri? Dove ti proietti? Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
    VivereAttesa
  • 531) Per molti, vivere non è una cosa dolorosa ma una cosa inutile.
    Vivere
  • 532) Il miglior odore del corpo è non averne nessuno.
    no tags
  • 533) Perché nessuno ammette i propri difetti? Perché vi è ancora immerso: i sogni li racconta chi è sveglio e così i propri vizi li ammette solo chi è guarito.
    no tags
  • 534) Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l' ultimo .
    no tags
  • 535) Il miglior rimedio per la rabbia è l'indugio.
    Rabbia
  • 536) Perché piangere su alcuni aspetti della vita quando tutta la vita ci induce a piangere?
    Vita
  • 537) Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.
    no tags
  • 538) Il mondo è eterno, ma le sue singole parti non sono sempre uguali.
    Mondo
  • 539) Perché ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in gito te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire.
    Viaggiare
  • 540) Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta:nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.
    no tags
  • 541) Il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
    Pericolo
  • 542) Perciò gli uomini si immergono nelle passioni e, una volta che ne hanno fatto un'abitudine, non possono più farne a meno, e sono veramente infelici, poiché giungono a sentire come necessarie le cose prima superflue. Non godono dei piaceri, ma ne rimangono schiavi e, quella che è la peggiore disgrazia, amano anche il proprio male. Si raggiunge il colmo dell'infelicità quando le cose turpi non solo sono gradite, ma procurano un intimo compiacimento, e non c'è rimedio quando quelli che erano sentiti come vizi diventano abitudine quotidiana.
    Infelicità
  • 543) Dove fuggi, uomo, porti sempre dietro te stesso.
    no tags
  • 544) Il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura.
    Piacere
  • 545) Poichè sarebbe troppo faticoso avere tutti amici, basta non avere troppi nemici.
    Amicizia
  • 546) Le avversità non le affrontiamo perché sono difficili, ma sono difficili perché non le affrontiamo.
    no tags
  • 547) Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere.
    Potere
  • 548) Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. E i beni la cui perdita è più facilmente tollerabile sono quelli che, perduti, non possono essere oggetto di rimpianto.
    Bene
  • 549) Il saggio deve essere equilibrato, e per agire da forte deve far ricorso alla forza, non all'ira.
    Saggezza
  • 550) Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più.
    Povertà
  • 551) Il saggio in ogni cosa guarda al proposito, non all'esito; cominciare dipende da noi, del risultato, invece, decide la sorte e io non le riconosco il diritto di giudicarmi.
    Saggezza
  • 552) Preferisco l'insuccesso al disimpegno.
    SuccessoMotivazionali
  • 553) Il saggio non provocherà mai l'ira dei potenti, anzi la eviterà, come in navigazione si evitano le tempeste.
    Saggezza
  • 554) Prima di diventare vecchio ho cercato di vivere bene, ora che sono vecchio cerco di morire bene: ma morire bene significa morire volentieri.
    Vecchiaia
  • 555) Il saggio non può perdere nulla; tutto ha riposto in sé, non affida nulla alla fortuna, ha i suoi beni al sicuro, appagato della virtù.
    Saggezza
  • 556) Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di sé stessi.
    Anima
  • 557) Il saggio non si lascia mai prendere la mano dalla buona fortuna nè abbattere da quella avversa.
    Saggezza
  • 558) Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente i beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti.
    no tags
  • 559) Il saggio si abitua ai mali futuri e, mentre per gli altri diventano sopportabili dopo una lunga sofferenza, egli li rende tali con una lunga meditazione.
    Saggezza
  • 560) Proprio come sceglierò la mia nave quando mi accingerò ad un viaggio, o la mia casa quando intenderò prendere una residenza, così sceglierò la mia morte quando mi accingerò ad abbandonare la vita.
    Morte
  • 561) Gli uomini non vivono, ma sono sempre in attesa di vivere: rimandano tutto al futuro.
    Attesa
  • 562) Il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza.
    Vita
  • 563) Proprio e naturale della virtù è godere e gioire: adirarsi non è conforme alla sua dignità, non più che essere triste; eppure la tristezza è compagna dell'iracondia, e ogni forma d'ira si risolve in essa, sia dopo il pentimento sia dopo l'insuccesso.
    no tags
  • 564) Il saggio è autosufficiente non nel senso che vuole essere senza amici, ma che può stare senza amici; e questo -può- significa che, se perde un amico, sopporta con animo sereno.
    Amicizia
  • 565) Puoi capire il carattere di una persona dal modo come accoglie le lodi.
    Carattere
  • 566) Il saggio è pieno di gioia, allegro e sereno, imperturbabile; la sua vita è pari a quella degli dèi.
    Saggezza
  • 567) Qual è il sommo bene dell'uomo? Comportarsi secondo natura.
    no tags
  • 568) Il sapiente non accetterà entro la soglia di casa sua nessun denaro di provenienza sospetta: non rifiuterà, però, né respingerà le grandi ricchezze dono della fortuna e frutto della virtù.
    Fortuna
  • 569) Qual è la qualità peculiare dell'uomo? La ragione: se questa è onesta e perfetta, dà all'uomo una felicità completa.
    no tags
  • 570) Il sapiente non è soggetto ad alcuna offesa; pertanto non importa quante frecce siano scagliate contro di lui, dal momento che è del tutto invulnerabile.
    Sapienza
  • 571) Qualche volta anche il far qualche pazzia non dispiace.
    Pazzia
  • 572) Il sapiente è di migliore qualità, se nessuna offesa gli nuoce, piuttosto che se non gliene viene fatta nessuna; e io dirò uomo valoroso quello che non è domato dalle guerre e non è impaurito dalla forza del nemico che si avvicina, non quello che si gode un pingue ozio tra popoli inoperosi.
    Sapienza
  • 573) Qualcuno va incontro alla morte pieno d'ira: solo chi vi si è preparato a lungo, ne accoglie lieto l'arrivo.
    Morte
  • 574) Il sole splende anche sui malvagi.
    Malvagità
  • 575) Quando aumenta il sapere, aumenta il dolore.
    Sapere
  • 576) Il sommo bene è l'armonia dell'animo.
    Bene
  • 577) Quando ci sembra che si avvicini un pericolo di morte, consideriamo quanto ci sono vicini altri pericoli di cui non abbiamo paura.
    Pericolo
  • 578) Il sommo bene, cioè la felicità, non cerca al di fuori mezzi per realizzarsi; è un bene interiore e nasce tutto da se stesso; diventa schiavo della sorte se ricerca una parte di sé all'esterno.
    Felicità
  • 579) Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono.
    Pensare
  • 580) Il tempo scopre la verità.
    Verità
  • 581) Quando insegnano, gli uomini imparano.
    no tags
  • 582) Il tempo scorre velocissimo e ce ne accorgiamo soprattutto quando guardiamo indietro: mentre siamo intenti al presente, passa inosservato, tanto vola via leggero nella sua fuga precipitosa.
    Tempo
  • 583) Quando la morte è vicina e destinata ad arrivare in ogni caso, richiede una fermezza d'animo tenace che è piuttosto rara e la può dimostrare solo il saggio.
    Morte
  • 584) Il valore, quando è sfidato, si moltiplica.
    no tags
  • 585) Quando la si desidera, una cosa sembra straordinaria, ma dopo averla ottenuta nessuno è soddisfatto.
    Desiderio
  • 586) Il vero bene, saggezza e virtù, non muore, è sicuro ed eterno; è l'unica cosa immortale che tocca ai mortali.
    Saggezza
  • 587) Quanto si ingannano quegli uomini che bramano di spingere il loro dominio al di là del mare e pensano di essere veramente felici se occupano militarmente molte regioni e alle vecchie ne aggiungono di nuove, e sono ignari di quale sia quello straordinario potere, pari al potere degli dei: il dominio di sé stessi è il più grande dominio.
    no tags
  • 588) Immagina di abbracciare l'immensità del tempo e l'universo, e poi paragona all'infinito quella che chiamiamo vita umana: vedrei come è poca cosa questa vita che desideriamo e cerchiamo di prolungare.
    VitaAbbracci
  • 589) Quanto è insensato l'oratore che si allontana felice per gli applausi di un pubblico ignorante!
    no tags
  • 590) Imparare la virtù significa disimparare i vizi.
    Virtù
  • 591) Quello che ci rende veramente cattivi è che nessuno esamina la propria vita.
    Cattiveria
  • 592) In qualsiasi genere di vita troverai divertimenti, distensioni e piaceri, se vorrai giudicare lievi i mali piuttosto di renderteli odiosi.
    Vita
  • 593) Quello che tu chiami schiavo pensa che è nato come te, gode dello stesso cielo, respira la stessa aria, vive e muore, come viviamo e moriamo noi. Puoi vederlo libero cittadino ed egli può vederti schiavo.
    no tags
  • 594) Infelice non è chi esegue un ordine, ma chi lo esegue contro la propria volontà. Disponiamoci, perciò a volere quello che le circostanze esigono.
    Infelicità
  • 595) Questo solo di buono ha la continua sventura, che finisce per temprare le sue vittime di sempre.
    no tags
  • 596) Innanzi tutto è più facile respingere il male che governarlo, non accoglierlo che moderarlo, una volta accolto, perché, quando si è insediato da padrone in un animo, diventa più forte di chi dovrebbe governarlo e non si lascia troncare ne rimpicciolire.
    Male
  • 597) Questo è l'unico motivo per cui non possiamo lagnarci della vita: essa non trattiene nessuno.
    Vita
  • 598) Insegnando s'impara.
    no tags
  • 599) Ricorda sempre quali vantaggi hai conseguito; e quando guarderai quante persone di stanno davanti, pensa a quante ti stanno dietro.
    no tags
  • 600) L'amore non può coesistere con il timore.
    Amore
  • 601) Ricordati di spogliare gli avvenimenti dal tumulto che li accompagna e di considerarli nella loro essenza: capirai che in essi non c'è niente di terribile se non la nostra paura.
    Paura
Fonti

Per eventuali fonti non citate si prega di fare riferimento alla pagina dei Ringraziamenti

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